Ecco come la dizinformacja dei mezzi d'informazione, megafoni del potere a spese dei contribuenti (vedasi legge sulle provvidenze all'editoria: circa 1 milione di Euro l'anno) trasforma un centralismo nazionale, con un altro centralismo, questa volta (ove andasse in porto) regionale:
da "Il Giornale di Vicenza"
sabato 08 marzo 2008 regione pag. 9
Federalismo Una marcia in dieci punti
I primi cinque punti delle richieste di riforma per il Veneto che il governatore Giancarlo Galan porterà all’attenzione del governo qualora venisse eletto senatore per il Popolo della Libertà riguardano in particolare la piena legittimazione del “federalismo a geometria variabile”, il federalismo fiscale, l’abolizione dell’Irap e la sua sostituzione con una tassa regionale, il trasferimento dei fondi per l’innovazione del Ministero dell’industria e una maggiore autonomia nella politica estera verso le regioni transfrontaliere.
Gli ultimi cinque concernono le politiche dell’istruzione e della ricerca scientifica a base regionale, gli investimenti nelle infrastrutture, l’abolizione della “Via” ministeriale, competenze esclusive sull’ordinamento degli enti locali e la regionalizzazione delle soprintendenze ai beni culturali e ambientali.
Per Galan, una maggiore «giustizia fiscale» è la strada per dare al Veneto e a tutte le altre regioni gli strumenti per valorizzare le proprie potenzialità di crescita.
A Tojo, che dovrebb'essere un giovane di belle speranze, non potrà sfuggire che, laddove in buona fede perseguisse il federalismo, s'è collocato nella parte politica sbagliata. Ovvero quella della partitocrazia inefficiente e depauperatrice di risorse economiche quanto di verità.
Il federalismo (è già stato scritto) NON corrisponde a diversi accordi-competenze tra le istituzioni, bensì all'esercizio della sovranità popolare sulle differenti istituzioni.