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  1. #1
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    Predefinito 70 - Declino e crollo della Monarchia in Italia

    “Declino e crollo della Monarchia in Italia
    I Savoia dall'Unità d'Italia al referendum del 1946”


    Sabato 10 febbraio 2007, a Napoli, all’Antisala dei Baroni al Maschio Angioino, su iniziativa dell'Accademia “Nuova Prometeo” è stato presentato il libro dello storico Aldo Alessandro Mola Declino e crollo della Monarchia in Italia. I Savoia dall'Unità d'Italia al referendum del 1946 (Ed. Mondadori - Le Scie, Milano, dicembre 2006).

    Quest’iniziativa culturale ha registrato una grande partecipazione di pubblico, di circa 500 persone.

    Un pubblico molto articolato sia come componenti culturali (soci dell'Accademia, membri dell' Arciconfraternita dei Pellegrini, monarchici, docenti universitari, esponenti politici del centro-destra come anche personalità intellettuali della sinistra, critici d'arte), sia come appartenenze professionali - avvocati, medici, notai, dirigenti pubblici - sia come fasce anagrafiche, tant'è che è stata notata la presenza di due classi liceali, dei Licei Classici “Genovesi” e “Garibaldi”, molto attente nel seguire gli interventi dei relatori.

    Alla manifestazione hanno presenziato, quali ospiti d'onore, il Principe Amedeo Duca d'Aosta, con la Consorte, ed il figliolo il Principe Aimone d'Aosta, Duca delle Puglie.
    Assente Maria Gabriella di Savoia, che ha fatto pervenire un misurato indirizzo di saluto.

    Dopo i saluti dei dirigenti dell'Unione Monarchica Italiana – dr. Sergio Boschiero e avv. Alessandro Sacchi – e dopo le introduzioni del Presidente dell'Accademia, Avv. Gianni Ferrara e del Delegato alla Cultura, Avv. Valerio De Martino - che ha richiamato i princìpi della filosofia platonica quali fondamenti della cultura “tradizionale” cui l'Accademia si ispira - vi è stata l'articolata relazione svolta dal dott. Stefano Arcella, scrittore e saggista, che ha tratteggiato un profilo molto articolato ed approfondito del libro del prof. Aldo Alessandro Mola, indicandone, anzitutto, la tematica generale - il referendum istituzionale del 1946, il viaggio nel tempo per delineare i passaggi cruciali della Monarchia in Italia dall'assassinio di Umberto I alla Grande Guerra, alla crisi politica del '19-22, dall'avvento del governo fascista alla dittatura, dagli anni del consenso alle leggi razziali, al II conflitto mondiale ed alla tragedia dell'8 settembre - e passando, poi, ad illustrare la struttura narrativa del testo, la rigorosità del metodo scientifico adoperato dall'Autore, l'efficacia della sua prosa, asciutta ed essenziale.

    Stefano Arcella è, poi, entrato nel merito dei singoli temi affrontati dall'Autore, con particolare riferimento alla complessa vicenda del referendum istituzionale.
    Il relatore ha evidenziato tre punti cruciali delle argomentazioni di Aldo Alessandro Mola:
    1 - la soppressione del diritto di voto di milioni di italiani – fra i quali quelli della Venezia-Giulia che oltre al martirio delle foibe dell'Istria subirono anche questo discriminazione -;
    2 - l'usurpazione delle funzioni di Capo dello Stato da parte del capo del Governo Alcide De Gasperi nella notte del 13 giugno 1946;
    3 - la discutibile pronuncia della Corte di Cassazione, il 18 giugno del '46 - secondo la quale per “votanti” si intendevano soli i voti validi per monarchia o repubblica, mentre coloro che avevano votato scheda bianca o nulla non erano votanti e, quindi, non venivano computati ai fini del quorum.

    La tesi centrale di Aldo Alessandro Mola – che Stefano Arcella ha sottolineato - è che la monarchia perse, ma la repubblica non vinse, perché non raggiunse il 50%+1 degli elettori, né dei votanti e che, quindi, il referendum istituzionale era nullo e, pertanto, andava ripetuto.
    Il relatore si è poi soffermato sulla drammatica scelta del Re Umberto II di abbandonare l'Italia senza abdicare (il pomeriggio del 13 giugno 1946), onde evitare una nuova guerra civile, evidenziando tutte le difficoltà di quella scelta politica ed esistenziale, moralmente nobile, ma politicamente perdente.

    E' passato, poi, ad illustrare altri punti cruciali del libro, quali il rapporto Monarchia-fascismo e qui il relatore ha avuto anche accenti critici verso l'Autore del libro, il rapporto fra elettorato monarchico e Democrazia Cristiana, la strategia di Alcide De Gasperi volta ad emarginare politicamente i monarchici per, poi, recuperarli nella logica di un blocco d'ordine anticomunista.
    Gli ultimi passaggi della relazione-commento di Stefano Arcella hanno riguardato la firma dell'umiliante Trattato di pace del 1947, contro il quale si levò la voce di Benedetto Croce, del quale il relatore ha letto un brano del discorso all'Assemblea Costituente nel 1947.
    Il grande filosofo contestò la legittimazione dei vincitori a giudicare i vinti.

    E', poi, intervenuto il prof. Aldo Ricci, Soprintendente dell'Archivio Centrale dello Stato in Roma, che ha illustrato in modo molto puntuale ed esauriente – sulla base dei documenti archivistici conservati nell'Istituto da lui diretto, consultati e pubblicati per la prima volta da A. Mola – tutti i passaggi cruciali di quei giorni convulsi del referendum, dalle operazioni di voto alla verifica dei verbali da parte della Corte di Cassazione.
    Ricci si è anche soffermato sulle caratteristiche, la provenienza, la storia ed il rilievo del Fondo Archivistico “Corte di Cassazione” presso l'Archivio Centrale, dimostrandone l'importanza, ai fini della ricerca, storica di Aldo Alessandro Mola e soffermandosi, poi, su tutta la vicenda dell’assunzione delle funzioni di Capo dello Stato da parte di Alcide De Gasperi e sulla distinzione fra assunzione dei poteri ed assunzione delle funzioni, che è cosa ben diversa.
    Il relatore ha anche evidenziato che la diversità di orientamenti politico-istituzionali - lui repubblicano, Mola monarchico- non ha precluso affatto, ma anzi ha reso più fecondo e costruttivo il rapporto di dialogo e di collaborazione scientifica per una seria ricostruzione storica.
    Vi è stato, poi, un ampio e costruttivo dibattito, con varie presenze culturali e differenti letture della storia; è intervenuto, tra gli altri, Mauro Giancaspro, Direttore della Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli.

    Maurizio Vitiello

    da: http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=318274

  2. #2
    Monarchico da sempre !
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    Aldo Mola secondo me sbaglia ! Sbaglia già nel titolo della sua ultima opera, ...sembra condizionare la persona agnostica verso la sconfitta dell'istituto, come inevitabile !!!

    Io ritengo la tesi di Malnati corretta, e quest'ultimo libro, è l'unica voce dopo 20 anni, che si leva a ribattere quella tesi, sminuendola. Me lo sarei aspettato da un repubblicano, non certo da un "Monarchico", ma tant'è, ormai non mi stupisco più di nulla.

    Aldo Mola è stato a Biella all'inizio dell'anno scorso, sembra che collabori con L'UMI di cui faccio orgogliosamente parte, eppure non si è preso la briga di avvertire nessuno, o di sapere se in Biella ci fosse o meno una persona Monarchica da cui trarre un applauso caloroso (almeno). Sono venuto a sapere del suo convegno due giorni dopo, dalla stampa locale, che in totale assenza di un appoggio etichettava Aldo Mola come un povero nostalgico dal dentino avvelenato. Nessuno in sua difesa...

    Autogol ? ...o calcolo premeditato ???

    Saluti

  3. #3
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    Interessante l'ossimoro Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III


  4. #4
    Monarchico da sempre !
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    Vedo che non vi sono molte interpretazioni o idee al riguardo

    Saluti

  5. #5
    Zarskoeselo
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    Le mie corrispondono alle tue, ma evito di entrare pienamente nel merito per non essere tacciato di atteggiamento tipico.
    Le tesi di Malnati, le ritengo ben più fondate di quelle di Mola. La grande frode, unita anche alle dichiarazioni di Lucifero nei suoi diari usciti da poco, smentiscono una possibile vittoria della Repubblica.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Zarskoeselo Visualizza Messaggio
    Le mie corrispondono alle tue, ma evito di entrare pienamente nel merito per non essere tacciato di atteggiamento tipico.
    Le tesi di Malnati, le ritengo ben più fondate di quelle di Mola. La grande frode, unita anche alle dichiarazioni di Lucifero nei suoi diari usciti da poco, smentiscono una possibile vittoria della Repubblica.
    Sarebbe stupendo ! Se venisse dimostrata con sicurezza la frode referendaria, allora vorrebbe dire che c'è un Padreterno....una Giustizia divina, i Savoia hanno acquisito con la frode il trono italiano e di frode sarebbero stati puniti....splendido ! Erano belli i plebisciti indetti dai Savoia, con due urne, per il SI e per il NO, alla faccia della libertà di voto...perfino la stampa britannica - del Paese che più aveva sostenuto il Piemonte - parlò di "plebisciti farsa" per quelli che si tennero nelle Due Sicilie.
    E' davvero una notizia meravigliosa il sapere che grazie a una frode non ci ritroviamo sul trono un v.e. IV .......

  7. #7
    Zarskoeselo
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    E' davvero una notizia meravigliosa il sapere che grazie a una frode non ci ritroviamo sul trono un v.e. IV .......
    Capisco certo. Ognuno ha le sue idee. D'altro canto, io affermo proprio il contrario. Considerare frode poi la salita al trono italiano dei Savoia è davvero esagerato. Cerca di non far parlare l'antipatia che hai per i Savoia su quest'argomento.

  8. #8
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    Mah, scusa, solo limitandoci alla doppiezza di atteggiamento tenuta durante l'impresa dei Mille, all'invasione del Regno senza manco 'na fetente 'e dichiarazione 'e guerra (pretesto: ristabilire l'ordine, frase che a te dal nickname zarista dovrebbe procurare i brividi), allora in materia non hai letto proprio niente?
    Posso convenire che la storia la fanno i fatti e contano in sè e per sè, però - quando ci si muove, a parole, per grandi ideali - forse non sarebbe tanto male alle parole far corrispondere i fatti, non credi ?
    Io non nutro particolari antipatie per i Savoia, anzi da bambino sono stato cresciuto nella melensa leggenda dei poveri principini lontani dall'Italia, mio padre, ufficiale di carriera, è stato per un anno alle dirette dipendenze dell'allora principe Umberto e ne ha sempre parlato come di una persona estremamente simpatica e propensa a scherzi anche pesanti, raccontando a noi bambini aneddoti divertenti che seguivamo con gli occhi sbarrati.
    Insomma, c'erano tutti i presupposti per imbesuirmi dietro all'idea monarchica (che ha un solo, gravissimo difetto, la possibilità non remota che solo per nascita un deficiente possa regnare), che è - peraltro - rispettabile come il suo opposto repubblicano.
    Guarda che, se consideri spassionatamente la storia dei 3 che hanno effettivamente regnato, erano figure molto ma molto modeste che per ambizioni relativamente eccessive hanno portato alla rovina una nazione.
    Comunque, è stato un piacere aver scambiato qualche opinione con te. Se trovi il Fante d'Italia, però, digli che aspetto sempre la sua risposta alla mia richiesta di illuminazione sul bombardamento di Genova del 1849...

  9. #9
    Zarskoeselo
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    allora in materia non hai letto proprio niente?
    Questa non dirla dai. Primo, per chi mi conosce, fa ridere, secondo, non ho espresso ancora una opinione precisa in merito.
    Cercherò di darti una risposta circostanziata appena ho un briciolo di tempo. Ma, promesso (e le promesse le mantengo sempre) te la darò.
    E' chiaro che non condivido il tuo parere. E' un piacere anche per me aver parlato con te. Lo è sempre, anche se lo si fa da posizioni diametralmente opposte finchè la regola è il rispetto reciproco.
    Allora a presto!
    Fante legge sempre il forum. Se vuole, ti risponderà.

  10. #10
    Monarchico da sempre !
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    Citazione Originariamente Scritto da Emmeauerre Visualizza Messaggio
    ................. Se trovi il Fante d'Italia, però, digli che aspetto sempre la sua risposta alla mia richiesta di illuminazione sul bombardamento di Genova del 1849...
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=150033

    Argomento già trattato...

 

 
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