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    Dalla parte del torto!
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    Predefinito Liberalizzazioni. Sinistra addio.

    Liberalizzazioni. Sinistra addio: continua la politica al servizio dei potentati economici.

    A1. Figlia del Neoliberismo, frontiera avanzata del Capitalismo senza regole,l'iniziativa delle Privatizzazioni è sorella germana delle liberalizzazioni, dell'apertura, cioè, dei mercati alla libera concorrenza nel preteso scopo di ridurre i prezzi e le tariffe.
    Una meschina(ed evidente) bugia, con conseguenze, anche in tal caso, assai nefaste per la società. Onde più agevolmente afferrare il senso ed il contenuto del concetto cui fa riferimento il termine "liberalizzare",si ponga mente al suo contrario: "regolamentare",cioè porre delle regole. Scopo e finalità di regolamentare è quello di porre in essere una situazione di parità, di eguaglianza fra diversi, attribuendo a tutti un quadro di riferimento comportamentale unico.
    Di segno e finalità opposte a queste è,evidentemente,l'azione di liberalizzare. Vediamo un esempio concreto: nella giungla vi è una perfetta liberalizzazione,nel senso,appunto,che ognuno può fare ciò che vuole: il leone,essendo più forte,può sbranare la gazzella. Quale è la differenza fra le due situazioni? Nella giungla non esiste una "società", cioè i singoli non formano una collettività ordinata ed organizzata, unita dal "collante" della condivisa finalità di operare insieme per migliorare le condizioni di vita di ognuno. Ciò stabilito, ne segue che liberalizzare significa lasciare campo libero d'azione a chi dispone di più forza(potere) nei confronti del suo prossimo. Liberalizzare un'attività che soddisfa i bisogni dei membri della collettività significa "liberarla" dalle regole che ne rendono la fornitura e la fruizione eguali per tutti i componenti del gruppo sociale.
    In altri temini, è il contrario del senso stesso della collettività e l'opposto di ciò che il Popolo chiede a chi ha mandato di gestirla.
    In Italia, dopo appena un decennio dalla eliminazione del controllo sui prezzi(attuato da un sedicente governo di "sinistra"), i costi per i consumatori sono risultati aumentati del 47,7% per i medicinali, del 38,8% per il latte, del 32,3% per il pane, dell'80,3% per il Gpl, del 130,3% per le Assicurazioni RC Auto, del 22% per l'elettricità, del 25,4% per la benzina e per il gasolio da riscaldamento(e sono esclusi gli incrementi degli ultimi tre anni, per i quali non si dispone di dati aggiornati).

    2. La pretesa competizione che,secondo la propaganda,avrebbe dovuto abbassare i prezzi è stata subito esclusa da cartelli tra produttori e da posizioni dominanti. Il solo effetto concreto delle liberalizzazioni è stato il previsto incremento dei profitti dei produttori dei beni e servizi interessati. La liberalizzazione, intesa in senso allargato come eliminazione dell'interferenza governativa sui mercati e sui commerci,è anch'essa inserita, come abbiamo visto, tra i dogmi essenziali del FMI. L'applicazione di questo imperativo ha spinto i governi dei Paesi ricchi a liberalizzare il commercio per i beni - anche finanziari - che potevano esportare, continuando però a proteggere i settori non in grado di sostenere la concorrenza dei Paesi emergenti.

    3. Qualcosa di analogo avvenne, nel 1858,con il Trattato di Tiensing,con il quale Francia,Inghilterra, e Russia, obbiligarono la Cina a "liberalizzare" i propri commerci, garantendo l'esportazione a basso prezzo dei beni che interessavano l'Occidente ma, nel contempo, impegnandola ad aprire i propri mercati all'oppio, che divenne rapidamente, per la Cina stessa, un flagello sociale di proporzioni catastrofiche.

    4. Ed è sempre con la minaccia di sanzioni,dirette ed indirette, che,oggi più di ieri, le Nazioni emergenti vengono costrette a firmare "accordi" che liberalizzano i loro commerci(cioè li aprono alle grandi Multinazionali che, con la loro debordante dimensione, distruggeranno le imprese locali, ancora in via di consolidamento).


    B1. Al di là di ogni ricerca di approfondimento concettuale, è da tenere ben presente che l'iniziative di promuovere le privatizzazioni,elemento base della sedicente ideologia "Neoconservatrice" imposta dal FMI con le sue "condizioni", rappresenta il tentativo di mutare radicalmente le funzioni e la stessa ragion d'essere della struttura dello Stato, che si vorrebbe, non più Ente al di sopra degli interessi particolari,con il compito di promuovere l'equilibrato sviluppo ed il benessere di tutta la Società, bensì il cane da guardia del potere economico, che utilizza il potere attribuitogli dalla collettività, per irreggimentare le masse al servizio di quello.

    2. Le privatizzazioni,infatti,che sono ai primi posti fra le scadenze dei governi senza che,dai relativi popoli, siano mai apparse richieste in tal senso,hanno un unico,ben definito, obiettivo: aprire nuove occasioni d'investimento e di lucroso profitto per il Capitale privato, demolendo le funzioni basilari dello Stato.

    3. Siamo di fronte ad un preciso programma che gli Stati Uniti(ossia i suoi Centri finanziari poichè,come sappiamo,esiste perfetta identificazione tra i due soggetti) impongono ai governi asserviti,corrotti,od altrimenti controllati, attraverso le "condizioni" che il FMI pone ai suoi prestiti, e con idonee pressioni diplomatiche. Tale disegno è agevolmente riconoscibile anche dall'esterno, poichè già da qualche tempo viene portato avanti con identico strumentario propagandistico ("il settore privato è più efficiente, lavora a costi inferiori,e così via...) nei confronti di molti governi, particolarmente in Asia e Sud America.L'obiettivo è sempre lo stesso: eliminare i servizi forniti dallo Stato, facendo subentrare i privati, che forniranno lo stesso servizio a pagamento.
    Il principio ispiratore è di trasformare i Servizi Sociali in una merce,che potrà essere acquisita in quantitativi strettamente correlati alla capacità di spesa individuale.Poichè il ricorso a queste utilità fondamentali (parliamo di acqua, sanità,scuola,trasporti,nettezza urbana,energia, ecc.ecc.),è imposto dallo stesso vivere in collettività, la loro domanda è ampia,certa,continua, e senza flessioni importanti,ed è quindi in grado di assicurare flussi di reddito sicuri,stabili,e ad alto tasso di rendimento(specialmente se si riduce il livello delle prestazioni e si aumentano le tariffe: come per l'appunto sta avvenendo dove sono intervenute le privatizzazioni). Inoltre, come già si è verificato in Messico e in Canada,e in alcuni Paesi europei, le imprese private che subentrano nel fornire i servizi in discorso, pretendono(ed ottengono), le stesse esenzioni e i privilegi attribuiti agli organismi pubblici cui sono subentrate ma che,questa volta,vanno a conferire speciali vantaggi al profitto privato.

    4. In questo modo la stessa Istruzione Pubblica,che costituisce il presupposto essenziale per il progresso (e per la competitività!) di una Nazione (e costituisce perciò un fondamentale interesse pubblico),si trasformerà in un gigantesco affare per gli investitori privati: chi vorrà assicurare ai propri figli un adeguato livello di apprendimento(ma soprattutto chi potrà pagarne i costi),dovrà ricorrere ad istituti privati, in dipendenza dello scadimento del servizio pubblico,abbandonato al suo destino.

    5. Lo stesso fenomeno si verificherà per la Sanità e per tutti gli altri servizi pubblici, con il completo svuotamento del significato della struttura "Stato". Dobbiamo ricordare che una caduta,nel livello della salute di una popolazione, è il presupposto per un aumento della povertà complessiva:questa è una delle lezioni che ci hanno lasciato l'esperienza delle Nazioni sudamericane. Investire nella salute costituisce anche un presupposto,ed una condizione essenziale, per lo sviluppo.
    Le privatizzazioni,infine,come c'insegna l'esperienza sudamericana,russa, asiatica, e dell'Europa dell'Est, possono risolversi in un'appropriazione a basso prezzo della ricchezza pubblica da parte di soggetti privati collegati alla Nomenklatura locale. Si tratta di un pericolo da non sottovalutare.

    6. E' ovvio il principio che il sistema di regole,vigenti in una società,è il presupposto ed il fondamento dell'uguaglianza degli individui che ne fanno parte. Sotto quest'angolo visuale risulta evidente che imporre la deregolamentazione,significa creare ed incentivare delle inique disparità.


    Sinistra Nazionale!

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Rodolfo Visualizza Messaggio
    Liberalizzazioni. Sinistra addio: continua la politica al servizio dei potentati economici.

    A1. Figlia del Neoliberismo, frontiera avanzata del Capitalismo senza regole,l'iniziativa delle Privatizzazioni è sorella germana delle liberalizzazioni, dell'apertura, cioè, dei mercati alla libera concorrenza nel preteso scopo di ridurre i prezzi e le tariffe.
    Una meschina(ed evidente) bugia, con conseguenze, anche in tal caso, assai nefaste per la società. Onde più agevolmente afferrare il senso ed il contenuto del concetto cui fa riferimento il termine "liberalizzare",si ponga mente al suo contrario: "regolamentare",cioè porre delle regole. Scopo e finalità di regolamentare è quello di porre in essere una situazione di parità, di eguaglianza fra diversi, attribuendo a tutti un quadro di riferimento comportamentale unico.
    Di segno e finalità opposte a queste è,evidentemente,l'azione di liberalizzare. Vediamo un esempio concreto: nella giungla vi è una perfetta liberalizzazione,nel senso,appunto,che ognuno può fare ciò che vuole: il leone,essendo più forte,può sbranare la gazzella. Quale è la differenza fra le due situazioni? Nella giungla non esiste una "società", cioè i singoli non formano una collettività ordinata ed organizzata, unita dal "collante" della condivisa finalità di operare insieme per migliorare le condizioni di vita di ognuno. Ciò stabilito, ne segue che liberalizzare significa lasciare campo libero d'azione a chi dispone di più forza(potere) nei confronti del suo prossimo. Liberalizzare un'attività che soddisfa i bisogni dei membri della collettività significa "liberarla" dalle regole che ne rendono la fornitura e la fruizione eguali per tutti i componenti del gruppo sociale.
    In altri temini, è il contrario del senso stesso della collettività e l'opposto di ciò che il Popolo chiede a chi ha mandato di gestirla.
    In Italia, dopo appena un decennio dalla eliminazione del controllo sui prezzi(attuato da un sedicente governo di "sinistra"), i costi per i consumatori sono risultati aumentati del 47,7% per i medicinali, del 38,8% per il latte, del 32,3% per il pane, dell'80,3% per il Gpl, del 130,3% per le Assicurazioni RC Auto, del 22% per l'elettricità, del 25,4% per la benzina e per il gasolio da riscaldamento(e sono esclusi gli incrementi degli ultimi tre anni, per i quali non si dispone di dati aggiornati).

    2. La pretesa competizione che,secondo la propaganda,avrebbe dovuto abbassare i prezzi è stata subito esclusa da cartelli tra produttori e da posizioni dominanti. Il solo effetto concreto delle liberalizzazioni è stato il previsto incremento dei profitti dei produttori dei beni e servizi interessati. La liberalizzazione, intesa in senso allargato come eliminazione dell'interferenza governativa sui mercati e sui commerci,è anch'essa inserita, come abbiamo visto, tra i dogmi essenziali del FMI. L'applicazione di questo imperativo ha spinto i governi dei Paesi ricchi a liberalizzare il commercio per i beni - anche finanziari - che potevano esportare, continuando però a proteggere i settori non in grado di sostenere la concorrenza dei Paesi emergenti.

    3. Qualcosa di analogo avvenne, nel 1858,con il Trattato di Tiensing,con il quale Francia,Inghilterra, e Russia, obbiligarono la Cina a "liberalizzare" i propri commerci, garantendo l'esportazione a basso prezzo dei beni che interessavano l'Occidente ma, nel contempo, impegnandola ad aprire i propri mercati all'oppio, che divenne rapidamente, per la Cina stessa, un flagello sociale di proporzioni catastrofiche.

    4. Ed è sempre con la minaccia di sanzioni,dirette ed indirette, che,oggi più di ieri, le Nazioni emergenti vengono costrette a firmare "accordi" che liberalizzano i loro commerci(cioè li aprono alle grandi Multinazionali che, con la loro debordante dimensione, distruggeranno le imprese locali, ancora in via di consolidamento).


    B1. Al di là di ogni ricerca di approfondimento concettuale, è da tenere ben presente che l'iniziative di promuovere le privatizzazioni,elemento base della sedicente ideologia "Neoconservatrice" imposta dal FMI con le sue "condizioni", rappresenta il tentativo di mutare radicalmente le funzioni e la stessa ragion d'essere della struttura dello Stato, che si vorrebbe, non più Ente al di sopra degli interessi particolari,con il compito di promuovere l'equilibrato sviluppo ed il benessere di tutta la Società, bensì il cane da guardia del potere economico, che utilizza il potere attribuitogli dalla collettività, per irreggimentare le masse al servizio di quello.

    2. Le privatizzazioni,infatti,che sono ai primi posti fra le scadenze dei governi senza che,dai relativi popoli, siano mai apparse richieste in tal senso,hanno un unico,ben definito, obiettivo: aprire nuove occasioni d'investimento e di lucroso profitto per il Capitale privato, demolendo le funzioni basilari dello Stato.

    3. Siamo di fronte ad un preciso programma che gli Stati Uniti(ossia i suoi Centri finanziari poichè,come sappiamo,esiste perfetta identificazione tra i due soggetti) impongono ai governi asserviti,corrotti,od altrimenti controllati, attraverso le "condizioni" che il FMI pone ai suoi prestiti, e con idonee pressioni diplomatiche. Tale disegno è agevolmente riconoscibile anche dall'esterno, poichè già da qualche tempo viene portato avanti con identico strumentario propagandistico ("il settore privato è più efficiente, lavora a costi inferiori,e così via...) nei confronti di molti governi, particolarmente in Asia e Sud America.L'obiettivo è sempre lo stesso: eliminare i servizi forniti dallo Stato, facendo subentrare i privati, che forniranno lo stesso servizio a pagamento.
    Il principio ispiratore è di trasformare i Servizi Sociali in una merce,che potrà essere acquisita in quantitativi strettamente correlati alla capacità di spesa individuale.Poichè il ricorso a queste utilità fondamentali (parliamo di acqua, sanità,scuola,trasporti,nettezza urbana,energia, ecc.ecc.),è imposto dallo stesso vivere in collettività, la loro domanda è ampia,certa,continua, e senza flessioni importanti,ed è quindi in grado di assicurare flussi di reddito sicuri,stabili,e ad alto tasso di rendimento(specialmente se si riduce il livello delle prestazioni e si aumentano le tariffe: come per l'appunto sta avvenendo dove sono intervenute le privatizzazioni). Inoltre, come già si è verificato in Messico e in Canada,e in alcuni Paesi europei, le imprese private che subentrano nel fornire i servizi in discorso, pretendono(ed ottengono), le stesse esenzioni e i privilegi attribuiti agli organismi pubblici cui sono subentrate ma che,questa volta,vanno a conferire speciali vantaggi al profitto privato.

    4. In questo modo la stessa Istruzione Pubblica,che costituisce il presupposto essenziale per il progresso (e per la competitività!) di una Nazione (e costituisce perciò un fondamentale interesse pubblico),si trasformerà in un gigantesco affare per gli investitori privati: chi vorrà assicurare ai propri figli un adeguato livello di apprendimento(ma soprattutto chi potrà pagarne i costi),dovrà ricorrere ad istituti privati, in dipendenza dello scadimento del servizio pubblico,abbandonato al suo destino.

    5. Lo stesso fenomeno si verificherà per la Sanità e per tutti gli altri servizi pubblici, con il completo svuotamento del significato della struttura "Stato". Dobbiamo ricordare che una caduta,nel livello della salute di una popolazione, è il presupposto per un aumento della povertà complessiva:questa è una delle lezioni che ci hanno lasciato l'esperienza delle Nazioni sudamericane. Investire nella salute costituisce anche un presupposto,ed una condizione essenziale, per lo sviluppo.
    Le privatizzazioni,infine,come c'insegna l'esperienza sudamericana,russa, asiatica, e dell'Europa dell'Est, possono risolversi in un'appropriazione a basso prezzo della ricchezza pubblica da parte di soggetti privati collegati alla Nomenklatura locale. Si tratta di un pericolo da non sottovalutare.

    6. E' ovvio il principio che il sistema di regole,vigenti in una società,è il presupposto ed il fondamento dell'uguaglianza degli individui che ne fanno parte. Sotto quest'angolo visuale risulta evidente che imporre la deregolamentazione,significa creare ed incentivare delle inique disparità.



    bravo Rodolfo, quest'articolo è musica per le mie orecchie. Specie la prima parte inoltre non è affatto scontata nell'immaginario di tanta gente in buona fede che ancora crede che le liberalizzazioni sono fatte per abbassare i prezzi. IL linguaggio neoliberista fa di questi miracoli spostando l'attenzione dal lavoratore al consumatore e quindi mettendo di fatto i lavoratori gli uni contro gli altri deregolamentando i mestieri e pretendendo che gli alti prezzi siano sempre colpa delle cosiddette "" corporazioni"", quando in realtà esse, specie per mestieri tipo i tassisti, servono per non cadere nelle forme di precarietà e di incertezza esistenziale che la concorrenza della giungla pone a chi sottostà alla sua barbara legge.
    Bene cosi', insistiamo sul punto perché è fondamentale per capire in che rottami ideologi sia ridotta la sinistra, un tempo regolatrice dell'anarhia economica dove la spunta il più rapace, oggi liberalizzatrice.




 

 

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