“Proporrò al congresso straordinario dello Sdi, che si terrà fra un mese, di far nascere la costituente di tutti i socialisti. Se il congresso accetterà la mia proposta, sarà l'aprile dei garofani e della ritrovata unità socialista. Questa costituente, accanto ai socialisti, dovrà rivolgersi a tutti coloro che non accettano il Partito Democratico. Penso che il nostro messaggio entrerà nel cuore di tanti italiani”. Lo afferma fra gli applausi il segretario dello Sdi, Enrico Boselli, nel suo intervento al congresso dei socialisti.
Boselli è stato accolto dalla platea con il coro “Unità, unità”. Boselli ha atteso che il coro finisse ed ha detto questo incipit: “Non mi dispiace”. “C'è assoluto bisogno di porre fine a questa lunga diaspora tra socialisti sulla base di una chiara e limpida scelta politica di campo. La costituente socialista può nascere infatti solo nel campo della sinistra italiana. Quello che abbiamo di fronte - ha detto Boselli nel suo intervento - è un dovere politico e morale: riunire la famiglia socialista. Noi - ha aggiunto - che siamo stati specialisti in scissioni, lacerazioni e polemiche dobbiamo fare oggi questa scelta”.
Boselli pensa che la costituente possa allargarsi a Turci, Caldarola ed ai radicali. Su Mussi Boselli afferma: “Mi domandano: 'Come e' possibile dialogare con Mussi che guida la sinistra Ds?'. Io - risponde Boselli - voglio dialogarci, non farci un partito”.
Boselli è molto duro con Rutelli: “La Margherita del 2001-2002 è molto diversa dalla Margherita attuale. Rutelli ha fatto una scelta: oggi la Margherita è un moderno partito cattolico”. Boselli ricorda la scelta di Rutelli sulla fecondazione assistita ed attacca: “Il timone della Margherita è clericale”. Partendo da questo assunto, Boselli si domanda: “Il Partito Democratico è quindi qualcosa di più avanzato di un partito socialdemocratico europeo oppure no? Io ritengo di no. Il compromesso fra Ds e Margherita produrrà cose meno avanzate di un partito socialdemocratico occidentale. Respingo l'idea - ha proseguito Boselli - che noi siamo contrari al Pd in via pregiudiziale. L'idea di realizzare una formazione riformista di grande respiro ci ha accompagnato lungo tutta la storia dei socialisti italiani, ma il cantiere del Pd proposto da Ds e Margherita è qualcosa di diverso”. Sui Ds Boselli dice: “Apprezzo le riflessioni che oggi i Ds fanno sull'uragano che colpì nel 1993 in modo irrimediabile il Psi. Ma sinceramente avrei preferito ascoltare queste parole nel 1993-1994. Fassino ieri qui ha detto: 'Io, Bobo Craxi ed Enrico Letta non la pensiamo diversamente su moltissimi temi'. Ma lui nel Pd porta dentro Binetti, Rutelli, Bobba. Forse De Mita non lo porterebbe, ma questo è un altro discorso. Il Pd è un accordo fra Ds e Margherita. Sono due grandi tradizioni: la postcomunista e quella cattolica democratica di sinistra. Li rispetto, ma ha ragione Intini quando definisce il Pd 'un compromesso storico in formato bonsai'. Noi non possiamo essere parte di questo progetto. Ci sentiamo estranei. Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer non hanno mai parlato la stessa lingua di Turati, Nenni, Mancini e Craxi. Ci sono profonde differenze”.
Boselli, en passant, cita una delle differenze: “Una giustizia vera prevede la separazione delle carriere. Su gran parte dell'asse politico, il partito Democratico è un passo indietro rispetto ad una forza socialista e socialdemocratica”. Ai socialisti, che sono una forza extraparlamentare non avendo né deputati né senatori, Boselli dice: “Voi non siete fuori dal Parlamento. Noi siamo in Parlamento e lì parla la voce socialista”




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