Cent'anni fa nasceva a Bucuresti in Romania Mircea Eliade.
Non ebbe una vita comune - è bene dirlo subito.
D'altronde era egli un tipo non comune, andando ad aggiungersi a quella schiera di Maestri che segnarono la vita culturale del Novecento: Dumézil (che l'aiutò a Parigi), Cioran, Baltrushaitis e altri.
Erano tutti amici: come non avrebbe potuto essere? Erano tutti un po' simili.
Avevano tutti la passione per i "viaggi interiori", come son uso dire.
Soltanto che non lo dicevano, o meglio non esplicitamente.
Per esempio, Eliade descrisse le sue sperimentazioni tantriche sotto le velate spoglie di un libello romanzesco, Viaggio a Serampore. Per non parlare dell'altro pamphlet, Il segreto del Dr Honigberger: insomma, son scritti che devono esser letti in controluce per capirne la loro vera essenza.
Una volta Eliade disse: "Non so fino a che punto la mia carriera di storico abbia influenzato quella di scrittore e viceversa". Proprio così. E non solo per lui: basti pensare al jeu linguistique di Dumézil sulla quartina di Nostradamus Un moins noyre dedans...
Ancora molto noi non sappiamo della vita di Eliade - la sua partecipazione alla Guardia di Ferro, fatto che custodì gelosamente in segreto, anche se mai recusato: egli non voleva (se ne può comprendere la ragione) che divenisse di dominio pubblico.
Ne seppe qualcosa il suo allievo più brillante, Ioan Culianu, quando gli pose delle domande imbarazzanti sul suo passato guardista.
Bè, ognuno ha qualche scheletro nell'armadio: ciò non toglie nulla alla grandezza dello studioso.
Ma forse alla grandezza dell'uomo, sì: ma parce sepulto!
Non sarò certo io a fare le bucce a Eliade: anche il mio ego smisurato ha un limite.
Martinet, devotamente suo.




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