La Repubblica di oggi pubblica a pag.40 un annuncio a pagamento contenente le motivazioni della sentenza di non luogo a procedere contro Berlusconi, emessa dalla Procura di Roma il 28 febbraio u.s., riguardo la querela per diffamazione intentatagli dal presidente della Legacoop il 10 febbraio del 2006.
Brevemente un sunto dei fatti come riportati nelle motivazioni:
in una dichiarazione resa a La7 il 3 febbraio del 2006, Berlusconi accusava la Coop Campania di essere collusa con la camorra. Alla domanda del giornalista perché non denunciasse il fatto alla magistratura, B. rispose che era inutile giacché un processo era già stato intentato, ma i giudici l' avevano volutamente tirato per le lunghe al solo fine di arrivare alla prescrizione. Lui però era certo dell' esistenza del reato, poiché aveva avuto modo di esaminare personalmente e direttamente le carte di quel processo.
Nell' annuncio la Procura romana prosegue poi rimarcando come le accuse di Berlusconi fossero del tutto infondate, giacché i reponsabili di Legacoop Campania erano stati tutti assolti durante il processo e che la prescrizione riguardava solo pochissimi capi di imputazione per reati strumentali.
Di conseguenza le parole di Berlusconi erano sicuramente diffamatorie, sia nei confronti di Legacoop sia in quelli dei giudici del processo.
Tuttavia, conclude la Procura romana nelle sue motivazioni, Berlusconi non può essere condannato perché, in quanto parlamentare nell' esercizio delle sue funzioni, le quali possono essere espletate anche al di fuori del parlamento, le sue dichiarazioni sono insindacabili.
Capito? Sapendo di non poter essere giudicato il puzzone ha volutamente, volgarmente diffamato. Ricordo che nel febbraio del 2006 si era già in campagna elettorale, quanti voti costò all' Unione quella becera diffamazione?
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