
Originariamente Scritto da
Marcu
Nel mezzo dei miei studi sto ritrovando dei costumi politici e amministrativi molto "attuali", molto alla moda aggiungerei...
Parla Gaio Gracco Governatore della Sardegna dal 126 al 124 a.C.
<<Io mi sono comportato in Sardegna come pensavo che sarebbe stato vantaggioso per voi (parla al senato, quindi presumibilmente al popolo romano..) e non come credevo che sarebbe stato utile per i miei progetti. Presso di me non vi fu alcuna taverna, né stavano ad attendermi schiavi di segnalata bellezza ed al mio tavolo i vostri figli furono trattati con maggior contegno che presso il quartier generale. Mi sono comportato nella provincia in modo che nessuno potesse affermare che io avessi ricevuto in dono un solo asse o più, oppure che qualcuno potesse fare spese a mio nome. Ho passato due anni pieni nella provincia; se qualche prostituta è entrata in casa mia o il piccolo schiavo di qualcuno è stato insidiato per colpa mia consideratemi il più vile e malvagio di tutta l'umanità, essendomi comportato così onestamente con gli schiavi dei provinciali, potrete dedurre in che modo io ho vissuto con i vostri figli>>
<< Pertanto, o cittadini, io ho riportato nella provincia, vuote, quelle borse che erano piene di denaro alla mia partenza da roma, mentre altri avevano portato con sé anfore piene di vino, quelle stesse che, rientrando, avrebbero riportato piene di denaro>>
Poverino questo almeno provava a non rubare, visto che rubava già abbastanza in nome del popolo romano, e a mio avviso tenta di distinguersi da un modo di fare ormai generalizzatosi e cioè quello di andare in provincia letteralmente "a si spassiai"...
Per non parlare dell'orazione di Cicerone del processo contro Scauro, in cui il celeberrimo oratore romano nella difesa di Scauro accusato di concussione nel periodo di gestione amministrativa della sardegna; afferma che i Sardi erano discendenti dei cartaginesi, con commistione di sangue africano, e di essere stati relegati nell'isola; per cui se nessuna credibilità poteva essere fatta ai Punici, noti per le loro astuzie e le loro falsità, che fede poteva essere data ai Sardi che di questi avevano ereditato le doti peggiori? Vi era si qualche Sardo che faceva eccezione, ma erano proprio le poche eccezioni che potevano citarsi a confermare la regola.
Scauro fu assolto con 62 voti a favore e soli 8 contrari, e addirittura citò in giudizio il difensore dei Sardi Triario per calunnia, che comunque non fu condannato.
Triario si prese invece una bella rivincita poco tempo dopo in un processo contro Scauro per corruzione (x fatti romani però), che andò in esilio, penso dorato naturalmente, come fu quello dell'altro governatore Albucio che venne condannato anch'esso per concussione in seguito alla solita gestione finanziaria "larga" della Sardegna, il quale passò il suo esilio agiato ad atene...
Albucio, per citare un abitudine nostrana, riuscì in un primo momento a cambiare il giudice del processo, spingendo perchè fosse un altro più vicino ai suoi intrallazzi...
Anche questa la causa delle continue rivolte interne e della mai domata rivolta dei Sardi, i continui tributi e le estorsioni in maniera più esagerata del "dovuto" delle decime di grano che in certi anni sono addirittura arrivate a tre; quella del tributo normale, il "frumentum imperatum" (una vendita a prezzo bassissimo insomma fatta in certi anni di necessità soprattutto belliche) e la terza decima personale del governatore che usava per pagare i suoi debiti magari contratti in operazioni fatte in altri posti di roma o magari da utilizzare per commercio o uso personale, insomma..aggiunto a tutto questo c'era lo "stipendium" un tributo fisso applicato in sardegna per la sua particolare irrequietezza da versare a roma ogni anno sempre uguale, non in proporzione al raccolto o alla ricchezza dell'anno, sempre uguale...
Ladri e sfruttatori erano, non maestri di civiltà, ladri...solo ladri...