
Originariamente Scritto da
Mitteleuropeo
E' tipico della mentalità buonista itagliana opporsi alla pena di morte inflitta dallo Stato (che l' itaglia dentro di sè sa essere corrotto e debole), preferendo i criminali in libertà. Magari i criminali stanno in posti di riguardo come senatori...
Io sono contrario a queste forme di buonismo: se uno è riconosciuto colpevole di certi delitti senza ombra di dubbio (questa è la questione principale), allora è molto meglio giustiziarlo subito, in modo sicuro ed indolore (= sotto anestesia generale profonda).
In USA è una barbarie far attendere decine d' anni i condannati nel braccio della morte. Anche se alla fine li graziano, ne escono delle larve umane. Non ha nemmeno senso liberare un pluriomicida dopo 10 anni per "buone condotta" o cazzate simili: se uno sta 10 anni in galera e non può lavorare, quando esce sarà un disadattato, avrà perso la famiglia, vibrà di espedienti, continuerà a delinquere.
Altro il discorso, nel momento in cui si fosse stabilita un' economia di tipo socialista vecchio stampo (v. Lafontaine e Royal), in cui lo Stato si farebbe carico di dare obbligatoriamente un posto di lavoro agli ex-detenuti, ma abbiamo bisogno di un cambio di mentalità.
In ogni caso, so di essere cinico, una condanna a morte dovrebbe poter essere evitata nel caso che il condannato paghi una somma corrispondente a tutto il suo patrimonio ai parenti dei danneggiati e, oltre limiti ragionevoli, alla Croce Rossa. Sarebbe povero, obbligato a mettersi sul mercato del lavoro, ma avrebbe reso giustizia ai danneggiati e contribuito ad una causa sacrosanta.
Non vorrei dimenticare che in ogni caso è necessario distinguere tra l' omicidio semplice e quello plurimo/strage: se non si distingue, per l' assassino semplice non c'è alcun freno ad uccidere ostaggi, passanti e poliziotti. Quindi la pena dovrebbe essere commisurata al numero di persone uccise.