PECHINO -Il primo ministro cinese Wen Jiabao ha parlato di sviluppo economico e di Tibet, di ecologia e di guerre stellari ma non ha mai menzionato la legge sulla proprietà privata, approvata dalla stragrande maggioranza dei deputati dell'Assemblea Nazionale del Popolo pochi minuti prima del suo discorso.

Nella tradizionale conferenza stampa annuale - l' unica occasione nella quale uno dei massimi dirigenti cinesi affronta la stampa cinese e straniera - Wen ha sottolineato la necessità che la locomotiva cinese rallenti la sua crescita "non più sostenibile" basata su investimenti fissi ed esportazioni, ma ha accuratamente evitato la questione della proprietà, confermando l'impressione che la legge sia stata mal digerita da ampi settori del Partito.

Anche nella sua relazione di apertura dei lavori dell' Assemblea - la versione cinese di un Parlamento, che si riunisce una volta all' anno per ratificare le decisioni già prese dalla dirigenza comunista - il primo ministro non aveva parlato della legge, che è stata ben accolta da imprenditori, professionisti ed intellettuali oltre che dalle migliaia di "compatrioti di Taiwan e di Hong Kong" che nei 20 anni passati hanno acquistato proprietà mobili ed immobili in Cina per miliardi di euro dando un contributo di primo piano allo spettacolare sviluppo del paese.

"L'approvazione della legge significa che la Cina intende proseguire sulla via del pragmatismo e che le idee più utopistiche sono state abbandonate", ha detto all' ANSA il professor Sun Xianzhong, direttore del dipartimento di legge dell' Accademia delle Scienze, il "serbatoio di cervelli" del Partito Comunista Cinese.

Un altro professore, lo storico Zhe Xueqin, ha gettato acqua sugli entusiasmi, affermando che "..le voci di sinistra che si sono sentite non scompariranno". Il professore si riferisce alle aspre critiche rivolte alla legge, che da dieci anni viene discussa nel Partito e che è stata dibattuta per sette anni consecutivi dal Comitato Permanente dell' Assemblea prima di essere presentata all' Assemblea plenaria per l' approvazione, che a quel punto è certa. Il testo completo della legge ancora è stato diffuso. E' certo che il diritto di proprietà privata sarà riservato alla popolazione urbana, mentre nelle campagne la terra resterà "proprietà collettiva" dei villaggi, rappresentati in sede legale - per esempio nei frequenti casi di vendita di terre ai costruttori edili - dai comitati di villaggio monopolizzati dai dirigenti comunisti locali.

Nel suo discorso Wen ha ammesso che la "ragione principale" della sempre più diffusa corruzione è l' "eccessiva centralizzazione del potere" ma non ha indicato con quali mezzi i leader cinesi pensino di limitarla. Il primo ministro ha ricordato che la Cina sta per varare un "piano nazionale" per affrontare il problema dei cambiamenti climatici causati dall' inquinamento senza impegnarsi a contenere le emissioni di gas inquinanti in una misura predefinita. In risposta alla domanda di una giornalista occidentale Wen ha accusato il Dalai Lama, il leader tibetano in esilio, di nutrire ancora propositi "secessionisti", indicando che le discussioni in corso dal 2002 su un suo possibile ritorno in Tibet non hanno prodotto risultati positivi.

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