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  1. #1
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    Predefinito L'Ayatollah Khamenei spara a zero sugli USA

    L'Ayatollah Khamenei spara a zero sugli USA
    Durante un discorso alla nazione trasmesso ieri in diretta dalla TV iraniana in occasione dell'anniversario della nascita del profeta Maometto, la Guida Suprema della Repubblica isamica dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, ha dichiarato che la politica americana in Medio Oriente e' stata sconfitta su tutta la linea. "I piani in Medio Oriente delle arroganti nazioni con gli Stati Uniti in testa sono falliti, e questo e' evidente soprattutto in Palestina, Iraq e Libano".

    L'Ayatollah Khamenei ha inoltre esortato i musulmani di tutto il mondo a contrapporsi alle "nazioni arroganti" che cercano in tutti i modi di seminare discordia di carattere etnica e religiosa tra i seguaci dell'Islam. "I governi dei paesi islamici dovranno avvicinarsi ancor di piu' l'un con l'altro appoggiandosi sui propri popoli e sulla propria forza al fine di diventare ancora piu' forti", ha dichiarato l'Ayatollah in diretta TV.

    Secondo quanto inoltre dichiarato dalla Guida Suprema iraniana, nonostante le "trame ed i complotti" ai quali e' ormai da decenni soggetto l'Iran, la Repubblica islamica diventa sempre piu' forte col passare dei giorni.

    Ricordiamo che le esortazioni da parte del leader spirituale iraniano nei confronti del mondo islamico a raccogliersi attorno a Teheran erano risuonate subito dopo che il presidente iraniano Ahmadinejad, con una decisione definita' "di buona volonta'", aveva liberato i 15 marinai britannici catturati nelle acque territoriali iraniane.

  2. #2
    Mujâhid_Jihâd
    Ospite

    Predefinito Baghdad, Kabul, Mogadiscio, la guerra è contro i sunniti

    Khamenei può dire quello che vuole ma l'Iran appoggia i partiti sciiti che in Iraq, attraverso le proprie milizie, massacrano chiunque si oppone al governo e all'occupazione, oltrecché i sunniti nel quadro di una feroce pulizia confessionale. Tehran riconosce e collabora con al Maliki in Iraq e Karzai in Afghanistan. Contano i fatti non le chiacchiere. E' uno spettacolo orchestrato quello della "crisi iraniana", gli americani hanno bisogno dell'Iran per "stabilizzare" l'Iraq (e l'Afghanistan) dove la Resistenza è tutto fuorché debellata, nonostante l'azione cruenta dalla milizia Badr e dei clan "sunniti" apostati collaborazionisti, un attacco all'Iran ora come ora sarebbe un suicidio, la guerra ebraico-americana è contro il mondo sunnita da Baghdad a Kabul fino a Mogadiscio. Se c'è un Islam che combatte REALMENTE e non a parole il mondialismo è proprio quello sunnita che ha scelto, dai moderati ai più estremisti, la via della RESISTENZA:


    Iraq, religiosi sunniti riaffermano sostegno alla "resistenza legittima"

    Amman, 6 aprile 2007 – Circa 200 esponenti religiosi sunniti di spicco hanno concluso la loro conferenza annuale affermando il loro sostegno alla "resistenza'" come uno dei mezzi legittimi che dovrebbero essere adottati per porre fine all'occupazione guidata dagli Usa in Iraq.
    Lo si apprende dal comunicato finale della conferenza, diffuso oggi al termine dei lavori dell'incontro, che ha avuto una durata di due giorni.
    "La conferenza sottolinea la necessità di lavorare con tutti i mezzi, compresa la resistenza legittima, per cacciare le forze dell'invasione e garantire la stesura di un calendario per il loro ritiro", si legge nel comunicato.
    L'incontro, che si è tenuto fuori dall'Iraq, nella capitale giordana, per ragioni di sicurezza, ha chiesto inoltre "la liberazione di tutti i detenuti in custodia del governo e delle forze di occupazione come gesto di buona fede nei confronti della riconciliazione e della costruzione di un nuovo Iraq".
    La conferenza era stata organizzata dal Consiglio sunnita per gli affari religiosi, o Waqf, una organizzazione che raggruppa tutti i maggiori esponenti religiosi sunniti iracheni, creata poco dopo l'invasione Usa del 2003, quando il Ministero per gli affari religiosi venne sciolto e sostituito da organismi diversi per gli sciiti, i sunniti, e altre religioni.
    I partecipanti alla riunione hanno inoltre chiesto l'eliminazione di tutte le forme di "conflitto etnico e confessionale" e hanno denunciato "tutte le pratiche disumane compresi i sequestri, gli omicidi, le detenzioni, le migrazioni forzate, e le aggressioni contro i luoghi di culto".
    A tal proposito, i leader sunniti hanno lamentato la distruzione o la confisca di almeno 250 moschee da parte delle milizie sciite sostenute dall'Iran e affiliate al governo iracheno.
    I partecipanti all'incontro hanno poi chiesto la convocazione di una "conferenza allargata a tutti gli esponenti religiosi iracheni", che comprenda anche gli sciiti, al fine di "fermare lo spargimento di sangue" in Iraq, e di rivitalizzare il "Documento della Mecca", concordato lo scorso anno da leader religiosi sia sunniti che sciiti per porre fine alla violenza confessionale.

    Fonte: Deutsche Presse-Agentur

  3. #3
    Mujâhid_Jihâd
    Ospite

    Invasione dell'Iraq, baluardo contro Israele (e il safavidi)..

    Va detto che durante la "guerra del Golfo", dopo il tradimento definitivo di re Fahd all'Islam, Abdul Majid Zindani, un capo dei Fratelli Musulmani che aveva clamorosamente rotto coi sauditi e si era schierato al fianco di Saddam Husayn, che indubbiamente per trent'anni è stato un coerente antisionista e un baluardo arabo-sunnita contro l'avversione safavide-rafidita (e molti si rendono conto solo ora che era il male minore rispetto ai massacratori di credenti irano-sciiti). Anche il FIS algerino si schierò in quell'occasione con l'Iraq; secondo quanto scriverà in un editoriale l'organo del Fronte Islamico della Salvezza algerino, è dovere religioso dei Credenti «preservare il potenziale iracheno, anzi, operare senza complessi e senza egoismi criminali per rafforzarlo, incrementarlo, svilupparlo e renderne partecipi gli altri popoli dell'Islam (...) Ogni azione in senso contrario è puro e semplice tradimento ai danni della Nazione Islamica in generale, della Palestina e della città santa di Gerusalemme in particolare». La guerra del Golfo, secondo il FIS, era perciò una «guerra di civiltà» e costituiva una «questione di esistenza o inesistenza della Nazione Islamica». Lo stesso discorso non può che valere per l'ultima invasione dell'Iraq, il governo di Saddam Husayn è stato colpito nel quadro della guerra ebraico-americana contro il mondo Islamico; anche se il suo regime era di tipo pan-arabo la guerra è servita comunque ad attaccare il cuore del Dar al Islam; infatti , se è vero e incontestabile che l'ordinamento politico iracheno non era basato sui princìpi contenuti nel Corano e nell'esempio normativo (Sunnah) di Muhammad, pbsl, è altrettanto vero e incontestabile che il popolo iracheno è un popolo musulmano , parte integrante della "Nazione Islamica" (Ummah ), e che il potenziale industriale, tecnologico e militare dell'Iraq era patrimonio di quest'ultima . Ed è appunto in considerazione di questo , che gli Stati Uniti hanno deciso di invadere l'Iraq. L'Iran e gli sciiti filo-iraniani, appoggiando l'invasione e l'occupazione dell'Iraq, hanno perciò tradito la Nazione e la Causa Islamica.

  4. #4
    legione muti
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Mujahid_Jihâd Visualizza Messaggio
    Va detto che durante la "guerra del Golfo", dopo il tradimento definitivo di re Fahd all'Islam, Abdul Majid Zindani, un capo dei Fratelli Musulmani che aveva clamorosamente rotto coi sauditi e si era schierato al fianco di Saddam Husayn, che indubbiamente per trent'anni è stato un coerente antisionista e un baluardo arabo-sunnita contro l'avversione safavide-rafidita (e molti si rendono conto solo ora che era il male minore rispetto ai massacratori di credenti irano-sciiti). Anche il FIS algerino si schierò in quell'occasione con l'Iraq; secondo quanto scriverà in un editoriale l'organo del Fronte Islamico della Salvezza algerino, è dovere religioso dei Credenti «preservare il potenziale iracheno, anzi, operare senza complessi e senza egoismi criminali per rafforzarlo, incrementarlo, svilupparlo e renderne partecipi gli altri popoli dell'Islam (...) Ogni azione in senso contrario è puro e semplice tradimento ai danni della Nazione Islamica in generale, della Palestina e della città santa di Gerusalemme in particolare». La guerra del Golfo, secondo il FIS, era perciò una «guerra di civiltà» e costituiva una «questione di esistenza o inesistenza della Nazione Islamica». Lo stesso discorso non può che valere per l'ultima invasione dell'Iraq, il governo di Saddam Husayn è stato colpito nel quadro della guerra ebraico-americana contro il mondo Islamico; anche se il suo regime era di tipo pan-arabo la guerra è servita comunque ad attaccare il cuore del Dar al Islam; infatti , se è vero e incontestabile che l'ordinamento politico iracheno non era basato sui princìpi contenuti nel Corano e nell'esempio normativo (Sunnah) di Muhammad, pbsl, è altrettanto vero e incontestabile che il popolo iracheno è un popolo musulmano , parte integrante della "Nazione Islamica" (Ummah ), e che il potenziale industriale, tecnologico e militare dell'Iraq era patrimonio di quest'ultima . Ed è appunto in considerazione di questo , che gli Stati Uniti hanno deciso di invadere l'Iraq. L'Iran e gli sciiti filo-iraniani, appoggiando l'invasione e l'occupazione dell'Iraq, hanno perciò tradito la Nazione e la Causa Islamica.

    Vero

 

 

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