
Originariamente Scritto da
Pensiero Nero
COMUNICATO STAMPA
E’ gravissima la decisione del Sindaco di Verona Paolo Zanotto di negare l’utilizzo del Teatro Camploy per un concerto in ricordo dell’On. Nicola Pasetto tragicamente scomparso 10 anni fa in un incidente stradale.
Zanotto si assume una responsabilità grave, quella di escludere, per motivi politici, una parte della città dall’utilizzo di strutture che appartengono a questa città a prescindere da chiunque temporaneamente le amministri.
Il Sindaco Zanotto, così facendo, assume una decisione contraria ai principi non solo della democrazia, ma in violazione del più elementare diritto alla libertà di pensiero e di espressione. E’ una vera e propria censura, per di più preventiva, in linea con la migliore tradizione stalinista, quella operata da un Sindaco, ostaggio dei centri sociali e dei partiti neocomunisti che li rappresentano nel nostro Consiglio comunale che non potevano sapere, in occasione del ricordo dell’On. Pasetto, né cosa sarebbe stato detto né cosa sarebbe stato cantato, ciò nonostante viene strumentalmente tacciato di “nazista” tutto ciò di cui non comprendono nemmeno il significato. Tutto questo ricorda in modo inquietante quanto sistematicamente avveniva negli anni ’70 quando alla destra anticomunista veniva perfino negato il diritto di prendere la parola nelle scuole di questa città.
E’ fuori discussione che la grande Comunità della destra veronese, quella degli uomini liberi che attraversa trasversalmente a Verona un vasto schieramento di partiti, e che nelle battaglie e nei valori di Nicola Pasetto ancora oggi si identifica, non accetterà alcun bavaglio anche se dal centrosinistra espresso, in questa occasione, sotto forma di censura istituzionale.
Il concerto in ricordo di Nicola dunque si farà, sempre GIOVEDI’ ALLE ORE 21 alla “TECA” in VIA BASSO ACQUAR 28, in una struttura privata, preso atto che con il Sindaco Zanotto le strutture pubbliche di questa città sono a disposizione solo di chi canta il diritto all’aborto, alla libertà di drogarsi e descrive nelle sue canzoni i nostri soldati come mercenari e assassini.
Nonostante Zanotto, dunque, ricorderemo Nicola come lui avrebbe voluto.
Paolo Scaravelli
(Alleanza Nazionale )