DA MESSAGGERO VENETO
MERCOLEDÌ, 27 GENNAIO 2010
Pagina 6 – Regione
L’idea di abrogare sia l’indennità di fine mandato sia il vitalizio dei consiglieri regionali del Fvg scuote il Palazzo
«Così com’è la proposta è discriminante»
E sul referendum i partiti sono divisi
Contrari il Pd e il Pdl, mentre Rifondazione e la Lega sono pronti a sostenerlo
I DEMOCRATICI
UDINE. Imbarazzo. Silenzi. Mezze parole. E i partiti si dividono sulla proposta di referendum per abolire sia l’assegno vitalizio dei consiglieri regionali sia l’indennità di fine mandato presentato da un gruppo di Udine. Di certo, la proposta non ha lasciato indifferente il palazzo. Per il capogruppo del Pdl, Daniele Galasso, tuttavia, il problema sollevato non ha pertinenza. «Il trattamento vitalizio – espone – in realtà è un’indennità differita che matura in buona parte con i 2000 euro al mese che i consiglieri regionali versano». E la stessa cosa, insiste, accade per l’indennità di fine mandato che si alimenta con i 600 euro al mese di versamenti dei consiglieri. «Sono questi – conclude – istituti presenti in tutta Italia. Il trattamento di fine mandato ce l’hanno anche i i sindaci per cui non vedo nulla di straordinario in tutto questo. Quindi, non capisco i motivi per cui sia scaturita questa proposta referendaria».
Da parte sua, il capogruppo della Lega Nord, Danilo Narduzzi, pur non volendo entrare nel merito giuridico della questione, assicura che dal punto di vista politico firmerà le proposte di referendum abrogativo.
«La proposta di un referendum per abrogare i privilegi della politica – sostiene il capogruppo del Pd, Gianfranco Moretton – ha un senso e mi trova d’accordo se si propone in una valutazione più ampia e ben determinata sui costi della politica. Considerato che proprio in questi giorni in Commissione si stanno valutando questi aspetti sui quali si vuole intervenire in maniera organica, proprio per diminuire queste voci importanti sui costi della regione, bisogna precisare che presentarla nella forma in cui la proposta è stata fatta, è discriminante nella sua valutazione così come nella sua applicazione. E, ciò, non per mantenere dei “privilegi” ma solo ed esclusivamente perché la questione sia trattata in maniera equa e sia finalizzata ad un vero risparmio, e non ad essere uno spot pubblicitario dell’anti-politica».
Di iniziativa che va condivisa parla invece il capogruppo di Rc, Roberto Antonaz. «Penso – precisa – che per quanto riguarda il mio partito lo sosterremo anche se non abbiamo avuto modo di discuterne. Ricordo che 20 anni fa affrontammo la questione anche noi». Antonaz aggiunge che «nella crisi tutti devono fare un passo indietro: imprese, banche e anche la politica che è pagata bene. In consiglio regionale giace una nostra leggina di un articolo che vuole istituire una patrimoniale sopra i 100 mila euro di reddito per creare un fondo apposito per la crisi. È chiaro che ci saremmo dentro anche noi politici». Antonaz ricorda infine che il suo partito ha chiesto anche la riduzione dell’indennità dei consiglieri del 10%, che è stata rigettata e considerata non ammissibile.
Per Roberto Asquini (Gruppo misto) l’intera questione è ora di pertinenza dei capigruppo che affronterà l’intera partita «in termini di legittimità e di buon senso». Infine il capogruppo dell’Idv, Alessandro Corazza, ritiene che «la strada imboccata dai capigruppo sia la strada giusta; noi daremo il nostro apporto a questo progetto di riforma. Tra i criteri di cui tenere conto è che una volta che ai consiglieri sono garantiti mezzi e strumenti per svolgere la loro attività; su tutto il resto si può discutere».
Tagli ai costi della politica, in Regione si balbetta, in alcuni casi si farfuglia. Scommettiamo resterà tutto come prima? | SFUEI DAL FRIÛL LIBAR
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