Missioni all'estero, il Governo regge: in Senato sì al decreto Prodi, il voto sul rifinanziamento è una svolta politica
Il governo regge, ma i numeri potrebbero rappresentare un problema in futuro. Centottanta voti a favore, 2 contrari, 132 astenuti (ma presenti in aula), 7 assenti (oltre al presidente del Senato Franco Marini che, per prassi, non partecipa al voto). Prodi ha ottenuto l'obiettivo: superata la battaglia insidiosa degli ordini del giorno, ha tenuto anche nel voto finale e ha portato a casa il decreto. Il problema delle missioni militari è risolto per un anno. Quello della coesione in politica estera rinviato alla prossima occasione
Via libera del Senato al decreto sul rifinanziamento delle missioni all'estero. Tra queste c'è, ovviamente anche quella in Afghanistan, vero nodo cruciale della politica estera del Governo Prodi che ieri pare aver retto a questo nuovo scossone. Centottanta voti a favore, due contrari, 132 astenuti (ma presenti in aula), 7 assenti (oltre al presidente del Senato Franco Marini che, per prassi, non partecipa al voto).
IL VOTO. Ma è intorno a questi numeri che ora si esercita il palazzo della politica per trarne conclusioni sulla sorte del governo e sulla compattezza di maggioranza e opposizione. Prima conclusione. Il governo ha ottenuto l'obiettivo: superata la battaglia insidiosa degli ordini del giorno, ha retto anche nel voto finale e ha portato a casa il decreto. Il problema delle missioni militari è risolto per un anno. Quello della coesione in politica estera rinviato alla prossima occasione. Secondo punto. La maggioranza sconta 3 dissidenti (Franco Turigliatto, che ha votato no; Fernando Rossi e Mauro Bulgarelli, che non hanno partecipato al voto). A favore votano in 155 eletti che aderiscono al centrosinistra (senza contare Marini). L'asticella della 'maggioranza politicà a quota 158 non è stata superata, ma non era un voto di fiducia e, aggiungendo il sì di quattro senatori a vita (Ciampi, Colombo, Levi Montalcini e Scalfaro), il decreto avrebbe ottenuto anche senza il contributo dell'Udc una maggioranza 'autonomà di 159 voti, comunque superiore a quella richiesta nella votazione di stasera, che era di 158. Terzo. L'opposizione si è presentata divisa in due, con i 20 voti a favore dell'Udc e le 132 astensioni di Fi, An, Lega, Dc, Pri e Mpa. Anche nella Cdl, inoltre, sono state espresse tutte le possibili scelte di voto: in 132, infatti, si sono astenuti restando in aula (70 di Forza Italia, 41 di Alleanza Nazionale, 13 della Lega e 8 del gruppo di Dc-Pri-Mpa); Lino Jannuzzi (Fi) ha votato a favore; Giovanni Pistorio (Mpa) è uscito dall'aula; e Gianfranco Rotondi (Dc) ha votato contro. Morale. Il governo supera la prova; i senatori a vita sono determinanti per una maggioranza autosufficiente; ma non l'Udc che rivendica, dati alla mano, di non essere "stampella" di Prodi: anche sommando alle astensioni della Cdl i voti dei centristi (132 più 20) il decreto sarebbe stato approvato, perchè avrebbe ottenuto almeno 159 sì (tutti meno quello di Jannuzzi).
I NUMERI. La controprova arriva dall'analisi dei tabulati. 180 sì al decreto - 155 da senatori che aderiscono all'Unione, 20 dall'Udc, 4 da senatori a vita (Ciampi, Colombo, Levi Montalcini, Scalfaro), uno da Jannuzzi (Fi). Due no Turigliatto (ex Prc) e Rotondi, segretario della Dc per le Autonomie. 132 astenuti Settanta di Forza Italia, 41 di An, 13 della Lega, 8 del gruppo che riunisce Dc, Pri, Mpa. Sette assenti. Due dissidenti dell'Unione (Bulgarelli, in "missione" a Vicenza, e Rossi); Sergio De Gregorio (che aveva annunciato il voto a favore, ma poi è uscito dall'aula per non essere il 158/mo voto per il governo); Pistorio (Mpa); e tre senatori a vita. Sono Cossiga, ricoverato in ospedale per un malessere; Andreotti, uscito a sorpresa e all'ultimo momento dall'aula; e Pininfarina. Marini non vota mai. È lui tuttavia che completa il plenum dell'assemblea, formato da 322 senatori.
28/03/2007 09:21
http://www.unionesarda.it/DettaglioC...contentId=5435
a parte Pistorio che è uscito e l'UDC......Che ci fà Jannuzzi con i compagni?![]()




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