COSA SUCCEDE QUANDO I COWBOYS INIZIANO A SBAGLIARE
MIRA
DI F. WILLIAM ENGDAHL
Global Research
Le sincere parole del presidente russo Vladimir Putin
ai partecipanti riuniti dell'annuale conferenza sulla
sicurezza ‘Wehrkunde’ di Monaco hanno dato inizio ad
una tempesta di indignate proteste da parte dei media
occidentali e dei politici. Un visitatore proveniente
da un altro pianeta potrebbe aver avuto l'impressione
che il presidente russo abbia improvvisamente deciso
di lanciare un provocatorio confronto politico con
l'Occidente simile alla guerra fredda del periodo
1943-1991.
Eppure, i dettagli degli sviluppi nelle politiche
militari della Nato e degli Stati Uniti a partire dal
1991 non sono altro che ‘ un ennesimo déjà vu’, per
parafrasare il leggendario ricevitore dei New York
Yankees, Yogi Berra.
Questa volta siamo già in una profonda nuova guerra
fredda, che letteralmente minaccia il futuro della
vita su questo pianeta. La disfatta in Iraq, o la
prospettiva di un attacco preventivo Usa con armi
nucleari tattiche contro l'Iran sono abbastanza
orrende. A confronto con ciò che si rischia con la
mobilitazione militare globale Usa contro il suo più
formidabile rivale globale restante, la Russia,
appaiono relativamente piccole. Le politiche militari
Usa sin dalla fine dell'Unione Sovietica e l'emergere
della Repubblica di Russia nel 1991 devono essere
esaminate attentamente in questo contesto. Solo allora
acquistano un senso i sinceri commenti di Putin del 10
febbraio alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza.
A causa dei fuorvianti resoconti di gran parte dei
commenti di Putin apparsi su gran parte dei media
occidentali, vale la pena leggere il discorso completo
in inglese (andate a www.securityconference.de per la
traduzione ufficiale in inglese).
Putin ha parlato in termini generali della visione di
Washington di un mondo ‘unipolare’, con un solo centro
di autorità, un centro di forza, un centro in cui
vengono prese le decisioni, definendolo ‘ un mondo in
cui vi è un solo padrone, un solo governante. E in fin
dei conti questo è svantaggioso non solo per coloro
che fanno parte del sistema, ma anche per il
governante stesso perché esso si distrugge
dall'interno.’
Poi il presidente russo è andato al cuore del
problema: ‘Oggi siamo testimoni di un iper-uso
praticamente incontrollato della forza -forza
militare- nelle relazioni internazionali, forza che
sta gettando il mondo in un abisso di conflitti
permanenti. Come risultato non abbiamo sufficiente
energia per trovare una esauriente soluzione ad alcuno
di questi conflitti. Trovare un accordo politico
diventa altrettanto impossibile.’
Putin ha continuato, ‘ vediamo un sempre maggiore
disprezzo per i principi di base del diritto
internazionale. E le norme legali indipendenti stanno,
di fatto, diventando sempre più simili al sistema
legale di un unico Stato. Uno Stato e, naturalmente,
parlo degli Stati Uniti soprattutto, che ha
oltrepassato i propri confini nazionali in ogni modo.
Questo è evidente nelle politiche educative culturali
ed economiche che impone alle altre nazioni. Bene, a
chi piace ciò? Chi è felice di questo?’
Queste dirette parole hanno iniziato a toccare i
problemi riguardanti la politica estera e militare Usa
che preoccupano Putin sin dalla fine della guerra
fredda circa 16 anni fa. Ma è più avanti che egli è
più esplicito su quali siano le politiche militari a
cui sta reagendo. Qui è dove c'è bisogno di chiarire
il suo discorso. Putin avverte dell'effetto
destabilizzante delle ‘armi spaziali’—‘ è impossibile
sanzionare la comparsa di nuove è destabilizzanti armi
ad alta tecnologia... Una nuova area di confronto,
specialmente nello spazio. Le guerre stellari non sono
più una fantasia-sono una realtà... L'opinione della
Russia è che la militarizzazione dello spazio potrebbe
avere conseguenze imprevedibili per la comunità
internazionale, e provocare nientemeno che l'inizio di
una nuova corsa agli armamenti nucleari.’
Egli poi dichiara, ‘I piani di espandere certi
elementi del sistema di difesa antimissile all'Europa
non possono che disturbarci. Chi ha bisogno del
prossimo passo di ciò che sarebbe, come in questo
caso, un’ inevitabile corsa agli armamenti?’
A cosa si riferisce qui? Pochi sono a conoscenza che
gli Stati Uniti hanno recentemente annunciato di star
costruendo massicce installazioni di difesa
antimissile in Polonia e nella Repubblica Ceca
affermando che lo fanno per proteggersi contro i
rischi di attacchi missilistici nucleari da parte di
Stati canaglia come la Corea del Nord o, forse un
giorno, l’Iran.
Polonia? Difesa missilistica? Cos'è questa storia?
Difesa Missilistica e Primo Attacco Nucleare USA
Il 29 gennaio il Brigadier General dell'esercito Usa
Patrick J. O`Reilly, vice direttore della Missile
Defense Agency [agenzia per la difesa missilistica
n.d.t] del Pentagono, ha annunciato i piani Usa di
dispiegare in Europa elementi di difesa contro missili
balistici entro il 2011, con l'affermazione da parte
del Pentagono che lo scopo è proteggere gli americani
e le installazioni Nato da minacce nemiche provenienti
dal Medioriente, non dalla Russia. In seguito a quanto
detto da Putin a Monaco, il Dipartimento di Stato Usa
ha rilasciato un commento formale che dichiarava che
l'amministrazione Bush è ‘ perplessa per i ripetuti e
caustici commenti da parte di Mosca sul previsto
sistema di difesa’.
Oops... Sarebbe meglio rimandare questo annuncio
stampa all'Ufficio per la Propaganda e l'Inganno del
Pentagono perché venga riscritto. La minaccia
missilistica dell'Iran a installazioni Nato in Polonia
non è molto convincente. Perché non chiedere a membri
da molto tempo della Nato come la Turchia se gli Usa
possono piazzare il suo scudo missilistico lì, molto
più vicino all'Iran? O forse in Kuwait? O in Israele?
La politica degli USA a partire dal 1999 ha avanzato
la richiesta di costruire alcuni tipi di difesa
missilistica attiva nonostante la fine della minaccia
della guerra fredda da parte dei missili balistici
intercontinentali sovietici o di altri lanci
missilistici. Il National Missile Defense Act del 1999
(Public Law 106-38) afferma quanto segue: ‘ fa parte
della politica degli Stati Uniti dispiegare, appena la
tecnologia lo renda possibile, un'efficace sistema di
difesa missilistica nazionale capace di difendere il
territorio degli Stati Uniti contro limitati attacchi
con missili balistici (a prescindere che essi siano
accidentali, non autorizzati, o deliberati) finanziato
tramite le tasse annuali e le annuali autorizzazioni
destinate al National Missile Defense.’ La difesa
missilistica è stata una delle ossessioni di Donald
Rumsfeld quando era Segretario alla Difesa.
Perché ora?
Ciò che è sempre più chiaro, almeno a Mosca e Pechino,
è che Washington ha una strategia molto più ampia che
si nasconde dietro le sue apparentemente irrazionali e
arbitrarie mosse militari unilaterali.
Per il Pentagono e l'establishment della politica Usa,
indipendentemente dal partito politico, la guerra
fredda con la Russia non è mai finita. Semplicemente
continua in forme camuffate. Questo è apparso evidente
con i presidenti G.H.W. Bush, William Clinton e George
W. Bush.
La difesa missilistica sembrerebbe plausibile se gli
Stati Uniti fossero vulnerabili ad attacchi portati da
una piccola banda di terroristi islamici capaci di
impadronirsi di un Boeing grazie a dei taglierini.
L'unico problema è che la difesa missilistica non è
mirata a terroristi canaglia come al Qaeda di Bin
Laden o Stati come la Corea del Nord o l'Iran.
Da parte di questi la minaccia di un devastante
attacco nucleare contro il territorio degli Stati
Uniti è inesistente. La marina Usa e la flotta di
bombardieri dell'aviazione sono oggi pienamente
preparati a bombardare, persino con armi atomiche,
l'Iran tanto da farlo tornare all'età della pietra,
solo per il sospetto che esso stia cercando di
sviluppare in modo indipendente una tecnologia per
armi nucleari. Stati come l'Iran non hanno la capacità
di rendere l'America priva di difese senza rischiare
più e più volte l'annichilazione nucleare.
La difesa missilistica venne fuori negli anni 80
quando Ronald Reagan propose lo sviluppo di un sistema
di satelliti nello spazio e di basi radar attorno alla
terra, stazioni di ascolto e missili intercettori, per
monitorare e abbattere missili nucleari prima che
colpissero i loro obiettivi.
Ciò fu denominato “guerre stellari” dai suoi critici,
ma sin dal 1983 il Pentagono ha ufficialmente speso
più di $ 130 miliardi su tale sistema. George W. Bush
ha significativamente incrementato la spesa a partire
dal 2002, portandole a $ 11 miliardi l'anno, il doppio
di quanto era previsto negli anni di Clinton. Sono
stati stanziati altri $ 53 miliardi per i prossimi
cinque anni.
L'ossessione di Washington per la Supremazia Nucleare
Ciò che Washington non ha detto, ma a cui Putin ha
alluso a Monaco, è che il sistema di difesa
missilistica Usa non è affatto difensivo. È
assolutamente offensivo.
La possibilità di fornire ad un potente Stato, uno che
ha il più stupefacente apparato militare al mondo, uno
scudo per proteggersi da attacchi limitati, è qualcosa
che mira direttamente alla Russia, l'unica altra
potenza nucleare che abbia la capacità di lanciare una
credibile rappresaglia nucleare.
Se gli Stati Uniti fossero capaci di proteggersi
efficacemente da una potenziale risposta russa ad un
primo attacco nucleare Usa, essi sarebbero
semplicemente capaci di dettare al mondo intero e non
solo alla Russia il proprio volere. Questo sarebbe ciò
che i militari chiamano ‘ supremazia nucleare’. Questo
è il vero significato dell'insolito discorso di Putin.
Egli non è paranoico. È stato semplicemente fortemente
realistico.
Mai sin dalla fine della guerra fredda nel 1989 è
stato tanto chiaro come oggi che il governo Usa non ha
mai fermato la sua ricerca della supremazia nucleare.
Per Washington e per le elite Usa la guerra fredda non
è mai finita. Si sono semplicemente dimenticati di
dirci tutto ciò.
La ricerca del controllo globale degli oleodotti e del
petrolio, il tentativo di stabilire le proprie basi
militari in tutta l'Eurasia, il tentativo di
modernizzare e migliorare la sua flotta di sottomarini
nucleari, il suo comando aereo di bombardieri
strategici B-52, tutto ha un senso solo se visto dalla
prospettiva di una incessante ricerca della Supremazia
Nucleare Usa.
L'amministrazione Bush ha unilateralmente abrogato nel
dicembre 2001 l’ ABM Treaty tra Usa e Russia [trattato
sui missili balistici n.d.t.]. Ed è in corsa per
completare una rete globale di difese missilistiche
come chiave per la supremazia nucleare Usa. Persino
con uno scudo di difesa missilistica primitivo, gli
Usa potrebbero attaccare i silos dei missili russi e
le flotte di sottomarini senza temere un'efficace
rappresaglia, dal momento che i pochi missili nucleari
russi che rimangono non sarebbero capaci di lanciare
una risposta abbastanza convincente da dissuadere un
primo attacco Usa.
La capacità di entrambe le parti-il patto di Varsavia
e la Nato-durante la guerra fredda di annientarsi
reciprocamente portò ad uno stallo nucleare denominato
dagli strateghi militari “MAD” [‘folle’, acronimo di
‘mutual assured destruction’, cioè “distruzione
reciproca assicurata” n.d.t.]. Era spaventoso, ma in
maniera bizzarra più stabile di quanto abbiamo ora con
una ricerca unilaterale da parte degli USA della
supremazia nucleare. La prospettiva della reciproca
distruzione nucleare senza alcun vantaggio decisivo
per nessuna delle due parti, portò a un mondo in cui
la guerra nucleare era diventata ‘impensabile’.
Ora gli Usa cercano la concreta possibilità di una
‘concepibile’ guerra nucleare. Ciò è veramente folle.
La prima nazione con uno scudo contro missili nucleari
avrebbe di fatto la capacità di colpire per prima. In
modo abbastanza corretto, il tenente colonnello Robert
Bowman, direttore del programma di difesa missilistico
dell'aviazione Usa, ha recentemente chiamato la difesa
missilistica ‘ l'anello mancante per un Primo
Attacco.’
Più allarmante è il fatto che nessuno a parte un pugno
di pianificatori del Pentagono o di ufficiali anziani
dell'intelligence a Washington discute le implicazioni
della ricerca da parte di Washington della difesa
missilistica in Polonia, nella Repubblica Ceca o della
sua spinta verso la supremazia nucleare.
Ciò fa tornare in mente il documento del settembre
2000 ‘Rebuilding America’s Defenses’ del gruppo di
falchi del Project for the New American Century, di
cui erano membri Dick Cheney e Don Rumsfeld. In esso
dichiararono, ‘ gli Stati Uniti devono sviluppare e
dispiegare una difesa missilistica globale per
difendere la patria americana e gli alleati
dell'America di fornire una base sicura per la
proiezione del potere Usa nel mondo.’ [In tale
documento si dichiarava anche che per ottenere dal
popolo americano il permesso e l’appoggio per
implementare questa e altre politiche sarebbe servito
un “qualche evento catastrofico e catalizzatore, come
una nuova Pearl Harbour”. Vedi 11 SETTEMBRE: POSSIBILI
MOVENTI DELL'AMMINISTRAZIONE BUSH di David Ray
Griffin, pubblicato da Comedonchisciotte n.d.t.]
Prima di diventare il segretario alla difesa di Bush
nel gennaio 2001, Rumsfeld dirigeva una commissione
presidenziale che sosteneva lo sviluppo della difesa
missilistica per gli Stati Uniti.
L'amministrazione Bush-Cheney era così ansiosa di
portare avanti i suoi piani di difesa missilistica che
il presidente e il segretario alla difesa ordinarono
di accantonare gli usuali test operativi essenziali
per determinare l'efficacia dell’ estremamente
complesso sistema.
Il programma di difesa missilistica di Rumsfeld aveva
una forte opposizione all'interno dei vertici
militari. Il 26 marzo del 2004 non meno di 49 generali
e ammiragli Usa firmarono una lettera aperta al
presidente in cui chiedevano di rimandare il programma
di difesa missilistica.
Come fecero notare, ‘ la tecnologia Usa già dispiegata
può individuare la provenienza del lancio di un
missile balistico. È perciò altamente improbabile che
un qualunque Stato osi attaccare gli Usa o permettere
a dei terroristi di fare ciò dal suo territorio con
missili armati di armi di distruzione di massa,
rischiando perciò la distruzione proveniente da un
devastante attacco di rappresaglia Usa.’
I 49 generali e ammiragli, compreso l'ammiraglio
William J. Crowe, ex comandante degli Stati Maggiori
Riuniti delle Forze Armate, continuano col dire al
presidente, ‘ come Lei ha affermato, signor
presidente, la nostra più alta priorità è di impedire
ai terroristi l'acquisizione e l'impiego di armi di
distruzione di massa. Noi siamo d'accordo.
Raccomandiamo perciò, in quanto militarmente
responsabili della parte esecutiva, di rimandare il
dispiegamento operativo del dispendioso e non testato
sistema GMD (Ground-based Missile Defense) [difesa
missilistica con base a terra n.d.t.] e trasferire i
relativi fondi a velocizzati programmi che mettano in
sicurezza la moltitudine di stabilimenti contenenti
armi e materiali nucleari, e a proteggere i nostri
porti e confini contro terroristi che tentino di
contrabbandare armi di distruzione di massa
all'interno degli Stati Uniti.’
Ciò che gli stagionati veterani militari non dissero
era che Rumsfeld, Cheney, Bush e compagnia avevano
un'altra agenda che non riguardava le minacce
terroristiche. Stavano inseguendo la Full Spectrum
Dominance [dominazione ad ampio spettro n.d.t.], il
Nuovo Ordine Mondiale, e l'eliminazione, una volta per
tutte, della Russia come potenziale rivale per il
potere.
La corsa allo sviluppo della difesa missilistica non è
chiaramente rivolta alla Corea del Nord o ad attacchi
terroristici. È rivolta alla Russia e, in misura molto
minore, alle molto inferiori capacità nucleari della
Cina. Come hanno fatto notare i 49 generali e
ammiragli nella loro lettera al presidente del 2004,
gli Usa disponevano già di testate nucleari più che
sufficienti a colpire migliaia di bunker o caverne di
un potenziale Stato canaglia.
Kier Lieber e Daryl Press, due analisti militari Usa,
scrivendo nell'influente rivista Foreign Affairs del
Council on Foreign Relations di New York nel marzo
2006, fecero notare che ‘ se la modernizzazione
nucleare degli Stati Uniti fosse realmente rivolta a
Stati canaglia o terroristi, la forza nucleare del
paese non avrebbe bisogno delle migliaia di
addizionali testate con lancio da terra che acquisirà
col programma di modernizzazione W-76. L'attuale e
futura forza nucleare Usa, in altre parole, sembra
disegnata per compiere un preventivo e disarmante
attacco contro Russia o Cina.’
Riferendosi ai nuovi e aggressivi piani di
dispiegamento della difesa missilistica del Pentagono,
Lieber e Press aggiungono, ‘ il tipo di difesa
missilistica che gli Stati Uniti potrebbero
plausibilmente sviluppare sarebbe utile primariamente
in un contesto offensivo, non in uno difensivo - come
aggiunta ad una capacità di primo attacco Usa, non
come scudo indipendente. Se gli Stati Uniti
lanciassero un attacco nucleare contro la Russia (o la
Cina), il paese scelto come obiettivo sarebbe lasciato
con un piccolo o con nessun rimanente arsenale. A tale
punto, persino un sistema di difesa missilistico
relativamente modesto o inefficiente potrebbe
proteggere in modo sufficiente contro attacchi di
rappresaglia...’
Questa è la vera agenda nel grande gioco euroasiatico
di Washington. Naturalmente affermarlo apertamente
rischierebbe di bloccare la mano di Washington prima
che la corda sia stata irreversibilmente stretta
attorno al metaforico collo di Mosca. Così il
Dipartimento di Stato e il Segretario alla Difesa
Gates cercano di sminuire i recenti commenti russi,
come se fossero illusioni paranoiche di Putin.
L'intero programma di difesa missilistica Usa e di
modernizzazione delle capacità nucleari di primo
attacco fa rizzare i capelli in testa alla sola idea.
Sotto l'amministrazione Bush è stato reso operativo
uno scenario nucleare dell'orrore che richiama alla
mente i pericolosi giorni della guerra fredda con
flotte di bombardieri B-52 con armi nucleari e
sottomarini con missili nucleari Trident in allerta
ventiquattr'ore su ventiquattro.
[I vecchi bombardieri B52 e i nuovi B2. Entrambi
equipaggabili con armi nucleari]
Attacco Globale: il ‘Pentagon Conplan 8022’
La marcia verso una possibile catastrofe nucleare
voluta o accidentale, come conseguenza della nuova
arrogante politica di Washington, ha acquisito una
significativa nuova gravità nel giugno del 2004, solo
poche settimane dopo che 49 generali e ammiragli
avevano intrapreso il passo altamente inusuale di
scrivere al loro presidente.
Quel giugno, il segretario alla difesa Rumsfeld
approvò un ordine top secret per le forze armate degli
Stati Uniti per sviluppare qualcosa chiamato Conplan
8022, ‘che fornisce al presidente un'immediata
capacità di attacco globale.’
Il termine, Conplan, è l'abbreviazione del Pentagono
per Contingency Plan [piano di contingenza n.d.t.].
Per quali ‘contingenze’ si stanno preparando i
pianificatori del Pentagono? un attacco convenzionale
preventivo contro la piccola Corea del Nord o persino
l'Iran? O un assalto nucleare preventivo con tutte le
forze contro l'ultima formidabile potenza nucleare
ancora non sottomessa alla dominazione ad ampio
spettro degli Usa-- cioè la Russia?
Le due parole, ‘attacco globale’, sono anche degne di
nota. È un modo di dire del Pentagono per descrivere
un particolare attacco preventivo che, per la prima
volta dai primissimi giorni della guerra fredda,
include un'opzione nucleare, contro la tradizionale
nozione militare Usa dell'uso di armi nucleari solo in
difesa e per dissuadere da un attacco.
Conplan 8022, com'è stato notato da alcuni, è
differente dai tradizionali piani di guerra del
Pentagono che sono stati essenzialmente difensivi in
risposta a invasioni o attacchi.
In concerto con la aggressiva Dottrina Bush degli
attacchi preventivi, del 2002, il nuovo Conplan 8022
di Bush è offensivo. Potrebbe essere innescato dalla
semplice ‘percezione’ di una minaccia imminente, e
compiuto solo per ordine presidenziale, senza
intervento del Congresso.
Noti i dettagli su false o finte percezioni al
Pentagono e all'ufficio del vicepresidente sulla
minaccia delle armi di distruzione di massa dell' Iraq
nel 2003, il nuovo Conplan 8022 suggerisce che il
presidente Usa potrebbe ordinare un attacco
missilistico contro una qualunque minaccia percepita o
persino potenziale anche non dimostrata.
In risposta all'ordine di Rumsfeld del giugno 2004, il
generale Richard Myers, allora comandante degli Stati
maggiori riuniti, firmò l'ordine per rendere operativo
il Conplan 8022. Selezionati bombardieri con capacità
nucleari, ICBM [missili balistici intercontinentali
n.d.t.], SSBN [missili balistici nucleari sottomarini
n.d.t.] e unità di ‘guerra informativa’ (sic) sono
state dispiegate contro non nominati obiettivi di
valore di paesi ‘nemici’.
L'Iran era considerato un paese nemico anche se non
aveva mai attaccato gli Stati Uniti? o forse la Corea
del Nord, sebbene in cinque decenni non avesse mai
lanciato un attacco diretto contro la Corea del sud o
chiunque altro? è la Cina un nemico perché sta
semplicemente diventando troppo influente
economicamente?
È la Russia oggi un nemico perché rifiuta di piegarsi
e accettare di essere resa ciò che Brzezinski
definisce uno Stato ‘vassallo’ dell' Impero Americano?
Siccome non c'è stato alcun aperto dibattito
all'interno degli Stati Uniti sul Conplan 8022, non
c'è stata praticamente alcuna discussione di nessuna
di queste domande di peso potenzialmente nucleare.
Ciò che rende l'ordine del giugno 2004 di Rumsfeld
persino più inquietante per un mondo che aveva
veramente sperato che le nubi a forma di fungo
nucleare fossero diventate una minaccia del passato, è
che il Conplan 8022 contiene una significativa
componente di attacco nucleare.
È vero che il numero totale di armi nucleari negli
arsenali militari Usa è andato declinando sin dalla
fine della guerra fredda. Ma a quanto sembra non
perché gli Usa stiano allontanando il mondo dalla
possibilità di una guerra nucleare accidentale.
La nuova espansione della difesa missilistica alla
Polonia e alla Repubblica Ceca viene meglio compresa
se vista sotto l'ottica della notevole espansione
della Nato sin dal 1991. Come ha fatto notare Putin, ‘
la Nato ha messo le sue forze di prima linea sui
nostri confini... Credo che sia ovvio che l'espansione
della Nato non abbia nulla a che fare con la
modernizzazione dell'alleanza stessa o con
l'assicurare sicurezza all'Europa. Al contrario
rappresenta una seria provocazione che riduce il
livello di fiducia reciproca. E noi abbiamo il diritto
di chiedere: contro chi viene intesa questa
espansione? E cosa è successo alle assicurazioni che i
nostri partner occidentali fecero dopo la dissoluzione
del Patto di Varsavia?’
[Il simbolo dello United States Strategic Command che
controlla l'armamento nucleare]
Basi USA circondano la Russia
Come ha notato recentemente lo stratega ed esperto
militare russo Yevgeny Primakov, stretto consigliere
di Putin, la Nato fu ‘ fondata durante la guerra
fredda come organizzazione regionale per assicurare la
sicurezza degli alleati Usa in Europa.’ Egli aggiunge,
‘ la Nato oggi sta agendo sulla base di una dottrina e
di una filosofia completamente differenti, muovendosi
al di fuori del continente europeo e conducendo
operazioni militari molto oltre i suoi confini. La
Nato si sta rapidamente espandendo contravvenendo a
precedenti accordi. L'ammissione di nuovi membri
all'interno della Nato sta portando l'espansione delle
basi che ospitano forze armate Usa, sistemi di difesa
aerea, così come componenti ABM [anti missile
balistico n.d.t.]’.
Oggi tra gli Stati membri della Nato non c’è solo il
nucleo originale dell'Europa occidentale dell'epoca
della guerra fredda, comandato dagli americani. La
Nato include anche ex Stati del Patto di Varsavia o
dell'Unione Sovietica, quali Polonia, Lituania,
Repubblica Ceca, Estonia, Lituania, Romania, Bulgaria,
Ungheria, e Slovacchia e Slovenia ex membri della
Jugoslavia. Candidati ad aggiungersi alla Nato
includono la Repubblica di Georgia, la Croazia,
l'Albania e la Macedonia. Il presidente ucraino Victor
Yushchenko ha cercato aggressivamente di portare
l'Ucraina all'interno della Nato. Questo è un chiaro
messaggio Mosca, e non è sorprendente, un messaggio
che i russi non sembrano accogliere a braccia aperte.
Nuove strutture della Nato sono anche state formate,
mentre le vecchie sono state abolite: la NATO
Response Force (NRF) [forza di risposta Nato n.d.t.] è
stata lanciata al summit di Praga del 2002. Nel 2003,
subito dopo la caduta di Bagdad, è iniziata una grande
ristrutturazione dei comandi militari Nato. I
quartieri generali del Supremo Comando Alleato dell’
Atlantico sono stati aboliti. Un nuovo comando, l’
Allied Command Transformation (ACT), è stato stabilito
a Norfolk, Virginia. ACT è responsabile nel guidare la
trasformazione della Nato.
Per il 2007 Washington ha firmato un accordo con il
Giappone per cooperare allo sviluppo della difesa
missilistica. Gli Usa si sono profondamente impegnati
nel testare un sistema di difesa missilistico insieme
a Israele. Hanno ora esteso la difesa missilistica
europea alla Polonia, dove il ministro della difesa è
stretto amico e alleato dei falchi neoconservatori del
Pentagono, e alla Repubblica Ceca. La Nato si è
accordata per velocizzare la questione delle domande
di Ucraina e Georgia per diventare membri. Il medio
oriente, nonostante il fallimento in Iraq, viene
militarizzato con una rete permanente di basi USA dal
Qatar all’Iraq e oltre.
Il 15 febbraio, il Comitato del Congresso USA per gli
Affari Esteri ha approvato un ordine, denominato in
modo Orwelliano NATO Freedom Consolidation Act of 2007
[leggi di consolidamento della libertà Nato del 2007
n.d.t.] che riafferma l'appoggio Usa per l'ulteriore
allargamento della Nato e il supporto per l'inclusione
di Ucraina e Georgia.
Dal punto di vista russo, l'espansione a est della
Nato dalla fine della guerra fredda è in chiara
violazione di un accordo tra l'allora leader sovietico
Mikhail Gorbachev e il presidente Usa George H.W. Bush
che consentiva una pacifica unificazione della
Germania. La politica di espansione della Nato è vista
come una continuazione del tentativo risalente alla
guerra fredda di circondare e isolare la Russia.
Nuove basi per proteggere la ‘democrazia’?
Una conseguenza passata quasi inosservata della
politica di Washington sin dal bombardamento della
Serbia nel 1999, è stata la creazione di una
straordinaria rete di nuove basi militari Usa, basi in
parti del mondo dove sembrano poco giustificate in
quanto precauzione difensiva Usa date le minacce
esistenti e le grosse spese richieste, per non parlare
di altre iniziative militari globali.
Nel giugno del 1999 dopo il bombardamento della
Jugoslavia, le forze Usa hanno iniziato la costruzione
di Camp Bondsteel al confine tra Kosovo e Macedonia.
Questo è stato il fulcro di ciò che sarebbe stata una
nuova rete globale di basi Usa.
Bondsteel ha messo il potere aereo Usa a breve
distanza dal medio oriente ricco di petrolio e dal Mar
Caspio, così come dalla Russia. Camp Bondsteel con
quasi 7000 soldati era allora la più grande base
militare Usa costruita dai tempi della guerra del
Vietnam. La base venne costruita dalla maggiore
azienda di costruzioni militari Usa, la KBR di
proprietà della Halliburton. L'amministratore delegato
della Halliburton a quel tempo era Dick Cheney.
Prima dell'inizio del bombardamento Nato della
Jugoslavia nel 1999, l’ Washington Post esplicitamente
notò: ‘Con un Medioriente sempre più fragile, avremo
bisogno di basi e di diritti di sorvolo nei Balcani
per proteggere il petrolio del Mar Caspio.’
Camp Bondsteel non era altro che la prima di una
grande catena di basi Usa che sono state costruite in
questo decennio. L'esercito Usa ha continuato a
costruire basi militari in Ungheria, Bosnia, Albania e
Macedonia, in aggiunta a Camp Bondsteel in Kosovo,
allora ancora ufficialmente parte della Jugoslavia.
Una delle più importanti e meno citate nuove basi Usa
è in Bulgaria, un ex satellite sovietico e ora nuovo
membro della Nato. In un conflitto--e nel linguaggio
del Pentagono esistono solo ‘conflitti’, non guerre,
che implicano la richiesta di dichiarazione ufficiale
al congresso Usa e di fornire una giusta ragione--i
militari userebbero Bezmer per far arrivare uomini e
materiale verso le prime linee. Dove? In Russia?
Gli Usa hanno costruito le loro basi in Afganistan.
Hanno costruito tre grandi basi Usa all'inizio
dell'occupazione dell’ Afganistan nel dicembre del
2001, presso il Bagram Air Field a Nord di Kabul, il
maggiore centro logistico militare Usa; presso il
Kandahar Air Field, nell'Afghanistan meridionale, e il
Shindand Air Field nella provincia occidentale di
Herat. Shindand, la maggiore base Usa in Afganistan, è
stato costruito a qualcosa come 100 km dal confine con
l'Iran.
L’Afghanistan è stato storicamente il cuore del Grande
Gioco tra Impero Britannico e Russia, cioè la lotta
per controllare l'Asia centrale tra il diciannovesimo
e l'inizio del ventesimo secolo. La strategia
britannica era di impedire a tutti costi alla Russia
di controllare l'Afganistan e impedire perciò
l'acquisizione di un porto in acque calde per la sua
marina tale da minacciare il gioiello della corona
imperiale britannica, l'India.
L’Afghanistan viene visto anche dai pianificatori del
Pentagono come estremamente strategico. È una
piattaforma da cui l'esercito Usa può direttamente
minacciare la Russia e la Cina così come l'Iran e
altri territori mediorientali ricchi di petrolio. Poco
è cambiato in ciò in più di un secolo di guerre.
L'Afganistan è in una posizione estremamente vitale, a
cavallo dell'Asia meridionale, centrale e del medio
oriente. L'Afganistan si trova anche lungo il percorso
previsto per un oleodotto che va dai giacimenti
petroliferi del Mar Caspio all'oceano indiano, dove
l'azienda petrolifera Usa Unocal ha negoziato, insieme
alla Halliburton di Cheney e alla Enron, esclusivi
diritti di trasporto petrolifero per portare gas
naturale dal Turkmenistan attraverso l'Afganistan e il
Pakistan fino all’ enorme centrale elettrica a gas
naturale di proprietà della Enron situata a Dabhol
vicino a Mumbai.
Allo stesso tempo il Pentagono ha raggiunto un accordo
con il governo del Kyrgystan in Asia centrale, per
costruirvi una base strategicamente importante, la
Manas Air Base presso l'aeroporto internazionale di
Bishkek. Manas non solo è vicina all'Afganistan; è
anche a una distanza tale da colpire facilmente il
petrolio e gas del Mar Caspio così come i confini sia
della Cina che della Russia.
Come parte del prezzo di accettarlo come alleato Usa
nella guerra al terrorismo piuttosto che come un
nemico, Washington ha ottenuto un accordo dal
dittatore militare pakistano, generale Pervez
Musharraf, che permette l'uso da parte dell'aviazione
Usa e della Nato dell'aeroporto di Jacobabad circa 400
km a nord di Karachi, ‘per appoggiare la loro campagna
in Afganistan’. Due altre basi Usa sono state
costruite a Dalbandin e a Pasni.
Questa è solamente una piccola parte della grande rete
di basi militari controllate dagli Usa che Washington
è andata costruendo in tutto il mondo sin dalla
cosiddetta fine della guerra fredda.
Sta diventando chiaro a gran parte del resto del mondo
che Washington potrebbe persino istigare o provocare
guerre o conflitti con nazioni in tutto il mondo non
solo per controllare il petrolio, sebbene il controllo
strategico dell'afflusso globale di petrolio sia stato
il cuore del Secolo Americano sin dagli anni 20.
Questo è l'autentico significato di ciò che Vladimir
Putin ha affermato a Monaco. Ha detto al mondo ciò che
esso non vuole sentire: i nuovi vestiti
dell'imperatore americano non esistono. L'imperatore è
vestito della nuda ricerca del controllo militare
globale.
Durante i primi anni 90, alla fine della guerra
fredda, il governo Yeltsin aveva chiesto a Washington
una serie di mutue riduzioni dell'arsenale di missili
e armi nucleari di ciascuna superpotenza. Le riserve
nucleari russe stavano invecchiando e Mosca non vedeva
un ulteriore bisogno di rimanere armata con i suoi
artigli nucleari una volta che la guerra fredda era
finita.
Washington vide chiaramente in ciò un’ occasione d'oro
per inseguire la supremazia nucleare, per la prima
volta a partire dagli anni 50 quando la Russia aveva
per la prima volta sviluppato la capacità di lanciare
con missili balistici intercontinentali il suo
crescente arsenale di armi nucleari.
La supremazia nucleare è una politica aggressiva e
offensiva. Significa che una sola superpotenza, gli
Usa, avrebbe la possibilità di lanciare un pieno Primo
Colpo [First Strike n.d.t.] nucleare contro i siti
nucleari russi e distruggere abbastanza obiettivi al
primo colpo da impedire alla Russia un'efficace
rappresaglia.
Senza una credibile minaccia di rappresaglia, la
Russia non aveva un credibile potere di deterrenza
nucleare. Era alla mercé della potenza suprema. Mai
prima nella storia era sembrata così vicina alle mani
di una sola nazione la prospettiva di un tale potere
finale.
Le mosse nascoste fatte dal Pentagono verso la
supremazia nucleare sono state sino oggi portate
avanti nella più completa segretezza, camuffate in
mezzo alla retorica della ‘Partnership per la Pace’
tra Usa e Russia.
Piuttosto che ottenere vantaggio dall'opportunità di
allontanarsi dall'orlo dell'annichilazione nucleare in
seguito alla fine della guerra fredda, Washington si è
volta invece ad aggiornare il suo arsenale nucleare,
mentre allo stesso tempo ne riduceva le dimensioni.
Mentre il resto del mondo era ancora shockato dagli
eventi dell'11 settembre 2001, l'amministrazione Bush
si è mossa unilateralmente verso la rottura dei suoi
precedenti trattati con la Russia che la obbligavano a
non costruire una difesa antimissile.
Il 13 dicembre 2001 il presidente Bush ha annunciato
che il governo degli Stati Uniti aveva unilateralmente
abbandonando il trattato ABM [Anti-Ballistic Missile
Treaty] sui missili balistici con la Russia, e stava
assegnando $ 8 miliardi del budget del 2002 per
costruire un sistema di difesa missilistico nazionale
[National Missile Defense system]. Ciò venne passato
al congresso promuovendolo come una mossa per
proteggere il territorio Usa da attacchi terroristici
provenienti da Stati che comprendevano la Corea del
Nord o l’Iraq.
L'argomento degli Stati canaglia era una frode, una
plausibile storia di copertura per nascondere,
all'alba dello shock per l'11 settembre, il
rovesciamento della politica senza andare incontro a
un dibattito.
Il rifiuto del trattato ABM fu poco compreso al di
fuori di circoli militari qualificati. Infatti
rappresentava il passo più pericoloso compiuto dagli
Stati Uniti verso una guerra nucleare sin dagli anni
50. Washington sta andando a passo veloce verso
l'obiettivo della totale superiorità nucleare globale,
la Supremazia Nucleare.
Washington ha smantellato entro il 2005 i suoi missili
MX estremamente letali. Ma questo potrebbe mettere su
una falsa strada. Allo stesso tempo ha
significativamente migliorato i suoi rimanenti missili
balistici intercontinentali installando le testate
nucleari ad alta resa degli MX e avanzati veicoli di
rientro sui suoi missili balistici intercontinentali
‘Minuteman’. Il sistema di guida dei Minuteman è stato
migliorato per raggiungere il livello di quello degli
smantellati MX.
Il Pentagono ha iniziato a sostituire i vecchi missili
balistici sui suoi sottomarini con i molto più
accurati missili Trident II D-5 che hanno nuove
testate nucleari con resa molto maggiore.La Marina ha
spostato una frazione maggiore dei suoi sottomarini
nucleari capaci di lanciare i missili balistici verso
il Pacifico per perlustrare la zona cieca del sistema
radar di primo avviso russo e la vicina costa cinese.
L'aviazione Usa ha completato il processo di
riadattamento dei suoi bombardieri B-52 per l'utilizzo
di missili da crociera con testata nucleare ritenuti
invisibili ai radar di difesa aerea russi. La
migliorata avionica dei suoi bombardieri invisibili
B-2 ha dato loro la capacità di volare ad altitudini
estremamente basse evitando allo stesso modo
l'individuazione radar.
Un grande numero di armi accumulate non è necessario
per una nuova proiezione di potere globale. Nuova
tecnologia poco pubblicizzata ha reso capaci gli Usa
di dispiegare una forza d'attacco nucleare ‘più snella
e più subdola’. Un caso è quello del programma di
successo della marina per migliorare la lega delle
testate nucleari W-76 poste in cima a gran parte dei
missili lanciati dai sottomarini Usa, rendendole
capaci di colpire obiettivi molto duri come i silos
che contengono i missili balistici.
Nessuno ha mai presentato una credibile prova che Al
Qaeda, Hamas, Hezbollah o una qualunque altra
organizzazione facente parte della lista nera delle
organizzazioni terroristiche stilata dal Dipartimento
di Stato Usa possegga missili nucleari in silos
sotterranei rinforzati. A parte gli Usa e forse
Israele, solo la Russia e in misura molto minore la
Cina ne possiedono una qualche quantità.
Nel 1991 alla presunta fine della guerra fredda in un
gesto volto a diminuire il pericolo di errori
strategici nucleari l'aviazione Usa fu ordinata di
togliere dallo stato di pronta allerta la sua flotta
di bombardieri nucleari. Anche questo è cambiato dopo
il 2004.
Ancora una volta il Conplan 8022 ha messo i B-52 e
altri bombardieri a lungo raggio dell'aviazione Usa
nello stato di ‘allerta’. Il comandante dell'ottavo
stormo dell'aviazione affermò al tempo che i suoi
bombardieri nucleari erano ‘ essenzialmente in allerta
per pianificare ed eseguire attacchi globali’ [Global
Strike n.d.t] su ordine del comando strategico Usa o
STRATCOM, con base a Omaha, Nebraska.
Il Conplan 8022 includeva non solo armi nucleari e
convenzionali a lungo raggio lanciate dagli Usa, ma
anche bombe nucleari e di altro tipo dispiegate in
Europa, Giappone e altri siti. Ciò dava gli Usa quello
che il Pentagono chiamava ‘Global Strike’, cioè la
capacità di colpire un qualunque punto della terra o
del cielo con una forza devastante, nucleare o
convenzionale. Fin dall'ordine di allerta da parte di
Rumsfeld del giugno 2004, il Comando Strategico Usa si
è vantato di essere pronto a eseguire un attacco
ovunque sulla terra ‘in mezza giornata o meno’, a
partire dal momento in cui il presidente emette
l'ordine.
Il 24 gennaio del 2006 l'ambasciatore Usa presso la
Nato, Victoria Nuland, ex consigliere del
vicepresidente Dick Cheney e moglie di uno dei
maggiori falchi neoconservatori di Washington ha
dichiarato al Financial Times di Londra che gli Usa
volevano ‘una forza militare dispiegabile globalmente’
che potesse operare ovunque - dall'Africa al medio
oriente e oltre.
Questa avrebbe incluso il Giappone e l'Australia allo
stesso tempo insieme alle altre nazioni Nato. La
Nuland aggiunse, ‘ è un animale (sic) completamente
differente il cui ruolo finale sarà soggetto ai
desideri e alle avventure Usa’. Soggetto ai desideri e
alle avventure Usa? Queste sono parole poco
tranquillizzanti dato il curriculum dell'ex capo della
Nuland per quel che riguarda l’ intelligence
contraffatta allo scopo di giustificare guerre in Iraq
e altrove.
Ora, con il dispiegamento, in base al Conplan 8022,
pure di una massiccia difesa missilistica gli Usa
avrebbero ciò che pianificatori del Pentagono chiamano
‘ dominazione dell’ escalation’ cioè la capacità di
vincere una guerra a qualunque livello di violenza,
compreso quello nucleare .
Come è stato intuito da menti più sobrie, se la Russia
e la Cina dovessero rispondere a queste mosse Usa pur
con minime misure di autoprotezione, i rischi di una
conflagrazione nucleare globale per errori di calcolo
raggiungerebbero livelli molto superiori a quelli
visti persino durante la crisi dei missili a Cuba o i
pericolosi giorni della guerra fredda.
L’ Incubo di Mackinder
Nel giro di pochi anni Washington è riuscita a creare
l’ incubo del padre britannico della Geopolitica, Sir
Halford Mackinder, lo scenario dell'orrore temuto da
Zbigniew Brzezinski, Henry Kissinger e altri veterani
della politica estera Usa della guerra fredda che
hanno studiato e compreso il potente ragionamento di
Mackinder.
Le nazioni e popoli del cuore dell'Eurasia ricchi di
risorse e di popolazione stanno costruendo legami
economici e militari l'un l'altro per la prima volta
nella storia, legami la cui ragion d'essere è il
sempre più aggressivo ruolo di Washington nel mondo.
La spinta per una emergente cooperazione geopolitica
eurasiatica è ovvia. La Cina con la maggiore
popolazione mondiale ed un'economia che cresce con
percentuali a due cifre, ha bisogno urgente di
assicurarsi dei partner e alleati che possano
proteggere la sua sicurezza energetica. La Russia, un
gigante dell'energia, ha bisogno di sicuri partner
commerciali indipendenti da Washington per sviluppare
e ricostruire la sua malconcia economia. Questi
bisogni complementari formano il seme di ciò che gli
strateghi Usa definiscono una nuova guerra fredda,
questa volta riguardante soprattutto l'energia, il
petrolio e il gas naturale. La potenza militare è la
valuta di scambio in questa come nella precedente
guerra fredda.
Nel 2006 Mosca e Pechino hanno chiaramente deciso di
aggiornare la loro collaborazione con i vicini
erasiatici. Si sono accordati per rivolgersi ad una
moribonda organizzazione che avevano fondato assieme
nel 2001 subito dopo la crisi asiatica del 1998, la
Shanghai Cooperation Organization [organizzazione per
la cooperazione di Shanghai n.d.t. ] o SCO. La SCO
conta membri molto significativi dal punto di vista
geopolitico. Include il Kazakhstan ricco di petrolio,
Uzbekistan, Kyrgyzstan e Tajikistan insieme a Cina e
Russia. Per il 2006 Pechino e Mosca hanno iniziato a
vedere la SCO come un nascente contrappeso a una
politica americana di potere sempre più arbitraria.
L'organizzazione ha iniziato a discutere progetti di
collaborazione sull'energia e persino di reciproca
difesa militare.
Le pressioni di una politica estera Usa sempre più
disperata stanno forzando una improbabile ‘coalizione
dei non volenterosi’ attraverso l'Eurasia. Le
potenzialità di una tale cooperazione tra Cina,
Kazakhstan, Iran sono abbastanza reali e ovvie. Il
nesso mancante però è la sicurezza militare che la
potrebbe rendere invulnerabile o quasi alle minacce
provenienti da Washington e dalla Nato. Solo un potere
sulla faccia della terra ha le conoscenze e le
capacità militari nucleari per fornire ciò-la Russia
di Vladimir Putin.
[Sinistra: il missile russo Topol M. Accanto, i nuovi
missili USA Trident 2]
L'orso russo affila il suo artiglio nucleare
Con le truppe della Nato che spingono ai confini della
Russia da tutte le parti, i B-52 nucleari Usa e
sottomarini nucleari dispiegati in siti strategici
tutto attorno alla Russia, con l'estensione del nuovo
scudo missilistico di Washington dalla Groenlandia al
Regno Unito, all'Australia, Giappone e ora persino
Polonia e Repubblica Ceca, non dovrebbe sorprendere
che il governo russo stia rispondendo.
I pianificatori di Washington potrebbero aver assunto
che la prontezza militare Russa dopo la fine della
guerra fredda sia risibile a causa del fatto che l’
Armata Rossa, un tempo potente, è ora l'ombra della
sua passata gloria.
Ma la Russia non ha mai mollato il suo asso nella
manica--la sua forza nucleare strategica.
Durante tutto il caos economico degli anni di Yeltsin
la Russia non ha mai fermato la sua produzione di alta
tecnologia militare.
Nel maggio del 2003, alcuni mesi dopo che George Bush
aveva unilateralmente strappato il trattato bilaterale
ABM con Mosca, invaso l'Afganistan e bombardato Bagdad
sino a sottometterla, il presidente russo diede un
nuovo messaggio nel suo annuale discorso alla nazione
russa.
Putin parlò per la prima volta pubblicamente del
bisogno di modernizzare il deterrente nucleare russo
creando nuovi tipi di armi, ‘ che assicureranno sul
lungo termine la capacità di difesa della Russia e dei
suoi alleati’.
In risposta all'abrogazione da parte
dell'amministrazione Bush del trattato ABM e con esso
del trattato Start II, la Russia ha prevedibilmente
fermato il ritiro e la distruzione dei suoi missili
SS-18 MIRVed. Il trattato Start II richiedeva il
ritiro dei missili a testata multipla o MIRVed da
entrambe le parti entro il 2007.
A quel punto la Russia ha iniziato riconfigurare i
suoi missili SS-18 MIRV per estendere il loro periodo
di servizio sino al 2016. I missili SS-18 a pieno
carico hanno una gittata di 11.000 km. In aggiunta la
Russia ha nuovamente dispiegato i suoi missili
nucleari mobili trasportati su rotaia SS-24 M1.
Il governo russo ha reso una ‘priorità’ nel budget del
2003 il finanziamento dei suoi missili SS-27 e Topol-M
a testata singola. Il ministro della difesa ha
riniziato i lanci di test sia dei SS-27 che dei
Topol-M.
Nel dicembre 2006 Putin ha detto ai giornalisti russi
che il dispiegamento dei nuovi missili balistici
intercontinentali russi Topol-M era cruciale per la
sicurezza nazionale russa. Senza nominare l'ovvia
minaccia Usa egli ha dichiarato, ‘ mantenere un
equilibrio strategico vorrà dire che le nostre forze
di deterrenza strategica dovranno essere in grado di
garantire la neutralizzazione di un qualunque
potenziale aggressore, indipendentemente da quali
moderni sistemi d'arma possegga’.
Non ci si può sbagliare su chi avesse in mente, e non
si trattava degli scavatori di grotte di al Qaeda di
Tora Bora.
Il ministro della difesa russo Sergei Ivanov ha
annunciato allo stesso tempo che le forze armate
avrebbero dispiegato nel successivo decennio altri 69
sistemi missilistici mobili Topol-M o basati in silos.
Subito dopo il suo discorso di Monaco Putin ha
annunciato la nomina del suo vecchio amico del KGB/FSB
Ivanov a primo viceministro per la supervisione
dell'intera industria militare.
Il ministero della difesa russo ha riferito che al
gennaio 2006 la Russia possedeva 927 veicoli in grado
di lanciare armi nucleari e 4279 testate, mentre per
gli Stati Uniti i numeri sono rispettivamente di 1255
e 5966. Non esistono altre potenze sulla faccia della
terra che si avvicinino a queste massicce capacità di
sterminio. Questo è stato il motivo ultimo per cui la
politica estera, militare ed economica Usa sin dalla
fine della guerra fredda hanno segretamente avuto come
obiettivo finale la decostruzione completa della
Russia come stato funzionante.
Nell'aprile del 2006 l'esercito russo ha testato il
missile K65M-R, un nuovo missile progettato per
penetrare i sistemi di difesa Usa. Il test era parte
della sperimentazione per l'assegnazione di una comune
testata per i missili balistici sia terrestri che
marini. Il nuovo missile è ipersonico e capace di
cambiare rotta di volo.
Quattro mesi prima la Russia ha sperimentato con
successo il suo missile balistico intercontinentale
Bulava, una versione navale del Topol-M. Esso è stato
lanciato da uno dei suoi sottomarini nucleari di
classe Typhoon dal Mar Bianco e ha viaggiato un
migliaio di miglia prima di colpire con successo un
obiettivo nella penisola di Kamchatka. I missili
Bulava verranno installati sui sottomarini nucleari
russi di classe Borey a partire dal 2008.
Durante un'ispezione personale del primo reggimento di
missili balistici mobili intercontinentali Topol-M nel
dicembre 2006, Putin ha detto ai giornalisti che il
dispiegamento dei missili intercontinentali Topol-M
era cruciale per la sicurezza nazionale russa,
affermando che ‘è un passo significativo verso il
miglioramento delle nostre capacità difensive’.
‘Il mantenimento di un equilibrio strategico,’ ha
continuato, ‘ significherà che le nostre forze di
deterrenza dovranno essere capaci di garantire la
neutralizzazione di un qualunque potenziale aggressore
indipendentemente da quali moderni sistemi d'arma
possegga’.
Chiaramente Putin non aveva in mente la Francia. Il
presidente Putin aveva guidato personalmente il
presidente francese Chirac in un tour di uno degli
stabilimenti missilistici russi il precedente gennaio,
spiegando gli ultimi avanzamenti missilistici russi.
‘Egli conosce ciò di cui parlo’, ha detto
successivamente ai giornalisti Putin, riferendosi alla
comprensione da parte di Chirac dell'importanza di
queste armi.
Putin non aveva nemmeno in mente la Corea del Nord, la
Cina, il Pakistan o l'India, e nemmeno la Gran
Bretagna con la sua capacità nucleare che sta
invecchiando, e nemmeno Israele. L'unica potenza che
circonda la Russia con armi di distruzione di massa
era il suo vecchio nemico della guerra fredda--gli
Stati Uniti.
Il comandante delle Forze Strategiche Missilistiche
Russe, il generale Nikolai Solovtsov, è stato più
esplicito. Commentando il riuscito test del K65M-R al
poligono missilistico russo Kapustin Yar lo scorso
aprile, ha dichiarato che il piano USA per un sistema
missilistico di difesa, ‘ può sconvolgere la stabilità
strategica. La scala pianificata del dispiegamento da
parte degli Stati Uniti di un… sistema di difesa
missilistico è così considerevole che è abbastanza
giustificata la paura che potrebbe avere un effetto
negativo sui parametri del potenziale di deterrenza
nucleare russo’. Per dirla semplicemente, si riferiva
all'attuale aperta ricerca da parte degli USA della
Dominazione ad Ampio Spettro--cioè della Supremazia
Nucleare.
È in procinto di nascere una nuova Armageddon.
L'agenda militare unilaterale di Washington ha
prevedibilmente provocato un grosso sforzo da parte
della Russia per difendersi. La prospettiva di una
conflagrazione nucleare globale per errore, aumenta di
giorno in giorno. A quale punto un presidente
americano potrebbe, Dio non voglia, decidere di
ordinare un pieno attacco nucleare preventivo contro
la Russia per impedirle di ricostituire una situazione
di mutua deterrenza?
La nuova Armageddon non è esattamente la Armageddon
per la quale pregano i fanatici cristiani come George
Bush quando sognano il loro Rapimento in Cielo. È una
Armageddon in cui la Russia e gli Stati Uniti
irradierebbero il pianeta e, forse, porrebbero fine
alla civiltà umana.
Ironicamente, il petrolio, nel contesto della guerra
americana impantanata in Iraq e dei crescenti prezzi
petroliferi mondiali dopo il 2003, ha consentito alla
Russia di iniziare il duro lavoro di ricostituire la
sua collassata economia e le sue capacità militari. La
Russia di Putin non è più una ex superpotenza che
chiede l'elemosina. Sta usando la sua arma del
petrolio e ricostruendo le sue armi nucleari.
L'America di Bush è un'economia svuotata e piena di
debiti impegnata a usare la sua ultima carta, il suo
vasto potere militare per spingere il dollaro e il suo
ruolo come unica superpotenza mondiale.
Putin ha ovviamente capito che il suo nuovo ‘compagno
di preghiera’, George W., ha un grosso buco nero
nascosto nel segreto del suo cuore. Ciò ricorda una
popolare ballata country e western del vecchio Tammy
Wynette, ‘I cowboys non sparano più bene come una
volta. Ti guardano negli occhi e rimangono stesi con
addosso i loro cappelli bianchi’. Questo è certamente
il caso del famoso cowboy di Crawford, Texas mentre ha
che fare con Vladimir Putin e col resto del mondo.
F. William Engdahl è autore di “A Century of War:
Anglo-American Oil Politics and the New World Order”,
e di “Seeds of Destruction: the dark side of gene
manipulation” di prossima pubblicazione. Questo
articolo è tratto dal suo nuovo libro, in
preparazione, sulla storia del Secolo Americano. Può
essere contattato attraverso il suo sito Web:
www.engdahl.oilgeopolitics.net
Altri articoli di Global Research di F. William
Engdahl
F. William Engdahl
Fonte: http://www.globalresearch.ca




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