
Originariamente Scritto da
simsalabin
LA STRADA DI PATRIZIO/A (menorie di un incontro)
CAP. 1.
Silvio Sircana passeggiava sulle rive del Tevere, quasi all'altezza dell'Emporium.
Improvvisamente il suo sguardo fu attratto da una bottiglia ben chiusa con capace tappo di sughero, che galleggiava dolcemente sulle acque.
Il fatto lo incuriosì, e grazie ad un lungo ramo di albero potato in prossimità della riva, poté attirare a se la bottiglia. Sull'etichetta trovò scritto: "Barolo", ma all'interno vi era solo, non un bel rosseggiante vino, bensì un semplice biglietto di carta.
Incuriosito stappò la bottiglia, ne estrasse il messaggio e lo lesse. V'era scritto:
"Mio garo Silvio, cauza le intergettazioni telefonighe dovute al putiferio-vallettoboli pozzo gonferire con te solo in questa maniera. Perciò ti gomunicare che domani io fare una gita a piedi a Golle Palatino, il golle di cui parlammo brobrio quella sera mentre paparazzi di Corona ci seguorono noi e ci immortalarono noi in quelle ormai famose foto. Spero che tu potere raggiungermi per stare un pò con me, comunque sappi che, qualsiasi incontro io faccia, mai ti tradirò, lo sconto io fare solo a te, tu stare tranquillo."
Più sotto era impressa la data, per cui Sircana ebbe la certezza che il giorno di poi Patrizio/a si sarebbe recato/a in gita, a piedi, allo storico colle.
La mattina seguente, di buon'ora, era già alzato. E di buon grado si accinse anche lui a salire, con grandi falcate.
La strada verso il colle s'inerpicava in mezzo a boschi di piante di vario tipo e conifere, e laddove uno spazio di radura permetteva di guardare i dintorni, osservava la poesia del ridente verdeggiare delle colline attorno, intervallate da case coloniche, turrite abitazioni e spazi di aie confortate dal raspare di polli e volatili da corte.
Non passava nessuno a quell'ora, né un passante né un’auto, quando, improvvisamente, all'altezza di una curva, avverti un breve fremere del terreno, cosa davvero insolita. Un grosso Tir che malauguratamente, inconscio della strada, si era avventurato fin lassù? Oppure una lieve scossa di terremoto? No, doveva essere proprio il/la suo/sua lui/lei.
A rapidi passi, con grande bramosia, superò la curva e davanti lui apparve il/la suo/sua Patrizio/a.
Gli apparvero due grandi natiche che faticosamente procedevano verso la vetta, ansimanti, ma desiderose di giungere all'auspicata cima.
"Quello/a è sicuramente Patrizio/a” pensò, “ c'è l’ ho fatta a far coincidere il mio viaggio con la sua ascesa."
Le possenti sinuosità sferiche deretanali di colui/lei che saliva lo convincevano sempre più ch'esso/essa era l'uomo/donna che Silvio desiderava avere per se per il resto della sua vita. I Dico glielo avrebbero permesso e Prodi, ormai in balia della grande influenza che il portavoce aveva su di lui, sarebbe stato il mezzo per arrivare al fine. Pe godersi lo spettacolo, curiosamente Silvio continuò a seguire Patrizio/a senza farsi vedere, nonostante i suoi muscoli intimi cominciassero a risvegliarsi. Ad un tratto, ansimante per l'eccesso di fatica, essa/o si fermò voltandosi. Il giochino erotico era subito finito e per Silvio fu giocoforza raggiungerlo/a, salutarlo/a ed abbracciarlo/a fino al massimo della circonferenza che riusciva a ricoprire con le sue ossute braccia, che se pur molto lunghe, non arrivarono a toccarsi.
"Ciao Silvio, sei riuscito a venire! Sei sicuro di non esserti fatto seguire?", Silvio rispose: "stavolta sono stato molto più attento, ed ho costruito pure un alibi di ferro. Ho detto a Romano che stanotte ho avuto ancora delle coliche renali. Stavolta non mi sono fatto ricoverare e tu non ti sei dovuto/a travestire da infermiera. Quel mortadella la bevve l'altra volta e la berrà anche oggi, tanto ormai la sua mente è in mio possesso. Sbrighiamoci però, ancora tre curve faticose, poi un vialetto pressoché pianeggiante, e ci siamo".
- Tu avere portato i soldi?
- Certo! Proprio ieri alla Camera era il giorno di paga.
l'uomo/la donna lo guardò con simpatia e disse "Ah bene, allora possiamo andare, ma per sicurezza, per avitare che un giorno possa perderti come cliente, per un pò fnoi fare finta di non conoscerci, i paparazzi ne sapere una piu del diavolo". Silvio rise e disse:
- come vuoi, allora mi presento, mi chiamo Silvio, e tu?
- bhè... dipende, va a giornate. Oggi mi sento donna e quindi mi presentare con il nome di oggi. Piacere duqnue, io mi chiamo Patrizia.
Quella tattica del far finta di non conoscersi si tramutò subito in un gioco erotico e stimolante per Silvio e ne fu lieto.
(continua)
simsalabin