Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito liberalismo e progresso tecnico :riflessioni

    Ciao a tutti, sono solito dibattere nel forum dei comunisti nazionalitari, comunitaristi.
    Vi mando queste mie riflessioni, sperando possano servirvi da spunto condivisibile.
    Vi premetto che non condivido la maggior parte delle idee che esprimete in questo forum, se non contingentemente, ma che sono un sostenitore dela convergenza e del dialogo permamente.
    Sono marixista nel senso piùcomunitario del termine, comunista in toto, più esattamente comunista dele comunità. Lungi dal credere che il comunismo sia nato e cresciuto come pensiero positivistico anticomunitario ( come molti di voi forse pensano ) credo che il comunismo sia la istanza massimamnte comunitaria dell'uomo e che esso sia esistenzialmente inevitabile ( non certo metafisicamente).
    Lungi dal proporre cammini politici comuni infattibili e insostenibili al momento, ho comunque la coscienza che è il tempo di mobilitare tutto il potenziale culturalmente rivoluzionario che esiste.
    Magari questo non sarà il posto giusto, ma non mi faccio problemi a mandare spunti di riflessione.


    Il pensiero liberale, si fonda sulla pura oggettivazione della materia. Ovvero sulla concentrazione esclusiva dell’azione sociopolitica sull’aspetto brutalmente materiale delle cose. In questo senso, il comunismo rappresenta la forma più alta e completa di rivoluzione spirituale, per quanto la si voglia ricondurre a un pensiero di ordine materialistico. Il miracolo di Karl Marx, a mio modestissimo parere, fu quello di riunire in un unicum spirito e materia evocando l’unione della materia ( la solidarietà materiale degli uomini nei loro bisogni oggettivi ) come condizione necessaria , ma non sufficiente per il comunismo. Se poi qualcuno l’ha voluta vedere come condizione necessaria e sufficiente, questo non riguarda che minimamente il martoriato Karl Marx.
    Il liberalismo, e lo dimostra in tutta la sua prassi politica, procede dai processi oggettivi dell’egoismo materiale umano, sul punto intoccabile della massimizzazione del piacere individuale come base fondativa del pensiero politico stesso. Tutti i capisaldi liberali affondano le radici nel paradigma della massimizzazione dell’utilità. Ma dov’è il miracolo del liberalismo, ciò che l’ha fatto diventare una religione tra le più venerate nella storia dell’uomo ? Ebbene è il suo risvolto sociale, non comunitario, ma sociale. E tale idea di risvolto sociale definitivo del liberalismo è incarnata perfettamente, quasi cristallizzata nel modello di Stato idealtipico socialdemocratico borghese, che, infatti a rigore, è l’acerrimo avversario logico e ontologico del comunismo. Cosa voglio dire esattamente ?
    Il progresso tecnico e il miglioramento del livello di vita puramente materiale che oggettivamente si è determinato nei secoli del capitalismo in buona parte del mondo, è il cavallo da guerra del capitalismo e del pensiero liberale posto a sua ideologica giustificazione. Il progresso rende tutti indiscriminatamente più ricchi, più sicuri, allontana la morte, vince le malattie, ed esso si genera in forma esasperata, eppure involontaria nella finalità sociale ( qui Adam Smith coglie il centro della questione ), in una società dove si riconosce l’interesse materiale e lo si legittima come fondamento della socialità. E’ un paradosso ? Si, ma terribilmente efficace e devastante. La socialità liberale è nella competizione che devasta il tuo amico, ma alla fine gli ritorna utile in termini di puro vantaggio materiale. La spinta alla concorrenza e alla competizione, alla lotta fratricida per avere di più spinge ciascuno a minimizzare i costi, a migliorare la tecnica, a ottimizzare. E l’ottimizzazione della propria opera quantitativa diviene obiettivo primario dell’agire sociale. Tale ottimizzazione per forza di cose non può che portare al progresso tecnico ed il progresso tecnico per forza di cose, seppur lentamente e con difficoltà si spande sull’intera umanità. Chi nega questo dicendo che in Africa si muore di fame ( verissimo, ma non è il punto della questione ) non ha capito nulla del problema del capitalismo . Infatti in Africa si smetterà un giorno o l’altro di morire di fame eppure, salvo rivoluzioni soggettive dello spirito, il capitalismo potrà permanere indisturbato. E qui tanti comunisti si sono sbagliati, a partire da Rosa luxembourg che profetizzava l’espansione del capitale nel globo come ultima sua fase di potenziale esistenza. Grave, gravissimo errore. Perché il capitale vive di differenze relative , non assolute, il capitale può portare, nel tempo, e lo fa, il benessere materiale senza intaccare sé stesso in maniera eccessiva. Il liberalismo, cavallo ideologico del capitale, è diventato religione, per il potere del capitale di generare progresso tecnico e materiale nella vita degli individui resi individualisti, in un meccanismo causa effetto, dalla stessa religione dominante, il liberalismo. Il liberalismo si fa accettare dall’operaio come dal capitalista, dal panettiere come dal disoccupato e dal finanziere, perché tutti pensano che prima o poi ce ne sarà per tutti e che se la concorrenza aumenta di questo beneficeranno tutti. E la cosa drammatica è che questo, in parte ovviamente, è terribilmente vero, anche se nel lunghissimo termine. Non c’ è nulla che sia più pericoloso di un’analisi politica ed economica che tenti di valutare la bontà del capitalismo sulla base della sua capacità di generare benessere fisico e materiale.
    E ora torno alla socialdemocrazia liberale.
    Essa è il punto culminante, contradditorio e allo stesso tempo scontato dell’ideologia liberale, che trova nella sua variante sinistra il terreno più consono e perfetto. Cosa fa la socialdemocrazia ? Essa accelera ( e questo Dio santo è anche un bene sacro nel breve periodo ) quel processo di spargimento del benessere materiale sulle classi sociali schiave del capitale. Lo accelera perché lo politicizza facendolo uscire dal suo normale decorso naturale e fisiologico. Economisti come Stiglitz e tanti altri sono la voce sonora di tale pensiero liberalprogressista. Il succo è questo : nella fervida lotta tra uomini per il dominio dell’uno sull’altro ci sono vincitori e perdenti. Se i vincitori, dopo aver vinto ( e nel frattempo in virtù della lotta stessa e della competizione si è generato il progresso tecnico utile per scavalcare il prossimo ) ricompensano i perdenti, allora il sistema ha generato progresso per tutti.
    E la vita, e lo spirito, e l’amore fraterno, e i rapporti comunitari, e la famiglia, e la comunanza delle cose, e la virtu’, e la voglia di essere, lavorare, collaborare, fare comunità ???
    Al diavolo…. questo fa parte dela sfera dei signoli individui, lo Stato non se ne può occupare, lo Stato deve pensare al benessere materiale, e ci può riuscire con la logica della guerra fratricida, purché poi ridistribuisca le vincite della tecnica.
    Ecco il liberalismo e la sua essenza vitale e filosofica, ecco la religione che ci propugnano a cui la gente, quasi tutti ormai hanno finito per credere. E il progresso materiale è la sua spada , il suo simbolo, la sua unica verità profonda e sacralizzata.
    Quindi, compagni , occhio alla parola progresso, di questi tempi è molto pericolosa, io la metterei da parte per i prossimi secoli.

  2. #2
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    insomma nessun interesse a dibattere ?

  3. #3
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    'il soldato tedesco ha stupito il mondo, il bersagliere italiano ha stupito il soldato tedesco' E. Rommel
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    Citazione Originariamente Scritto da terraeamore Visualizza Messaggio
    E la vita, e lo spirito, e l’amore fraterno, e i rapporti comunitari, e la famiglia, e la comunanza delle cose, e la virtu’, e la voglia di essere, lavorare, collaborare, fare comunità ???
    Al diavolo…. questo fa parte dela sfera dei signoli individui, lo Stato non se ne può occupare, lo Stato deve pensare al benessere materiale, e ci può riuscire con la logica della guerra fratricida, purché poi ridistribuisca le vincite della tecnica.
    .

    per come la vedo io ( e penso quasi tutti i camerati ) non ho niente da spartire con questa visione dello stato, che sinceramente mi fa anche un pò ribrezzo

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Fenriz Visualizza Messaggio
    per come la vedo io ( e penso quasi tutti i camerati ) non ho niente da spartire con questa visione dello stato, che sinceramente mi fa anche un pò ribrezzo
    .

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Fenriz Visualizza Messaggio
    per come la vedo io ( e penso quasi tutti i camerati ) non ho niente da spartire con questa visione dello stato, che sinceramente mi fa anche un pò ribrezzo

    Scusa,ma non capisco a quale visione dello Stato ti rifersici. Quella per cui lo Stato si fa esclusivo portavoce del benessere materiale degli individui ? Be è esattamente la visione che il mio scritto criticava aspramente e citava, per contrasto, come esempio della massima degenerazione materialistica del capitalismo ( cioé la sua versione socialdemocratica, ancorché utile nel breve periodo per salvare le masse dalla fame ). Se è cosi', allora c' è un bell'equivoco nella tua risposta ( non avendo tu inteso la mia posizione )
    Se invece ti riferisci alla visione dello Stato quale io la prospetto per contrasto alla descrizione dell'esistente, cioé uno Stato che sia il più possibile attento ai repporti comunitari, alla fraternità tra persone e gruppi, attraverso un'economia non fondata sul profitto, ma sulla cooperazione, non sulla concorrenza, ma sulla solidarietà, allora hai fatto una critica pertinente ( anche se mi piacerebbe conoscerne gli sviluppi ) al mio pensiero fondato su una visione comunista e comunitaria della società.


  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da terraeamore Visualizza Messaggio
    insomma nessun interesse a dibattere ?
    Molto interessato, ma privo delle capacità necessarie a sostenere un dibattito del genere.
    Allora, anzichè scrivere qualcosa e male, mi limito a leggere e a riflettere.

    Saluti cordiali.

  7. #7
    Forumista senior
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    Citazione Originariamente Scritto da Hobbit2 Visualizza Messaggio
    Molto interessato, ma privo delle capacità necessarie a sostenere un dibattito del genere.
    Allora, anzichè scrivere qualcosa e male, mi limito a leggere e a riflettere.

    Saluti cordiali.


    parole molto sagge, alla gente di solito piace parlare per parlare.
    Ciao

 

 

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