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  1. #1
    Con l'Iraq che si ribella
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    Predefinito Nascita della "tradizione"...

    Recentemente stò leggendo un libro dove spiega come, storicamente, nascono le "tradizioni inventate"...benchè chiaramente sia un libro non propriamente "scorrevolissimo" devo ammettere che è un tema interessante...

    ...in effetti il fatto di come molte "tradizioni" siano inventate è stato spesso dichiarato anche qui riguardo a quella "Tradizione" che costituisce un elemento-chiave nei discorsi di molte persone della DR...una immagine che, in alcuni casi, prende spunto da miti di matrice più o meno esoterica che personalmente posso anche trovare dilettevoli...ad esempio a me Il Re del Mondo di Guénon è piaciuto...per quanto ritenga assolutamente bislacco dare ad essi un valore reale...

    ...però la cosa curiosa è che anche molte "tradizioni" con la "t" minuscola risulterebbero essere inventate di sana pianta ed in tempi relativamente moderni, attribuendo a tali consuetudini una origine antichissima...

    ...lo leggevo ad esempio riguardo, per quanto riguarda le tradizioni scozzesi, al kilt ed alla distinzione dei tartan in base ai vari clan...

    ...che, di fatto, sarebbero invenzioni al più tardo settecentesche...ed il kilt, in particolare, sarebbe stato concepito da un capitalista inglese perchè il costume che era diffuso allora tra le genti locali non era ottimale per le attività di lavoro (tagliare e trasportare legna) della sua azienda percui avrebbe fatto un costume apposta per poter meglio impiegare la sua manodopera...

    ...io francamente ho trovato questo fatto alquanto curioso, sebbene sia evidente in alcuni casi recenti a mio avviso davvero comici (come quello del patetico tentativo dei leghisti di mettere il cappello sul film Braveheart)...

    ...in pratica le "tradizioni" nascerebbero come una reazione alla morte di un sentire comune e quindi di uno spirito comunitario, cioè come un tentativo di recuperare o creare uno spirito comunitario laddove le comunità di riferimento sono state culturalmente annientate o proprio non sono mai esistite...

    ...questo fatto a me faceva venire in mente Garibaldi che, a quanto leggevo da un'altra parte, sarebbe stato così noto proprio per una sua voluta "campagna di immagine mondiale" che faceva uso del moderno strumento fotografico...oppure a come l'Italia si sia appropriata di tanti grandi personaggi italici che, in realtà, propriamente, italiani non erano proprio perchè l'Italia non era mai esistita...

    ...in effetti l'ho trovata una tematica piuttosto curiosa...voi conoscete altre tradizioni ampiamente note quanto inventate?
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  2. #2
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    IO voglio dire solo una cosa:

    "quello che le persone ritengono vero diviene reale nell'azione di queste stesse persone"

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Combat1982 Visualizza Messaggio
    IO voglio dire solo una cosa:

    "quello che le persone ritengono vero diviene reale nell'azione di queste stesse persone"

    Evola vallo a citare su DR. Qui non puoi altro che prenderti una pernacchia in faccia.
    Oltretutto mai fregnaccia fu più cacciata fuori nella storia da qualche filosofo o presunto tale. Roba da scientology. Perchè non ti convinci che l'uomo possa volare e poi ti butti da un cavalcavia della A1. Potrebbe essere interessante notare gli effetti. Poi magari vienimeli a ridire. Oltretutto questa frase presuppone uno dei concetti più aberranti politicamente che mai si possano concepire ovvero l'idea che per un risultato si possano creare falsi miti e falsi simboli senza per questo che venga presa in considerazione l'idea etica che deve esistere dietro la politica. La sostanza di questo discorso è: riempire la testa delle masse di cazzate per convincerle di qualcosa che o non c'è o è altro da sè.
    Eurasia, nazibol, topo gigio, e poi me vieni qui a citare Evola come un qualsiasi nefoascista di 17 anni.

    A luta continua

  4. #4
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    Guarda Sandinista non sono il tipo a cui piace sottolineare le stronzate di altri...ma questo con evola non centra proprio un accidenti...

    non mi ricordo come si chiama è considerata una di quelle leggi di cui ciurlano i sociologi...

    Ed è un concetto molto interessante. Ti faccio un futile esempio: se io sono convinto di essere malato, allora prendero medicine e farò cose che alla fine mi porteranno a essere malato davvero.

    Nel caso della storia e delle tradizioni, mi pare che il risultato è chissenefrega la verità delle cose, l'importante è la realtà (e non i rapporti di produzione come dicono i libri impolverati scritti da chissà chi)

    tutto qui.

    Evola dimenticalo. Io ne ho letto pochissimo e non c'ho trovato quasi nulla.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Skarm Visualizza Messaggio
    Recentemente stò leggendo un libro dove spiega come, storicamente, nascono le "tradizioni inventate"...benchè chiaramente sia un libro non propriamente "scorrevolissimo" devo ammettere che è un tema interessante...

    ...in effetti il fatto di come molte "tradizioni" siano inventate è stato spesso dichiarato anche qui riguardo a quella "Tradizione" che costituisce un elemento-chiave nei discorsi di molte persone della DR...una immagine che, in alcuni casi, prende spunto da miti di matrice più o meno esoterica che personalmente posso anche trovare dilettevoli...ad esempio a me Il Re del Mondo di Guénon è piaciuto...per quanto ritenga assolutamente bislacco dare ad essi un valore reale...

    ...però la cosa curiosa è che anche molte "tradizioni" con la "t" minuscola risulterebbero essere inventate di sana pianta ed in tempi relativamente moderni, attribuendo a tali consuetudini una origine antichissima...

    ...lo leggevo ad esempio riguardo, per quanto riguarda le tradizioni scozzesi, al kilt ed alla distinzione dei tartan in base ai vari clan...

    ...che, di fatto, sarebbero invenzioni al più tardo settecentesche...ed il kilt, in particolare, sarebbe stato concepito da un capitalista inglese perchè il costume che era diffuso allora tra le genti locali non era ottimale per le attività di lavoro (tagliare e trasportare legna) della sua azienda percui avrebbe fatto un costume apposta per poter meglio impiegare la sua manodopera...

    ...io francamente ho trovato questo fatto alquanto curioso, sebbene sia evidente in alcuni casi recenti a mio avviso davvero comici (come quello del patetico tentativo dei leghisti di mettere il cappello sul film Braveheart)...

    ...in pratica le "tradizioni" nascerebbero come una reazione alla morte di un sentire comune e quindi di uno spirito comunitario, cioè come un tentativo di recuperare o creare uno spirito comunitario laddove le comunità di riferimento sono state culturalmente annientate o proprio non sono mai esistite...

    ...questo fatto a me faceva venire in mente Garibaldi che, a quanto leggevo da un'altra parte, sarebbe stato così noto proprio per una sua voluta "campagna di immagine mondiale" che faceva uso del moderno strumento fotografico...oppure a come l'Italia si sia appropriata di tanti grandi personaggi italici che, in realtà, propriamente, italiani non erano proprio perchè l'Italia non era mai esistita...

    ...in effetti l'ho trovata una tematica piuttosto curiosa...voi conoscete altre tradizioni ampiamente note quanto inventate?
    Skarm
    Un testo scolastico come il "dizionario filosofico" di Voltaire,e' sicuramente illuminante in materia,forse piu' teologica che tradizionalistica.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Combat1982 Visualizza Messaggio
    Guarda Sandinista non sono il tipo a cui piace sottolineare le stronzate di altri...ma questo con evola non centra proprio un accidenti...

    non mi ricordo come si chiama è considerata una di quelle leggi di cui ciurlano i sociologi...

    Ed è un concetto molto interessante. Ti faccio un futile esempio: se io sono convinto di essere malato, allora prendero medicine e farò cose che alla fine mi porteranno a essere malato davvero.

    Nel caso della storia e delle tradizioni, mi pare che il risultato è chissenefrega la verità delle cose, l'importante è la realtà (e non i rapporti di produzione come dicono i libri impolverati scritti da chissà chi)

    tutto qui.

    Evola dimenticalo. Io ne ho letto pochissimo e non c'ho trovato quasi nulla.

    Ed invece questa citazione che hai fatto è proprio evoliana. Evola parla proprio della valenza azionatrice dei miti aldilà della loro realtà o falsità.

    Per quanto riguarda il contenuto della frase rimangono le mie considerazioni precedenti.
    Chi cita questa frase Evola o meno è pronto a riempire di cazzate la testa delle masse. Una frase che potrebbe essere applicata a Bush e alle inesistenti rmi cimiche irachene.

    A luta continua

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Skarm Visualizza Messaggio
    Recentemente stò leggendo un libro dove spiega come, storicamente, nascono le "tradizioni inventate"...benchè chiaramente sia un libro non propriamente "scorrevolissimo" devo ammettere che è un tema interessante...

    ...in effetti il fatto di come molte "tradizioni" siano inventate è stato spesso dichiarato anche qui riguardo a quella "Tradizione" che costituisce un elemento-chiave nei discorsi di molte persone della DR...una immagine che, in alcuni casi, prende spunto da miti di matrice più o meno esoterica che personalmente posso anche trovare dilettevoli...ad esempio a me Il Re del Mondo di Guénon è piaciuto...per quanto ritenga assolutamente bislacco dare ad essi un valore reale...

    ...però la cosa curiosa è che anche molte "tradizioni" con la "t" minuscola risulterebbero essere inventate di sana pianta ed in tempi relativamente moderni, attribuendo a tali consuetudini una origine antichissima...

    ...lo leggevo ad esempio riguardo, per quanto riguarda le tradizioni scozzesi, al kilt ed alla distinzione dei tartan in base ai vari clan...

    ...che, di fatto, sarebbero invenzioni al più tardo settecentesche...ed il kilt, in particolare, sarebbe stato concepito da un capitalista inglese perchè il costume che era diffuso allora tra le genti locali non era ottimale per le attività di lavoro (tagliare e trasportare legna) della sua azienda percui avrebbe fatto un costume apposta per poter meglio impiegare la sua manodopera...

    ...io francamente ho trovato questo fatto alquanto curioso, sebbene sia evidente in alcuni casi recenti a mio avviso davvero comici (come quello del patetico tentativo dei leghisti di mettere il cappello sul film Braveheart)...

    ...in pratica le "tradizioni" nascerebbero come una reazione alla morte di un sentire comune e quindi di uno spirito comunitario, cioè come un tentativo di recuperare o creare uno spirito comunitario laddove le comunità di riferimento sono state culturalmente annientate o proprio non sono mai esistite...

    ...questo fatto a me faceva venire in mente Garibaldi che, a quanto leggevo da un'altra parte, sarebbe stato così noto proprio per una sua voluta "campagna di immagine mondiale" che faceva uso del moderno strumento fotografico...oppure a come l'Italia si sia appropriata di tanti grandi personaggi italici che, in realtà, propriamente, italiani non erano proprio perchè l'Italia non era mai esistita...

    ...in effetti l'ho trovata una tematica piuttosto curiosa...voi conoscete altre tradizioni ampiamente note quanto inventate?
    Skarm
    Fai riferimento a "l'invenzione della tradizione" di Hobsbawm e Ranger, vero? Un testo decisamente interessante.

    Ne parla brevemente anche Preve nel saggio "Comunismo e Comunitarismo":

    A portare ulteriore confusione ci sono stati recentemente anche storici come Eric Hobsbawm, che hanno parlato di "invenzioni delle nazioni", sostenendo che le nazioni non sono mai un semplice dato etnico e linguistico "naturale", ma sono sempre state storicamente costruite, al punto che le loro stesse "tradizioni" sono state costrite da gruppi intellettuali di poeti, scrittori e filosofi. Su questo bisogna intendersi. Hobsbawm ha ragione, ma dimentica di dire che tutta la civiltà umana, e non solo le nazioni, è stata storicamente e artificialmente costruita. L'intera civiltà è ontologicamente un prodotto del lavoro e del linguaggio. La "costruzione" delle nazioni è allora solo un primo tentativo di perseguimento di sovranità e di autodeterminazione, ovviamente ancora limitate ed imperfette, dal momento che il perseguimento immediato di una sovranità mondiale unificata è soltanto virtuale e non effettualmente possibile.
    L'insistere sul carattere artificiale e storicamente costruito delle nazioni è oggi l'esercizio preferito degli intellettuali progressisti ed ex-comunisti, da Hobsbawm a Balibar. Finito l'internazionalismo comunista, si passa direttamente all'internazionalismo del capitale globale unificato. Questi intellettuali, di cui non voglio qui contestare la buona fede soggettiva, non si rendono assolutamente conte che oggi la sovranità nazionale, anche e soprattutto culturale, non è assolutamente un residuo conservatore, reazionario e "fascista", ma è un elemento di resistenza allo strapotere dell'impero mondiale americano. Basta aprire un giornale per capirlo. Ma la deformazione ideologica può far diventare completamente ciechi, ed impedire di vedere ciò che è sotto gli occhi di tutti.


    A mio parere è giusto sottolineare il "carattere artificiale e storicamente costruito delle nazioni" quantomeno perchè permette di liberarsi da certe incrostazioni ideologiche di stampo reazionario che hanno la tendenza a legittimare le tradizioni che sono alla base delle differenza nazionali utilizzando "argomenti" di ordine teologico, biologico, spirituale ecc..
    D'altra parte ha altrettanto ragione C. Preve a non rigettare violentemente e aprioristicamente le tradizioni solo a causa della loro natura artificiale, esortando invece a valutare caso per caso, l'effettiva utilità (e aggiungerei l'effettivo attaccamento popolare) di questi elementi nella lotta con il cosiddetto "impero mondiale americano".

  8. #8
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    Probabilmente non hai capito cosa voglia dire la frase. E cosa volevo dire io.
    E tanto qualsiasi cosa scrivessi tu non saresti d'accordo.

    A quanto pare sono il primo caso di evoliano inconsapevole...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Combat1982 Visualizza Messaggio
    IO voglio dire solo una cosa:

    "quello che le persone ritengono vero diviene reale nell'azione di queste stesse persone"
    ......definizione assolutamente calzante per la Tradizione. Vivere e sentire il mondo definito da una forza per l' alto e verso l' alto ; uniformare l' agire a questa forza. In altre parole, un' Idea-chiave che tutte le riassume e (soprattutto) le condensa. Metodologicamente scorretto misurare quest' approccio con criteri 'moderni' e positivisti, trattandosi non di sguardi diversi sul reali ma letteralmente in-commensurabili ; si tratta cioè di 'gradi' diversi dell' essere. Questo in sintesi : quanto poi, ora, mi senta vicino a quest' approccio è ininfluente.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Evola vallo a citare su DR. Qui non puoi altro che prenderti una pernacchia in faccia.
    Oltretutto mai fregnaccia fu più cacciata fuori nella storia da qualche filosofo o presunto tale. Roba da scientology. Perchè non ti convinci che l'uomo possa volare e poi ti butti da un cavalcavia della A1. Potrebbe essere interessante notare gli effetti. Poi magari vienimeli a ridire. Oltretutto questa frase presuppone uno dei concetti più aberranti politicamente che mai si possano concepire ovvero l'idea che per un risultato si possano creare falsi miti e falsi simboli senza per questo che venga presa in considerazione l'idea etica che deve esistere dietro la politica. La sostanza di questo discorso è: riempire la testa delle masse di cazzate per convincerle di qualcosa che o non c'è o è altro da sè.
    Eurasia, nazibol, topo gigio, e poi me vieni qui a citare Evola come un qualsiasi nefoascista di 17 anni.

    A luta continua
    .............e Platone cos' ha fatto ? Affermando esplicitamente di averlo fatto ? Non ha creato ( o riproposto) miti ?

 

 
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