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  1. #1
    Sempre liberista e federalista
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    Predefinito Federalismo, autogoverno, democrazia dal basso... ma fino a che punto?

    Il Federalismo vede come suo cardine fondamentale l'autogoverno delle popolazioni autoctone e il dare la priorità in primo luogo alle richieste che vengono dal territorio.

    Ora, io da un po di tempo, direi da quando scoppiò il caso dei NO-TAV della Val di Susa, mi tormento con un questo chiodo fisso: ma si può davvero far scegliere tutto - ma proprio tutto - ai cittadini? Su certi temi strategici, come quelli legati alle infrastrutture, alle grandi scelte macroeconomiche, alla difesa, è sensato lasciare decidere alla massa della gente, che spesso (non per colpa loro certo) non gode delle conoscenze necessarie per effetturare una scelta consapevole?

    E' arcinoto che l'uomo medio è egoista e assai poco lungimirante: non guarda al futuro ma al suo benessere istantaneo, di conseguenza probabilmente boccerebbe senza se e senza ma ogni provvedimento che lo penalizzi anche solo minimamente nell'immediato, in cambio di benefici per tutti nel futuro.

    Vorrei sapere davvero cosa ne pensate: è possibile secondo voi conciliare il Federalismo (e l'assoluta libertà di decisione delle comunità locali) con la necessità di non rinunciare a progetti ambiziosi e largo respiro, proprio per questo impopolari nel breve periodo?

  2. #2
    a mia insaputa
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    Citazione Originariamente Scritto da .tojo. Visualizza Messaggio
    E' arcinoto che l'uomo medio è egoista e assai poco lungimirante: non guarda al futuro ma al suo benessere istantaneo, di conseguenza probabilmente boccerebbe senza se e senza ma ogni provvedimento che lo penalizzi anche solo minimamente nell'immediato, in cambio di benefici per tutti nel futuro.
    Lì su Marte non saprei... qui da noi è routine.

    ..e senza che si veda l'ombra del federalismo.

    Se vedòm!
    Se vedòm!

  3. #3
    La mia autorità morale SONO IO
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    Citazione Originariamente Scritto da .tojo. Visualizza Messaggio
    Il Federalismo vede come suo cardine fondamentale l'autogoverno delle popolazioni autoctone e il dare la priorità in primo luogo alle richieste che vengono dal territorio.

    Ora, io da un po di tempo, direi da quando scoppiò il caso dei NO-TAV della Val di Susa, mi tormento con un questo chiodo fisso: ma si può davvero far scegliere tutto - ma proprio tutto - ai cittadini? Su certi temi strategici, come quelli legati alle infrastrutture, alle grandi scelte macroeconomiche, alla difesa, è sensato lasciare decidere alla massa della gente, che spesso (non per colpa loro certo) non gode delle conoscenze necessarie per effetturare una scelta consapevole?

    E' arcinoto che l'uomo medio è egoista e assai poco lungimirante: non guarda al futuro ma al suo benessere istantaneo, di conseguenza probabilmente boccerebbe senza se e senza ma ogni provvedimento che lo penalizzi anche solo minimamente nell'immediato, in cambio di benefici per tutti nel futuro.

    Vorrei sapere davvero cosa ne pensate: è possibile secondo voi conciliare il Federalismo (e l'assoluta libertà di decisione delle comunità locali) con la necessità di non rinunciare a progetti ambiziosi e largo respiro, proprio per questo impopolari nel breve periodo?
    Basta remunerare adeguatamente quelli danneggiati dall'infrastruttura.
    Do ut des.
    Se è davvero così importante ne varrà il prezzo.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da .tojo. Visualizza Messaggio
    Il Federalismo vede come suo cardine fondamentale l'autogoverno delle popolazioni autoctone e il dare la priorità in primo luogo alle richieste che vengono dal territorio.

    Ora, io da un po di tempo, direi da quando scoppiò il caso dei NO-TAV della Val di Susa, mi tormento con un questo chiodo fisso: ma si può davvero far scegliere tutto - ma proprio tutto - ai cittadini? Su certi temi strategici, come quelli legati alle infrastrutture, alle grandi scelte macroeconomiche, alla difesa, è sensato lasciare decidere alla massa della gente, che spesso (non per colpa loro certo) non gode delle conoscenze necessarie per effetturare una scelta consapevole?

    E' arcinoto che l'uomo medio è egoista e assai poco lungimirante: non guarda al futuro ma al suo benessere istantaneo, di conseguenza probabilmente boccerebbe senza se e senza ma ogni provvedimento che lo penalizzi anche solo minimamente nell'immediato, in cambio di benefici per tutti nel futuro.

    Vorrei sapere davvero cosa ne pensate: è possibile secondo voi conciliare il Federalismo (e l'assoluta libertà di decisione delle comunità locali) con la necessità di non rinunciare a progetti ambiziosi e largo respiro, proprio per questo impopolari nel breve periodo?
    E' un problema di legittimità e di credibilità di una classe politica.
    Di legittimità: chi ha diritto di decidere se una Grande Opera deve essere realizzata? La risposta potrebbe essere questa: l'istituzione che i cittadini investono dell'onere di decidere perchè giudicata più consona, in quel dato caso, a promuovere i loro diritti e a rispondere ai loro bisogni. Federalismo significa questo: assegnazione di responsabilità, da parte dei cittadini, agli enti preposti alla sfera pubblica in un quadro di trasparenza, dialettica democratica e libera informazione. Soprattutto trasparenza, ossia certezza che le scelte del politico non siano condizionate da interessi privati, diretti o indiretti. Su questo asse si gioca la credibilità di una classe dirigente.

  5. #5
    l'occasione fa l'uomo italiano
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    Citazione Originariamente Scritto da .tojo. Visualizza Messaggio
    E' arcinoto che l'uomo medio è egoista e assai poco lungimirante: non guarda al futuro ma al suo benessere istantaneo, di conseguenza probabilmente boccerebbe senza se e senza ma ogni provvedimento che lo penalizzi anche solo minimamente nell'immediato, in cambio di benefici per tutti nel futuro.
    mentre è ben noto che il politico medio pensa solo all'interesse delle future generazioni e sacrificherebbe anche una rete mediaset pur di perseguire il bene comune...

    Voce dall'alto (con profondo riverbero)

    "MA COSHA UNA RETE MEDIASHET? MI CONSHENTA!"

  6. #6
    l'occasione fa l'uomo italiano
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    Il federalismo si basa sulla negoziazione tra cittadini e classe dirigente. Con una differenza: il boccino è nelle mani dei cittadini. Se un governo locale o federale vuole convincere una popolazione ad accettare un'opera deve convincere la popolazione che l'opera non reca danno alla salute della comunità, accettando che una commissione indipendente di esperti partecipi e controlli i lavori (anziché mandare la polizia a cacciar via i rappresentanti della popolazione); in aggiunta deve fare in modo che la popolazione tragga vantaggio da quest'opera pubblica, in termini di posti di lavoro o di servizi. E se la popolazione dice no è no, e il governo deve realizzare l'opera altrove.

    Ma allora il federalismo rallenta tutto! Qui da noi per fare un'opera da cinque anni di lavori ce ne vogliono 20 oltre a fiumi di miliardi che finiscono nelle tasche della casta e dei suoi protetti. E il federalismo non c'è. In Svizzera le opere si fanno celermente nel rispetto dell'ambiente e degli interessi dei cittadini sovrani.

    Queste venti righe giusto per elaborare la geniale risposta del solito gatto.

  7. #7
    l'occasione fa l'uomo italiano
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA Visualizza Messaggio
    Federalismo significa questo: assegnazione di responsabilità, da parte dei cittadini, agli enti preposti alla sfera pubblica in un quadro di trasparenza, dialettica democratica e libera informazione. Soprattutto trasparenza, ossia certezza che le scelte del politico non siano condizionate da interessi privati, diretti o indiretti. Su questo asse si gioca la credibilità di una classe dirigente.
    Il federalsmo realizza tutto ciò grazie a un cardine fondamentale: la classe dirigente può essere proiettata fuori dalla finestra e lanciata nel vuoto a pedate nel culo in qualsiasi momento, senza neppure curarsi di aprire la finestra in questione. E poi vi domandate come mai il federalismo non sia popolare tra i politici di professione. Al punto che una accolita di cadregari professionali ha coniato una definizione di federalismo che è tutto men che federalismo. E tutti noi beoti gli siamo andati dietro con il cuore gonfio di speranza.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    Il federalismo si basa sulla negoziazione tra cittadini e classe dirigente. Con una differenza: il boccino è nelle mani dei cittadini. Se un governo locale o federale vuole convincere una popolazione ad accettare un'opera deve convincere la popolazione che l'opera non reca danno alla salute della comunità, accettando che una commissione indipendente di esperti partecipi e controlli i lavori (anziché mandare la polizia a cacciar via i rappresentanti della popolazione); in aggiunta deve fare in modo che la popolazione tragga vantaggio da quest'opera pubblica, in termini di posti di lavoro o di servizi. E se la popolazione dice no è no, e il governo deve realizzare l'opera altrove.

    Ma allora il federalismo rallenta tutto! Qui da noi per fare un'opera da cinque anni di lavori ce ne vogliono 20 oltre a fiumi di miliardi che finiscono nelle tasche della casta e dei suoi protetti. E il federalismo non c'è. In Svizzera le opere si fanno celermente nel rispetto dell'ambiente e degli interessi dei cittadini sovrani.

    Queste venti righe giusto per elaborare la geniale risposta del solito gatto.
    Concordo. I cittadini dovrebbero poter dire quale ente deve decidere sull'ammissibilità o non ammissibilità di una grande opera (comune, Stato federato, Stato federale) e i principi a cui si deve attenere (mercè approvazione per via referendaria di una legge ad hoc). A quel punto la decisione, sia quella che sia, diventa inequivocabile e inappellabile.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA Visualizza Messaggio
    Concordo. I cittadini dovrebbero poter dire quale ente deve decidere sull'ammissibilità o non ammissibilità di una grande opera (comune, Stato federato, Stato federale) e i principi a cui si deve attenere (mercè approvazione per via referendaria di una legge ad hoc). A quel punto la decisione, sia quella che sia, diventa inequivocabile e inappellabile.
    E dagli! Semipadano l'ha detto e ripetuto. Col federalismo i cittadini NON DEVONO DIRE QUALE È L'ENTE CHE DEVE DECIDERE.: SONO I CITTADINI STESSI CHE DECIDONO per mezzo dello strumento giuridico "REFERENDUM LEGISLATIVO" che è la SOPVRANITA' POPOLARE che DIVENTA LEGGE. Ovvero i "rappresentanti" contano quanto il due di briscola ed il popolo quanto l'asso. Ci può essere qualche discussione sulla definizione di "popolo": è vero. Quella che secondo me si adatta di più al federalismo è la seguente di Cicerone: "Il popolo non è un qualsiasi agglomerato di uomini riuniti in un modo qualsiasi, ma una riunione di gente associata per accordo nell'osservare la giustizia e per comunanza di interessi. Questa concezione romana- prosegue Luttwak- è all'origine del contrattualismo per il quale lo stato è il risultato di un patto, di un "contratto" tra gli individui. La sua unità ed i suoi poteri derivano quindi da un accordo stipulato tra gli uomini, non lo precedono. Lo stato come contratto è strettamente legato al concetto di sovranità e più precisamente di sovranità popolare, l'emanazione umana del potere." (Edward N. Luttwak, Che cosa è davvero la democrazia, Oscar Mondadori, Milano 2000, p. 237). Questo, piaccia o no, è il concetto fondamentale del federalismo che berlusconi e bossi, come tutti i politici che si dichiarano liberisti a parole e statalisti nei fatti, non capiranno facilmente perché NON GLI CONVIENE..

  10. #10
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    Predefinito la disinformazione sul federalismo

    Ecco come la dizinformacja dei mezzi d'informazione, megafoni del potere a spese dei contribuenti (vedasi legge sulle provvidenze all'editoria: circa 1 milione di Euro l'anno) trasforma un centralismo nazionale, con un altro centralismo, questa volta (ove andasse in porto) regionale:

    da "Il Giornale di Vicenza"
    sabato 08 marzo 2008 regione pag. 9
    Federalismo Una marcia in dieci punti


    I primi cinque punti delle richieste di riforma per il Veneto che il governatore Giancarlo Galan porterà all’attenzione del governo qualora venisse eletto senatore per il Popolo della Libertà riguardano in particolare la piena legittimazione del “federalismo a geometria variabile”, il federalismo fiscale, l’abolizione dell’Irap e la sua sostituzione con una tassa regionale, il trasferimento dei fondi per l’innovazione del Ministero dell’industria e una maggiore autonomia nella politica estera verso le regioni transfrontaliere.
    Gli ultimi cinque concernono le politiche dell’istruzione e della ricerca scientifica a base regionale, gli investimenti nelle infrastrutture, l’abolizione della “Via” ministeriale, competenze esclusive sull’ordinamento degli enti locali e la regionalizzazione delle soprintendenze ai beni culturali e ambientali.
    Per Galan, una maggiore «giustizia fiscale» è la strada per dare al Veneto e a tutte le altre regioni gli strumenti per valorizzare le proprie potenzialità di crescita.

    A Tojo, che dovrebb'essere un giovane di belle speranze, non potrà sfuggire che, laddove in buona fede perseguisse il federalismo, s'è collocato nella parte politica sbagliata. Ovvero quella della partitocrazia inefficiente e depauperatrice di risorse economiche quanto di verità.

    Il federalismo (è già stato scritto) NON corrisponde a diversi accordi-competenze tra le istituzioni, bensì all'esercizio della sovranità popolare sulle differenti istituzioni.

 

 
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