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  1. #1
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    Predefinito forum nel forum: Gli Angeli

    Molte religioni,nel corso dei secoli, hanno avvertito la necessità di colmare la distanza tra il cielo e la terra, tra il divino e l’umano attraverso delle figure intermedie. Solamente le tre religioni del Libro, però, hanno elaborato personaggi misteriosi come gli angeli, dotati di prerogative assai peculiari. L’intento da me proposto in queso thread è quello di mettere in evidenza come la figura dell’angelo, nelle rappresentazioni pittoriche nel corso dei secoli, sia mutata da un punto di vista iconografico e “sensoriale”. Nell’affrontare questo percorso ho deciso di partire da un periodo storico ben preciso: il Medioevo tralasciando, solo per motivi di gusto, le rappresentazioni precedenti. La novità che caratterizzò gli angeli nel Medioevo è quella della presenza consolidata delle ali; anche se qualche esempio di angelo con le ali era già stato raffigurato… ma è in questa stagione che nasce un’iconografia ben precisa. Inizialmente, nei testi biblici, gli angeli venivano raffigurati sotto forma di uomini e di questi assumevano aspetto e abitudini. Solo successivamente comparvero le ali, poichè a quattro secoli dalla diffusione del Cristianesimo non si correva più il rischio che gli angeli fossero confusi dalle divinità pagane, sottolineando così la natura spirituale degli angeli.




    Jacopo Torriti, Incoronazione della vergine tra il cardinale giacomo Colonna e niccolò iv, e due schiere angeliche



  2. #2
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    Anche con la presenza delle ali gli angeli seguitarono, nei primi secoli, ad essere rappresentati con la precedente veste, ossia la dalmatica. Il tutto incorniciato dal pallio, il manto al quale la tradizione cristiana attribuiva un alto significato morale, che ben rappresentava i valori di frugalità e di rigore cui il Cristianesimo s’ispirava.

    Taddeo Gaddi

  3. #3
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    I primi angeli erano vestiti così perché condiderati di sesso maschile in quanto messi di Dio; né la scelta poteva essere differente in un mondo nel quale molto differente era il peso giuridico di un uomo rispetto a quello di una donna.
    Giotto

  4. #4
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    Non solo le ali vennero aggiunte agli angeli, ma nel corso di questo secolo vennero definite le varie iconografie dei cori angelici
    Guariento

  5. #5
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    Guariento: Schiera di angeli armati
    Il dipinto fa parte di una serie di tavole raffiguranti le gerarchie angeliche.Questo coro appartiene alla seconda delle nove gerarchie angeliche.

  6. #6
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    Cimabue, Madonna in trono, 1280 ca.

    Il primo palpito di vita lo troviamo, anche per gli angeli come per la pittura in generale, in Cimabue. Le teste appaiono ancora un po' troppo grandi se confrontate alle delicate proporzioni dei corpi, ma i tratti dei volti sono meno rigidi. Si possono osservare che i capelli folti e ondulati non si presentano più come una massa confusa e scomposta, ma sono ravvivati, o raccolti da un nastro che aggiunge grazia e novità alle figure giovanili. Hanno volti simili l'uno con l'altro, le espressioni si ripetono, ma si è comunque affermato un nuovo tipo di raffigurazione angelica, che già si scosta definitivamente dalla rigida tradizione religiosa conservata dalla pittura bizantina. Il pittore, ormai, ha rivolto l'attenzione alla vita. Sebbene queste figure mantengano ancora alcune rigidezze nei contorni, e le forme siano ancora lontane dall'elegante leggerezza tipica delle creature angeliche, l'arte è vicina alle sembianze che Giotto darà ai messaggeri celesti.

  7. #7
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    Giotto, Madonna in trono tra angeli e santi (Madonna d'Ognissanti), particolare, 1310.

    Le figure degli angeli che formano il coro attorno alla Vergine nella Madonna d'Ognissanti, sono figure più piccole in proporzione alle figure principali. Con uno slancio si tendono verso di Lei, ma il loro atteggiamento è contenuto e misurato. Lo scomparire di parte del viso in alcuni angeli, dietro l'aureola dei compagni davanti, è una risoluzione nuova ed imprevista. Il gradino su cui si appoggia il trono è volutamente rientrante ai lati per consentire l'inserimento dei due angeli in primo piano. Queste due figure inginocchiate, dalle ali color arcobaleno, offrono fiori in ampolle di vetro e contribuiscono a creare un effetto di sacralità mistica. Le aureole dorate, le ali multicolori e le vesti dai colori chiari, si differenziano dal resto dando grande luminosità all'opera. Tutte le figure sono disposte con regolare simmetria, ma Giotto le rende più naturali sciogliendo ogni rigidezza.

  8. #8
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    Giotto, Angelo annunciante, 1304-1306.

    Giotto rappresentò l'Annunciazione nei famosi affreschi nella cappella degli Scrovegni, dipingendo le due figure dell'angelo e della Madonna, in rigorosa simmetria separate dal vuoto di un arco. La solenne e monumentale figura dell'Angelo annunciante è inginocchiata e tiene il braccio preteso in atteggiamento annunciatore. Prima d'ora Gabriele non era ancora apparso con tanta bellezza d'aspetto e prontezza di movimento, ed in seguito quest'opera così innovativa fu usata come spunto da altri pittori.

  9. #9
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    Duccio di Buoninsegna, Le Marie al sepolcro, 1308-1311.

    Sul retro dell'elemento principale della Maestà, Duccio ha raffigurato la passione di Cristo in ventisei scomparti. Uno di questi è Le Marie al sepolcro, da considerarsi fra i capolavori del pittore senese, per il clima di improvviso stupore che pervade la scena all'apparizione dell'angelo. Una figura angelica aggraziatissima indica con espressione serena, la tomba vuota del Salvatore, scoperchiata, da cui si scorge la sindone abbandonata. La sua tunica, di un bianco irreale e splendente, trattiene nelle pieghe sottili l'azzurro del cielo. Manca la figura di Cristo, ma si percepisce l'avvenuta Resurrezione nel vibrante spazio che si apre tra la luminosa ed immateriale visione dell'angelo ed il timoroso arretrare delle tre pie visitatrici. Duccio ha rappresentato la scena nel modo per lui più puro ed essenziale, fondendo l'antico canone bizantino con un'espressività già gotica.

  10. #10
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    Giotto
    Compianto sul cristo morto (cappella degli Scrovegni)
    Tra gli angeli che popolano il cielo di lapislazzuli dell’affresco uno mostra una particolare iconografia:tra le due ali spunta una coda di uccello. La scelta non deve essere considerata bizzarria iconografica, perché esiste una lunga tradizione testuale e figurata che avvicina gli angeli agli uccelli in analogia ai quali i messaggeri di Dio popolano i cieli del Paradiso.


 

 
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