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  1. #1
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    Predefinito Lega Nord: case popolari ai vicentini

    Cerchiamo di riconoscere anche quando la Lega fa cose buone....


    La Lega scende in piazza: case popolari ai vicentini
    Oggi pomeriggio il volantinaggio contro la sentenza del Tar che ha bocciato i criteri di assegnazione

    Filippo Poletti
    --------------------------------------------------------------------------------
    Il braccio di ferro legale prosegue. E, in attesa della sentenza del Consiglio di Stato attesa per il prossimo 13 luglio, la Lega Nord ha deciso di sensibilizzare i vicentini sulla necessità di introdurre nuovi criteri per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e, in articolare, quello della residenzialità da almeno 25 anni. Oggi pomeriggio, a partire dalle ore 15 in slargo Zileri, la sezione cittadina del Carroccio distribuirà 2 mila volantini sul bando comunale delle case popolari dello scorso anno e sul ricorso fatto da Palazzo Trissino al giudice di secondo grado della giustizia amministrativa.

    LA VICENDA GIUDIZIARIA

    La vicenda - riassume l’assessore ai Servizi Sociali e ai Servizi Abitativi Patrizia Barbieri - risale allo scorso anno. Dopo l’approvazione nel 2006 del bando delle case popolari con l’indicazione della corsia di preferenza per i residenti da 25 anni, il Sindacato nazionale unitario degli inquilini e degli assegnatari (Sunia) ha presentato un ricorso al Tar. Dopo la sentenza «razzista - rimarca Alessio Sandoli, segretario cittadino del Carroccio a Vicenza - che lo scorso settembre ha dichiarato illegittimi i punteggi che premiano la residenzialità», il Comune si è rivolto al giudice d'appello, e cioè al Consiglio di Stato, che - al posto di optare per una sospensiva del bando - ha annunciato una decisione in tempi rapidi, attesa per l’estate. La Lega di Vicenza è sulle barricate. E, del resto, altro non potrebbe fare, visto e considerato che a un’ora di distanza, a Treviso, nessuno ha battuto ciglio in merito al bando di assegnazione che nel 2003 introdusse il criterio dell'anzianità di residenza. «Il bando di Vicenza - rimarca Sandoli - è identico a quello di Treviso: entrambi, infatti, prevedono la precedenza ai residenti nell’attribuzione delle case. Con il bando il Comune vicentino ha messo la parola fine a un razzismo alla rovescia che ha sempre penalizzato i cittadini della città. Di fronte alla sentenza del Tar la Lega non si è fermata e faremo di tutto per affermare i diritti dei vicentini».

    IL BANDO DI PALAZZO TRISSINO

    Al di là della vicenda giudiziaria, ciò che interessa alla Lega di Vicenza è di riportare i termini della questione alla realtà dei fatti. E i fatti sono quelli contenuti nella delibera approvata alla fine del 2006, identica a quella di Treviso del 2003. La giunta di Palazzo Trissino ha previsto, tra le condizioni di priorità per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale, che i richiedenti siano residenti nella provincia di Vicenza da almeno 25 anni alla data di scadenza del bando, che essi comprovino l’onerosità del canone d’affitto pagato e che essi percepiscano come unico reddito la pensione minima Inps.
    Nel bando di Treviso chi richiedeva una casa popolare doveva essere in possesso della «cittadinanza italiana o di uno Stato aderente all’Unione Europea». Il cittadino di altri Stati - si legge - «è ammesso se tale diritto è riconosciuto, in condizione di reciprocità da convenzioni o trattati internazionali e se è iscritto nelle apposite liste degli uffici provinciali del lavoro. Il requisito della reciprocità non è richiesto se il cittadino di altri Stati svolge o abbia svolto nell’anno precedente la data di scadenza del bando di concorso, attività lavorativa».
    Ai sensi della legge - annotava nel 2003 Treviso - «hanno diritto di accedere, in condizioni di parità con i cittadini italiani, agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, gli stranieri titolari di carta di soggiorno e gli stranieri regolarmente soggiornanti in possesso di permesso di soggiorno almeno biennale e che esercitano una regolare attività di lavoro subordinato o di lavoro autonomo». A Treviso - al pari di Vicenza - nessuno aveva escluso la possibilità di assegnazione di una casa popolare a stranieri, salvo tuttavia prevedere una corsia preferenziale per i cittadini residenti da più anni nel comune.

    LA POSIZIONE DELLA LEGA

    Il pensiero della Lega è lineare: «Secondo noi - prosegue Sandoli - la casa dev’essere data prima ai nostri anziani, a coloro che hanno lavorato una vita pagando le tasse e hanno contribuito allo sviluppo della nostra città. Per troppo tempo i nostri concittadini si sono visti scavalcati nei bandi di concorso dagli ultimi arrivati. Secondo il Sunia e la sinistra noi siamo razzisti. Secondo noi, invece, i veri razzisti sono loro: razzisti nei confronti dei vicentini». Se Vicenza è «grande - spiega Barbieri - è perché i vicentini l’hanno fatta grande. Sono loro, infatti, che hanno contribuito pagando le tasse a sostenere la costruzione delle case popolari. Il minimo che possiamo fare nei loro confronti è di prevedere un punteggio superiore. Semplicemente abbiamo voluto affermare i diritti dei vicentini, così come è stato fatto in altre città del Veneto come Treviso e Bassano del Grappa». Parla di «battaglia sacrosanta» il commissario della Lega Nord della provincia di Vicenza Giampaolo Dozzo che punta il dito contro le associazioni di categoria: «Ci sono associazioni che non fanno gli interessi dei cittadini vicentini. La mia impressione è, poi, che la giustizia amministrativa sia prevenuta e che, quindi, non abbia la giusta serenità». Si spinge più in là il senatore vicentino Stefano Stefani: «Le case popolari vanno date ai vicentini che sono nati a Vicenza. Il periodo di residenza di 25 anni è il limite minimo. Vicentino è chi è nato a Vicenza. Il mio auspicio è che il Consiglio di Stato dia ragione a Palazzo Trissino».

    I PROSSIMI PASSI DELLA GIUNTA

    L’assessore Barbieri attende la decisione del Consiglio di Stato. Il suo piano d’attacco è ben articolato: «Attualmente stiamo assegnando le case sulla base delle graduatorie del 2004, dal momento che nel 2005 non fu fatta una nuova graduatoria. Dopo la sentenza del giudice d'appello intendiamo aprire un nuovo bando, assegnando le case tenendo conto anche del criterio della residenzialità».

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  2. #2
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    Predefinito

    L’urlo di Vicenza: «Le case popolari ai residenti»


    Soffia il vento del Nord in slargo Zileri, a Vicenza. Qui la Lega ha deciso di volontinare per sostenere il diritto e la prelazione dei vicentini ad avere una casa popolare. Da mesi, infatti, l’assessore leghista ai Servizi abitativi Patrizia Barbieri lotta affinché la città del Palladio riconosca la priorità dei residenti da 25 anni nella distribuzione degli alloggi di edilizia residenziale. Contro il bando di assegnazione del 2006 pende una sentenza del Tar e, per il prossimo 13 luglio, è atteso il pronunciamento del Consiglio di Stato.
    Questa, dunque, la vicenda giudiziaria. E proprio questa è l’occasione per tastare, a suon di volantini, cosa pensa la cittadinanza. Sono il segretario cittadino del Carroccio Alessio Sandoli, l’assessore alla Cultura del comune di Zermeghedo Sibilla Paccanaro e i militanti Giuseppe Scramoncin, Luigino Bastianello e Umberto Pitton a raccogliere gli sfoghi della gente di passaggio nel centralissimo corso Palladio: «Non son mia della Lega - dice in mezzo dialetto Elsa Boaria -, però qua devo darve rason». Scuote la testa anche Maria Casarotto, 63 anni, in attesa da 8 di una casa popolare: «È troppo tempo che aspetto - si sfoga la signora - Il problema sono gli extracomunitari abusivi che hanno occupato le case del centro. Personalmente ho bisogno di un alloggio situato non in zona periferica, perché non sono autonoma e perché ho costantemente bisogno di cure mediche».
    La signora Maria racconta una storia che i vicentini conoscono bene. Chi è nato e vissuto ai piedi di Palazzo Trissino è dalla parte della Lega, anche se non vota per il Carroccio: Antonio Ceresato, ad esempio, passa davanti al gazebo della Lega e - di sua sponte - propone di dare vita «a una raccolta di firme per far sentire la voce dei vicentini. Non è giusto che chi ha sempre pagato le tasse si veda sfilare le case popolari dagli ultimi arrivati».
    Il cielo di Vicenza è coperto e, malgrado il freddo, sono più di un migliaio le persone che passano e incrociano con lo sguardo il banchetto rivestito da un telo verde del Carroccio. «Il problema - sbotta Carlo Albiero, un signore di una certa età - si pone per gli anziani. Non ci sentiamo tutelati a sufficienza: facciamo fatica a tirare alla fine del mese e, nel momento del bisogno, non sappiamo a chi rivolgerci».
    Davanti agli occhi di Albiero sventolano le bandiere della Lega Nord, della Liga Veneta, del Veneto, dei Giovani Padani. C’è anche, bene in evidenza, lo storico manifesto del Carroccio della gallina dalle uova d'oro. Nessuno, di fronte a questa immagine, ha voglia di ridere. Perché c’è poco da ridere. Vale per i vicentini più attempati così come per i giovanissimi che - come tutti i sabati dell’anno - fanno le vasche lungo corso Palladio. In tanti si fermano a chiacchierare con i militanti della Lega e, per una manciata di minuti, l’attenzione di questo 31 marzo vicentino non è puntata sulla vetrina degli abiti di Pal Zileri, di Zara o della Sisley ma sulla battaglia della Lega. È la voglia di dire, ancora una volta, che i bisogni abitativi devono essere risolti senza fare un torto ai residenti di Vicenza.
    E proprio questa giornata di volontinaggio bene fotografa la realtà di questa città. Accanto al gazebo della Lega c’è un banchetto che vende oggetti artigianali africani, dalle classiche maschere ai quadri, fino ai braccialetti e alle collanine. «Di fronte a una società che cambia - tira le somme Sandoli - vogliamo affermare un principio sacrosanto, quello cioè che chi risiede a Vicenza da 25 anni deve avere il diritto alla precedenza nell’assegnazione delle case popolari. Lo continueremo a ripetere al fianco dell’assessore Barbieri, organizzando altri volantinaggi. I cittadini di Vicenza continueranno a sentire la voce della Lega, da sempre vicina a chi ha contribuito a costruire e fare grande questa città».
    F. Pol.

  3. #3
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    Il principio è più che condivisibile.

  4. #4
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    Trieste è la città più grande del Triveneto come area urbana e quindi di case popolari ce ne sono molte. Certe più belle di quelle normali, altre casermoni poco invitanti o stamberghe vecchie di cento anni.
    Quindi quando uno fà la richiesta della casa può avere code di dieci anni e aspettare che gli vada bene.
    Il punto è che i triestini fanno la fila per anni e spesso non hanno mezza risposta, mentre se vieni dalla regggione campania entro massimo sei mesi te la becchi e pure di quelle nuove e pulite.
    Il trucco l'ho sentito spiegato con gran vanto da un napoletano al bar. Non stò scherzando.
    Giù hai la casa, ovviamente non dichiarata e sali con la famiglia presso un parente/cuggino/paesano e ti piazzi in casa sua per un pò. Lavori in nero così al comune dici "tengo famiglia non tengo manco lavoro" e ovviamente sali di graduatoria in men che non si dica. Poi chi si occupa della burocrazia che è nel 99% dei casi un paisà ti ficca pure in un condominio con altri compaesani, mica una stamberga con zingari e albanesi.
    Il triestino medio che vive nelle case popolari di rado lo vedi con tre scooter e macchinone........
    Complimenti vivissimi ancora a chi canta l'inno di Mameli qua sopra.

  5. #5
    alex79
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    Che razzisti!
    Non pensate a quei poveri spacciatori albanesi??? non gli volete concedere un tetto sulla testa???
    per fortuna ci sono i sinistroidi che pensano a loro!!!

    Una domanda: ma visto il parere favorevole all'uso delle droghe, la sinistra cura così gli stranieri perchè ha paura di perdere i loro fonitori di polvere???
    Marketing!!!!

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da alex79 Visualizza Messaggio
    Che razzisti!
    Non pensate a quei poveri spacciatori albanesi??? non gli volete concedere un tetto sulla testa???
    per fortuna ci sono i sinistroidi che pensano a loro!!!

    Una domanda: ma visto il parere favorevole all'uso delle droghe, la sinistra cura così gli stranieri perchè ha paura di perdere i loro fonitori di polvere???
    Marketing!!!!
    mica possono fare tutti come un ex-viceministro berlusconiano che si faceva portare la coca direttamente al ministero.....

 

 

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