Gli USA, mascherati da NATO, si preparano ad una nuova guerra. Vittima designata, ancora una volta, l’Afghanistan, colpevole di un crimine aberrante: la volontà di autodeterminarsi.
Dopo aver costruito ad arte la fandonia della responsabilità talebana negli attentati dell’11 settembre, ormai smascherata in tutta la sua vergognosa falsità, i grandi media internazionali, asserviti al potere mondialista, hanno realizzato negli ultimi 3/4 mesi un nuovo inconsistente castello accusatorio contro i resistenti afgani. Un’improbabile offensiva dell’integralismo islamico su vasta scala è lo spauracchio usato per giustificare una guerra che vedrà, di fatto, i nostri soldati schierati in un’operazione non di pace o ricostruzione, ma di vera e propria aggressione che, come sempre, avrà ripercussioni solo sulla popolazione civile, non certo sui responsabili della crisi che dal 2001 insanguina il medio oriente da Kabul a Beirut.
Il motivo di fondo della nuova aggressione è il controllo della produzione di oppio, sfuggito di mano alle grandi oligarchie guerrafondaie, a vantaggio, non certo dei talebani o degli integralisti islamici, ma di quei faccendieri che dai tempi della guerra contro l’URSS fanno affari con gli “occidentali”.
Il governo italiano servo dei grandi potentati d’oltreoceano, si appresta a mandare allo sbaraglio centinaia di soldati italiani impreparati ad azioni di guerra. Come per Nassyria la responsabilità di quel sangue sarà tutta di chi ha mandato li quei militari.




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