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  1. #1
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    Predefinito 20 - Il coraggio di cambiare i nomi

    2007-03-27 026:49
    di GIUSEPPE TABASSO - Buone, anzi ottime notizie per i cultori di memorie storiche locali e d’identità regionale. I docenti dell’istituto magistrale “Principessa Elena di Savoia” (oggi liceo socio psico-pedagogico e linguistico) hanno proposto e ottenuto dal Prefetto, dalla Giunta comunale di Campobasso e dal dirigente scolastico Colabella, di cambiare nome alla loro storica scuola: dal prossimo anno scolastico sarà intitolata a Giuseppe Maria Galanti, esponente illustre dell’illuminismo meridionale, maestro di Cuoco, propugnatore di riforme politiche e autore, tra l’altro, della celebre Descrizione del Contado di Molise.


    L’innovazione è altamente apprezzabile non tanto perché tiene in conto la mutata tipologia di studi umani e sociali della scuola, ma perché costituisce una salutare svolta in tema di riapproprio della nostra identità regionale, un commendevole esempio di autodifesa dal rischio che, oggi come non mai, minaccia le società moderne: l’obsolescenza di se stesse.
    Ma l’esempio offerto dall’istituto campobassano pone nel contempo degli interrogativi: rimarrà un caso isolato? La rondine che non fa primavera nell’inverno delle nostre amnesie storiche? Riuscirà questo risarcitorio “messaggio” a passare finalmente in altre istituzioni regionali altrettanto mal denominate?
    E allora bisognerebbe rilanciare questa benemerita Operazione Riapproprio, cominciando per esempio dal Conservatorio di Campobasso a suo tempo intitolato a Perosi. Non che il buon don Lorenzo, geniale autore della Resurrezione di Cristo, non ne abbia merito: c’è anzi da credere, e sperare, che nella sua nativa Tortona, in Piemonte, gli abbiano quanto meno intitolato un Conservatorio o una scuola musicale. Ma perché mai farlo proprio in Molise? Come se a Larino non fosse nato un musicista e musicologo come Adriano Lualdi (che, per inciso, insieme alla opere La figlia del re e Il diavolo nel campanile, ne compose una in 3 atti, Samnium, dedicata alla sua terra).
    E ancora: visto che abbiamo saltato il fosso depennando il nome, oggi così in ribasso, di Savoia da una scuola, perché non estendere la decisione all’omonimo teatro restaurato del capoluogo? Ci pensi, presidente D'Ascanio, ci pensi. E a lei, che pare puntare tanto sulla cultura, desidero ricordare (e associarmi a) quanto scriveva Giuseppe De Napoli nella monografia Campobasso e le altre città del Molise, (Sonzogno, 192: “Vi è [a CB] un vasto teatro denominato Sociale. Dovrebbe invece prendere una denominazione specifica, e all’uopo lo scrivente suggerisce quello dell’illustre compositore melodrammatico campobassese: Erennio Gammieri, applaudito autore di Chatterton (Pietroburgo, 1867) e di Nicolò de’ Lapi (idem, 1877)”.
    E i “risarcimenti” non finiscono qui. Ce n’è un altro importante da suggerire a chi vorrà dare giusto e coerente seguito all’iniziativa che in settembre vedrà sulla scuola di via Trieste il nome di un intellettuale al posto di quello di una principessa. Si tratterebbe cioè di depennare il nome del patriota lucano Mario Pagano che nel 1865 fu assegnato al liceo campobassano dall’allora ministro della P.I. Natoli. Per tutte le regioni il decreto ministeriale prevedeva la scelta di un illustre nome locale: unica eccezione il Molise. Se ne indignò Giambattista Masciotta che, in un famoso discorso su Il problema morale del Molise, lo definì “volgarissimo affronto”.
    Se dunque consideriamo che l’autore della monumentale Storia del Molise è ritenuto “padre” della Regione per aver invocato tra i primi la necessità del distacco dall’Abruzzo, chi più di Masciotta ha diritto ad un pur tardivo indennizzo di memoria reintitolando proprio a lui la prestigiosa istituzione scolastica di Campobasso?
    C’è qualcuno disposto ad abbracciare la causa?

    http://www.altromolise.it/notizia.ph...toriale&artico...

  2. #2
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    Una cosa aberrante...non ho parole.
    Nato nei lontani '60 vito e abito a Milazzo. Padre di due figli e orgogliosamente medico chirurgo. Bersagliere di nascita

  3. #3
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    E vai... un'altro passo, verso il secessionismo. Continuiamo a freferire i particolarismi mettendo in secondo piano ciò che ciu accomuna come italiani, e già ci ritroviamo a non capirci neppure più quando dialoghiamo.

    Deplorevole, iniziativa deplorevole, ma non già perchè depenna un nome "Savoia" oggi in ribasso come diche TABASSO, ma perchè il principio su esposto (della cultura regionale) mina alla radice l'unità delle diverse genti italiache, che già oggi si riconosce unita solo quando gioca la nazionale di calcio !

    Saluti

  4. #4
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    Predefinito

    E perchè non abolire a Milano le vie dedicate a tutti i non milanesi?

    E a Torino i non torinesi?

    E a Roma... e in tutt'Italia...


    Siamo oltre la follia, siamo agli stronzi.

  5. #5
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    Predefinito identità e discultura

    Carissimi Condivido con Dreyer e con Voi.
    "L' dentità regionale" di una terra certamente ha diritto ad essere affermata, ma se si scosta da un complesso storico più vasto finisce per essere un isola nelle nebbie di un succedersi di fatti che non è più di sua appartenenza! Sconosciuti agli uomini e dimenticati da Dio questi tapini farebbero della pedagogia!?

    é emblematico che chi pose nome all' Istituto “Principessa Elena di Savoia” senza mutarlo dopo il suo essere divenuta Regina e per 45 anni non era affetto da sclerosi come lo sono coloro che oggi si concedono a censure revisionistiche!
    D' altra parte il Nobile MOlise sarebbe rimasto contado se qualcuno non lo avesse inserito in un contesto più ampio.
    Purtrooppo però le nostre affermazioni rimaranno un opinione da Forum.
    e della denominazione si farà ciò che vorranno coloro che della storia non hanno ne conoscenza ne coscienza:
    siamo come dice Dreyer alla demenza, e alla carta igenica come supporto surrogativo dlela pergamena.
    sine iniuria
    Nobis
    Vs Bizzzarrro

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da bizzzarrro Visualizza Messaggio
    Carissimi Condivido con Dreyer e con Voi.
    "L' dentità regionale" di una terra certamente ha diritto ad essere affermata, ma se si scosta da un complesso storico più vasto finisce per essere un isola nelle nebbie di un succedersi di fatti che non è più di sua appartenenza! Sconosciuti agli uomini e dimenticati da Dio questi tapini farebbero della pedagogia!?

    é emblematico che chi pose nome all' Istituto “Principessa Elena di Savoia” senza mutarlo dopo il suo essere divenuta Regina e per 45 anni non era affetto da sclerosi come lo sono coloro che oggi si concedono a censure revisionistiche!
    D' altra parte il Nobile MOlise sarebbe rimasto contado se qualcuno non lo avesse inserito in un contesto più ampio.
    Purtrooppo però le nostre affermazioni rimaranno un opinione da Forum.
    e della denominazione si farà ciò che vorranno coloro che della storia non hanno ne conoscenza ne coscienza:
    siamo come dice Dreyer alla demenza, e alla carta igenica come supporto surrogativo dlela pergamena.
    sine iniuria
    Nobis
    Vs Bizzzarrro

    ...ecco !

    A questi soloni della cultura a colpi di macete, non sarebbe il caso di farli riflettere sul fatto citato da te caro Bizzzarrro ?

    Cioè, ...com'è possibile ritenere necessario il cambio di un nome "storico" di un Istituto (fosse anche intitolato a pinko pallino), quando una Principessa, divenuta Regina e che regnò 45 anni non lo ritenne allora opportuno ?

    Che la republicanizzazione forzata di questa nostra Patria non sia ancora finita ?
    Che l'atto conclusivo di questo processo sia lo sfascio completo della stessa Patria nostra attraverso varie (ed a questo punto infinite) secessioni ?

    Mah !!!

  7. #7
    La mano sinistra del diavolo
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    Citazione Originariamente Scritto da Conterio Visualizza Messaggio
    Deplorevole, iniziativa deplorevole, ma non già perchè depenna un nome "Savoia" oggi in ribasso come diche TABASSO, ma perchè il principio su esposto (della cultura regionale) mina alla radice l'unità delle diverse genti italiache, che già oggi si riconosce unita solo quando gioca la nazionale di calcio !

    Questo accade, perchè non esistono le genti italiche unite da nord a sud, come il risorgimento vorrebbe far credere : i popoli propriamente italici abitano la penisola italica, che però termina all'altezza dell'appennino tosco-emiliano. Il nord dell'italia non fa parte della penisola italica, bensì è parte dell'Europa continentale.

    Con questo non promuovo secessioni.

  8. #8
    più arcipreti, meno arcigay
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    Sarà anche così, ma non è una buona ragione per cancellare e cambiare nomi.

    Tanto più che, diciamocelo chiaro, il Molise prima degli anni '60 nemmeno esisteva perchè stava assieme all'Abruzzo (infatti la regione si chiamava Abruzzi).

    Solo la fame di poltrone ha inventato questa regione, con conseguenti idioti che intendono promuovere questa non meglio precisata molisanità.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Voroscilov Visualizza Messaggio
    Questo accade, perchè non esistono le genti italiche unite da nord a sud, come il risorgimento vorrebbe far credere : i popoli propriamente italici abitano la penisola italica, che però termina all'altezza dell'appennino tosco-emiliano. Il nord dell'italia non fa parte della penisola italica, bensì è parte dell'Europa continentale.

    Con questo non promuovo secessioni.
    Sarà vero. E' stato vero.
    Ma ti invito a farti una passeggiata a Redipuglia o al Montegrappa o a caporetto.
    Vedrai i nomi di tante genti diverse . Oppure ne vedrai uno solo: ignoto.

    vallo a separare il sangue degli uni da quello degli altri . Vai se riesci.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Dreyer Visualizza Messaggio
    Siamo oltre la follia, siamo agli stronzi.
    Dovrebbe essere il nostro motto.

 

 
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