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  1. #1
    memoria storica di PoL
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    Cool Dai democristi mi guardi Iddio che dai comunisti...

    Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc ha oggi rilasciato la seguente dichiarazione...

    stiamo valutando se votare il decreto Bersani… stamattina abbiamo avuto il testo e oggi pomeriggio avremo la riunione con i capigruppo… complessivamente è un'iniziativa che ha una sua validità, anche se con un metodo errato perché andavano sicuramente ascoltate le categorie…

    Per chi non lo ricordasse Cesa è stato eletto all’unanimità il 27 ottobre 2005 a succedere a Marco Follini. E’ stato preferito ad altri candidati perché [parole di PierFendinando Casini…] ‘in virtù della sua straordinaria figura umana e politica è reputato l’unico che possa manifestare al meglio l’unità del partito’…

    Per chi invece non lo sapesse non si è ancora concluso il processo intentato contro Cesa per concussione. Nel 1993 è stato accusato dai magistrati di aver riscosso una mazzetta di trecentomila euro e ha subito un periodo d'incarcerazione dopo qualche giorno dall'ordinanza di arresto. Cesa ha ammesso il fatto ma si è però dichiarato innocente in quanto i soldi ‘non erano destinati a lui’. Il 21 giugno 2001 è stato condannato in primo grado, insieme ad altri responsabili, a 3 anni e 8 mesi. Un anno dopo la corte d'appello di Roma ha annullato la sentenza per ‘incompatibilità del Gup’. Il processo deve pertanto ricominciare...

    Non è singolare il fatto che la magistratura, così dura e inflessibile nei confronti di Silvio Berluscopni e dei suoi 'stretti collaboratori', si riveli invece così 'comprensiva' con i democristiani?... Ricordando il ruolo da lui avuto da Beppe Pisanu [altro democristiano doc...] nelle elezioni di aprile, vien proprio voglia di ripetere…

    … il lupo perde il pelo ma non il vizio…




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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Fecia di Cossato
    Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc ha oggi rilasciato la seguente dichiarazione...

    stiamo valutando se votare il decreto Bersani… stamattina abbiamo avuto il testo e oggi pomeriggio avremo la riunione con i capigruppo… complessivamente è un'iniziativa che ha una sua validità, anche se con un metodo errato perché andavano sicuramente ascoltate le categorie…

    Per chi non lo ricordasse Cesa è stato eletto all’unanimità il 27 ottobre 2005 a succedere a Marco Follini. E’ stato preferito ad altri candidati perché [parole di PierFendinando Casini…] ‘in virtù della sua straordinaria figura umana e politica è reputato l’unico che possa manifestare al meglio l’unità del partito’…

    Per chi invece non lo sapesse non si è ancora concluso il processo intentato contro Cesa per concussione. Nel 1993 è stato accusato dai magistrati di aver riscosso una mazzetta di trecentomila euro e ha subito un periodo d'incarcerazione dopo qualche giorno dall'ordinanza di arresto. Cesa ha ammesso il fatto ma si è però dichiarato innocente in quanto i soldi ‘non erano destinati a lui’. Il 21 giugno 2001 è stato condannato in primo grado, insieme ad altri responsabili, a 3 anni e 8 mesi. Un anno dopo la corte d'appello di Roma ha annullato la sentenza per ‘incompatibilità del Gup’. Il processo deve pertanto ricominciare...

    Non è singolare il fatto che la magistratura, così dura e inflessibile nei confronti di Silvio Berluscopni e dei suoi 'stretti collaboratori', si riveli invece così 'comprensiva' con i democristiani?... Ricordando il ruolo da lui avuto da Beppe Pisanu [altro democristiano doc...] nelle elezioni di aprile, vien proprio voglia di ripetere…

    … il lupo perde il pelo ma non il vizio…




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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato


    Troppo facile caro Comandante fare ora certe critiche . Quando si fanno le alleanze si stabiliscono i programmi ma si dovrebbe anche stabilire ( prima di andare alle urne ) quali sono le persone che per il loro passato non dovrebbero essere in lista . O almeno quali sono le vicende di tipo penale che rendono un candidato impresentabile.

  3. #3
    memoria storica di PoL
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    Cool ... notizia di questa mattina...

    Da http://canali.libero.it/affaritaliani/...

    ... tra le opzioni più probabili il rinvio alle camere dove il premier dovrebbe avere i numeri grazie a Follini e ai senatori a vita. Secondo quanto risulta ad Affari, il passaggio dell'ex leader Udc con il centrosinistra è sicuro. E per Follini si parla insistentemente della poltrona di ministro della salute, attualmente occupata da Livia Turco...



    Che la ‘notizia’ sia vera o no poco importa credo… quello che importa è capire finalamente che razza di liquame immondo sono i democristiani e tenerlo ben presente da qui all’eternità…



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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Fecia di Cossato Visualizza Messaggio



    Che la ‘notizia’ sia vera o no poco importa credo… quello che importa è capire finalamente che razza di liquame immondo sono i democristiani e tenerlo ben presente da qui all’eternità… [/color]


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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

    spesso però l'hai detto anche dei leghisti

  5. #5
    memoria storica di PoL
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    Cool ... Follini è solo un 'apripista'... ovvio!...

    cara Pensiero
    sono assai lieto di questa tua ‘ricomparsa’ anche se fatta in stile di simpatica e affettuosa ‘provocazione’ nei miei confronti. Il fatto che abbia detto certe cose anche dei leghisti è vero e il perché è assai semplice: non ho dimenticato quello che è successo nel ’94 quando il vostro tradimento ha regalato l’Italia ai comunisti per ben sette anni, cosa che ancora i democristi non sono riusciti a fare…

    Per il momento però è di loro che stiamo parlando e in particolare dell’idolo del nostro caro amico Angiolino [sapessi quanto mi manca!… ] : Marco Follini. A questo proposito sai chi è la signora dal piglio assai ‘asburgico’ raffigurata qui sotto insieme al nostro 'campione'?…



    Si tratta di Elisabetta Spitz in Follini, due giorni fa confermata da Prodi nel ruolo di direttore generale del Demanio di Stato [alcune centinaia di migliaia di euro l’anno sulle nostre spalle cara Pensiero…]. I singolari retroscena connessi con tale riconferma sono ben illustrati nella seguente intervista rilasciata a Libero dal senatore degli Italiani nel Mondo Sergio De Gregorio…

    Intevistatore: il fatto che Elisabetta Spitz sia ancora direttore dell’Agenzia del Demanio che cosa significa esattamente secondo lei?…

    De Gregorio: è probabile che in questo ‘soccorso’ che Follini ha offerto alla sinistra giochi il fatto che il consiglio dei ministri ha appena rinnovato il contratto a sua moglie…

    Intervistatore: sta dicendo che Follini ha compiuto la sua scelta sotto ricatto?…

    De Gregorio: l’Agenzia del Demanio è un centro di potere importante. Lì si dismettono gli immmobili per miliardi e talvolta con grande discrezionalità. Non voglio pensare che Follini sia stato ricattato. Mi sovviene solo una domanda: come mai è riuscito a farsi confermare la moglie a direttore del Demanio dal centrosinistra?…

    E per ora questo è tutto cara pensiero…

    Un affettuoso saluto...


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Fecia di Cossato Visualizza Messaggio
    cara Pensiero
    sono assai lieto di questa tua ‘ricomparsa’ anche se fatta in stile di simpatica e affettuosa ‘provocazione’ nei miei confronti. Il fatto che abbia detto certe cose anche dei leghisti è vero e il perché è assai semplice: non ho dimenticato quello che è successo nel ’94 quando il vostro tradimento ha regalato l’Italia ai comunisti per ben sette anni, cosa che ancora i democristi non sono riusciti a fare…

    Per il momento però è di loro che stiamo parlando e in particolare dell’idolo del nostro caro amico Angiolino [sapessi quanto mi manca!… ] : Marco Follini. A questo proposito sai chi è la signora dal piglio assai ‘asburgico’ raffigurata qui sotto insieme al nostro 'campione'?…



    Si tratta di Elisabetta Spitz in Follini, due giorni fa confermata da Prodi nel ruolo di direttore generale del Demanio di Stato [alcune centinaia di migliaia di euro l’anno sulle nostre spalle cara Pensiero…]. I singolari retroscena connessi con tale riconferma sono ben illustrati nella seguente intervista rilasciata a Libero dal senatore degli Italiani nel Mondo Sergio De Gregorio…

    Intevistatore: il fatto che Elisabetta Spitz sia ancora direttore dell’Agenzia del Demanio che cosa significa esattamente secondo lei?…

    De Gregorio: è probabile che in questo ‘soccorso’ che Follini ha offerto alla sinistra giochi il fatto che il consiglio dei ministri ha appena rinnovato il contratto a sua moglie…

    Intervistatore: sta dicendo che Follini ha compiuto la sua scelta sotto ricatto?…

    De Gregorio: l’Agenzia del Demanio è un centro di potere importante. Lì si dismettono gli immmobili per miliardi e talvolta con grande discrezionalità. Non voglio pensare che Follini sia stato ricattato. Mi sovviene solo una domanda: come mai è riuscito a farsi confermare la moglie a direttore del Demanio dal centrosinistra?…

    E per ora questo è tutto cara pensiero…

    Un affettuoso saluto...


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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

    eh....c'hai sempre l'ultima parola

    è stata na toccata e fuga, attirata dal titolo mentre guardavo "chi c'è online" sono talmente schifata di tutto che la politica l'ho messa da parte....cosa che invece purtroppo non riesco a fare con l'altra passione, quella che mi accomuna a te....anche stasera sofferenza infinita....Fecia la nostra Juve dov'è finita?
    contraccambio il saluto

  7. #7
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    Cool Visco: non permettevi di scrivere di questa storia!...

    Ragazzi
    per fortuna che ancora qualche straccio di 'stampa libera' da noi esiste ancora!... per ora...

    Da www.effedieffe.com... buona lettura!...

    Follini e sua signora: Italia di mezzo...

    di Maurizio Blondet



    Follini e la moglie Elisabetta Spitz…

    Un lettore ci manda stralci di questa strana storia italiota. Riguarda i rapporti privilegiati dell’architetto Elisabetta Spitz, direttrice del Demanio, il cui stipendio ammonta a 320-mila euro l’anno, ovviamente a spese del contribuente italiano. Sia detto per inciso, la dottoressa Spitz è moglie di Marco Follini. Quanto segue è uno stralcio della polemica nata da un’inchiesta del Secolo XIX di Genova…

    Editoriale di Lanfranco Vaccari, direttore del Secolo XIX

    Mercoledì scorso, giorno in cui Romano Prodi si è presentato al Senato per chiedere il voto di fiducia, ho deciso di non pubblicare nell’edizione di giovedì un articolo di Marco Menduni, un giornalista del Secolo XIX, fra i migliori con cui, in 38 anni di professione, mi sia capitato di lavorare. Raccontava dell’architetto Elisabetta Spitz, moglie di Marco Follini, e fra le altre cose del fatto che il ministero dell’Economia l’aveva confermata direttore del Demanio. Avevo il timore che la notizia potesse venire strumentalizzata. Proprio quel giorno Follini ha votato sì al governo di centro-sinistra dopo essere stato eletto nel centro-destra. A mio parere, le due cose non avevano alcun nesso. L’indomani, giovedì, in un’intervista a Radio Popolare Network, il senatore Sergio De Gregorio [eletto nel centro-sinistra e passato al centro-destra…] ha apertamente collegato ‘… l’appoggio esterno di Follini a questo governo [...] alla conferma dell’incarico di Direttore Generale dell’Agenzia del Demanio per altri cinque anni a sua moglie…’. Tanta sicumera è mal riposta. I tempi fra la riconferma dell’architetto Spitz e la crisi politica che ha costretto Prodi a chiedere la fiducia non autorizzano a stabilire un rapporto di causa-effetto. Il ministero dell’Economia ha ufficializzato la sua decisione il 2 febbraio. La crisi si è aperta il 21. In più, quale che sia l’opinione sulla scelta di Follini, l’uomo merita rispetto. E’ miserabile pensare che si sia abbassato a un tanto volgare mercanteggiamento…

    Non so chi sia la fonte di De Gregorio, anche perché nella sua posizione di presidente della commissione Difesa del Senato immagino abbia solo l’imbarazzo della scelta. Non ho tuttavia alcun problema a rivelare come ci siamo arrivati noi del Secolo XIX. Menduni lavora da qualche settimana su una storia a proposito di una villetta sugli scogli a Recco, che ospita la sede part-time della Forestale e anche l’alloggio di servizio di Walter Lupi, direttore del Siit [ex Genio civile…] per la Lombardia e la Liguria. Durante quell’inchiesta è saltato fuori un documento, intestato ‘Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti’, in cui la villetta passa dal demanio marittimo al patrimonio dello stato. In calce porta la firma dell’architetto Spitz, direttore dell’Agenzia del demanio. La normale curiosità di un giornalista ha fatto il resto. Con una ricerca su internet si è trovato il documento con cui il ministero dell’Economia la riconfermava al Demanio. Una visita al sito Cerved ha permesso di ricostruire le attività dell’architetto: tutte le sue società risultavano domiciliate in viale Angelico 163, Roma. Un controllo a quell’indirizzo ha consentito di stabilire che ora i locali sono occupati dall’associazione Nens [Nuova Economia Nuova Società…]. Ancora su internet ed è saltato fuori che l’associazione è stata fondata da Pierluigi Bersani, ministro delle Attività produttive, e Vincenzo Visco, viceministro dell’Economia.
    Era stato proprio Visco, sette anni fa, a proporre l’architetto Spitz all’agenzia del Demanio. La domanda successiva è banalmente legittima: siamo forse davanti a un intreccio fra pubblico e privato, fra incarichi e affitti?…

    Per cercare una smentita a questa sgradevole eventualità, due giornalisti del Secolo XIX, lo stesso Menduni e Ferruccio Sansa, hanno lavorato tutta la giornata di ieri. Hanno parlato con Visco e con altri componenti della famiglia Spitz [con la signora Elisabetta c’era stato un contatto ieri]. Hanno sentito squillare a vuoto il cellulare di Bersani, al quale avrebbero volentieri chiesto quando paga di affitto la Nens. Hanno cercato di sapere dal ministero dell’Economia quale sia il compenso riconosciuto all’architetto. Hanno insomma fatto il loro mestiere. Li ha guidati una convinzione forse ingenua: la necessità della trasparenza. Del resto proprio l’altro ieri a Genova Luigi Nicolais, ministro per le Riforme e l’Innovazione nella pubblica amministrazione, aveva annunciato che sono già in vigore due direttive [con ‘obbligo immediato’…] che vincolano i pubblici amministratori a ‘rendere pubblico il loro stato patrimoniale e tutte le loro consulenze’. Purtroppo Menduni e Sansa si sono trovati davanti a un muro di silenzio. Anzi, a qualcosa di peggio. Sempre a pagina 3 pubblichiamo il testo del colloquio telefonico che il Secolo XIX ha avuto nel primo pomeriggio di ieri con Visco. ‘…non ho nessuna intenzione di parlare con voi… piantatela con questa roba… non c’è niente da chiarire…non permettetevi più di scrivere di questa storia…’. E il rumore della comunicazione interrotta a chiudere uno scambio di battute condotto con un tono neppur troppo vagamente minaccioso. Poi uno dei collaboratori del ministro Tommaso Padoa-Schioppa ha liquidato come ‘di nessun interesse’ la questione del compenso dell’architetto Spitz…

    Ora, noi del Secolo XIX riteniamo che questa sia una piccola storia [in cui il voto favorevole a Prodi da parte di Follini non ha la minima parte…] e che non abbia niente a che vedere con il Watergate. Siamo però convinti che essa sia anche molto istruttiva. Dell’opacità con cui, smentendo uno dei suoi membri, il ministro Nicolais, questo governo conduce almeno una parte della sua azione. Dell’arroganza con cui vengono respinte alcune semplici domande [dimenticando che le domande non sono mai indiscrete, ma che a volte lo sono le risposte…]. Dell’incapacità di accettare il confronto su argomenti che, per una volta, vanno oltre la ‘lingua di legno’ del politichese. Dell’infima considerazione per il ruolo dell’informazione, che agli occhi di troppi in questo paese serve solo come grancassa propagandistica. Per non fare gonfiare questa piccola storia come la rana della favola, sarebbe bastato pochissimo. Un po’ di documenti e qualche cifra per far sapere, tanto per cominciare, quanto paga d’affitto la Nens per l’appartamento di viale Angelico e quale compenso percepisce l’architetto Spitz. Tutto qui. La dietrologia non ci appartiene. Il giornalismo ancora sì…

    lunedì, 05 marzo 2007

    Visco contro Il Secolo XIX: ‘… non permettetevi più di scrivere di questa storia…’

    Da Il Secolo XIX

    ‘Non permettetevi più di scrivere queste cose…’, parola di Vincenzo Visco. Sono le 13,19 di ieri quando il viceministro dell’Economia viene raggiunto al telefono dal Secolo XIX

    Signor ministro, posso farle qualche domanda a proposito dei suoi rapporti con l’architetto Elisabetta Spitz?…

    ‘… senta... Io sono in riunione e poi non ho nessuna intenzione di parlare con voi…’.

    Noi chi, intende i giornalisti in generale o Il Secolo XIX in particolare?…

    ‘… tutte e due le cose…’

    Ma non crede che l’opinione pubblica abbia diritto di essere informata?…

    ’… piantatela con questa roba…’

    Onorevole Visco, è vero che lei ha scelto l’architetto Spitz come direttore dell’agenzia
    del Demanio?…

    ’… la dottoressa è uno dei migliori manager che lavorano per il nostro ministero…’

    Spitz è stata scelta da lei con un contratto di diritto privato per diventare responsabile dell’agenzia del Demanio, un posto ambitissimo, di grande potere. E adesso un’associazione fondata dai ministri Visco e Bersani viene ospitata nei locali dove l’architetto aveva lo studio, un appartamento della famiglia Spitz...

    ’… non c’è niente da chiarire…’

    Almeno ci dica se occupate quei locali con un contratto di affitto oppure a titolo gratuito…

    ’… siamo in affitto…’

    Per quale cifra?…

    ’… non permettetevi più di scrivere di questa storia…’

    Signor ministro, detta così sembra una minaccia...

    ’… non permettetevi di scrivere più…’

    Altrimenti?…

    ’… oltre alle conseguenze dell’azione legale intentata dalla signora Spitz, ci saranno anche quelle per le querele che presenteremo noi…’

    Signor ministro, volevamo darvi la possibilità di replicare, di smentire le notizie che abbiamo pubblicato, se sono false…

    ’… basta con questa storia…’

    Ci può dire almeno chi è l’intestatario dell’appartamento affittato dall’associazione fondata da lei e Bersani?… Potreste mostrarci il contratto di affitto o almeno dirci la cifra pagata mensilmente?…
    La linea cade all’improvviso…

    Un centro di Visco-Bersani nella casa di famiglia del capo del Demanio

    Da Il Secolo XIX

    Nessuno parla. Nemmeno per smentire. Governo e politici fanno muro rispetto al caso, svelato dal Secolo XIX, degli ‘incroci’ di incarichi e uffici tra il viceministro all’Economia Vincenzo Visco e il direttore dell’Agenzia del Demanio Elisabetta Spitz. L'architetto Spitz occupa quel posto dal 2000, sponsor proprio l’allora ministro Visco. Un incarico sempre rinnovato dai governi che si sono succeduti, l’ultima volta il 2 febbraio. La Spitz ha chiuso le sue precedenti società, in via Angelico 163, nella capitale, nell’elegante quartiere Prati. L’ufficio nel quale lavorava ospita oggi l’associazione ‘Nuova Economia Nuova Società’, il centro di studi economici fondato dal ministro Pierluigi Bersani e dall’attuale viceministro dell’economia Vincenzo Visco. Raggiunto dal Secolo XIX, Visco non vuole spiegare: ‘… non permettetevi più di scrivere di questa storia, piantatela con questa roba…’. Silente Bersani. E’ stato cercato più volte sia dalla ‘batteria’ del ministero dell’Interno, sia attraverso il suo portavoce. Che ha assicurato: ‘… farò vedere l’articolo al ministro…’. Ma poi il telefonino è squillato sempre a vuoto. Senza esito anche il tentativo con il ministero dell’Economia. Ad uno dei più stretti collaboratori del ministro Tommaso Padoa-Schioppa abbiamo chiesto i documenti sulla proroga dell'incarico a Elisabetta Spitz e, soprattutto, sul compenso percepito. La risposta del ministero: ‘… non vediamo quale possa essere l’interesse per la questione…’. Alle nostre insistenze, la promessa: ‘… vediamo e vi sapremo dire più tardi…’. Nessuno si fa più vivo. Alle ore 11,52 ci mettiamo in contatto con l’associazione ‘Nuova Economia Nuova Società’, il cui acronimo è Nens, per cercare qualche chiarimento. Chiediamo del nome che ci è stato indicato come direttore, Giovanni Fornicola. La risposta arriva da una segretaria dopo pochi minuti: ‘… il nostro direttore mi ha detto che non ha alcuna intenzione di parlare con voi, scrivete quello che volete, questa storia non ci tocca…’

    Alle domande del Secolo XIX su chi fosse il proprietario dell’appartamento in cui aveva lavorato e in cui erano state ospitate le sue società ‘nell’articolo pubblicato nell’edizione di ieri…], l’architetto Elisabetta Spitz aveva opposto il silenzio: ‘… ho lasciato quell’appartamento diversi anni fa. Sono proprietaria del 50 % di un alloggio sulla collina Fleming e di un altro al mare. Potete controllare sugli atti ufficiali…’. Ma è di proprietà di una persona a lei vicina, un amico o un familiare?… ‘… non potete disturbarmi per queste cose…’. L’appartamento in viale Angelico 163 è di Alessandra Spitz, sorella di Elisabetta. Alessandra Spitz, giornalista, è caporedattore all’agenzia Ansa, nella sede di Roma. Conferma: ‘… sì, l’appartamento è mio, l’ho ereditato dai miei genitori. Per un certo tempo è stato occupato da mia sorella per le sue attività…’. L’ha affittato successivamente alla Nens?… ‘… l’ho affittato a un vecchio amico e lì hanno deciso di porre la sede dell’associazione. E’ stata una mia iniziativa e mia sorella non c’entra assolutamente nulla…’. E’ possibile sapere a che cifra è stato affittato all’associazione fondata da Pierluigi Bersani e Vincenzo Visco?… ‘… no, mi dispiace, ma lo reputo un fatto assolutamente privato…’. Così come un fatto privato sembra essere il compenso corrisposto a Elisabetta Spitz come direttore dell’Agenzia del demanio, primattrice della ‘privatizzazione dei beni immobili dello stato. Alle 15,35, come anticipato, abbiamo parlato con uno stretto collaboratore del ministro Padoa -Schioppa. Ricordiamo che il 2 febbraio scorso la Spitz è stata riconfermata nel suo incarico su sua proposta. Il secondo rinnovo, dopo che anche il ministro Giulio Tremonti, governo Berlusconi, aveva dato il via libera. La risposta del ministero: ‘… non vediamo quale possa essere l'interesse per la questione…’. Certo, pesano sulla vicenda anche le polemiche scatenate dal senatore Sergio De Gregorio. L’architetto Spitz è infatti la moglie di Marco Follini, il leader dell’Italia di mezzo, il cui voto ha garantito una nuova vita al governo di Romano Prodi. I boatos romani [ripresi ieri anche dal sito Dagospia, insieme all’inchiesta del Secolo XIX…] parlano però di un matrimonio ormai giunto al capolinea e una conferma di queste voci giunge anche da ambienti familiari. In una giornata caratterizzata da un generalizzato attacco di afasia e di mutismo, l’unico a parlare è Ugo Sposetti, il tesoriere dei DS, anche se su un aspetto marginale della vicenda. Lo fa per ribattere a una polemica, lanciata in passato dai parlamentari Udc Mario Tassone e Luca Volontè. In un’interrogazione avevano chiesto se Elisabetta Spitz avesse progettato la ristrutturazione della sede dei Democratici di Sinistra, lo storico edificio di via delle Botteghe Oscure. Dice Sposetti…

    … l’architetto Spitz è un grande professionista ma non mi risulta che abbia mai lavorato per il nostro partito, né che abbia progettato la ristrutturazione dell’immobile di via delle Botteghe Oscure. Chi calunnia un professionista di queste capacità andrebbe rinchiuso in manicomio…

    Così si torna al capolinea. In viale Angelico 163, davanti al grande palazzo che ha ospitato prima le società di Elisabetta Spitz e ora l’associazione di Visco e di Bersani. Attivissima prima dell’affermazione elettorale del centrosinistra, oggi assai meno. Evidente conseguenza degli impegni governativi dei due. Almeno a sentire la testimonianza degli altri condomini: ‘… prima l’odore dei sigari di Bersani riusciva a diffondersi anche negli altri piani del palazzo, ora, per fortuna, molto meno…’. L’ultimo tentativo della giornata è ancora rivolto al portavoce del viceministro Vincenzo Visco, dopo la tumultuosa conversazione che pubblichiamo in un altro articolo di questa pagina. Ma anche quel numero di cellulare rimane, per tutta la giornata, silenzioso…



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    Nobis ardua

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  8. #8
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    Complimenti Comandante Fecia,interessante post.

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    Thumbs up ... analisi lucida e precisa...



    Il Presidente del Senato Marcello Pera alla presentazione del libro del Papa: ‘Alzatevi, andiamo!’.

    Eccellente esame della situazione politica da parte dell’ex-presidente del Senato Marcello Pera…

    Ci sono tre modi per liberarsi di Berlusconi…

    Primo: cercare di fargli perdere le elezioni. Casini ci ha provato, duramente ma inutilmente. E’ mancato poco che Berlusconi vincesse da solo [e forse ha vinto da solo…]

    Secondo: cercare di tenere in vita il governo Prodi qualunque cosa faccia, compreso la pace separata con i talebani, e, se per caso Prodi cadesse, non chiedere il ritorno alle urne. Casini ha battuto anche questa strada, ma senza esito. Prodi è caduto e risorto, ma Berlusconi è sempre vivo…

    Terzo: se proprio non si riesce ad eliminare Berlusconi in persona, si elimini il berlusconismo, sì che, caduto il fenomeno, cada anche l'interprete. Questa è la strada della riforma della legge elettorale chiamata ‘tedesca’. Un bel voto proporzionale alle liste, sbarramenti bassi e soprattutto niente indicazione del premier, al quale si penserà dopo, in Parlamento, con le mani libere, come ai bei tempi. D'Alema e Fassino ci stanno, i partiti piccoli ovviamente sono d'accordo, la Lega strizza l'occhio. Ma, allo stato, non c'è prova che anche Berlusconi voglia seppellire il berlusconismo. E intanto il referendum avanza…


    Direi perfetto…



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    An old wolf may lose his teeth, but never his nature

 

 

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