Ovvio che ogni giornalista è libero di fare la trasmissione che vuole, col livello di qualità che vuole.
Liberi ovviamente anche gli spettatori di dire che, se una trasmissione di attualità si deve trasformare nella solita arena da processo del lunedì, dove le persone non vengono invitate per interloquire, e per spiegarsi col pubblico, ma per essere attaccate e dileggiate (come è successo l'altra sera a Mastella), allora preferiscono cambiare canale.
La cosa peggiore di quella trasmissione, a mio avviso, è stato che il conduttore, che dovrebbe essere colui che ospita, non solo si è rivelato inospitale comportandosi in modo arrogante con chi era ospite, ma ha addirittura insultato l'ospite, dopo che se aveva deciso di andarsene.
Ora, Mastella se ne va, così come Berlusconi se ne va da una trasmissione. Ognuno fa la figura che fa, andandosene. E si può commentare (ma non è questo il punto qui) il fatto che sia stato giusto o meno andarsene.
Ma il conduttore, se si mette subito dopo a sproloquiare sul fatto che l'ospite è andato via, mettendosi a fare il predicatore-masaniello della situazione, non fa una gran bella figura. Almeno in una trasmissione di quel genere.
Certi giornalisti alla Santoro, è inutile che, per giustificare i loro comportamenti, starnazzino poi ai quattro venti di voler essere "liberi". Quando ci si comporta da gran cafoni, non si è più "liberi", ma si fa solo peggio il proprio mestiere che, crediamo, non sia quello del pagliaccio. Sgarbi docet.
PS. Ci tengo a precisare che, nel merito, non condividevo gli argomenti di Mastella, essendo favorevole alle unioni di fatto.




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),quindi non preferirei comunque Vespa a Santoro..certo è che il conduttore dovrebbe essere super partes,e Santoro non lo è(non giudico il maleducato perchè la trasmissione non l'ho vista,tranne gli spezzoni del giorno dopo).La presenza di Vauro(comunista dichiarato),di Travaglio(ritenuto dal popolo bue e ignorante "di sinistra" e "di parte") di un conduttore pubblicamente schierato hanno minato alla base i risultati della trasmissione stessa,(purtroppo).
