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    Predefinito Solidariedade A Su Sindacadu De Sa Natzioni Sarda – C.s.s.

    CONDANNA DEL GRAVE ATTO DISCRIMINATORIO



    AVVENUTO A ROMA L’8 MARZO ‘07




    A Manca pro s’Indipendentzia con la presente esprime la propria totale solidarietà nei confronti del Sindacadu de sa Natzioni Sarda – C.S.S. e del Segretario Territoriale di Sassari, Anghelu Marras, allontanato da un tavolo sindacale convocato per risolvere un “problema” di conflitto interno fra le OO.SS. determinatosi presso la Banca di Sassari e composto dalle segreterie nazionali dei più grandi sindacati italiani e dalle segreterie regionali della Sardegna. La motivazione data appare del tutto illegittima, oltre che vergognosa: Anghelu Marras è stato considerato esponente di un sindacato sconosciuto, che non figura fra quelli “maggiormente rappresentativi” e quindi non può firmare dei documenti ufficiali insieme a cgil-cisl-uil neppure alla Banca di Sassari.”

    Nei confronti di tale episodio aMpI esprime la più netta e chiara condanna!!!




    Il Sindacadu de sa Natzioni Sarda – C.S.S. si è sempre battuto a sostegno delle varie vertenze del mondo del lavoro in Sardigna!!!



    Il Sindacadu de sa Natzioni Sarda – C.S.S. è da considerarsi senza alcun dubbio come un sindacato (se non “il” sindacato!) rappresentativo


    degli interessi dei lavoratori sardi!!!



    I Sardi hanno il legittimo diritto ad essere rappresentati


    da un proprio Sindacato nazionale!!!






    Cagliari, 12 marzo 2007


    RIPORTIAMO, SU AUTORIZZAZIONE, IL COMUNICATO DELLA SEGRETERIA TERRITORIALE DI SASSARI SU QUANTO ACCADUTO.

    Tatari 11 martu 2007
    (Sassari 11 marzo 2007)

    GRAVE EPISODIO DI DISCRIMINAZIONE A ROMA VERSO IL RAPPRESENTANTE DEL SINDACATO DELLA NATZIONE SARDA




    E-MAIL AI LAVORATORI DOPO LA GIORNATA ROMANA



    “Cari compagni e amici, sono confuso. Credevo che il razzismo fosse determinato dall’ignoranza, adesso so che anche il cinico calcolo politico determina condizioni violentissime di razzismo. Questo, per me, per l’organizzazione che rappresento, per la Natzione Sarda della quale mi onoro di essere parte e per l’idea di civiltà e democrazia che perseguo, è insostenibile. Sono arrabbiatissimo!” (anghelu marras)

    · AGLI ORGANI DIRIGENTI DELLA CSS – SINDACADU DE SA NATZIONE SARD
    · AGLI ISCRITTI DELLA CSS
    · AI COMPAGNI DELLA NATZIONE SARDA E ALLE LORO ORGANIZZAZIONI
    · AI SINDACATI ITALIANI DEL SINDACATO INTERNAZIONALE DELLE NAZIONI SENZA STATO

    Il Segretario Territoriale di Sassari della C.S.S. – Sindacadu de sa Natzione Sarda è stato chiamato a Roma l’8 marzo 2007 nella sede della Commissione Nazionale per la soluzione dei conflitti fra le OO.SS., composta dalle segreterie nazionali dei più grandi sindacati italiani e dalle segreterie regionali della Sardegna, per risolvere congiuntamente un “problema” di conflitto interno fra le OO.SS. determinatosi presso la Banca di Sassari, in cui Marras è Segretario Aziendale di Coordinamento della CSS-Falcri.
    ROMA. “La Confederazione Sindacale Sarda non è un Sindacato sconosciuto non figura fra quelli “maggiormente rappresentativi” quindi non può firmare dei documenti ufficiali insieme a cgil-cisl-uil neppure alla Banca di Sassari. La CSS non dovrebbe essere, in quel momento lì a Roma, non facendo parte di quell’assise “nazionale” dei sindacati (italiani) convocata per dirimere i “contrasti” fra le OO.SS. in seno alle singole Aziende, comprese quelle sarde. In quel contesto era titolato a sedere solamente il rappresentante della Falcri Nazionale(sindacato col quale la CSS ha contratto un Patto Federativo) che, sebbene estraneo alle dinamiche interne alla Banca di Sassari, è titolato a dirimere le controversie fra le OO.SS. sarde”.

    Dopo circa due ore di improperi verso di me e verso il sindacato che rappresento (la C.S.S. – Sindacadu de sa Natzione Sarda), di sfottò verso “la repubblica di Sardegna” (peraltro da me mai citata né in Azienda né in quella circostanza) con provocazioni del tipo “io faccio il sindacato della repubblica di Napoli... ed il quello della repubblica di Gemona e un altro chiedeva il sindacato della repubblica di un paesino emiliano mai sentito nominare ...”, il segretario nazionale della Fiba-cisl (di cui s’ignora il nome ... forse Romani) interrupe “l’orgia di flatulenze” di questi colonnelli nazionali dei sindacati “maggiormente rappresentativi” per dichiarare che la riunione non poteva proseguire se dalla sala non fosse uscita l’unica persona che non era titolata a stare lì dentro e vale a dire lo stesso Anghelu Marras che fino a quel momento (l’invito a uscire era stato pronunciato altre volte ma senza riferimenti personali) non aveva capito di essere proprio lui la persona “indesiderata”.
    Dopo questo invito, fatto in maniera così palese e plateale, mi sono alzato, e dopo aver chiesto scusa per non aver capito prima di dover uscire, mi sono allontanato dalla sala, dalla stessa sede nazionale della Fisac-cgil e da Roma.

    I sentimenti che hanno prodotto questa tragica, incomprensibile e violenta operazione sono stati di un profondo senso di mortificazione, di umiliazione e di sconforto. E’ necessario cimentarsi in una riflessione profonda sulle motivazioni che hanno spinto quest’azione di bieca discriminazione. Gli atti non sono stati determinati solamente per un problema di “ignoranza” e di “non conoscenza” delle “questioni delle nazioni senza stato”, ma piuttosto gli episodi romani rappresentano una pianificazione concordata per la soluzione del conflitto interno fra le OO.SS. di qualunque azienda, volta all’eliminazione del “concorrente” interno, in una logica sindacale aberrante che opera con budget e obiettivi da raggiungere e in cui è totalmente estranea la volontà dei lavoratori.
    Se il Sindacato da “eliminare” poi, è un sindacato che così “facilmente” si presta ad essere emarginato (e il sindacato della “sedicente” Natzione Sarda” lo è), quale migliore occasione per eliminare quel “qualcosa” che turba i normali equilibri intersindacali italiani? Eliminare il concorrente con qualunque mezzo anche col razzismo, anche con l’offesa personale pur di poter mediare “interessi” che, sempre più escludono i lavoratori (di tutto lo Stato Italiano) e tutelano “quell’insostenibile leggerezza dell’essere potenti e virtuosi”.
    Che pena! E che rabbia!
    Il nostro Sindacato continuerà la sua azione, anzi incrementerà la sua azione negoziale. Se non sarà possibile svolgerla al Tavolo della concertazione (perché i sindacati italiani ce lo impediscono, magari relegandoci ad un secondo o terzo tavolo) la sposteremo nei corridoi dell’Azienda, nelle vie della città e in tutta la Natzione Sarda.
    Non c’è possibilità che il nostro percorso possa essere fermato, da alcuno sardo o continentale che sia..
    Il Sindacato Sardo deve vivere in Sardegna e potersi confrontare con i sindacati e con i lavoratori di tutto il mondo. Già lo fa nell’assise internazionale delle Nazioni Senza Stato di cui è membro coordinatore e lotterà fino al raggiungimento degli obiettivi che si è proposto di raggiungere: poter negoziare in Sardegna le condizioni e i contratti di lavoro così come già accade il Valle d’Aosta o in Trentino Alto Adige.

    Voglio dire ai compagni e agli amici lavoratori che sostengono il nostro Sindacato che questi episodi non ci inducono a demordere, che non abbasseremo la testa, che studieremo e lavoreremo perché la Sardigna non sia più penalizzata né da colonizzatori avventurieri mascherati da imprenditori (prenditori) né dalle sovrastrutture politiche o sindacali che come cani da guardia sono pronte a mordere i sardi quando cercano di ottenere migliori condizioni di lavoro e di vita per la propria popolazione.

    La Sardegna delle Istituzioni ha un debito nei confronti dei lavoratori sardi e mi deve personalmente delle scuse per avermi costretto ad espormi al pubblico ludibrio il giorno 8 marzo a Roma.

    Il riconoscimento del Sindacato Sardo è indispensabile per la tutela del lavoro in Sardegna sia per le Aziende che per i lavoratori. Non si può aspettare ulteriormente.

    Grazie per l’attenzione
    anghelu marras



    inviare mail a:
    anghelu.marras@tiscali.it

  2. #2
    email non funzionante
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    Predefinito

    Il sindacalismo è un tassello fondamentale per l’inserimento delle nostre vertenze nei settori della vita economica e sociale della Natzione.
    Le motivazioni circa la scarsa rappresentatività della CSS sono purtroppo fondate.
    Ciònonostante qualsiasi indipendentista e/o movimento deve poter essere vicino alla figura che rappresenta il nostro sindacato natzionale, quindi anche Marras, una figura certamente di qualità e legata ai nostri interessi natzionali.
    La Confederazione Sindacale Sarda dovrebbe tuttavia abbandonare un certo background ideologico che da sempre la pervade, anche in relazione al concetto di democrazia espresso dalle parole dello stesso Marras.
    Piena solidarietà alla CSS, ma consapevolezza che questo sindacato necessita di riformare una certa immagine, che, aldilà delle indiscusse valenze professionali, è suscettibile di scarsa rappresentatività, non certo per le sole motivanti del numero di iscritti o rappresentanti insiti nel mondo del lavoro.
    In Sardegna non ci servono sindacati comunisti, ci servono sindacati e basta aperti a tutti.

  3. #3
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    Predefinito Solidariedade a Su Sindacadu De Sa nazione Sarda

    Bos imbio la solidariedade de un pensionadu delusu de tottu sos sorprusos chi semus subende dae parte de una nazione furistera.Auguru chi cantu prima arrivede S'Avvreschida pro su Populu Sardu.Forza Paris Terrano e Bacu-Abis

 

 

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