Il governo pensa di porre la fiducia alla Camera sul decreto liberalizzazioni
rainews
Resta alta la tensione sul decreto liberalizzazioni, sempre di piu' stretto nella tagliola dei tempi, e si fa piu' vicina l'ipotesi che anche alla Camera il governo decida di porre la fiducia. "E' evidente che ora ci stiamo riflettendo", dice il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani.
E' infatti partito il conto alla rovescia per la conversione in legge del provvedimento che deve arrivare in porto entro il 2 aprile. E il via libera della Camera, e' il monito arrivato da Palazzo Madama, non puo' andare oltre la giornata di oggi. Gia' cosi', infatti, l'Aula del Senato avra' solo cinque giorni per esaminare il decreto.
La decisione presa dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama e' stata pero' un nuovo terreno di scontro tra maggioranza e opposizione: dalla Cdl sono arrivare proteste per l'eccessiva ristrettezza dei tempi. "Abbiamo posto la questione a Marini - spiega la vicepresidente del gruppo di Forza Italia Maria Elisabetta Casellati - Ci siamo fortemente riservati". Insomma, insiste,"la situazione e' assurda". Perplessita' e lamentele che il centrosinistra rispedisce al mittente: non c'e dubbio che si e' di fronte a una corsa contro il tempo, ma la "colpa", dice Silvana Mura dell'Italia dei Valori, e' dell'opposizione che alla Camera da dieci giorni fa ostruzionismo.
Certo, il provvedimento a Montecitorio non sta avendo vita facile. L'esame dell'Aula e' iniziato dal 9 marzo, un tempo sufficiente al via libera se si considera che si tratta in tutto di 14 articoli. Vero e' che gli emendamenti presentati sonostati numerosi, quasi 500 di cui pero' ammissibili 270, ma a far andare per le lunghe il confronto e' stato il muro contro muro fra i due schieramenti. E proprio la coda finale rappresenta la prova del nove, dal momento che sul tavolo ci sono due fra i nodi piu' spinosi: il capitolo della revoca alle concessioni Tav Spa e quello sulla scuola.




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