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  1. #1
    CON LA RESISTENZA!
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    "Il Ribelle è deciso ad opporre Resistenza. Il suo intento è dare battaglia, sia pure disperata"
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    Quando i cowboy iniziano a sbagliare mira....

    COSA SUCCEDE QUANDO I COWBOYS INIZIANO A SBAGLIARE
    MIRA

    DI F. WILLIAM ENGDAHL
    Global Research

    Le sincere parole del presidente russo Vladimir Putin
    ai partecipanti riuniti dell'annuale conferenza sulla
    sicurezza ‘Wehrkunde’ di Monaco hanno dato inizio ad
    una tempesta di indignate proteste da parte dei media
    occidentali e dei politici. Un visitatore proveniente
    da un altro pianeta potrebbe aver avuto l'impressione
    che il presidente russo abbia improvvisamente deciso
    di lanciare un provocatorio confronto politico con
    l'Occidente simile alla guerra fredda del periodo
    1943-1991.

    Eppure, i dettagli degli sviluppi nelle politiche
    militari della Nato e degli Stati Uniti a partire dal
    1991 non sono altro che ‘ un ennesimo déjà vu’, per
    parafrasare il leggendario ricevitore dei New York
    Yankees, Yogi Berra.

    Questa volta siamo già in una profonda nuova guerra
    fredda, che letteralmente minaccia il futuro della
    vita su questo pianeta. La disfatta in Iraq, o la
    prospettiva di un attacco preventivo Usa con armi
    nucleari tattiche contro l'Iran sono abbastanza
    orrende. A confronto con ciò che si rischia con la
    mobilitazione militare globale Usa contro il suo più
    formidabile rivale globale restante, la Russia,
    appaiono relativamente piccole. Le politiche militari
    Usa sin dalla fine dell'Unione Sovietica e l'emergere
    della Repubblica di Russia nel 1991 devono essere
    esaminate attentamente in questo contesto. Solo allora
    acquistano un senso i sinceri commenti di Putin del 10
    febbraio alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza.

    A causa dei fuorvianti resoconti di gran parte dei
    commenti di Putin apparsi su gran parte dei media
    occidentali, vale la pena leggere il discorso completo
    in inglese (andate a www.securityconference.de per la
    traduzione ufficiale in inglese).

    Putin ha parlato in termini generali della visione di
    Washington di un mondo ‘unipolare’, con un solo centro
    di autorità, un centro di forza, un centro in cui
    vengono prese le decisioni, definendolo ‘ un mondo in
    cui vi è un solo padrone, un solo governante. E in fin
    dei conti questo è svantaggioso non solo per coloro
    che fanno parte del sistema, ma anche per il
    governante stesso perché esso si distrugge
    dall'interno.’

    Poi il presidente russo è andato al cuore del
    problema: ‘Oggi siamo testimoni di un iper-uso
    praticamente incontrollato della forza -forza
    militare- nelle relazioni internazionali, forza che
    sta gettando il mondo in un abisso di conflitti
    permanenti. Come risultato non abbiamo sufficiente
    energia per trovare una esauriente soluzione ad alcuno
    di questi conflitti. Trovare un accordo politico
    diventa altrettanto impossibile.’

    Putin ha continuato, ‘ vediamo un sempre maggiore
    disprezzo per i principi di base del diritto
    internazionale. E le norme legali indipendenti stanno,
    di fatto, diventando sempre più simili al sistema
    legale di un unico Stato. Uno Stato e, naturalmente,
    parlo degli Stati Uniti soprattutto, che ha
    oltrepassato i propri confini nazionali in ogni modo.
    Questo è evidente nelle politiche educative culturali
    ed economiche che impone alle altre nazioni. Bene, a
    chi piace ciò? Chi è felice di questo?’

    Queste dirette parole hanno iniziato a toccare i
    problemi riguardanti la politica estera e militare Usa
    che preoccupano Putin sin dalla fine della guerra
    fredda circa 16 anni fa. Ma è più avanti che egli è
    più esplicito su quali siano le politiche militari a
    cui sta reagendo. Qui è dove c'è bisogno di chiarire
    il suo discorso. Putin avverte dell'effetto
    destabilizzante delle ‘armi spaziali’—‘ è impossibile
    sanzionare la comparsa di nuove è destabilizzanti armi
    ad alta tecnologia... Una nuova area di confronto,
    specialmente nello spazio. Le guerre stellari non sono
    più una fantasia-sono una realtà... L'opinione della
    Russia è che la militarizzazione dello spazio potrebbe
    avere conseguenze imprevedibili per la comunità
    internazionale, e provocare nientemeno che l'inizio di
    una nuova corsa agli armamenti nucleari.’

    Egli poi dichiara, ‘I piani di espandere certi
    elementi del sistema di difesa antimissile all'Europa
    non possono che disturbarci. Chi ha bisogno del
    prossimo passo di ciò che sarebbe, come in questo
    caso, un’ inevitabile corsa agli armamenti?’

    A cosa si riferisce qui? Pochi sono a conoscenza che
    gli Stati Uniti hanno recentemente annunciato di star
    costruendo massicce installazioni di difesa
    antimissile in Polonia e nella Repubblica Ceca
    affermando che lo fanno per proteggersi contro i
    rischi di attacchi missilistici nucleari da parte di
    Stati canaglia come la Corea del Nord o, forse un
    giorno, l’Iran.

    Polonia? Difesa missilistica? Cos'è questa storia?



    Difesa Missilistica e Primo Attacco Nucleare USA

    Il 29 gennaio il Brigadier General dell'esercito Usa
    Patrick J. O`Reilly, vice direttore della Missile
    Defense Agency [agenzia per la difesa missilistica
    n.d.t] del Pentagono, ha annunciato i piani Usa di
    dispiegare in Europa elementi di difesa contro missili
    balistici entro il 2011, con l'affermazione da parte
    del Pentagono che lo scopo è proteggere gli americani
    e le installazioni Nato da minacce nemiche provenienti
    dal Medioriente, non dalla Russia. In seguito a quanto
    detto da Putin a Monaco, il Dipartimento di Stato Usa
    ha rilasciato un commento formale che dichiarava che
    l'amministrazione Bush è ‘ perplessa per i ripetuti e
    caustici commenti da parte di Mosca sul previsto
    sistema di difesa’.

    Oops... Sarebbe meglio rimandare questo annuncio
    stampa all'Ufficio per la Propaganda e l'Inganno del
    Pentagono perché venga riscritto. La minaccia
    missilistica dell'Iran a installazioni Nato in Polonia
    non è molto convincente. Perché non chiedere a membri
    da molto tempo della Nato come la Turchia se gli Usa
    possono piazzare il suo scudo missilistico lì, molto
    più vicino all'Iran? O forse in Kuwait? O in Israele?

    La politica degli USA a partire dal 1999 ha avanzato
    la richiesta di costruire alcuni tipi di difesa
    missilistica attiva nonostante la fine della minaccia
    della guerra fredda da parte dei missili balistici
    intercontinentali sovietici o di altri lanci
    missilistici. Il National Missile Defense Act del 1999
    (Public Law 106-38) afferma quanto segue: ‘ fa parte
    della politica degli Stati Uniti dispiegare, appena la
    tecnologia lo renda possibile, un'efficace sistema di
    difesa missilistica nazionale capace di difendere il
    territorio degli Stati Uniti contro limitati attacchi
    con missili balistici (a prescindere che essi siano
    accidentali, non autorizzati, o deliberati) finanziato
    tramite le tasse annuali e le annuali autorizzazioni
    destinate al National Missile Defense.’ La difesa
    missilistica è stata una delle ossessioni di Donald
    Rumsfeld quando era Segretario alla Difesa.

    Perché ora?

    Ciò che è sempre più chiaro, almeno a Mosca e Pechino,
    è che Washington ha una strategia molto più ampia che
    si nasconde dietro le sue apparentemente irrazionali e
    arbitrarie mosse militari unilaterali.

    Per il Pentagono e l'establishment della politica Usa,
    indipendentemente dal partito politico, la guerra
    fredda con la Russia non è mai finita. Semplicemente
    continua in forme camuffate. Questo è apparso evidente
    con i presidenti G.H.W. Bush, William Clinton e George
    W. Bush.

    La difesa missilistica sembrerebbe plausibile se gli
    Stati Uniti fossero vulnerabili ad attacchi portati da
    una piccola banda di terroristi islamici capaci di
    impadronirsi di un Boeing grazie a dei taglierini.
    L'unico problema è che la difesa missilistica non è
    mirata a terroristi canaglia come al Qaeda di Bin
    Laden o Stati come la Corea del Nord o l'Iran.

    Da parte di questi la minaccia di un devastante
    attacco nucleare contro il territorio degli Stati
    Uniti è inesistente. La marina Usa e la flotta di
    bombardieri dell'aviazione sono oggi pienamente
    preparati a bombardare, persino con armi atomiche,
    l'Iran tanto da farlo tornare all'età della pietra,
    solo per il sospetto che esso stia cercando di
    sviluppare in modo indipendente una tecnologia per
    armi nucleari. Stati come l'Iran non hanno la capacità
    di rendere l'America priva di difese senza rischiare
    più e più volte l'annichilazione nucleare.

    La difesa missilistica venne fuori negli anni 80
    quando Ronald Reagan propose lo sviluppo di un sistema
    di satelliti nello spazio e di basi radar attorno alla
    terra, stazioni di ascolto e missili intercettori, per
    monitorare e abbattere missili nucleari prima che
    colpissero i loro obiettivi.

    Ciò fu denominato “guerre stellari” dai suoi critici,
    ma sin dal 1983 il Pentagono ha ufficialmente speso
    più di $ 130 miliardi su tale sistema. George W. Bush
    ha significativamente incrementato la spesa a partire
    dal 2002, portandole a $ 11 miliardi l'anno, il doppio
    di quanto era previsto negli anni di Clinton. Sono
    stati stanziati altri $ 53 miliardi per i prossimi
    cinque anni.

    L'ossessione di Washington per la Supremazia Nucleare

    Ciò che Washington non ha detto, ma a cui Putin ha
    alluso a Monaco, è che il sistema di difesa
    missilistica Usa non è affatto difensivo. È
    assolutamente offensivo.

    La possibilità di fornire ad un potente Stato, uno che
    ha il più stupefacente apparato militare al mondo, uno
    scudo per proteggersi da attacchi limitati, è qualcosa
    che mira direttamente alla Russia, l'unica altra
    potenza nucleare che abbia la capacità di lanciare una
    credibile rappresaglia nucleare.

    Se gli Stati Uniti fossero capaci di proteggersi
    efficacemente da una potenziale risposta russa ad un
    primo attacco nucleare Usa, essi sarebbero
    semplicemente capaci di dettare al mondo intero e non
    solo alla Russia il proprio volere. Questo sarebbe ciò
    che i militari chiamano ‘ supremazia nucleare’. Questo
    è il vero significato dell'insolito discorso di Putin.
    Egli non è paranoico. È stato semplicemente fortemente
    realistico.

    Mai sin dalla fine della guerra fredda nel 1989 è
    stato tanto chiaro come oggi che il governo Usa non ha
    mai fermato la sua ricerca della supremazia nucleare.
    Per Washington e per le elite Usa la guerra fredda non
    è mai finita. Si sono semplicemente dimenticati di
    dirci tutto ciò.

    La ricerca del controllo globale degli oleodotti e del
    petrolio, il tentativo di stabilire le proprie basi
    militari in tutta l'Eurasia, il tentativo di
    modernizzare e migliorare la sua flotta di sottomarini
    nucleari, il suo comando aereo di bombardieri
    strategici B-52, tutto ha un senso solo se visto dalla
    prospettiva di una incessante ricerca della Supremazia
    Nucleare Usa.

    L'amministrazione Bush ha unilateralmente abrogato nel
    dicembre 2001 l’ ABM Treaty tra Usa e Russia [trattato
    sui missili balistici n.d.t.]. Ed è in corsa per
    completare una rete globale di difese missilistiche
    come chiave per la supremazia nucleare Usa. Persino
    con uno scudo di difesa missilistica primitivo, gli
    Usa potrebbero attaccare i silos dei missili russi e
    le flotte di sottomarini senza temere un'efficace
    rappresaglia, dal momento che i pochi missili nucleari
    russi che rimangono non sarebbero capaci di lanciare
    una risposta abbastanza convincente da dissuadere un
    primo attacco Usa.

    La capacità di entrambe le parti-il patto di Varsavia
    e la Nato-durante la guerra fredda di annientarsi
    reciprocamente portò ad uno stallo nucleare denominato
    dagli strateghi militari “MAD” [‘folle’, acronimo di
    ‘mutual assured destruction’, cioè “distruzione
    reciproca assicurata” n.d.t.]. Era spaventoso, ma in
    maniera bizzarra più stabile di quanto abbiamo ora con
    una ricerca unilaterale da parte degli USA della
    supremazia nucleare. La prospettiva della reciproca
    distruzione nucleare senza alcun vantaggio decisivo
    per nessuna delle due parti, portò a un mondo in cui
    la guerra nucleare era diventata ‘impensabile’.

    Ora gli Usa cercano la concreta possibilità di una
    ‘concepibile’ guerra nucleare. Ciò è veramente folle.

    La prima nazione con uno scudo contro missili nucleari
    avrebbe di fatto la capacità di colpire per prima. In
    modo abbastanza corretto, il tenente colonnello Robert
    Bowman, direttore del programma di difesa missilistico
    dell'aviazione Usa, ha recentemente chiamato la difesa
    missilistica ‘ l'anello mancante per un Primo
    Attacco.’

    Più allarmante è il fatto che nessuno a parte un pugno
    di pianificatori del Pentagono o di ufficiali anziani
    dell'intelligence a Washington discute le implicazioni
    della ricerca da parte di Washington della difesa
    missilistica in Polonia, nella Repubblica Ceca o della
    sua spinta verso la supremazia nucleare.

    Ciò fa tornare in mente il documento del settembre
    2000 ‘Rebuilding America’s Defenses’ del gruppo di
    falchi del Project for the New American Century, di
    cui erano membri Dick Cheney e Don Rumsfeld. In esso
    dichiararono, ‘ gli Stati Uniti devono sviluppare e
    dispiegare una difesa missilistica globale per
    difendere la patria americana e gli alleati
    dell'America di fornire una base sicura per la
    proiezione del potere Usa nel mondo.’ [In tale
    documento si dichiarava anche che per ottenere dal
    popolo americano il permesso e l’appoggio per
    implementare questa e altre politiche sarebbe servito
    un “qualche evento catastrofico e catalizzatore, come
    una nuova Pearl Harbour”. Vedi 11 SETTEMBRE: POSSIBILI
    MOVENTI DELL'AMMINISTRAZIONE BUSH di David Ray
    Griffin, pubblicato da Comedonchisciotte n.d.t.]

    Prima di diventare il segretario alla difesa di Bush
    nel gennaio 2001, Rumsfeld dirigeva una commissione
    presidenziale che sosteneva lo sviluppo della difesa
    missilistica per gli Stati Uniti.

    L'amministrazione Bush-Cheney era così ansiosa di
    portare avanti i suoi piani di difesa missilistica che
    il presidente e il segretario alla difesa ordinarono
    di accantonare gli usuali test operativi essenziali
    per determinare l'efficacia dell’ estremamente
    complesso sistema.

    Il programma di difesa missilistica di Rumsfeld aveva
    una forte opposizione all'interno dei vertici
    militari. Il 26 marzo del 2004 non meno di 49 generali
    e ammiragli Usa firmarono una lettera aperta al
    presidente in cui chiedevano di rimandare il programma
    di difesa missilistica.

    Come fecero notare, ‘ la tecnologia Usa già dispiegata
    può individuare la provenienza del lancio di un
    missile balistico. È perciò altamente improbabile che
    un qualunque Stato osi attaccare gli Usa o permettere
    a dei terroristi di fare ciò dal suo territorio con
    missili armati di armi di distruzione di massa,
    rischiando perciò la distruzione proveniente da un
    devastante attacco di rappresaglia Usa.’

    I 49 generali e ammiragli, compreso l'ammiraglio
    William J. Crowe, ex comandante degli Stati Maggiori
    Riuniti delle Forze Armate, continuano col dire al
    presidente, ‘ come Lei ha affermato, signor
    presidente, la nostra più alta priorità è di impedire
    ai terroristi l'acquisizione e l'impiego di armi di
    distruzione di massa. Noi siamo d'accordo.
    Raccomandiamo perciò, in quanto militarmente
    responsabili della parte esecutiva, di rimandare il
    dispiegamento operativo del dispendioso e non testato
    sistema GMD (Ground-based Missile Defense) [difesa
    missilistica con base a terra n.d.t.] e trasferire i
    relativi fondi a velocizzati programmi che mettano in
    sicurezza la moltitudine di stabilimenti contenenti
    armi e materiali nucleari, e a proteggere i nostri
    porti e confini contro terroristi che tentino di
    contrabbandare armi di distruzione di massa
    all'interno degli Stati Uniti.’

    Ciò che gli stagionati veterani militari non dissero
    era che Rumsfeld, Cheney, Bush e compagnia avevano
    un'altra agenda che non riguardava le minacce
    terroristiche. Stavano inseguendo la Full Spectrum
    Dominance [dominazione ad ampio spettro n.d.t.], il
    Nuovo Ordine Mondiale, e l'eliminazione, una volta per
    tutte, della Russia come potenziale rivale per il
    potere.

    La corsa allo sviluppo della difesa missilistica non è
    chiaramente rivolta alla Corea del Nord o ad attacchi
    terroristici. È rivolta alla Russia e, in misura molto
    minore, alle molto inferiori capacità nucleari della
    Cina. Come hanno fatto notare i 49 generali e
    ammiragli nella loro lettera al presidente del 2004,
    gli Usa disponevano già di testate nucleari più che
    sufficienti a colpire migliaia di bunker o caverne di
    un potenziale Stato canaglia.

    Kier Lieber e Daryl Press, due analisti militari Usa,
    scrivendo nell'influente rivista Foreign Affairs del
    Council on Foreign Relations di New York nel marzo
    2006, fecero notare che ‘ se la modernizzazione
    nucleare degli Stati Uniti fosse realmente rivolta a
    Stati canaglia o terroristi, la forza nucleare del
    paese non avrebbe bisogno delle migliaia di
    addizionali testate con lancio da terra che acquisirà
    col programma di modernizzazione W-76. L'attuale e
    futura forza nucleare Usa, in altre parole, sembra
    disegnata per compiere un preventivo e disarmante
    attacco contro Russia o Cina.’

    Riferendosi ai nuovi e aggressivi piani di
    dispiegamento della difesa missilistica del Pentagono,
    Lieber e Press aggiungono, ‘ il tipo di difesa
    missilistica che gli Stati Uniti potrebbero
    plausibilmente sviluppare sarebbe utile primariamente
    in un contesto offensivo, non in uno difensivo - come
    aggiunta ad una capacità di primo attacco Usa, non
    come scudo indipendente. Se gli Stati Uniti
    lanciassero un attacco nucleare contro la Russia (o la
    Cina), il paese scelto come obiettivo sarebbe lasciato
    con un piccolo o con nessun rimanente arsenale. A tale
    punto, persino un sistema di difesa missilistico
    relativamente modesto o inefficiente potrebbe
    proteggere in modo sufficiente contro attacchi di
    rappresaglia...’

    Questa è la vera agenda nel grande gioco euroasiatico
    di Washington. Naturalmente affermarlo apertamente
    rischierebbe di bloccare la mano di Washington prima
    che la corda sia stata irreversibilmente stretta
    attorno al metaforico collo di Mosca. Così il
    Dipartimento di Stato e il Segretario alla Difesa
    Gates cercano di sminuire i recenti commenti russi,
    come se fossero illusioni paranoiche di Putin.

    L'intero programma di difesa missilistica Usa e di
    modernizzazione delle capacità nucleari di primo
    attacco fa rizzare i capelli in testa alla sola idea.
    Sotto l'amministrazione Bush è stato reso operativo
    uno scenario nucleare dell'orrore che richiama alla
    mente i pericolosi giorni della guerra fredda con
    flotte di bombardieri B-52 con armi nucleari e
    sottomarini con missili nucleari Trident in allerta
    ventiquattr'ore su ventiquattro.


    [I vecchi bombardieri B52 e i nuovi B2. Entrambi
    equipaggabili con armi nucleari]

    Attacco Globale: il ‘Pentagon Conplan 8022’

    La marcia verso una possibile catastrofe nucleare
    voluta o accidentale, come conseguenza della nuova
    arrogante politica di Washington, ha acquisito una
    significativa nuova gravità nel giugno del 2004, solo
    poche settimane dopo che 49 generali e ammiragli
    avevano intrapreso il passo altamente inusuale di
    scrivere al loro presidente.

    Quel giugno, il segretario alla difesa Rumsfeld
    approvò un ordine top secret per le forze armate degli
    Stati Uniti per sviluppare qualcosa chiamato Conplan
    8022, ‘che fornisce al presidente un'immediata
    capacità di attacco globale.’

    Il termine, Conplan, è l'abbreviazione del Pentagono
    per Contingency Plan [piano di contingenza n.d.t.].
    Per quali ‘contingenze’ si stanno preparando i
    pianificatori del Pentagono? un attacco convenzionale
    preventivo contro la piccola Corea del Nord o persino
    l'Iran? O un assalto nucleare preventivo con tutte le
    forze contro l'ultima formidabile potenza nucleare
    ancora non sottomessa alla dominazione ad ampio
    spettro degli Usa-- cioè la Russia?

    Le due parole, ‘attacco globale’, sono anche degne di
    nota. È un modo di dire del Pentagono per descrivere
    un particolare attacco preventivo che, per la prima
    volta dai primissimi giorni della guerra fredda,
    include un'opzione nucleare, contro la tradizionale
    nozione militare Usa dell'uso di armi nucleari solo in
    difesa e per dissuadere da un attacco.

    Conplan 8022, com'è stato notato da alcuni, è
    differente dai tradizionali piani di guerra del
    Pentagono che sono stati essenzialmente difensivi in
    risposta a invasioni o attacchi.

    In concerto con la aggressiva Dottrina Bush degli
    attacchi preventivi, del 2002, il nuovo Conplan 8022
    di Bush è offensivo. Potrebbe essere innescato dalla
    semplice ‘percezione’ di una minaccia imminente, e
    compiuto solo per ordine presidenziale, senza
    intervento del Congresso.

    Noti i dettagli su false o finte percezioni al
    Pentagono e all'ufficio del vicepresidente sulla
    minaccia delle armi di distruzione di massa dell' Iraq
    nel 2003, il nuovo Conplan 8022 suggerisce che il
    presidente Usa potrebbe ordinare un attacco
    missilistico contro una qualunque minaccia percepita o
    persino potenziale anche non dimostrata.

    In risposta all'ordine di Rumsfeld del giugno 2004, il
    generale Richard Myers, allora comandante degli Stati
    maggiori riuniti, firmò l'ordine per rendere operativo
    il Conplan 8022. Selezionati bombardieri con capacità
    nucleari, ICBM [missili balistici intercontinentali
    n.d.t.], SSBN [missili balistici nucleari sottomarini
    n.d.t.] e unità di ‘guerra informativa’ (sic) sono
    state dispiegate contro non nominati obiettivi di
    valore di paesi ‘nemici’.

    L'Iran era considerato un paese nemico anche se non
    aveva mai attaccato gli Stati Uniti? o forse la Corea
    del Nord, sebbene in cinque decenni non avesse mai
    lanciato un attacco diretto contro la Corea del sud o
    chiunque altro? è la Cina un nemico perché sta
    semplicemente diventando troppo influente
    economicamente?

    È la Russia oggi un nemico perché rifiuta di piegarsi
    e accettare di essere resa ciò che Brzezinski
    definisce uno Stato ‘vassallo’ dell' Impero Americano?


    Siccome non c'è stato alcun aperto dibattito
    all'interno degli Stati Uniti sul Conplan 8022, non
    c'è stata praticamente alcuna discussione di nessuna
    di queste domande di peso potenzialmente nucleare.

    Ciò che rende l'ordine del giugno 2004 di Rumsfeld
    persino più inquietante per un mondo che aveva
    veramente sperato che le nubi a forma di fungo
    nucleare fossero diventate una minaccia del passato, è
    che il Conplan 8022 contiene una significativa
    componente di attacco nucleare.

    È vero che il numero totale di armi nucleari negli
    arsenali militari Usa è andato declinando sin dalla
    fine della guerra fredda. Ma a quanto sembra non
    perché gli Usa stiano allontanando il mondo dalla
    possibilità di una guerra nucleare accidentale.

    La nuova espansione della difesa missilistica alla
    Polonia e alla Repubblica Ceca viene meglio compresa
    se vista sotto l'ottica della notevole espansione
    della Nato sin dal 1991. Come ha fatto notare Putin, ‘
    la Nato ha messo le sue forze di prima linea sui
    nostri confini... Credo che sia ovvio che l'espansione
    della Nato non abbia nulla a che fare con la
    modernizzazione dell'alleanza stessa o con
    l'assicurare sicurezza all'Europa. Al contrario
    rappresenta una seria provocazione che riduce il
    livello di fiducia reciproca. E noi abbiamo il diritto
    di chiedere: contro chi viene intesa questa
    espansione? E cosa è successo alle assicurazioni che i
    nostri partner occidentali fecero dopo la dissoluzione
    del Patto di Varsavia?’


    [Il simbolo dello United States Strategic Command che
    controlla l'armamento nucleare]

    Basi USA circondano la Russia

    Come ha notato recentemente lo stratega ed esperto
    militare russo Yevgeny Primakov, stretto consigliere
    di Putin, la Nato fu ‘ fondata durante la guerra
    fredda come organizzazione regionale per assicurare la
    sicurezza degli alleati Usa in Europa.’ Egli aggiunge,
    ‘ la Nato oggi sta agendo sulla base di una dottrina e
    di una filosofia completamente differenti, muovendosi
    al di fuori del continente europeo e conducendo
    operazioni militari molto oltre i suoi confini. La
    Nato si sta rapidamente espandendo contravvenendo a
    precedenti accordi. L'ammissione di nuovi membri
    all'interno della Nato sta portando l'espansione delle
    basi che ospitano forze armate Usa, sistemi di difesa
    aerea, così come componenti ABM [anti missile
    balistico n.d.t.]’.

    Oggi tra gli Stati membri della Nato non c’è solo il
    nucleo originale dell'Europa occidentale dell'epoca
    della guerra fredda, comandato dagli americani. La
    Nato include anche ex Stati del Patto di Varsavia o
    dell'Unione Sovietica, quali Polonia, Lituania,
    Repubblica Ceca, Estonia, Lituania, Romania, Bulgaria,
    Ungheria, e Slovacchia e Slovenia ex membri della
    Jugoslavia. Candidati ad aggiungersi alla Nato
    includono la Repubblica di Georgia, la Croazia,
    l'Albania e la Macedonia. Il presidente ucraino Victor
    Yushchenko ha cercato aggressivamente di portare
    l'Ucraina all'interno della Nato. Questo è un chiaro
    messaggio Mosca, e non è sorprendente, un messaggio
    che i russi non sembrano accogliere a braccia aperte.

    Nuove strutture della Nato sono anche state formate,
    mentre le vecchie sono state abolite: la NATO
    Response Force (NRF) [forza di risposta Nato n.d.t.] è
    stata lanciata al summit di Praga del 2002. Nel 2003,
    subito dopo la caduta di Bagdad, è iniziata una grande
    ristrutturazione dei comandi militari Nato. I
    quartieri generali del Supremo Comando Alleato dell’
    Atlantico sono stati aboliti. Un nuovo comando, l’
    Allied Command Transformation (ACT), è stato stabilito
    a Norfolk, Virginia. ACT è responsabile nel guidare la
    trasformazione della Nato.

    Per il 2007 Washington ha firmato un accordo con il
    Giappone per cooperare allo sviluppo della difesa
    missilistica. Gli Usa si sono profondamente impegnati
    nel testare un sistema di difesa missilistico insieme
    a Israele. Hanno ora esteso la difesa missilistica
    europea alla Polonia, dove il ministro della difesa è
    stretto amico e alleato dei falchi neoconservatori del
    Pentagono, e alla Repubblica Ceca. La Nato si è
    accordata per velocizzare la questione delle domande
    di Ucraina e Georgia per diventare membri. Il medio
    oriente, nonostante il fallimento in Iraq, viene
    militarizzato con una rete permanente di basi USA dal
    Qatar all’Iraq e oltre.

    Il 15 febbraio, il Comitato del Congresso USA per gli
    Affari Esteri ha approvato un ordine, denominato in
    modo Orwelliano NATO Freedom Consolidation Act of 2007
    [leggi di consolidamento della libertà Nato del 2007
    n.d.t.] che riafferma l'appoggio Usa per l'ulteriore
    allargamento della Nato e il supporto per l'inclusione
    di Ucraina e Georgia.

    Dal punto di vista russo, l'espansione a est della
    Nato dalla fine della guerra fredda è in chiara
    violazione di un accordo tra l'allora leader sovietico
    Mikhail Gorbachev e il presidente Usa George H.W. Bush
    che consentiva una pacifica unificazione della
    Germania. La politica di espansione della Nato è vista
    come una continuazione del tentativo risalente alla
    guerra fredda di circondare e isolare la Russia.

    Nuove basi per proteggere la ‘democrazia’?

    Una conseguenza passata quasi inosservata della
    politica di Washington sin dal bombardamento della
    Serbia nel 1999, è stata la creazione di una
    straordinaria rete di nuove basi militari Usa, basi in
    parti del mondo dove sembrano poco giustificate in
    quanto precauzione difensiva Usa date le minacce
    esistenti e le grosse spese richieste, per non parlare
    di altre iniziative militari globali.

    Nel giugno del 1999 dopo il bombardamento della
    Jugoslavia, le forze Usa hanno iniziato la costruzione
    di Camp Bondsteel al confine tra Kosovo e Macedonia.
    Questo è stato il fulcro di ciò che sarebbe stata una
    nuova rete globale di basi Usa.

    Bondsteel ha messo il potere aereo Usa a breve
    distanza dal medio oriente ricco di petrolio e dal Mar
    Caspio, così come dalla Russia. Camp Bondsteel con
    quasi 7000 soldati era allora la più grande base
    militare Usa costruita dai tempi della guerra del
    Vietnam. La base venne costruita dalla maggiore
    azienda di costruzioni militari Usa, la KBR di
    proprietà della Halliburton. L'amministratore delegato
    della Halliburton a quel tempo era Dick Cheney.

    Prima dell'inizio del bombardamento Nato della
    Jugoslavia nel 1999, l’ Washington Post esplicitamente
    notò: ‘Con un Medioriente sempre più fragile, avremo
    bisogno di basi e di diritti di sorvolo nei Balcani
    per proteggere il petrolio del Mar Caspio.’

    Camp Bondsteel non era altro che la prima di una
    grande catena di basi Usa che sono state costruite in
    questo decennio. L'esercito Usa ha continuato a
    costruire basi militari in Ungheria, Bosnia, Albania e
    Macedonia, in aggiunta a Camp Bondsteel in Kosovo,
    allora ancora ufficialmente parte della Jugoslavia.

    Una delle più importanti e meno citate nuove basi Usa
    è in Bulgaria, un ex satellite sovietico e ora nuovo
    membro della Nato. In un conflitto--e nel linguaggio
    del Pentagono esistono solo ‘conflitti’, non guerre,
    che implicano la richiesta di dichiarazione ufficiale
    al congresso Usa e di fornire una giusta ragione--i
    militari userebbero Bezmer per far arrivare uomini e
    materiale verso le prime linee. Dove? In Russia?

    Gli Usa hanno costruito le loro basi in Afganistan.
    Hanno costruito tre grandi basi Usa all'inizio
    dell'occupazione dell’ Afganistan nel dicembre del
    2001, presso il Bagram Air Field a Nord di Kabul, il
    maggiore centro logistico militare Usa; presso il
    Kandahar Air Field, nell'Afghanistan meridionale, e il
    Shindand Air Field nella provincia occidentale di
    Herat. Shindand, la maggiore base Usa in Afganistan, è
    stato costruito a qualcosa come 100 km dal confine con
    l'Iran.

    L’Afghanistan è stato storicamente il cuore del Grande
    Gioco tra Impero Britannico e Russia, cioè la lotta
    per controllare l'Asia centrale tra il diciannovesimo
    e l'inizio del ventesimo secolo. La strategia
    britannica era di impedire a tutti costi alla Russia
    di controllare l'Afganistan e impedire perciò
    l'acquisizione di un porto in acque calde per la sua
    marina tale da minacciare il gioiello della corona
    imperiale britannica, l'India.

    L’Afghanistan viene visto anche dai pianificatori del
    Pentagono come estremamente strategico. È una
    piattaforma da cui l'esercito Usa può direttamente
    minacciare la Russia e la Cina così come l'Iran e
    altri territori mediorientali ricchi di petrolio. Poco
    è cambiato in ciò in più di un secolo di guerre.

    L'Afganistan è in una posizione estremamente vitale, a
    cavallo dell'Asia meridionale, centrale e del medio
    oriente. L'Afganistan si trova anche lungo il percorso
    previsto per un oleodotto che va dai giacimenti
    petroliferi del Mar Caspio all'oceano indiano, dove
    l'azienda petrolifera Usa Unocal ha negoziato, insieme
    alla Halliburton di Cheney e alla Enron, esclusivi
    diritti di trasporto petrolifero per portare gas
    naturale dal Turkmenistan attraverso l'Afganistan e il
    Pakistan fino all’ enorme centrale elettrica a gas
    naturale di proprietà della Enron situata a Dabhol
    vicino a Mumbai.

    Allo stesso tempo il Pentagono ha raggiunto un accordo
    con il governo del Kyrgystan in Asia centrale, per
    costruirvi una base strategicamente importante, la
    Manas Air Base presso l'aeroporto internazionale di
    Bishkek. Manas non solo è vicina all'Afganistan; è
    anche a una distanza tale da colpire facilmente il
    petrolio e gas del Mar Caspio così come i confini sia
    della Cina che della Russia.

    Come parte del prezzo di accettarlo come alleato Usa
    nella guerra al terrorismo piuttosto che come un
    nemico, Washington ha ottenuto un accordo dal
    dittatore militare pakistano, generale Pervez
    Musharraf, che permette l'uso da parte dell'aviazione
    Usa e della Nato dell'aeroporto di Jacobabad circa 400
    km a nord di Karachi, ‘per appoggiare la loro campagna
    in Afganistan’. Due altre basi Usa sono state
    costruite a Dalbandin e a Pasni.

    Questa è solamente una piccola parte della grande rete
    di basi militari controllate dagli Usa che Washington
    è andata costruendo in tutto il mondo sin dalla
    cosiddetta fine della guerra fredda.

    Sta diventando chiaro a gran parte del resto del mondo
    che Washington potrebbe persino istigare o provocare
    guerre o conflitti con nazioni in tutto il mondo non
    solo per controllare il petrolio, sebbene il controllo
    strategico dell'afflusso globale di petrolio sia stato
    il cuore del Secolo Americano sin dagli anni 20.
    Questo è l'autentico significato di ciò che Vladimir
    Putin ha affermato a Monaco. Ha detto al mondo ciò che
    esso non vuole sentire: i nuovi vestiti
    dell'imperatore americano non esistono. L'imperatore è
    vestito della nuda ricerca del controllo militare
    globale.

    Durante i primi anni 90, alla fine della guerra
    fredda, il governo Yeltsin aveva chiesto a Washington
    una serie di mutue riduzioni dell'arsenale di missili
    e armi nucleari di ciascuna superpotenza. Le riserve
    nucleari russe stavano invecchiando e Mosca non vedeva
    un ulteriore bisogno di rimanere armata con i suoi
    artigli nucleari una volta che la guerra fredda era
    finita.

    Washington vide chiaramente in ciò un’ occasione d'oro
    per inseguire la supremazia nucleare, per la prima
    volta a partire dagli anni 50 quando la Russia aveva
    per la prima volta sviluppato la capacità di lanciare
    con missili balistici intercontinentali il suo
    crescente arsenale di armi nucleari.

    La supremazia nucleare è una politica aggressiva e
    offensiva. Significa che una sola superpotenza, gli
    Usa, avrebbe la possibilità di lanciare un pieno Primo
    Colpo [First Strike n.d.t.] nucleare contro i siti
    nucleari russi e distruggere abbastanza obiettivi al
    primo colpo da impedire alla Russia un'efficace
    rappresaglia.

    Senza una credibile minaccia di rappresaglia, la
    Russia non aveva un credibile potere di deterrenza
    nucleare. Era alla mercé della potenza suprema. Mai
    prima nella storia era sembrata così vicina alle mani
    di una sola nazione la prospettiva di un tale potere
    finale.

    Le mosse nascoste fatte dal Pentagono verso la
    supremazia nucleare sono state sino oggi portate
    avanti nella più completa segretezza, camuffate in
    mezzo alla retorica della ‘Partnership per la Pace’
    tra Usa e Russia.

    Piuttosto che ottenere vantaggio dall'opportunità di
    allontanarsi dall'orlo dell'annichilazione nucleare in
    seguito alla fine della guerra fredda, Washington si è
    volta invece ad aggiornare il suo arsenale nucleare,
    mentre allo stesso tempo ne riduceva le dimensioni.

    Mentre il resto del mondo era ancora shockato dagli
    eventi dell'11 settembre 2001, l'amministrazione Bush
    si è mossa unilateralmente verso la rottura dei suoi
    precedenti trattati con la Russia che la obbligavano a
    non costruire una difesa antimissile.

    Il 13 dicembre 2001 il presidente Bush ha annunciato
    che il governo degli Stati Uniti aveva unilateralmente
    abbandonando il trattato ABM [Anti-Ballistic Missile
    Treaty] sui missili balistici con la Russia, e stava
    assegnando $ 8 miliardi del budget del 2002 per
    costruire un sistema di difesa missilistico nazionale
    [National Missile Defense system]. Ciò venne passato
    al congresso promuovendolo come una mossa per
    proteggere il territorio Usa da attacchi terroristici
    provenienti da Stati che comprendevano la Corea del
    Nord o l’Iraq.

    L'argomento degli Stati canaglia era una frode, una
    plausibile storia di copertura per nascondere,
    all'alba dello shock per l'11 settembre, il
    rovesciamento della politica senza andare incontro a
    un dibattito.

    Il rifiuto del trattato ABM fu poco compreso al di
    fuori di circoli militari qualificati. Infatti
    rappresentava il passo più pericoloso compiuto dagli
    Stati Uniti verso una guerra nucleare sin dagli anni
    50. Washington sta andando a passo veloce verso
    l'obiettivo della totale superiorità nucleare globale,
    la Supremazia Nucleare.

    Washington ha smantellato entro il 2005 i suoi missili
    MX estremamente letali. Ma questo potrebbe mettere su
    una falsa strada. Allo stesso tempo ha
    significativamente migliorato i suoi rimanenti missili
    balistici intercontinentali installando le testate
    nucleari ad alta resa degli MX e avanzati veicoli di
    rientro sui suoi missili balistici intercontinentali
    ‘Minuteman’. Il sistema di guida dei Minuteman è stato
    migliorato per raggiungere il livello di quello degli
    smantellati MX.

    Il Pentagono ha iniziato a sostituire i vecchi missili
    balistici sui suoi sottomarini con i molto più
    accurati missili Trident II D-5 che hanno nuove
    testate nucleari con resa molto maggiore.La Marina ha
    spostato una frazione maggiore dei suoi sottomarini
    nucleari capaci di lanciare i missili balistici verso
    il Pacifico per perlustrare la zona cieca del sistema
    radar di primo avviso russo e la vicina costa cinese.
    L'aviazione Usa ha completato il processo di
    riadattamento dei suoi bombardieri B-52 per l'utilizzo
    di missili da crociera con testata nucleare ritenuti
    invisibili ai radar di difesa aerea russi. La
    migliorata avionica dei suoi bombardieri invisibili
    B-2 ha dato loro la capacità di volare ad altitudini
    estremamente basse evitando allo stesso modo
    l'individuazione radar.

    Un grande numero di armi accumulate non è necessario
    per una nuova proiezione di potere globale. Nuova
    tecnologia poco pubblicizzata ha reso capaci gli Usa
    di dispiegare una forza d'attacco nucleare ‘più snella
    e più subdola’. Un caso è quello del programma di
    successo della marina per migliorare la lega delle
    testate nucleari W-76 poste in cima a gran parte dei
    missili lanciati dai sottomarini Usa, rendendole
    capaci di colpire obiettivi molto duri come i silos
    che contengono i missili balistici.

    Nessuno ha mai presentato una credibile prova che Al
    Qaeda, Hamas, Hezbollah o una qualunque altra
    organizzazione facente parte della lista nera delle
    organizzazioni terroristiche stilata dal Dipartimento
    di Stato Usa possegga missili nucleari in silos
    sotterranei rinforzati. A parte gli Usa e forse
    Israele, solo la Russia e in misura molto minore la
    Cina ne possiedono una qualche quantità.

    Nel 1991 alla presunta fine della guerra fredda in un
    gesto volto a diminuire il pericolo di errori
    strategici nucleari l'aviazione Usa fu ordinata di
    togliere dallo stato di pronta allerta la sua flotta
    di bombardieri nucleari. Anche questo è cambiato dopo
    il 2004.

    Ancora una volta il Conplan 8022 ha messo i B-52 e
    altri bombardieri a lungo raggio dell'aviazione Usa
    nello stato di ‘allerta’. Il comandante dell'ottavo
    stormo dell'aviazione affermò al tempo che i suoi
    bombardieri nucleari erano ‘ essenzialmente in allerta
    per pianificare ed eseguire attacchi globali’ [Global
    Strike n.d.t] su ordine del comando strategico Usa o
    STRATCOM, con base a Omaha, Nebraska.

    Il Conplan 8022 includeva non solo armi nucleari e
    convenzionali a lungo raggio lanciate dagli Usa, ma
    anche bombe nucleari e di altro tipo dispiegate in
    Europa, Giappone e altri siti. Ciò dava gli Usa quello
    che il Pentagono chiamava ‘Global Strike’, cioè la
    capacità di colpire un qualunque punto della terra o
    del cielo con una forza devastante, nucleare o
    convenzionale. Fin dall'ordine di allerta da parte di
    Rumsfeld del giugno 2004, il Comando Strategico Usa si
    è vantato di essere pronto a eseguire un attacco
    ovunque sulla terra ‘in mezza giornata o meno’, a
    partire dal momento in cui il presidente emette
    l'ordine.

    Il 24 gennaio del 2006 l'ambasciatore Usa presso la
    Nato, Victoria Nuland, ex consigliere del
    vicepresidente Dick Cheney e moglie di uno dei
    maggiori falchi neoconservatori di Washington ha
    dichiarato al Financial Times di Londra che gli Usa
    volevano ‘una forza militare dispiegabile globalmente’
    che potesse operare ovunque - dall'Africa al medio
    oriente e oltre.

    Questa avrebbe incluso il Giappone e l'Australia allo
    stesso tempo insieme alle altre nazioni Nato. La
    Nuland aggiunse, ‘ è un animale (sic) completamente
    differente il cui ruolo finale sarà soggetto ai
    desideri e alle avventure Usa’. Soggetto ai desideri e
    alle avventure Usa? Queste sono parole poco
    tranquillizzanti dato il curriculum dell'ex capo della
    Nuland per quel che riguarda l’ intelligence
    contraffatta allo scopo di giustificare guerre in Iraq
    e altrove.

    Ora, con il dispiegamento, in base al Conplan 8022,
    pure di una massiccia difesa missilistica gli Usa
    avrebbero ciò che pianificatori del Pentagono chiamano
    ‘ dominazione dell’ escalation’ cioè la capacità di
    vincere una guerra a qualunque livello di violenza,
    compreso quello nucleare .

    Come è stato intuito da menti più sobrie, se la Russia
    e la Cina dovessero rispondere a queste mosse Usa pur
    con minime misure di autoprotezione, i rischi di una
    conflagrazione nucleare globale per errori di calcolo
    raggiungerebbero livelli molto superiori a quelli
    visti persino durante la crisi dei missili a Cuba o i
    pericolosi giorni della guerra fredda.

    L’ Incubo di Mackinder

    Nel giro di pochi anni Washington è riuscita a creare
    l’ incubo del padre britannico della Geopolitica, Sir
    Halford Mackinder, lo scenario dell'orrore temuto da
    Zbigniew Brzezinski, Henry Kissinger e altri veterani
    della politica estera Usa della guerra fredda che
    hanno studiato e compreso il potente ragionamento di
    Mackinder.

    Le nazioni e popoli del cuore dell'Eurasia ricchi di
    risorse e di popolazione stanno costruendo legami
    economici e militari l'un l'altro per la prima volta
    nella storia, legami la cui ragion d'essere è il
    sempre più aggressivo ruolo di Washington nel mondo.

    La spinta per una emergente cooperazione geopolitica
    eurasiatica è ovvia. La Cina con la maggiore
    popolazione mondiale ed un'economia che cresce con
    percentuali a due cifre, ha bisogno urgente di
    assicurarsi dei partner e alleati che possano
    proteggere la sua sicurezza energetica. La Russia, un
    gigante dell'energia, ha bisogno di sicuri partner
    commerciali indipendenti da Washington per sviluppare
    e ricostruire la sua malconcia economia. Questi
    bisogni complementari formano il seme di ciò che gli
    strateghi Usa definiscono una nuova guerra fredda,
    questa volta riguardante soprattutto l'energia, il
    petrolio e il gas naturale. La potenza militare è la
    valuta di scambio in questa come nella precedente
    guerra fredda.

    Nel 2006 Mosca e Pechino hanno chiaramente deciso di
    aggiornare la loro collaborazione con i vicini
    erasiatici. Si sono accordati per rivolgersi ad una
    moribonda organizzazione che avevano fondato assieme
    nel 2001 subito dopo la crisi asiatica del 1998, la
    Shanghai Cooperation Organization [organizzazione per
    la cooperazione di Shanghai n.d.t. ] o SCO. La SCO
    conta membri molto significativi dal punto di vista
    geopolitico. Include il Kazakhstan ricco di petrolio,
    Uzbekistan, Kyrgyzstan e Tajikistan insieme a Cina e
    Russia. Per il 2006 Pechino e Mosca hanno iniziato a
    vedere la SCO come un nascente contrappeso a una
    politica americana di potere sempre più arbitraria.
    L'organizzazione ha iniziato a discutere progetti di
    collaborazione sull'energia e persino di reciproca
    difesa militare.

    Le pressioni di una politica estera Usa sempre più
    disperata stanno forzando una improbabile ‘coalizione
    dei non volenterosi’ attraverso l'Eurasia. Le
    potenzialità di una tale cooperazione tra Cina,
    Kazakhstan, Iran sono abbastanza reali e ovvie. Il
    nesso mancante però è la sicurezza militare che la
    potrebbe rendere invulnerabile o quasi alle minacce
    provenienti da Washington e dalla Nato. Solo un potere
    sulla faccia della terra ha le conoscenze e le
    capacità militari nucleari per fornire ciò-la Russia
    di Vladimir Putin.


    [Sinistra: il missile russo Topol M. Accanto, i nuovi
    missili USA Trident 2]

    L'orso russo affila il suo artiglio nucleare

    Con le truppe della Nato che spingono ai confini della
    Russia da tutte le parti, i B-52 nucleari Usa e
    sottomarini nucleari dispiegati in siti strategici
    tutto attorno alla Russia, con l'estensione del nuovo
    scudo missilistico di Washington dalla Groenlandia al
    Regno Unito, all'Australia, Giappone e ora persino
    Polonia e Repubblica Ceca, non dovrebbe sorprendere
    che il governo russo stia rispondendo.

    I pianificatori di Washington potrebbero aver assunto
    che la prontezza militare Russa dopo la fine della
    guerra fredda sia risibile a causa del fatto che l’
    Armata Rossa, un tempo potente, è ora l'ombra della
    sua passata gloria.

    Ma la Russia non ha mai mollato il suo asso nella
    manica--la sua forza nucleare strategica.

    Durante tutto il caos economico degli anni di Yeltsin
    la Russia non ha mai fermato la sua produzione di alta
    tecnologia militare.

    Nel maggio del 2003, alcuni mesi dopo che George Bush
    aveva unilateralmente strappato il trattato bilaterale
    ABM con Mosca, invaso l'Afganistan e bombardato Bagdad
    sino a sottometterla, il presidente russo diede un
    nuovo messaggio nel suo annuale discorso alla nazione
    russa.

    Putin parlò per la prima volta pubblicamente del
    bisogno di modernizzare il deterrente nucleare russo
    creando nuovi tipi di armi, ‘ che assicureranno sul
    lungo termine la capacità di difesa della Russia e dei
    suoi alleati’.

    In risposta all'abrogazione da parte
    dell'amministrazione Bush del trattato ABM e con esso
    del trattato Start II, la Russia ha prevedibilmente
    fermato il ritiro e la distruzione dei suoi missili
    SS-18 MIRVed. Il trattato Start II richiedeva il
    ritiro dei missili a testata multipla o MIRVed da
    entrambe le parti entro il 2007.

    A quel punto la Russia ha iniziato riconfigurare i
    suoi missili SS-18 MIRV per estendere il loro periodo
    di servizio sino al 2016. I missili SS-18 a pieno
    carico hanno una gittata di 11.000 km. In aggiunta la
    Russia ha nuovamente dispiegato i suoi missili
    nucleari mobili trasportati su rotaia SS-24 M1.

    Il governo russo ha reso una ‘priorità’ nel budget del
    2003 il finanziamento dei suoi missili SS-27 e Topol-M
    a testata singola. Il ministro della difesa ha
    riniziato i lanci di test sia dei SS-27 che dei
    Topol-M.

    Nel dicembre 2006 Putin ha detto ai giornalisti russi
    che il dispiegamento dei nuovi missili balistici
    intercontinentali russi Topol-M era cruciale per la
    sicurezza nazionale russa. Senza nominare l'ovvia
    minaccia Usa egli ha dichiarato, ‘ mantenere un
    equilibrio strategico vorrà dire che le nostre forze
    di deterrenza strategica dovranno essere in grado di
    garantire la neutralizzazione di un qualunque
    potenziale aggressore, indipendentemente da quali
    moderni sistemi d'arma possegga’.

    Non ci si può sbagliare su chi avesse in mente, e non
    si trattava degli scavatori di grotte di al Qaeda di
    Tora Bora.

    Il ministro della difesa russo Sergei Ivanov ha
    annunciato allo stesso tempo che le forze armate
    avrebbero dispiegato nel successivo decennio altri 69
    sistemi missilistici mobili Topol-M o basati in silos.
    Subito dopo il suo discorso di Monaco Putin ha
    annunciato la nomina del suo vecchio amico del KGB/FSB
    Ivanov a primo viceministro per la supervisione
    dell'intera industria militare.

    Il ministero della difesa russo ha riferito che al
    gennaio 2006 la Russia possedeva 927 veicoli in grado
    di lanciare armi nucleari e 4279 testate, mentre per
    gli Stati Uniti i numeri sono rispettivamente di 1255
    e 5966. Non esistono altre potenze sulla faccia della
    terra che si avvicinino a queste massicce capacità di
    sterminio. Questo è stato il motivo ultimo per cui la
    politica estera, militare ed economica Usa sin dalla
    fine della guerra fredda hanno segretamente avuto come
    obiettivo finale la decostruzione completa della
    Russia come stato funzionante.

    Nell'aprile del 2006 l'esercito russo ha testato il
    missile K65M-R, un nuovo missile progettato per
    penetrare i sistemi di difesa Usa. Il test era parte
    della sperimentazione per l'assegnazione di una comune
    testata per i missili balistici sia terrestri che
    marini. Il nuovo missile è ipersonico e capace di
    cambiare rotta di volo.

    Quattro mesi prima la Russia ha sperimentato con
    successo il suo missile balistico intercontinentale
    Bulava, una versione navale del Topol-M. Esso è stato
    lanciato da uno dei suoi sottomarini nucleari di
    classe Typhoon dal Mar Bianco e ha viaggiato un
    migliaio di miglia prima di colpire con successo un
    obiettivo nella penisola di Kamchatka. I missili
    Bulava verranno installati sui sottomarini nucleari
    russi di classe Borey a partire dal 2008.

    Durante un'ispezione personale del primo reggimento di
    missili balistici mobili intercontinentali Topol-M nel
    dicembre 2006, Putin ha detto ai giornalisti che il
    dispiegamento dei missili intercontinentali Topol-M
    era cruciale per la sicurezza nazionale russa,
    affermando che ‘è un passo significativo verso il
    miglioramento delle nostre capacità difensive’.

    ‘Il mantenimento di un equilibrio strategico,’ ha
    continuato, ‘ significherà che le nostre forze di
    deterrenza dovranno essere capaci di garantire la
    neutralizzazione di un qualunque potenziale aggressore
    indipendentemente da quali moderni sistemi d'arma
    possegga’.

    Chiaramente Putin non aveva in mente la Francia. Il
    presidente Putin aveva guidato personalmente il
    presidente francese Chirac in un tour di uno degli
    stabilimenti missilistici russi il precedente gennaio,
    spiegando gli ultimi avanzamenti missilistici russi.
    ‘Egli conosce ciò di cui parlo’, ha detto
    successivamente ai giornalisti Putin, riferendosi alla
    comprensione da parte di Chirac dell'importanza di
    queste armi.

    Putin non aveva nemmeno in mente la Corea del Nord, la
    Cina, il Pakistan o l'India, e nemmeno la Gran
    Bretagna con la sua capacità nucleare che sta
    invecchiando, e nemmeno Israele. L'unica potenza che
    circonda la Russia con armi di distruzione di massa
    era il suo vecchio nemico della guerra fredda--gli
    Stati Uniti.

    Il comandante delle Forze Strategiche Missilistiche
    Russe, il generale Nikolai Solovtsov, è stato più
    esplicito. Commentando il riuscito test del K65M-R al
    poligono missilistico russo Kapustin Yar lo scorso
    aprile, ha dichiarato che il piano USA per un sistema
    missilistico di difesa, ‘ può sconvolgere la stabilità
    strategica. La scala pianificata del dispiegamento da
    parte degli Stati Uniti di un… sistema di difesa
    missilistico è così considerevole che è abbastanza
    giustificata la paura che potrebbe avere un effetto
    negativo sui parametri del potenziale di deterrenza
    nucleare russo’. Per dirla semplicemente, si riferiva
    all'attuale aperta ricerca da parte degli USA della
    Dominazione ad Ampio Spettro--cioè della Supremazia
    Nucleare.

    È in procinto di nascere una nuova Armageddon.
    L'agenda militare unilaterale di Washington ha
    prevedibilmente provocato un grosso sforzo da parte
    della Russia per difendersi. La prospettiva di una
    conflagrazione nucleare globale per errore, aumenta di
    giorno in giorno. A quale punto un presidente
    americano potrebbe, Dio non voglia, decidere di
    ordinare un pieno attacco nucleare preventivo contro
    la Russia per impedirle di ricostituire una situazione
    di mutua deterrenza?

    La nuova Armageddon non è esattamente la Armageddon
    per la quale pregano i fanatici cristiani come George
    Bush quando sognano il loro Rapimento in Cielo. È una
    Armageddon in cui la Russia e gli Stati Uniti
    irradierebbero il pianeta e, forse, porrebbero fine
    alla civiltà umana.

    Ironicamente, il petrolio, nel contesto della guerra
    americana impantanata in Iraq e dei crescenti prezzi
    petroliferi mondiali dopo il 2003, ha consentito alla
    Russia di iniziare il duro lavoro di ricostituire la
    sua collassata economia e le sue capacità militari. La
    Russia di Putin non è più una ex superpotenza che
    chiede l'elemosina. Sta usando la sua arma del
    petrolio e ricostruendo le sue armi nucleari.

    L'America di Bush è un'economia svuotata e piena di
    debiti impegnata a usare la sua ultima carta, il suo
    vasto potere militare per spingere il dollaro e il suo
    ruolo come unica superpotenza mondiale.

    Putin ha ovviamente capito che il suo nuovo ‘compagno
    di preghiera’, George W., ha un grosso buco nero
    nascosto nel segreto del suo cuore. Ciò ricorda una
    popolare ballata country e western del vecchio Tammy
    Wynette, ‘I cowboys non sparano più bene come una
    volta. Ti guardano negli occhi e rimangono stesi con
    addosso i loro cappelli bianchi’. Questo è certamente
    il caso del famoso cowboy di Crawford, Texas mentre ha
    che fare con Vladimir Putin e col resto del mondo.

    F. William Engdahl è autore di “A Century of War:
    Anglo-American Oil Politics and the New World Order”,
    e di “Seeds of Destruction: the dark side of gene
    manipulation” di prossima pubblicazione. Questo
    articolo è tratto dal suo nuovo libro, in
    preparazione, sulla storia del Secolo Americano. Può
    essere contattato attraverso il suo sito Web:
    www.engdahl.oilgeopolitics.net

    Altri articoli di Global Research di F. William
    Engdahl

    F. William Engdahl
    Fonte: http://www.globalresearch.ca

  2. #2
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    ma quanto è lungo!

    lo salvo e lo leggerò poi...

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Combat1982 Visualizza Messaggio
    ma quanto è lungo!

    lo salvo e lo leggerò poi...
    anch'io faccio così, prima lo salvo poi lo leggo con calma!

 

 

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