Fassino, sul Pd pressing su Mussi
Il segretario media in vista di Firenze
Il segretario dei Ds Piero Fassino tenta l'ultima mediazione sul Partito democratico e invita i recalcitranti Mussi e Angius, da sempre scettici sulla nascita a sinistra di un nuovo soggetto politico, ad avere pazienza e, soprattutto, a evitare premature scissioni prima del congresso di Firenze e delle amministrative di primavera. Mussi ha dato per il momento il suo assenso in cambio dell'avvio di un dibattito interno ai Ds.
Dunque di fatto la temuta scissione si allontana. Ma quali sono gli scenari a breve termine? Fassino non può più bloccare il progetto, una macchina ormai lanciata in corsa e con molti aspiranti guidatori. "Se una cosa la dici e non la fai - ha deto il numero uno del Botteghino - poi ti scappa di mano. E che cosa succede al governo se noi non facciamo il Pd?". In parole povere, il processo non si può rinviare al 2009, come avrebbe preferito Angius, ma ci si può arrivare attraverso delle tappe che possano convincere i renitenti al Partito democratico".
La cosa appare poco probabile. I dirigenti del Correntone, da parte loro, si apprestano a presentare a Firenze un ordine del giorno di poche righe in cui si dirà che il Partito democratico dovrà aderire al Pse. Un documento del genere avrebbe l'avallo di parte della maggioranza fassiniana e allontanerebbe ulteriormente la scissione del Correntone e la fuoriuscita degli uomini della mozione Angius favorevole al referendum sul nuovo partito. Il rischio vero per Fassino è che si verrebbe a creare una frizione con la Margherita che nel Partito socialista europeo non vuole entrare. E' un prezzo molto alto che il segretario dei Ds dovrebbe pagare per tenere unita la Quercia.
valli a capire cosa vogliono 'sti comunisti.....resto del parere che rossi sono e rossi rimangono.![]()




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