Missioni, la Cdl spaccata. Scontro tra Berlusconi e Casini
Il leader dell'Udeur Clemente Mastella
«Più armi e nuove regole d'ingaggio». Così il ministro della Giustizia - e leader dell'Udeur - apre all'ordine del giorno proposto dall'Udc per il rifinanziamento della missione italiana in Senato la prossima settimana. Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha ribadito le perplessità sul voto positivo della Cdl: «Confermo quanto detto, prosegue il nostro momento di riflessione. È una riflessione - ha detto - che coinvolge tutta la Cdl e le sue forze, e che tiene conto di tanti aspetti».
Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, non sembra proprio sulla stessa linea. E, pur precisando che Prodi se non avrà una maggioranza autosufficiente al Senato «avrà un dovere morale e istituzionale: andare al Quirinale e dimettersi», ha però confermato il voto a favore del suo partito per il decreto: «Non temo pressioni anche perché sono convinto che Fi e An voteranno assieme a noi per il sì a questa missione».
Quanto alla tenuta della maggioranza al Senato, se a Palazzo Madama il decreto sul rifinanziamento della missione in Afghanistan raccogliesse un consenso ampio, anche con i voti dell'opposizione, questo non comporterebbe alcuna crisi di governo. Lo ha spiegato bene il segretario dei Ds, Piero Fassino. «Se il governo va in Parlamento e un suo provvedimento raccoglie una maggioranza ampia, come è presumibile che accada - spiega - diventa difficile dire che il governo si deve dimettere. Il centrodestra non lo vota per fare un favore alla maggioranza ma perché è una misura giusta. E se è così perché dovrebbe essere la base per una crisi?».
Massimo D'Alema è anche intervenuto per chiarire molte cose su cui la CdL alza il polverone. Sia sulle regole d'ingaggio sia sulle dotazioni militari - su cui da Fini a Forza Italia si suona la grancassa - ha spiegato una volta per tutte che non sono aspetti che dipendono dal Parlamento italiano. Le regole d'ingaggio - come è noto - sono decise dalla Nato e le armi necessarie dai generali di Stato maggiore che comandano i soldati in loco. Solo loro possono sapere se le truppe italiane sono male equipaggiate e se chiederanno altri mezzi o armamenti - precisa il ministro - saranno evidentemente accontentati. Un rafforzamento "preventivo" come chiede l'emendamento di Forza Italia - al quale gli azzurri subordinano il loro sì al decreto di rifinanziamento della missione - sarebbe dunque assurdo. D'Alema non ha nascosto che gli italiani stiano combattendo. Solo che non saranno mandati in prima linea, resteranno nella provincia assegnata di Herat con queste «incursioni in profondità» verso Farah.




Il leader dell'Udeur Clemente Mastella
Rispondi Citando
