Polemica per l’escalation. L’Anm: presto una riunione. Il presidente del tribunale: in 40 anni mai visto nulla di simile
I magistrati napoletani guardano lontano. Il piano del governo per la sicurezza di Napoli rischia di essere solo un pannicello caldo. Contro gli omicidi di camorra, come i tre dell’altro giorno tra Scampia, Secondigliano e all’Arenaccia, può fare poco. «Siamo all’ultima spiaggia - dichiara il presidente del Tribunale Carlo Alemi - L’ennesima ultima spiaggia. Mentre la camorra uccide si decide di sopprimere alcuni commissariati, presìdi di legalità e controllo sul territorio. Inevitabile che il cittadino si senta poco protetto». Alemi, in magistratura da 41 anni, ammette di «non aver mai vissuto un momento tanto drammatico come quello attuale». E conclude: «Inutile continuare con la logica dell’emergenza. Servono interventi ordinari, strutturali e definitivi. Le forze dell’ordine fanno tutto il possibile, ma servono più uomini e maggiori risorse per investire in una strategia a lungo termine». Si muove anche la magistratura associata. «Sui problemi legati alla sicurezza dei cittadini pensiamo di convocare una giunta distrettuale - afferma Francesco Cananzi, presidente dell’associazione nazionale magistrati - convinti del fatto che la questione esige risposte immediate. Alle forze dell’ordine va tutta la nostra solidarietà. Ma bisogna prendere atto che le misure attuali non appaiono sufficienti». «La guerra contro la camorra va condotta con scelte strutturali, potenziando il lavoro di ”intelligence” sul territorio da parte delle autorità investigative, investendo in uomini e in strumenti» commenta Raffaele Cantone, sostituto procuratore del Dda. «Il contrasto non può essere episodico, dettato da contingenze. A Napoli l’emergenza esplode in modo ciclico, ma la presenza della criminalità organizzata è costante. Il piano del governo ha la sua utilità contro la microdelinquenza. Togliere i paletti abusivi che i clan mettono attorno alle loro case è utile, è un segnale di legalità, ma non incide sui meccanismi profondi della criminalità». E aggiunge: «I clan sanno aspettare. Prima o poi le forze dell’ordine devono diminuisce la loro presenza. E allora la camorra agisce. Non hanno fretta nel compiere i propri crimini». Sostanzialmente sulla stessa linea dei magistrati sono anche i vertici dell’avvocatura penale. Critiche al piano vengono espresse dal presidente e dal segretario della Camera penale, Ettore Stravino e Maurizio Sica. «Il piano così com’è - affermano - non ha prodotto alcun tipo di risultato immediatamente percepibile, come dimostrano gli innumerevoli fatti di sangue che si sono succeduti in questi ultimi tempi. A questo punto occorre rivisitare la strategia adottata dal ministero dell’Interno». Indispensabile una inversione di rotta, dicono i vertici della Camera penale. «Bisogna necessariamente abbandonare le strategie occasionali - concludono gli avvocati Stravino e Sica - e porre in essere un sistema di prevenzione strutturale che definitavemnte sia in grado di garantire a tutti i cittadini di Napoli e della provincia almeno il minimo livello di sicurezza di cui hanno diritto». Dal Viminale intanto annunciano l’arrivo di nuovi rinforzi: si tratta di 50 agenti motociclisti. La loro peculiarità sarà quella di entrare nei vicoli di Napoli dove di solito la presenza dello Stato è poco visibile.
Il Mattino, 16-03-2007
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