Rif: Olanda verso il multilinguismo
Citazione:
Originariamente Scritto da
Midìl
P.S.: Riallaccandomi all'argomento originale della discussione, le lingue degli immigrati, lentamente, scompariranno. Però, occorreranno alcune generazioni. E' chiaro che la prima generazione, composta da quelli che arrivano da terre che parlano, che ne so, lo swahili, trovi grande difficoltà ad apprendere l'olandese (o qualunque altra lingua europea), e si limiti ai rudimenti (d'altronde, gli immigrati fanno spesso lavori dove non è richiesta una grande competenza linguistica). Solo la generazione successiva, potendo accedere alla scuola locale, apprenderà correttamente la difficile lingua che li circonda (sarà probabilmente bilingue: swahili-olandese). La terza generazione, parlerà quasi solo olandese.
(Fanno eccezione, ovviamente, le lingue legate a particolari tradizioni, prevalentemente religiose, che tendono a sopravvivere, come lingue cerimoniali, accanto alla lingua locale)
C'è anche un altro caso da considerare, e cioè se una lingua "immigrata" si concentra in un'area circoscritta e raggiunge la massa critica necessaria ad autosostenersi, se, cioé, la piccola comunità è in grado di sopravvivere limitando al minimo l'interazione con l'esterno. In questo, caso i tempi, in termini di generazioni, possono allungarsi (difficile dire quanto. Dipende anche se dispongono di scuole private locali).
Saluti.
Midìl
Rif: Olanda verso il multilinguismo
Citazione:
Originariamente Scritto da
Midìl
C'è anche un altro caso da considerare, e cioè se una lingua "immigrata" si concentra in un'area circoscritta e raggiunge la massa critica necessaria ad autosostenersi, se, cioé, la piccola comunità è in grado di sopravvivere limitando al minimo l'interazione con l'esterno. In questo, caso i tempi, in termini di generazioni, possono allungarsi (difficile dire quanto. Dipende anche se dispongono di scuole private locali).
Saluti.
Midìl
Era quello che intendevo per autoghettizzarsi, anche perché la lingua viene protetta come parte di una cultura, che a questo punto diviene statica non perché manchino influenze esterne, ma perché le rigetta. Comunque, la scomparsa delle lingue degli immigrati dipenderà dalla volontà o meno della loro cultura ed ambiente sociale di integrarsi ed accettare la struttura sociale del paese ospitante: più vi sarà resistenza, più essa perdurerà.
Quanto alle fusioni, l'inglese ha il vantaggio di essere una delle lingue più facilitate a questo compito. In più o meno tutti i territori ove si sia spinta l'influenza del Dominion britannico e poi degli USA, abbiamo la presenza di uno o più "pidgin", vale a dire lingue di fusione tra l'inglese e il parlato locale. Altre lingue meno sintetiche sono più resistenti a questo.
Rif: Olanda verso il multilinguismo
Ma ''anarchico dissacratore'' almeno li parla il turco e l'arabo? :conf:
carlomartello
Rif: Olanda verso il multilinguismo
Citazione:
Originariamente Scritto da
edera rossa
e tra i matematici è forse il caso di ricordare anche il Peano ed il suo "Latino sine flexione" ; ma , anche se forse a te non piace, l'unica lingua neutrale sufficentemente diffusa sembra essere l'esperanto. L'ido mi sembra non abbia cancellato l'ombra che su esso pesa a causa dal metodo inizialmente usato per imporlo, a scapito dell'Esperanto, all'attenzione mondiale.
Tutte le volte che mi sono trovato all'estero mi sono sempre cavato d'impaccio parlando in inglese.
Con questo non voglio dire che l'inglese sia la lingua universale del futuro.
Ma semplicemente che , ora come ora , è la più diffusa ed accettata nel mondo.
Rif: Olanda verso il multilinguismo
Citazione:
Originariamente Scritto da
Donald
Tutte le volte che mi sono trovato all'estero mi sono sempre cavato d'impaccio parlando in inglese.
Con questo non voglio dire che l'inglese sia la lingua universale del futuro.
Ma semplicemente che , ora come ora , è la più diffusa ed accettata nel mondo.
A me ha aiutato molto anche il russo..