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  1. #1
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    Predefinito Napolitano:"Federalismo fiscale obbligo inderogabile"

    Da il giornale di Vicenza, articolo di Antonio Di Lorenzo.


    «Il federalismo fiscale è un obbligo costituzionale cui non si può derogare e che non può ulteriormente attendere». E le iniziative della Regione per ottenere un’autonomia speciale sono di «indiscutibile legittimità». La visita del Presidente della Repubblica nel Veneto è tutta in queste due frasi, pronunciate ieri mattina alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, di fronte ai sindaci del Veneziano e al mondo politico regionale. «È quello che i veneti volevano sentirsi dire», gioisce il governatore Giancarlo Galan, il quale nei commenti arriva a dire che «mai come oggi il Veneto, tutto il Veneto, si sente vicino alla Presidenza della Repubblica».
    Sono lontani i tempi in cui Galan invitava un altro presidente, Oscar Luigi Scalfaro, a non venire in visita a Mestre perché «non gradito al popolo». Fu una polemica rovente. Erano dieci anni fa, ma sembra davvero il secolo scorso.
    Subito c’è chi parla di “svolta storica” per il Galan mangiacomunisti, c’è chi ironizza sul presidente “folgorato sulla via del Colle”, che adesso loda un ex dirigente del Pci, quale fu Napolitano. Lui spiega di no e rivendica coerenza, giudicando con queste parole gli ultimi tre Capi di Stato: «Nei miei 12 anni di mandato ho assistito a un Presidente che non l’ha mai fatto, Scalfaro, uno che ha fatto il Presidente e ha smesso di farlo subito dopo per schierarsi (Ciampi) a uno che lo sta facendo e spero che lo faccia anche dopo».
    In realtà, le frasi di Napolitano sanciscono, con l’autorità della prima carica dello Stato, la risposta a un dibattito che - tra alti e bassi, tra voglia sincera di autonomia e tentazioni ricorrenti di secessione maldestre - è aperto da quasi vent’anni da queste parti, spesso nell’indifferenza dei vertici romani. Un dibattito che rimbalza tra due sponde: il Veneto è tra le prime regioni produttrici di reddito e tra le ultime per quattrini ricevuti dallo Stato.
    Federalismo fiscale vuol dire nuovi criteri per la redistribuzione delle risorse finanziarie, maggiori fette delle imposte e tasse che restano sul territorio, più ampia decisionalità in materia del parlamento e dell’esecutivo veneto. In una parola, è la risposta della politica a quel sentimento che era sintetizzato bene in un’idea, trasformatasi poi in una battuta che circolava parecchio tra il Bellunese e il Rodigino: «Roma la ne ciucia el sangue».
    Sul federalismo fiscale Napolitano è pronto a scommettere. E, conoscendo l’attenzione con cui sono preparati i suoi discorsi, frutto di mesi di studi e di contatti tra Roma e gli interlocutori locali, non può essere certamente un’improvvisata esternazione quella presidenziale di ieri. È una direttiva, piuttosto, un indirizzo. Che, oltretutto, ricuce un dialogo arrivato qualche mese fa ai minimi storici. Tant’è che anche Luca Zaia, vicepresidente della Giunta, ma anche leghista di provata fede, dà atto al Presidente di questa apertura: «Credo che Napolitano faccia quello che Ciampi non ha fatto, cioé capire questa terra, che non è un Eldorado di evasori fiscali, e che se chiede il federalismo fiscale lo fa per sua stessa sopravvivenza e per quella di tutta l’Italia».
    Massimo Cacciari, che assieme a Galan e a Davide Zoggia, presidente della Provincia, ha fatto ieri gli onori di casa, non ha fatto misteri. Salutando il Presidente, il sindaco di Venezia ha confessato di sentirsi reduce - sui temi dell’autonomia e del federalismo - da dieci anni di delusioni e fallimenti. «Dobbiamo agire insieme per questa terra - ha esortato dalla tribuna - Dal governo e dallo Stato noi non chiediamo aiuti, chiediamo una nuova attenzione, anche in termini di linguaggio e di atteggiamento, che in politica sono fondamentali». È stato accontentato subito. Tant’è vero che il sindaco di Venezia ha commentato tutto soddisfatto: «Napolitano ci ha dato fiducia».
    Ha ragione. Perché il Presidente della Repubblica, nel suo intervento, ha dato atto al Veneto (citando quattro volte il discorso del governatore) di aver raggiunto importanti traguardi: non solo nella produzione industriale e nel benessere raggiunto, trasformando la qualità della vita nell’arco di una generazione, ma anche sotto il profilo sociale, per esempio nell’alto livello di integrazione con gli immigrati. Certo, i problemi restano. E Napolitano ha poi indicato il “passante di Mestre” in via di realizzazione come la prima risposta alla fame di infrastrutture endemica nel Nordest. Ha parlato della “Nuova Romea” fino a Civitavecchia, ha appena toccato il tema dell’alta velocità, auspicando una “adeguata considerazione da parte delle Ferrovie dello Stato per le esigenze della Regione Veneto”. Sono tutte risposte pensate per i cittadini ma anche per «esaltare la competitività di un sistema di imprese che ha già saputo ristrutturarsi».

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  2. #2
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    Predefinito Budapest 1956

    Citazione Originariamente Scritto da Enrico1987 Visualizza Messaggio
    Da il giornale di Vicenza, articolo di Antonio Di Lorenzo.


    «Il federalismo fiscale è un obbligo costituzionale cui non si può derogare e che non può ulteriormente attendere».

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico1987 Visualizza Messaggio
    Tant’è che anche Luca Zaia, vicepresidente della Giunta, ma anche leghista di provata fede, dà atto al Presidente di questa apertura: «Credo che Napolitano faccia quello che Ciampi non ha fatto, cioé capire questa terra, che non è un Eldorado di evasori fiscali, e che se chiede il federalismo fiscale lo fa per sua stessa sopravvivenza e per quella di tutta l’Italia».

    salucc

  4. #4
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    Il federalismo di pulcinella...

    Se vedùm

  5. #5
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    fatto 1: Napolitano - federalismo = ossimoro
    fatto 2: Napolitano - federalismo fiscale = ossimoro con posizionamento di oggetto cilindrico entro terga dei veneti

    fatto 3: com'è che tutti i politicanti di merda quando slgono dicono che le riforme sono improrogabili (ed è un sacco di anni che lo dicono eh!!!! )

    MA C'E' VERAMENTE QUALCUNO CHE CREDE ANCORA A STI QUA !!!!

    ma lasji cösèr nèl sò bröt alà.
    Valtrumplino sicuramente

    Lombardo forse

    Padano..per quel che resta

    Italiano MAI!

  6. #6
    Padania libera dai padioti
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    Certo che è inderogabile , semplicemente perchè il federalismo fiscale non esiste da nessuna parte al mondo

  7. #7
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    Notare che i sinistri ma anche buona parte dei destri hanno sempre precisato che serve un federalismo fiscale SOLIDALE.

    Sono solo io che sento puzza di rettoscopia?

  8. #8
    Padania libera dai padioti
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    L' unico federalismo fiscale (ma che cazzo è ) che possono accettare a Roma è un federalismo di tipo solidale ovvero , un federalismo concepito in modo tale che dal centro si possono decidere a piacimento le risorse di cui abbisogna la terronia e la macchina burocratica amministrativa centrale per continuare a garantire i suoi privilegi e la sua capoacità di influenzare le scelte degli elettori.

    In pratica ci si guarda bene dal parlare di riforma complessiva in senso federale dello stato , che da un punto di vista fiscale/finanziario impone una separazione dei budget fra i lander e il governo federale e la costituizione di un fondo di compensazione stabilito per legge al quale le regioni/lander partecipano in maniera proporzionale alla loro forza economica.

    Il problema è che in un paese federale vero dove c' è il federalismo reale e non quello che sta nelle teste di cazzo che mettono i loro culoni sulle poltrone a Roma compresi i deficienti della lega, una volta stabiliti questi vincoli , la festa è presto finita e se Roma chiede nuovi soldi deve imporre nuove tasse targate ROMA e non Milano Torino Genova Venezia Bergamo o Udine piuttosto che Trieste.

    Il cittadino elettore si rende subito conto della faccenda e nessun Corriere della Sera o Repubblica ci potrebbe venire a raccontare la favoletta della spesa incontrollata delle Regioni e altre idiozie che confondono la testa alle persone.

    Altro fatto che farebbe emergere le contraddizioni che anche il Gabrio Casati ha evidenziato nel suo bell' erticoo sul Riformista, è quello che le regioni che non tengono sotto controllo i bilanci si troverebbero in una situazioni nella quale i propri bilanci verrebbero messi a nudo in maniera brutale, impedendo da un lato le fanfaronate ben descritte dal Casati sulla partecipazione a spese folli da parte di regioni indebitate fino al collo, e mostrando dall' altra il contrasto stridente e inappellabile con realtà ben più virtuose.

    Altra cosa non da poco.In una regione dove il bilancio regge alla prova dei conti , difficilmente si sguinzaglieranno i saraceni in cerca di evasori o presunti tali, mentre la cosa si renderà necessaria laddove l' evasione c'è a livelli folli e non viene mai controllata

    Quindi è tutta una buffonata tioicamente italiota

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da FdV77 Visualizza Messaggio
    Notare che i sinistri ma anche buona parte dei destri hanno sempre precisato che serve un federalismo fiscale SOLIDALE.

    Sono solo io che sento puzza di rettoscopia?
    Solidale la pippa, io la penso come il Partit dels Socialistes Catalans, come il sindaco di Barcelona Jordi Hereu, come Maragall. Federalismo, e tanto, e subito. E fine.
    Mi ricordo una guida turistica a Barcelona che diceva: "gli spagnoli del sud dicono che siamo poco solidali, ma al Sud le autostrade non si pagano...ecc ecc...".... Diciamo che là hanno saputo fare quadrato, anche perchè hanno un sistema politico piu' ordinato, chiaro, semplice, democratico, trasparente ed onesto e perchè la società spagnola è piu dinamica e moderna della nostra ed infine perchè la Catalunya è una entità coesa culturalmente, la Padania no (il Veneto invece si).

  10. #10
    naufrago
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    La me car Legnàn
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico1987 Visualizza Messaggio
    Solidale la pippa, io la penso come il Partit dels Socialistes Catalans, come il sindaco di Barcelona Jordi Hereu, come Maragall. Federalismo, e tanto, e subito. E fine.
    Mi ricordo una guida turistica a Barcelona che diceva: "gli spagnoli del sud dicono che siamo poco solidali, ma al Sud le autostrade non si pagano...ecc ecc...".... Diciamo che là hanno saputo fare quadrato, anche perchè hanno un sistema politico piu' ordinato, chiaro, semplice, democratico, trasparente ed onesto e perchè la società spagnola è piu dinamica e moderna della nostra ed infine perchè la Catalunya è una entità coesa culturalmente, la Padania no (il Veneto invece si).
    Concordo, specie sull'ultima parte.

 

 
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