
Originariamente Scritto da
Ezechiele
C'è un forte rimescolamento in atto.
La separazione dell'Udc dalla CdL, la realizzazione del Partito Democratico, la "federazione" o "Partito unico" della destra, la possibile riaggregazione delle forze di sinistra radicale, la posizione "errante" della Lega ...
Il tutto, con una legge elettorale i cui contorni non si sono ancora definiti.
Ora, è indbbio che, in una fase del genere, è possibile che l'anagrafe della politica italiana cambi i connotati, come è successo già in passato.
Ma guardando ai perimetri dei due schieramenti, cioè l'Unione e la CdL, sembra che, mentre l'Unione - pure andando incontro a grandi cambiamenti - manterrà lo stesso perimetro, la CdL si stia invece ridimensionando, poiché ha difatto perso un elemento che, pur non essendo il maggiore componente della coalizione, è quello politicamente più "pregiato".
L'Udc sta infatti al centro del quadro politico, e oltre a poter essere determinante negli esiti elettorali, fa da "linea di demarcazione" tra i flussi elettorali tra un polo e l'altro.
Sembrerebbe quindi che, al momento, chi sta perdendo forza è la CdL e non l'Unione. Con in più la possibile aggravante - per la CdL - che la Lega si sta mantenendo le mani libere: questo non significa che lasci la CdL, ma è sicuro che con la CdL non vuol fare più nulla di strategico, ma solo qualcosa di tattico.
Come intende, lo schieramento di Berlusconi, recuperare il perimetro che sta perdendo o che ha già perso? E quanto riuscirà a recuperare?