Visto che di recente si parlava di Aghora e di Tantra della Mano Sinistra, mi sembrava opportuno aprire un thread su un altro movimento che e' sempre stato visto come ai margini dell'induismo: quello del Virashaiva. Fondato da Basavanna nel XII secolo, oggi conta molti aderenti nel sud dell'India (alla setta pare appartenga quasi il 20% della popolazione di Mysore).
Cio' che contraddistingue questa scuola e' una devozione totale ed incondizionata a Shiva; una bhakti che porta al rifiuto esplicito di molte tradizioni induiste, inclusa la venerazione di altri Deva, compreso il rifiuto del rito. Alla base di tutto questo e' l'idea che Shiva in quanto Signore Assoluto compenetra ogni cosa, e che concentrare la propria devozione su singole cose e' inutile.
Traduco (da una traduzione inglese dell'originale sanscrito) dei passi che ho trovato della poesia di Basavanna:
L'agnello sacrificale viene condotto alla cerimonia
e mangia la foglia verde portata come decorazione.
Non sapendo niente dell'uccisione,
vuole solo riempirsi la pancia:
nato quel giorno, per morire quel giorno.
Ma dimmi: sono sopravvissuti gli assassini,
o Signore dei fiumi che s'incontrano?
Nella casa di un bramino
dove alimentano il fuoco
come un dio
quando il fuoco impazzisce
e brucia la casa
vi gettano sopra acqua da un fossato
e la polvere dalla strada,
battendosi i petti
e gridando alla folla.
Questi uomini dimenticano il loro culto
e biasimano il loro fuoco,
o Signore dei fiumi che s'incontrano.
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Contro la venerazione delle immagini:
Come posso accettare
un dio che si scioglie
davanti al fuoco?
Come posso accettare
dei che vendete quando ne avete il bisogno,
o che seppellite per paura dei ladri?
Il Signore dei fiumi che s'incontrano,
nato da se' stesso, uno con se' stesso,
E' Lui il solo vero dio.
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Appena vedono l'acqua
vi si fiondano
Vanno attorno
ad ogni albero che vedono.
Come possono conoscerti,
o Signore,
coloro che venerano
acque che si seccano
e alberi che avvizziscono?
La pentola e' un dio. Il ventaglio
e' un dio. La pietra nella strada
e' un dio. Il pettine
e' un dio. L'arco anche
e' un dio. Il cespuglio e' un dio e
la tazza e' un dio.
Dei, dei, ce ne sono tanti -
non c'e' piu' spazio nemmeno
per un piede.
C'e' solo un dio.
Egli e' il nostro Signore
dei fiumi che s'incontrano.
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Sfama i poveri
di' il vero
costruisci fontane
per gli assetati
e riserve d'acqua per una citta' -
e allora andrai in paradiso
dopo la morte, ma non ti avvicinerai mai
alla verita' del Nostro Signore.
E l'uomo che conosce il Nostro Signore,
egli non ottiene alcun risultato.*
*il significato qui sembra essere che il puro devoto ama il Signore per se' stesso, non per ottenere un risultato.
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I ricchi
costruiranno tempii per Shiva.
E io,
pover'uomo,
che faro'?
Le mie gambe sono colonne,
il mio corpo la nicchia,
la mia testa una cupola
d'oro.
Ascolta, o Signore dei fiumi che s'incontrano,
le cose ferme in piedi cadranno,
ma cioe' che si muove sempre restera'.




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