Per forum “liberalismo”
I “sinistri tempismi
approfitto di questo spazio libero per dire l'indicibile nell'Italia del politically correct.
Sosterrò una banalità: che la politica italiana è castrata dall'esistenza, nei corpi intermedi della società, delle infiltrazioni pseudo-culturali di sinistra; che l'ideologia antiliberale di sinistra non solo permea ma la cultura ma attraverso di essa esercita la censura sulla critica politica che per definizione dovrebbe essere la più libera tanto che la costituzione garantisce al max la libertà di espressione del politico nelle aule parlamentari (principio che non a caso ha subito durissimi attacchi nella fase di tangentopoli da parte della magistratura politicizzata e “sinistrata”).
Non si è liberi ad esempio di rompere la coltre di melassa che ha sommerso la vicenda del rapimento e del sequestro del giornalista Daniele Mastrogiacomo. Non si possono avanzare dubbio sulle coincidenze temporali che hanno portato il giornalista nelle mani dei Talebani alla vigilia degli incontri per la preparazione della difesa della c.d. “Offensiva di primavera” che i Taliban si apprestano a scagliare contro i contingenti multinazionali della Nato che, sotto l’egida dell’Onu, cercano di debellare le azioni terroristiche e di guerriglia perpetrate sulla popolazione civile.
Non si possono avanzare dubbi sulla peculiare opera di mediazione svolta da Emergency, strano canale di trattative scelto dall’attuale governo. Non può dire che si ha il sospetto che Emergency svolga un ruolo ambiguo in Afganistan forse inconsapevolmente forse (viste le affinità ideologiche antiliberali) non poi così inconsapevolmente.
Questa potentissima ONG, che si finanzia in parte con le donazioni di privati, in parte con il contributo del Ministero degli Esteri, dovendo rispettare il principio sacrosanto di aiutare tutti entra in contatto e spesso va a cercare il contatto con la fazione “del Male” in lotta con la fazione “del Bene”. Fuor di metafora Emergency ha forti contatti coi leaders taliban e se oggi ha usato questo contatti per liberare Mastrogiacomo in un momento che torna molto utile alla strategia del ministro D’Alema (impegnato a convincere le grandi potenze della tesi, sostenuta in Italia dalla sinistra massimalista, che coinvolgere tutte le parti del conflitto nella soluzione della questione afgana voglia dire contattare i taliban in modo ufficiale e sentire le loro condizioni per la pace - trattando queste condizioni come un punto indefettibile per la costruzione della via del nuovo Afganistan )
non è escluso che questi contatti abbiano potuto, e possano in futuro, avvantaggiare gli stessi taliban nella strategia del ricatto a mezzo del sequestro di occidentali (specie del paese occidentale più debole quale è, con estrema finezza strategica, percepito essere oggi l’Italia).
Non è escluso che una parte di quello che resta del “sinistro” sistema di agit-prop internazionale, residuato della guerra fredda, non si periti molto di usare i fratelli “sinistrati”, quelli meno consapevoli, come pedina e strumento per la realizzazione dei suoi piani di destabilizzazione internazionale.




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