Italia Futura. Il nuovo partito di Montezemolo, Monti, Casini e volenterosi?

Il dado è tratto e la scelta del nome per questo nuovo soggetto politico (che viene dopo Forza Italia e Italia di Mezzo by Follini) ha alle spalle un’ispirazione e un modello. L’ispirazione viene dalla canzone del concittadino bolognese, Lucio Dalla, che anni fa scrisse “Futura”, un motivo di grande successo, una dimensione del tempo che Luchino vuole indicare come strada della modernità e di rottura rispetto allo schema bipolare esistente.
Il modello è quello di un partito nuovo che apre le porte a una nuova classe dirigente, fortemente orientata ai valori dell’impresa e del mercato, impregnata di cosmopolitismo e pronta a mandare a casa sia Prodi che Berlusconi. Non si conosce ancora la data per il lancio ufficiale del nuovo partito, che avverrà con la presentazione di un Manifesto programmatico.
Quando il 26 gennaio 1994 Berlusconi fece la sua discesa in campo registrò un discorso su una cassetta e la mandò ai telegiornali; le immagini erano morbide, il corpo ritto dietro la scrivania circondata dai libri e dalle foto della famiglia. Il Cavaliere di Arcore è sempre stato considerato un maestro della comunicazione, ma Luchino su questo piano non ha nulla da temere perchè lui è la comunicazione, è l’immagine fatta persona, un’immagine dietro la quale non ci sono grandi pensieri ma quanto basta per occupare un grande spazio nell’Italia della mediocrità.
ITALIA FUTURA sarà un partito trasversale profondamente radicato in quella vasta area moderata che può pescare voti a destra e a sinistra per creare un nuovo Centro “illuminato”. Nulla da spartire con le vecchie suggestioni democristiane, ma porte aperte a tutti: Casini, Follini, Mastella, Tabacci, che insieme a Mario Monti, e a gran parte di Confindustria vogliono voltare pagina.
Poche settimane fa Luchino pronunciò una frase di sapore risorgimentale che suonava così: “c’è l’Italia, non ci sono gli italiani”. Quello che Luchino vuole fare con ITALIA FUTURA è un progetto ambizioso che va oltre il Risorgimento e arriva addirittura alle sorti magnifiche e progressive di un nuovo Rinascimento per il Paese. Lo spazio politico c’è, i soldi li troverà senza fatica e senza sacrificio personale, le idee le metterà insieme attingendo a piene mani al gergo automobilistico e magari alla penna di Paolino Mieli. Si tratta di vedere se tutto questo potrà bastare per spaccare i poli, mandare a casa Prodi e Berlusconi e coagulare intorno al suo carisma la generazione di Mario Draghi, WalterEgo Veltroni, Cicciobello Rutelli e Pierfurby Casini. Rien ne va plus.
”Quando qualcuno evoca Monti, Montezemolo o altri nomi, penso che un uomo politico serio non possa sentirsi insidiato dal fatto che ci possano essere grandi personalita’ della societa’ civile che entrano in politica. Deve anzi sollecitarle, perche’ la politica italiana ha bisogno delle potenzialita’ di tutti.” Lo ha affermato l’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini nel corso di un’intervista rilasciata ad Alain Elkann che andra’ in onda sabato 24 marzo su LA7 alle 9,20. Casini, che nel corso dell’incontro ha toccato anche temi relativi alla religione e alla politica internazionale, ha poi cosi’ commentato il suo rapporto con il leader di Forza Italia: ”Devo molto a Berlusconi, cosi’ come lui deve molto ai suoi alleati. Ma, a volte, e’ un po’ ingrato”.

Fonte: http://fainotizia.radioradicale.it/2.../italia-futura