Appello di solidarietà per Stefano Allievi
Sconcerto ha suscitato tra gli studiosi la notizia, diffusa il giorno 22 febbraio dall’Agenzia Ansa, e ripresa nei giorni successivi da numerosi quotidiani, della pesante condanna per diffamazione aggravata a mezzo stampa (sei mesi, oltre a una pena pecuniaria di tremila euro) nei confronti di Stefano Allievi, professore di sociologia all’Università di Padova, studioso ed esperto di islam.
Il professor Allievi – su querela di Adel Smith, controverso esponente islamico, noto per le sue opinioni radicali e i gesti dimostrativi su temi diversi (notissima la sua polemica contro il crocefisso e i gesti eclatanti che l’hanno accompagnata) – è stato condannato per la descrizione dei fatti e le opinioni espresse su Smith e le sue azioni all’interno del libro “Islam italiano”, pubblicato da Einaudi.
La condanna è tanto più sorprendente se si pensa alla biografia del professor Allievi, che più volte si è speso nel voler garantire libertà di parola e di espressione proprio ai musulmani, alla cui conoscenza e comprensione ha dedicato oltre quindici anni di studi e di ricerche a livello nazionale e internazionale, pagando talvolta anche il prezzo di minacce e intimidazioni non solo verbali da parte di gruppuscoli anti-islamici. E in generale suo sforzo costante è stato quello di aiutare a far comprendere, senza pregiudizi, la realtà e le dinamiche della presenza islamica in Italia e in Europa: un fatto dimostrato anche dagli attestati di solidarietà giunti al professor Allievi, in questa occasione, proprio da vari esponenti del mondo islamico medesimo.
Colpisce, inoltre, la inusitata durezza della condanna, trattandosi di reato di opinione, che va a colpire il diritto di libera ricerca e di libera investigazione, configurandosi di fatto come un pesantissimo atto di censura.
Pur senza entrare nel merito della sentenza, di cui si attende di leggere le motivazioni, e con assoluta fiducia nella giustizia, espressa anche dal diretto interessato, che insieme ai suoi avvocati e all’editore ricorrerà in appello, i sottoscritti, accademici, intellettuali, esponenti del mondo islamico e cittadini comuni, esprimono la propria sorpresa e il proprio disappunto per la condanna del prof. Allievi, manifestandogli personale solidarietà, consapevoli come sia in gioco con questa sentenza anche e soprattutto la libertà di ricerca accademica e di manifestazione delle proprie opinioni, incluso il diritto di critica.
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per chi volesse avere maggiorni info o semplicemente "contribuire":
www.sociologia.unipd.it
io sono davvero sconcertato da questa vicenda
cordialmente




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