I socialisti ci misero trent'anni di governo per precipitare dalla nazionalizzazione dell'industria elettrica, dalla riforma della scuola, dal divorzio, da tante altre riforme che hanno fatto civile ed europea l'Italia compreso lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori alla abolizione della scala mobile di Bettino Craxi.
Ad onore di quest'ultimo bisogna dire che non si macchiò mai le mani di sangue innocente e fu sempre dalla parte dei palestinesi e degli arabi insidiati dal colonialismo angloamericano.
Quello che i socialisti diventarono dopo trentanni anni e tante mutazioni genetiche, rifondazione e comunisti italiani sono diventati in meno di un anno di governo. In un Paese in cui i lavoratori sono ridotti a consumi alimentari, di vestiario, di abitazione da morti di fame (la carne non si vede più nella mensa familiare dei metalmeccanici, dei pensionati e di tanti altri) hanno varata una finanziaria con un segno di classismo tra i più feroci della storia della Repubblica, hanno approvato il rifinanziamento di una missione militare al seguito di una potenza che ha già fatto milioni di morti e mutilati, si accingono a peggiorare le pensioni già ridotte a circa un terzo delle retribuzioni dalla riforma Dini, distruggeranno del tutto il diritto allo studio, tengono in vita la più odiosa delle leggi del lavoro, la legge Biagi che ha già mandato all'inferno una generazione di giovani, mantengono intatte le leggi ad personam di Berlusconi.
Tutto questo per fronteggiare l'accusa di "sinistra estremista", per essere legittimati come "democratici" e con l'alibi formidabile che non bisogna fare la crisi per non riportare Berlusconi al Governo.
Per non fare la crisi ci terremo i salari e le pensioni più basse d'Europa e continueremo a metterci sulla coscienza altre migliaia di bambini e di persone uccise in Afghanistan e Irak e presto in Iran per la gloria dei Bush e dei suoi disgraziati servi.

Pietro Ancona da Palermo