Domani mattina alle ore 10 si terrà un sit-in davanti all’ospedale Forlanini di Roma (ingresso lato Via Portuense) per dire no alla chiusura della struttura sanitaria.
L’iniziativa è stata organizzata dal coordinamento dei Circoli di AN Marco Aurelio e del Movimento di Gioventù Europea “vogliamo manifestare alle istituzioni la nostra contrarietà all’ipotesi di chiusura dell’ospedale per trasferirci la sede del Consiglio Regionale del Lazio che attualmente si trova in Via della Pisana. Riteniamo tale iniziativa irresponsabile e soprattutto incoerente sia per quanto concerne il decentramento delle sede istituzionali sia per lo spreco di denaro che ci sarebbe. Infatti, non osiamo neanche quantificare quanti milioni di euro potrebbero servire per riconvertire una struttura nata e concepita per essere un ospedale nella sede del nuovo Consiglio Regionale, ma abbiamo buone ragioni per credere che ne servirebbero tanti, forse troppi.
Se proprio la Regione ha dei soldi da buttare, ma non ci sembra questo il periodo soprattutto in tema di sanità, sarebbe più logico investirli per creare dei reparti di eccellenza al Forlanini, poiché questa struttura è ubicata in una della zone più popolose della città che necessita di maggiori servizi sanitari e non della loro chiusura.
Inoltre, in tutta questa vicenda nessuno sembra essersi preoccupato dei posti di lavoro che si perderebbero con questa iniziativa, così da qualche tempo centinaia di lavoratori vivono con l’incertezza di sapere se tra due o tre anni avranno ancora un lavoro.
Pertanto, domani manifesteremo per chiedere un futuro per il Forlanini, un futuro nel quale vorremmo questo ospedale aperto, rinnovato, con più servizi e qualità, perché riteniamo che siano questi i reali bisogni della città”.
Lo dichiarano in una nota congiunta Giovanna Romeo e Federico Rocca rispettivamente per voce dei circoli Marco Aurelio e del Movimento di Gioventù Europea.
L’iniziativa ha trovato da subito l’adesione e la partecipazione di Vincevo Piso (AN) Vice Presidente del Consiglio Comunale di Roma che domani sarà presente al sit-in.

Roma, 26 marzo 2007