Si sa bene quale importanza abbia la metafisica del numero e come certi numeri svolgano più di altri un ruolo fondamentale nella rappresentazione simbolica dell’Esistenza universale.
Prendiamo a spunto per un interrogativo un passo del già da noi citato libro di Mario Polia, Il mistero imperiale del Graal, laddove l’autore scrive a proposito della figura tradizionale del re e del significato metafisico del numero “12”:
«Il re, in quanto detentore del potere trascendente – che in ogni civiltà tradizionale viene sempre conferito direttamente dalla divinità e riconosciuto poi tramite i segni che ne rivelano la presenza – occupa la posizione centrale nella società. Il rex latino o il rig (rí) celtico, è etimologicamente, «colui che traccia la direzione retta», cioè colui che incarna la Norma: la rivela e la attua col rito; la tutela e rende ordinatrice della società mediante la legge; la afferma, se necessario, con la giusta guerra (bellum justum). Il re occupa tra gli uomini il posto occupato dalla stella polare tra le costellazioni.
A rafforzare il carattere di centralità, si consideri che la Tavola Rotonda aveva dodici seggi, oltre a quello del “Re-Orso”, proprio come attorno alla fascia zodiacale si dispongono le dodici case dello zodiaco attorno all’immutabile asse segnato dall’ultima stessa del timone dell’Orsa (NOTA Si pensi, analogamente, alle dodici stelle poste tradizionalmente come diadema di Maria; ai dodici mesi dell’anno; ai dodici apostoli del Cristo. In ambito romano dodici sono gli dèi supremi, dodici gli uccelli che rivelano a Romolo l’augustum augurium che lo investe, allo stesso tempo, re e fondatore dell’Urbe. Dodici sono i fasci che precedono il re e, probabilmente, dodici erano le verghe che componevano il fascio. Il numero dodici (3*4) indica l’intima compenetrazione dello spirito ( il triangolo, il tre) con la materia (il quadrato, il quattro). Esprime, cioè, la reintegrazione della persona con la sua Essenza, dell’uomo con Dio, dell’azione con la contemplazione.).» (pag13-131 e140)
Ora, senza approfondire ulteriormente la figura tradizionale del “re” o la simbologia metafisica del numero dodici, ci chiediamo qui:
se nulla accade per caso, perché la stessa simbologia tradizionale, le dodici stelle poste in cerchio su campo azzurro (colore anch’esso dal profondo significato tradizionale e nello specifico, colore mariano), campeggia a simbolo dell’Unione Europea contemporanea, quando quest’ultima per programma ha rifiutato qualsiasi riferimento tradizionale e cristiano a fondamento del suo “essere” e del suo “agire”? Tenendo presente, in particolare dal Medioevo in poi per quanto qui ci riguarda, la progressiva lotta della contro-iniziazione opposta all’autorità sacerdotale e al potere imperiale legittimo nel nome di un assolutismo individualista di cui la moderna “nazione” ne costituisce il frutto, quale nuovo significato ha questo simbolo tradizionale e chi rappresentano oggi queste dodici stelle in quella che è una camuffata parodia politica dell’”Arte regia” di governare?




Rispondi Citando