
Originariamente Scritto da
Senatore
Un saluto a tutti, è la prima volta che intervengo in questo forum.
Proprio perché mi è capitato di leggere ultimamente alcune cose sul cosiddetto giudeo-cristianesimo, sono perplesso circa le tesi di questa discussione. Sebbene non metta assolutamente in discussione la ricchezza di espressioni spirituali tratteggiata da millenomi, vorrei far notare che proprio tale crogiolo costituisce il giudaismo del tempo.
Pax Pleroma Senatore,
Personalmente concordo con quanto sopra affermato, indubbiamente il giudaismo del tempo era un crogiolo ribollente, sempre teso a generare nuove forme. Ma preferirei spostare l'aggettivo da giudeo ad ebreo, in quanto i giudei sono una delle tribù, mentre per ebreo si deve intendere la generalizzazione di quella nazione. Sappiamo bene come l'animo ebreo ( retaggio di clan di pastori nomadi ) sia da sempre stato sottoposto a forti tensioni religiose ( basti ricordare come appena usciti dalla "schiavitù" in Egitto, il popolo prese ad adorare il vitello d'oro: reminescenza del Toro Matriarcale ). Negli stessi vangeli esiste il passo della donna di Samaria che offre "l'acqua" a Gesù Cristo, con scandalo dei giudei e dei galilei presenti.
<Sicché la denominazione di giudeo-cristiane per le prime comunità di origine <giudaica che abbracciarono la fede in Cristo mi sembra sia storicamente ben <fondata.
Sicuramente in tale ipotesi ampia ciò risponde al vero. Basti ricordarsi di Giacomo il Giusto, e degli screzi fra S.Paolo e alcune comunità cristiane.
<Tanto per fare un esempio il capitolo sul rapporto tra essenismo e alcune <concezioni cristiane è secondo me giustamente rubricato come giudeo-<cristiano.
Gli esseni erano infatti ebrei.. BAB ESSAIUN è inciso nella porta che guarda ad HEBRON.
<Ciò detto, bisogna però sottolineare che le realtà storica del giudeo-<cristianesimo non esaurisce certo il cristianesimo tout-court e soprattutto <non è per nulla sinonimo di "cristianesimo delle origine", non <rappresentandone che una parte.
Personalmente non sono così avventato a mettere indubbio ( anche se alcuni ricercatori lo hanno fatto ) la discendenza carnale ebraica di Gesù Cristo, e neppure nego che egli sia "anche" frutto di espressioni culturali ebraiche. Mi permetto solamente di indicare come egli abbia rappresentato un punto di rottura con la tradizione religiosa prevalente in Israele. Nei gesti e nelle parole Gesù Cristo ha "alterato" la legge Mosaica, e nei gesti e nei fatti ha posto termine al concetto di appartenenza Abramitica. Infatti Gesù Cristo ha dato un nuovo e riassuntivo comandamento; e sempre Gesù Cristo ha insegnato anche a non ebrei e paria. Uno degli appunti che muovo ai perennialisti è il trattare spesso le forme religiose come dei monoliti, mentre come abbiamo dimostrato spesso sono attraversate da innumerevoli venature. L'ebraismo non nasce per germinazione spontanea o divina tout-court ( come certi cabalisti più realisti del Re; o ebrei ultraortodossi, vorrebbero farci credere ); ma è piuttosto il sovrapporsi di varie sedimentazioni ( culti matriarcali, babilonesi, egizi, espressioni totemiche ); e alcuni "grumi" o "nucleodi" non amalgamati. Gesù Cristo ( come gli esseni ad esempio, ma anche come la buona parte della Samaria ) rappresenta uno di questi nucleodi di "Altra Conoscenza.
E' colui che raccoglie le scintille di luce imprigionate nell'ebraismo, e attraverso il "sacrificio" del Menahem che entra nel nostro cuore, diviene il Semah che germogliando genera l'albero della vita eterna.
Per lo gnosticismo invece, come è noto, il problema è ben complesso. Ho solo una piccola idea al riguardo, ma tralascio di esporla perché si basa su conoscenze indirette. Ricordo solo che alcuni autori hanno individuato alcuni testi gnostici non cristianizzati che fanno parlare di uno gnosticismo giudaico pressochè contemperaneo allo gnosticismo "cristico".