Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito La falsità dell'espressione "giudaico-cristiano"

    Da moltissimo tempo si cercq di far rientrare le parole e i gesti di Gesù nell’ambito dell’ebraismo perché così facendo i primi cristiani tentavano di rivendicare una certa antichità e quindi autorevolezza del Cristianesimo rispetto agli antichi culti e di dare risposta a tutti quei pagani che accusavano il Cristianesimo di essere troppo giovane e di avere poca autorevolezza. Oggi questa espressione assume nuove prospettive, appartiene a quell’opera di negazione delle differenze, in qualsiasi campo, ritenuta indispensabile per far diventare l’Europa tutt’uno con il mondo dell’Antico Testamento (che include ovviamente anche l’Islamismo... ovvero il Giudaismo spiegato agli Arabi). Ma questo significa tradire ed uccidere Gesù, tradire e uccidere il Cristianesimo delle origini, negare la sua natura esoterica ed iniziatica, tradire e uccidere la storia dell’Occidente.

    Riflettiamo un momento su alcune delle principali caratteristiche delle parole e dei gesti di Gesù per comprendere quale “salto” culturale Gesù abbia compiuto nei confronti del mondo egiziano, ebraico ed arabo nel quale si trovava a vivere, e come questo “salto” potesse realizzarsi soltanto nel contesto culturale romano ed in generale ellenistico. Gesù nega che i rituali abbiano qualsiasi valore di per sé perché l’unica cosa che conta è l’intenzione e la volontà della persona: è già qui il concetto romano di persona, quell'individualità dell'esperienza religiosa tipica delle religioni arie (per esempio il Buddhismo) ed è già qui la forza della “parola” individuale, che non ha bisogno di essere ripetuta. “Le vostre parole siano: sì sì, no no” ha un senso solo perché Gesù si trova in mezzo a persone che viceversa non danno potere di verità alla parola. Il “patto” degli Ebrei e dei Musulmani col loro Dio ha bisogno di un fortissimo segno sul corpo, la mutilazione dell’organo più potente che gli uomini possiedano: il pene. La differenza fra chi è circonciso (ebrei e musulmani) e chi non lo è, consiste appunto nella forza della sola parola di colui che afferma di essere cristiano: il battesimo “non si vede”, si tratta di un segno mistico altamente spirituale che ricorda i riti di purificazione delle genti Arie nel Gange.

    Se non è necessaria la mutilazione del pene per poter stringere un patto con Dio, le donne si sentono più vicine al divino, con la parola, con la volontà. Quale spiegazione potrebbe trovare il fatto che già nei primissimi processi di condanna dei cristiani, siano presenti moltissime donne? Se si pensa che le donne nel mondo orientale antico, così come oggi, non contavano nulla (come oggi nel mondo islamico), non possedevano nessun ruolo sociale, si comprende bene quale immenso salto culturale fosse stato compiuto nel momento in cui venivano processate e condannate nello stesso processo e con la stessa condanna degli uomini.

    Dunque, è assurdo tentare falsificazioni ed inganni. O si rispetta la verità della storia, oppure, se ci si vergogna di essere cristiani o più semplicemente di vivere - laici o no - in un contesto religioso-sociale molto più ellenistico che giudaico, è meglio tacere... o professarsi gnostici!
    2010:

  2. #2
    calici amari
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    Il problema secondo me sarebbe un altro: ma il Gesù dei cristiani era giudeo o galileo?

  3. #3
    Abraxas
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    Personalmente trovo risibile che per sostenere la continuità fra cristianesimo ( pura forma spirituale ) e l'ebraismo ( forma religiosa ), venga richiamata l'origine carnale di Gesù Cristo, senza minimamente considerare gesti, espressioni, e spessore storico-culturale del verbo incarnato.

    Inoltre solamente chi è "ignorante" o in "malafede" non considera come la terra compresa fra l'Eufrate e il Nilo a quei tempi era rigogliosa di espressioni spirituali e religiose varie. Solamente nella terra di Israele farisei, saducei, esseni, terapeuti, mistici e profeti dalla Samaria. Una terra dove ancora erano forti gli influssi dello zoroastrismo, per non paralre di quel crogiuolo che era Alessandria di Egitto. Gli stessi vangeli narrano come Dio profetizza che manderà suo figlio dall'Egitto.

  4. #4
    email non funzionante
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    Un saluto a tutti, è la prima volta che intervengo in questo forum.

    Proprio perché mi è capitato di leggere ultimamente alcune cose sul cosiddetto giudeo-cristianesimo, sono perplesso circa le tesi di questa discussione. Sebbene non metta assolutamente in discussione la ricchezza di espressioni spirituali tratteggiata da millenomi, vorrei far notare che proprio tale crogiolo costituisce il giudaismo del tempo. Sicché la denominazione di giudeo-cristiane per le prime comunità di origine giudaica che abbracciarono la fede in Cristo mi sembra sia storicamente ben fondata. Tanto per fare un esempio il capitolo sul rapporto tra essenismo e alcune concezioni cristiane è secondo me giustamente rubricato come giudeo-cristiano.
    Ciò detto, bisogna però sottolineare che le realtà storica del giudeo-cristianesimo non esaurisce certo il cristianesimo tout-court e soprattutto non è per nulla sinonimo di "cristianesimo delle origine", non rappresentandone che una parte.
    Per lo gnosticismo invece, come è noto, il problema è ben complesso. Ho solo una piccola idea al riguardo, ma tralascio di esporla perché si basa su conoscenze indirette. Ricordo solo che alcuni autori hanno individuato alcuni testi gnostici non cristianizzati che fanno parlare di uno gnosticismo giudaico pressochè contemperaneo allo gnosticismo "cristico".

  5. #5
    Abraxas
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    Citazione Originariamente Scritto da Senatore Visualizza Messaggio
    Un saluto a tutti, è la prima volta che intervengo in questo forum.

    Proprio perché mi è capitato di leggere ultimamente alcune cose sul cosiddetto giudeo-cristianesimo, sono perplesso circa le tesi di questa discussione. Sebbene non metta assolutamente in discussione la ricchezza di espressioni spirituali tratteggiata da millenomi, vorrei far notare che proprio tale crogiolo costituisce il giudaismo del tempo.

    Pax Pleroma Senatore,

    Personalmente concordo con quanto sopra affermato, indubbiamente il giudaismo del tempo era un crogiolo ribollente, sempre teso a generare nuove forme. Ma preferirei spostare l'aggettivo da giudeo ad ebreo, in quanto i giudei sono una delle tribù, mentre per ebreo si deve intendere la generalizzazione di quella nazione. Sappiamo bene come l'animo ebreo ( retaggio di clan di pastori nomadi ) sia da sempre stato sottoposto a forti tensioni religiose ( basti ricordare come appena usciti dalla "schiavitù" in Egitto, il popolo prese ad adorare il vitello d'oro: reminescenza del Toro Matriarcale ). Negli stessi vangeli esiste il passo della donna di Samaria che offre "l'acqua" a Gesù Cristo, con scandalo dei giudei e dei galilei presenti.

    <Sicché la denominazione di giudeo-cristiane per le prime comunità di origine <giudaica che abbracciarono la fede in Cristo mi sembra sia storicamente ben <fondata.

    Sicuramente in tale ipotesi ampia ciò risponde al vero. Basti ricordarsi di Giacomo il Giusto, e degli screzi fra S.Paolo e alcune comunità cristiane.

    <Tanto per fare un esempio il capitolo sul rapporto tra essenismo e alcune <concezioni cristiane è secondo me giustamente rubricato come giudeo-<cristiano.

    Gli esseni erano infatti ebrei.. BAB ESSAIUN è inciso nella porta che guarda ad HEBRON.

    <Ciò detto, bisogna però sottolineare che le realtà storica del giudeo-<cristianesimo non esaurisce certo il cristianesimo tout-court e soprattutto <non è per nulla sinonimo di "cristianesimo delle origine", non <rappresentandone che una parte.

    Personalmente non sono così avventato a mettere indubbio ( anche se alcuni ricercatori lo hanno fatto ) la discendenza carnale ebraica di Gesù Cristo, e neppure nego che egli sia "anche" frutto di espressioni culturali ebraiche. Mi permetto solamente di indicare come egli abbia rappresentato un punto di rottura con la tradizione religiosa prevalente in Israele. Nei gesti e nelle parole Gesù Cristo ha "alterato" la legge Mosaica, e nei gesti e nei fatti ha posto termine al concetto di appartenenza Abramitica. Infatti Gesù Cristo ha dato un nuovo e riassuntivo comandamento; e sempre Gesù Cristo ha insegnato anche a non ebrei e paria. Uno degli appunti che muovo ai perennialisti è il trattare spesso le forme religiose come dei monoliti, mentre come abbiamo dimostrato spesso sono attraversate da innumerevoli venature. L'ebraismo non nasce per germinazione spontanea o divina tout-court ( come certi cabalisti più realisti del Re; o ebrei ultraortodossi, vorrebbero farci credere ); ma è piuttosto il sovrapporsi di varie sedimentazioni ( culti matriarcali, babilonesi, egizi, espressioni totemiche ); e alcuni "grumi" o "nucleodi" non amalgamati. Gesù Cristo ( come gli esseni ad esempio, ma anche come la buona parte della Samaria ) rappresenta uno di questi nucleodi di "Altra Conoscenza.

    E' colui che raccoglie le scintille di luce imprigionate nell'ebraismo, e attraverso il "sacrificio" del Menahem che entra nel nostro cuore, diviene il Semah che germogliando genera l'albero della vita eterna.

    Per lo gnosticismo invece, come è noto, il problema è ben complesso. Ho solo una piccola idea al riguardo, ma tralascio di esporla perché si basa su conoscenze indirette. Ricordo solo che alcuni autori hanno individuato alcuni testi gnostici non cristianizzati che fanno parlare di uno gnosticismo giudaico pressochè contemperaneo allo gnosticismo "cristico".


    Attendiamo con piacere in un ulteriore post le tue idee.

    Cordialmente

  6. #6
    calici amari
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    Citazione Originariamente Scritto da millenomi Visualizza Messaggio
    Personalmente trovo risibile che per sostenere la continuità fra cristianesimo ( pura forma spirituale ) e l'ebraismo ( forma religiosa ), venga richiamata l'origine carnale di Gesù Cristo.
    Per lei personalmente la questione è di poco conto, ma i giudei (e non soltanto loro) si aspettano il messia tra i discendenti del re Davide.
    Dunque il Cristo dei cristiani non era giudeo?

  7. #7
    Abraxas
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    Citazione Originariamente Scritto da Regina di Coppe Visualizza Messaggio
    Per lei personalmente la questione è di poco conto, ma i giudei (e non soltanto loro) si aspettano il messia tra i discendenti del re Davide.
    Dunque il Cristo dei cristiani non era giudeo?

    Pax Pleroma Regina di Coppe,

    E' vero ho poco interesse alla carnalità del Cristo, in quanto per le ragioni sopra esposte è fallace il nostro concetto di ebraismo. Che ci vogliamo fare se trovo feticista questa impostazione di ridurre Gesù Cristo a semplice prodotto di carne e sangue, schiacciato da un'espressione culturale che poi stranamente non si riverbera nei suoi gesti e nel suo comunicare ?

    Mi permetta di osservare come il sillogismo proposto è sbagliato. Gli ebrei si aspettano la venuta del Messia, e non soltanto i giudei, i galilei, ecc.. Fermo restando che come ti potrebbero far notare dei rabbini ultraortodossi il ritorno degli ebrei in Israele allontana la venuta del Messia, e non l'avvicina.

    Che c'entra il fatto che Gesù era galileo o giudeo, con il fatto che gli ebrei attendevano il messia, e che c'entra che esso non sarebbe giudeo se non è il messia ? La tribuù di Giuda.

    Detto questo da una sommaria lettura della storia religiosa ebraica, specie post diaspora, potrà evincere che di messia ne sono giunti anche troppi per il popolo di Israele. Ma sentito parlare di Jacob Frank ? Penso che si farebbe allegre risate nel leggere di quella storia, e del resto il problema del messia degli ebrei non mi afferisce.

    La discussione così com'è proposta da Ichthys e Senatore tende proprio a confutare la prevalenza degli elementi veterotestamentari ( in specie abramitici e mosaici ) nell'insegnamento del Cristo.

 

 

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