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Discussione: Addio ai padri

  1. #1
    Giacobino 1799
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    Predefinito Addio ai padri

    I video di YouTube: giovani, scuola, valori

    Addio ai padri

    di Ernesto Galli della Loggia

    Il colloquio che segue è tratto da un filmato su YouTube, registrato con un cellulare nella classe di una scuola italiana la settimana scorsa. Un alunno di una quindicina d´anni, è vicino alla cattedra con un microfono in mano e finge un´intervista alla professoressa: Alunno:Ma lei, professoressa, ha mai provato a mettersi un dito nel culo? Professoressa (imbarazzata e sussurrando): Ma che dici, via... Alunno: Ma lei quanto guadagna? Professoressa (come sopra): Non molto di certo... Alunno: Pensa che guadagnerebbe di più facendo la puttana? Questo il brutale, e testuale, referto delle parole. Le quali obbligano a infischiarsene del moralismo e a porsi una domanda: che cosa è, che cosa bisogna pensare di un Paese dove in un´aula scolastica è possibile un simile scambio di battute?
    E dove è possibile che ciò accada senza che nelle 24 ore successive (almeno a quel che si sa) vi sia alcuna reazione significativa? A proposito di episodi di brutalità, di violenza o di rifiuto delle regole più elementari del vivere civile come questo, che si susseguono nelle nostre scuole, non è più possibile evocare la categoria onnicomprensiva di «bullismo ». Non è più possibile, cioè, rifugiarsi nella dimensione del patologico e magari pensare che l´azione di un ministro (che pure è necessaria e urgentissima: si svegli onorevole Fioroni, si svegli!) possa essere il rimedio. Certo: la scuola e l´istruzione sono coinvolte, eccome!, ma si tratta di ben altro. Si tratta nella sostanza di una frattura immensa che nella nostra società si è aperta tra le generazioni.
    Una frattura che comporta spesso l´impossibilità di trasmettere dai padri ai figli i modelli comportamentali, le gerarchie dei valori accreditati, perfino le regole della quotidianità, che i primi bene o male si credevano tenuti a osservare e che i secondi oggi, invece, neppure quasi conoscono o trattano con assoluta noncuranza. Beninteso, nell´epoca della modernità tutti i passaggi generazionali hanno registrato un problema del genere, che però oggi si presenta in modo radicale per la presenza combinata di due fenomeni inediti e dirompenti. Da un lato l´enorme innalzamento del reddito che da mezzo secolo caratterizza tutte le nostre società, e che consente oggi anche ai giovanissimi, per non dire agli adolescenti, di avere in tasca (o di poter ragionevolmente aspirare ad averlo) denaro da spendere per un ammontare finora impensabile (quanti quindicenni nel 1960 potevano avere un mezzo di locomozione proprio?).
    Dall´altro, più o meno nello stesso periodo, ha preso forma una gigantesca rivoluzione scientifico-tecnica di portata generale, sì, ma capace di irrompere in modo pervasivo nella quotidianità del privato (si pensi alla pillola, alla tv, a Internet, all´ingegneria genetica), ed è in questa nuova quotidianità-distruttiva degli antichi universi valoriali e stilistici rappresentati esemplarmente dalla scuola-che si forma la nuova soggettività giovanile, forte del suo potere d´acquisto e non più orientata a un rapporto di imitazione con il mondo adulto ma piuttosto in arrogante, spesso aggressiva e violenta, contrapposizione a esso. Il cui simbolo è non a caso il cellulare.
    E´ accaduto, insomma, che nel tardo XX secolo i giovani siano divenuti i fruitori/apostoli di tutte le maggiori novità tecnico- scientifiche e in genere della massiccia innovazione sociale, acquisendone per riverbero il prestigio e un profondo sentimento di autonomia. I padri, invece, sono andati inevitabilmente perdendo, di pari pari passo, il senso culturale del proprio ruolo e dei valori ricevuti e la sicurezza in se stessi. Tutto ciò è specialmente vero per l´Italia perché in Italia la cultura dei padri era particolarmente fragile. Priva di forti modelli tradizional-borghesi, influenzata profondamente dall´incerto permissivismo sessantottesco e dai luoghi comuni culturali del politicamente corretto, essa si è trovata in una situazione di totale debolezza davanti all´irruzione dei processi di autonomizzazione della soggettività giovanile.
    Non solo. Da noi era specialmente debole proprio l´istituzione deputata in primis a fare i conti con quella soggettività: la scuola. Cosa poteva mai opporre alla straordinaria sfida dell´epoca la povera scuola italiana, che arrivava all´appuntamento dominata dai sindacati, gestita da una lobby di pedagogisti di regime e guidata da politici paurosi, interessati solo alla carriera?

    02 aprile 2007

    da www.corriere.it

  2. #2
    Mi perdoni?
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    Citazione Originariamente Scritto da patatrac Visualizza Messaggio
    I video di YouTube: giovani, scuola, valori

    Addio ai padri

    di Ernesto Galli della Loggia

    [CUT]
    Se Galli Della Loggia avesse affermato che questa società ha creato un aumento di padri incapaci avrebbe avuto un senso.

    Invece afferma una perdità di ruolo e autorità dei padri come se per risolvere il problema si dovesse tornare al patriarcato.

  3. #3
    Super Troll
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    che nesso può esistere tra l'uso costante di strumenti tecnologici avveniristici e la mancanza di rispetto o meglio la forse eccesiva confidfenza tra e
    insegnanti e alunni??
    la frase anche se troppo confidenziale poteva però offrire spunto per parlare dei cosiddetti valori..........ma di che valori potrebbe parlare la nostra povera professoressa se la mancanza di rispetto i ragazzi la hanno imparata dalle leggi ad personam e dai condannati in via definitiva che ciononostante siedono in parlamento....... la hanno imparata dal nostro ratzy che nonostante sia stato incriminato in usa per aver coperto dei pedofili è stato eletto persino papa.........????
    e sono solo pochi esempi di ciò che la smodata sete di potere le nostre classi dirigenti insegnano ai ragazzi.......dimostrandosi poco rispettose dei cosiddetti valori.........
    un tempo era solo l'obbedienza che aveva smesso di essere un valore.......... ora è il rispetto...........ed è perchè le nostre classi dirigenti hanno smesso di meritarlo questo rispetto che ora si sono rinchiuse nelle loro torri d'avorio e riescono a governare solo con i soprusi, il consenso mercenario, e nascondendosi dietro le scorte.,
    e i poveri padri in questo mare magnum di sconcezze che valori possono insegnare ???
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da cciappas Visualizza Messaggio
    che nesso può esistere tra l'uso costante di strumenti tecnologici avveniristici e la mancanza di rispetto o meglio la forse eccesiva confidfenza tra e
    insegnanti e alunni??
    la frase anche se troppo confidenziale poteva però offrire spunto per parlare dei cosiddetti valori..........ma di che valori potrebbe parlare la nostra povera professoressa se la mancanza di rispetto i ragazzi la hanno imparata dalle leggi ad personam e dai condannati in via definitiva che ciononostante siedono in parlamento....... la hanno imparata dal nostro ratzy che nonostante sia stato incriminato in usa per aver coperto dei pedofili è stato eletto persino papa.........????
    e sono solo pochi esempi di ciò che la smodata sete di potere le nostre classi dirigenti insegnano ai ragazzi.......dimostrandosi poco rispettose dei cosiddetti valori.........
    un tempo era solo l'obbedienza che aveva smesso di essere un valore.......... ora è il rispetto...........ed è perchè le nostre classi dirigenti hanno smesso di meritarlo questo rispetto che ora si sono rinchiuse nelle loro torri d'avorio e riescono a governare solo con i soprusi, il consenso mercenario, e nascondendosi dietro le scorte.,
    e i poveri padri in questo mare magnum di sconcezze che valori possono insegnare ???
    Nella scuola dove lavoro io (un liceo scientifico di una piccola provincia) gli alunni all'entrata dell'insegnante si alzano in piedi (non con tutti, ma, se un insegnante lo ritiene opportuno e lo richiede, lo fanno).
    Questo solo per chiarire che il rispetto RECIPROCO non manca, non che l'alzarsi sia fondamentale.
    E se uno si azzardasse a dire una cosa simile a quella detta alla prof. del post iniziale verrebbe sicuramente sospeso.
    Certo le cose sono cambiate da quando ero studente io. Ad esempio non è più possibile che si facciano due compiti in classe nello stesso giorno (ci sarebbe una rivolta popolare) e le decisioni del docente devono sempre essere adeguatamente motivate agli studenti (ma questo non mi sembra un male, anzi).
    Infine faccio notare che anche questi studenti vedono la televisione e quindi non penso che il problema sia tanto quello che succede a livello nazionale, come mi pare tu voglia sostenere, il problema è "più vicino" agli studenti.

  5. #5
    Super Troll
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    penso anche io che chi sa farsi rispettare viene rispettato....... rimane il fatto che ora tra giornali , televisioni e internet tutti sanno............ quali re sono nudi e quanti sono nudi
    visto che di vestito non c'è rimasto nessuno è assurdo pretendere comportamenti del tempo in cui ........ si legavano i cani con le salsiccie con la sicurezza che questi non se le sarebbero mangiate.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  6. #6
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    Siamo sicuri che sia vera questa storia? A me pare assurda.

  7. #7
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    E' tutta colpa del telefonino...e della profonda maleducazione dei genitori di questi ragazzi! E' una generazione persa ormai...
    Pensiamo ad educare la prossima!
    Ed invece di leggere playboy in classe, che ricominciassero a leggere le mie Iliade e Odissea.
    Vagabondi...!

  8. #8
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    Qui ci vuole lo scudiscio!

    Sì, ma ai genitori!

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da odysseus Visualizza Messaggio
    E' tutta colpa del telefonino...e della profonda maleducazione dei genitori di questi ragazzi! E' una generazione persa ormai...
    Pensiamo ad educare la prossima!
    Ed invece di leggere playboy in classe, che ricominciassero a leggere le mie Iliade e Odissea.
    Vagabondi...!

    E' colpa della maleducazione e ineducazione dei genitori.Non del telefonino che se usato correttamente (avendo educato tuoi figli ad usarlo nel miglior dei modi)non reca danno a nessuno.

  10. #10
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    è colpa dell'impunità imperante, dell'intrallazismo di stampo democristiano, dell'ozio pubblico e del vecchiume cattolico. molti padri sono stati abituati alla vita facile e alla pagnotta a buon mercato in cambio di quattro leccate al buffone di turno. gente così ai figli può solo trasmettere la facilità di violazione delle leggi e il sopruso contro i meritevoli. il danno è perciò sociale e non dei singoli genitori, anime ormai affrante. fateci caso: i violenti sono in genere figli dei più poveri mentre i bulli come quelli descritti sopra sono in genere figli di gente "per bene", gente spesso arruolata nel settore pubblico.

 

 
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