Cesare Battisti : la Francia dibatte sull'estradizione in Italia
di Gabriella Mira Marq
L'arresto di Cesare Battisti e' in prima pagina sui giornali francesi odierni. Battisti - l'ex terrorista condannato all'ergastolo in contumacia per quattro omicidi e tentativi di omicidio commessi negli anni '78-'79 - e' stato arrestato in Brasile dopo tre anni di ricerche da parte della polizia francese. Dopo la notizia dell'arresto, l'Italia ha avviato la procedura per la richiesta di estradizione.
L'arresto ha sorpreso tutti i candidati alle elezioni presidenziali - sottolinea Le Monde - salvo uno, il ministro dell'interno Nicolas Sarkozy, il quale ha confermato ieri su France3, che "la polizia francese aveva potuto ottenere informazioni d'intelligences" sulla sorte dell'ex terrorista e oggi scrittore italiano rifugiatosi in Brasile.
Sulla possibilita' che la Francia si opponga alla richiesta di estradizione avanzata dall'Italia, egli ha risposto con le parole "Battisti e' italiano (…), e' stato arrestato in Brasile. Non vedo davvero in nome di cosa il ministro dell'interno francese dovrebbe intervenire". Ma l'avvocato francese di Battisti, Turcon, afferma che il ministro dell'interno francese potrebbe avere un qualche interesse in questo arresto: "Nicolas Sarkozy ha una formazione giuridica e non puo' ignorare che la legge italiana non e' conforme al diritto internazionale e alla legge francese".
Contrario invece all'estradizione di Battisti per essere mandato in carcere a vita, François Bayrou ha reagito affermando che "quale che sia l'orrore che m'ispira quel periodo, l'orrore che mi ispirano certi atti, io non so se egli sia colpevole o no, secondo il nostro diritto francese, europeo, occidentale, un uomo ha diritto ad un processo in sua presenza". D'accordo con lui Dominique Strauss-Kahn, che chiede all'Italia di rifare il processo ed in alternativa sostiene la mancata estradizione.
Ségolène Royal ha invece rifiutato di esprimersi su un soggetto a rischio per il quale una parte della sinistra francese si e' mobilitata in passato. Ma il gabinetto di suo marito, François Hollande, fa sapere che il partito della candidata "riafferma la posizione che ha sempre espresso in questo affare: lo stretto rispetto dell'applicazione delle convenzioni internazionali sull'estradizione".
Esso ricorda che all'epoca il presidente François Mitterrand si impegno' a concedere la liberta' agli attivisti italiani che avessero rinunciato alla violenza ma che "cio' avvenne sotto la sua responsabilita', non avrebbe dovuto farlo. Ora egli deve essere estradato".


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