NON VOTO LA GUERRA, LIBERATE GLI UOMINI DI EMERGENCY
Signor Presidente,
come da tempo annunciato NON VOTERO’ il decreto sulle missioni militari, il cui capitolo principale è il sostegno alla guerra in Afghanista, che – indipendentemente dalle furbizie parlamentari – trova, non a caso , il pieno sostegno delle destre che quella politica di morte hanno avviato.
Politica di morte e di distruzione per ridurre quel paese all’età della pietra, come disse il presidente Bush, dal cui comando dipendono oggi le truppe della NATO e dell’Italia.
Com’è sempre stato evidente, regole d’ ingaggio umanitarie e differenziate da quelle americane in un teatro di guerra sono una contraddizione in termini: siamo un Afghanistan per ammazzare e per farci ammazzare.
La situazione per il nostro paese è ormai compromessa. Siamo percepiti come occupanti e l’escalation militare in corso rappresenta una via di non ritorno.
Solo il ritiro del nostro contingente può far svolgere all’Italia un ruolo di pace e rendere credibile la proposta di una Conferenza internazionale, altrimenti è pura ipocrisia e mera copertura della guerra.
Non voto con la destra nessuno degli ordini del giorno che incrementano la presenza bellica dell’Italia: la posizione che qui esprimo sul decreto è la più lontana - abissalmente più lontana – da quella della destra.
Davanti alle nostre coscienze nessuna furbizia è possibile. In questo sono confortato dal pieno sostegno al mio voto parlamentare dall’associazione dei veterani di guerra americani del Vietnam e dell’Iraq: segno che la sensibilità per la pace sta crescendo anche negli Stati Uniti.
Signor Presidente, non c’è ragione alcuna né politica né numerica per una crisi di governo. Come già affermai un mese fa resta il mio appoggio esterno al governo e confermo che di volta in volta deciderò le convergenze possibili.
Da ultimo faccia ogni sforzo il governo italiano per restituire ai loro cari l’interprete di Daniele Mastrogiacomo e il mediatore di Emergency, che ha acconsentito la liberazione del giornalista. Ai lutti dovuti al “fuoco amico” in analoghe circostanze non vorremmo che si aggiungessero quelli della “galera amica”.
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