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Lampo
Arrestato per mafia ex vicepresidente della Regione Sicilia

Arrestato a Trapani l'ex vicepresidente della Regione siciliana, Bartolo Pellegrino, 73 anni, leader del movimento politico «Nuova Sicilia» ed ex assessore regionale al Territorio e Ambiente nell'amministrazione guidata da Totò Cuffaro. Il politico è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Il gip Antonella Consiglio ha concesso gli arresti domiciliari per via dell'età dell'indagato. Secondo gli inquirenti, l'ex deputato regionale avrebbe avuto rapporti con boss mafiosi di Trapani e sarebbe stato a loro disposizione per interventi di tipo amministrativo o politico in favore degli interessi della mafia.
Il politico, sostengono gli investigatori, avrebbe inoltre concordato con i boss l'individuazione di possibili candidati a elezioni politiche, ma anche l'aggiudicazione di gare d'appalto, come quella per i lavori della funivia Trapani-Erice. La polizia ha arrestato, altresì, Francesco Nasca, 61 anni, direttore tributario dell'Agenzia del Demanio di Trapani, ex responsabile del servizio preposto alla gestione ed alla destinazione dei beni confiscati alle organizzazioni mafiose. È accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Nasca avrebbe contribuito alla realizzazione del programma di Cosa nostra, tendente ad impedire o rallentare le procedure amministrative previste dalla legge nel settore della gestione e della destinazione dei beni confiscati alle organizzazione mafiose.
Il dirigente del Demanio, per gli inquirenti, al fine di favorire il capo del mandamento mafioso di Trapani, Francesco Pace, anche lui raggiunto stamani da provvedimento cautelare, ed i suoi imprenditori di fiducia, si sarebbe adoperato per predisporre, senza averne i poteri, una relazione con la quale aveva falsamente valutato, sottostimando il valore della «Calcestruzzi Ericina», azienda confiscata al boss Vincenzo Virga, in modo da consentirne l'acquisto ad un prezzo notevolmente inferiore al suo valore reale, ad un imprenditore contiguo alla famiglia mafiosa locale, Vincenzo Mannina, arrestato stamani per associazione mafiosa. La vicenda era stata segnalata alla polizia dall'ex prefetto di Trapani, Fulvio Sodano, che è stato poi trasferito.
Le intercettazioni ambientali hanno permesso alla polizia di evidenziare rapporti fra il leader del movimento politico autonomista «Nuova Sicilia», Bartolo Pellegrino, con esponenti di Cosa nostra trapanese, tra cui Filippo Coppola, Francesco Bica e Francesco Orlando, quest'ultimo già segretario particolare del politico. Per l'accusa i continui e reiterati rapporti di Pellegrino con esponenti di vertice della cosca mafiosa trapanese, hanno permesso loro di assicurarsi il controllo di rilevanti attività imprenditoriali nel settore edilizio ed urbanistico, programmando la realizzazione di speculazione mediante il mutamento della destinazione d'uso da verde agricolo a zona edificabile di ampie aree nel quartiere Villa Rosina di Trapani, modificandone gli indici di edificabilità nel contesto del piano regolatore di Trapani. Il quadro che ne deriva è quello di un sistematico apporto di Pellegrino alle attività ed agli interessi della mafia nel settore edilizio.
L'ex vicepresidente della Regione arrestato mercoledì mattina, come sottolineano gli inquirenti, avrebbe fatto «mercimonio delle proprie funzioni di assessore», per avvantaggiare gli interessi dei mafiosi. L'ex deputato regionale avrebbe accettato, come si legge dal provvedimento cautelare, una somma di denaro da parte di Francesco Pace (al quale stamani è stato notificato in carcere il provvedimento cautelare), Antonino Birrittella (l'imprenditore arrestato per mafia due anni fa e adesso pentito) e dall'imprenditore Vito Agugliaro, la promessa di 500 euro per ciascuno degli appartamenti progettati dalla società Mediterranea Costruzioni (cui Augugliaro era interessato).
dal l'Unità