Il presidente di Forza Italia a Reggio Calabria per la campagna delle amministrative
"La Lega ha ragione a rammaricarsi per il comportamento dell'Udc, sono loro i veri estremisti"
Berlusconi: "Le liberalizzazioni?
Solo aiuti alle Coop rosse"
REGGIO CALABRIA - "Le liberalizzazioni del
centrosinistra non sono vere liberalizzazioni, ma solo aiuti alle Coop rosse. Oggi si e' creato un vulnus democratico perchè un decreto così importante non è stato nemmeno messo in discussione. Questo dimostra che stiamo andando di male in peggio". Il Cavaliere ha inziato la campagna elettorale delle amministrative del 28 maggio. E dalla Calabria attacca a testa bassa.
"Se c'è stato qualcuno che si è posto agli estremi della coalizione è stato l'Udc e non certo la Lega". Queste le parole con cui Silvio Berlusconi "chiarisce" i rapporti con gli alleati. Il presidente di Forza Italia torna sul "duello" con Casini e sullo scontento interno alla coalizione. Dice di capire i leghisti "rammaricati perchè l'Udc sta perseguendo il disegno politico di un grande centro" che fa saltare il bipolarismo, passando per l'eliminazione delle ali etsreme, Rifondazione e Comunisti italiani, da una parte, Carroccio dall'altra.
Quanto alle richieste della Lega che vuole discutere delle intese prima delle amministrative precisa: "Non ci sono tempi prefissati, il 99% degli accordi sono stati già fatti"
Il cavaliere, infine, se l'è presa con la stampa che, a suo dire, sta facendo disinformazione: "Non siamo noi, come dicono i giornali, ad aver messo l'Udc fuori dalla porta. Se c'è stato qualcuno che ha fatto polemiche nei confronti del nostro governo, che ne ha contestato la leadership, che ha chiesto discontinuità è stata l'Udc".
Intanto, dalle pagine del Corriere, Gianfranco Fini ha invitato ad accelerare sulla federazione del centrodestra: "Adesso che la separzione con l'Udc certifica che ci sono due opposizioni - ha detto il leader di AN - "non bisogna macerarsi in inutili recriminazioni". Ma l'ipotesi di un partito della Libertà non convince i leghisti che attraverso il loro capogruppo alla Camera, Roberto Maroni, fanno sapere che "la federazione non si farà". Al quotidiano La Repubblica Maroni ha confermato che la strada che il Carroccio intende percorrere è esattamente opposta a quella voluta da Fini: "Prima An e Fi facciano il partito unico e poi noi possiamo pensarci".
Con ogni propbabilità, la riforma della legge elettorale sarà il terreno sul quale si lavorerà all'accordo.
Mentre Berlusconi convoca una riunione della Casa delle libertà per lunedì, sul fronte centrista tutto tace.
La linea tracciata da Casini sembra prevalere: no a cambi di maggioranza ma convergenza su temi di interesse generale come la politica estera.
http://www.repubblica.it/2007/03/sez...e-attacca.html
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Dalla serie, il delirio continua.




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