
Originariamente Scritto da
stuart mill
La grande impostura dei Verdi, i re del cache-sexe
In Francia e in Germania i Verdi, paradosso degli ecologisti politici, fanno solo politica, non si
occupano di ecologia. Invano cerchereste nei loro programmi vere proposte ecologiche, come
l'organizzazione su scala continentale del trasporto dei camion sui treni liberando le autostrade o la
fabbricazione di veicoli non inquinanti (GPL, elettrici, ecc.) oppure la lotta contro l'urbanizzazione
selvaggia in zone naturalistiche, contro gli spurghi animali che provocano l'inquinamento delle falde
freatiche, contro il saccheggio delle risorse ittiche nelle grandi piattaforme continentali, contro gli
additivi chimici nell'industria alimentare, contro l'uso eccessivo di insetticidi e pesticidi, ecc. Ogni
volta che ho ricordato questi problemi parlando con un rappresentante dei Verdi ne ho tratto la
sconcertante impressione che non lo interessassero veramente e che non li avesse mai studiati.
Un giorno Brice Lalande mi confessò discretamente che il vero obiettivo dei Verdi era il
nucleare, demonizzato come in un rito magico ed assimilato alla "bomba atomica". Ma la chiusura di
tutte le centrali nucleari comporta la riattivazione delle centrali a gasolio e a carbone ben più inquinanti
e pericolose. La lotta anti-nucleare è quindi una lotta anti-ecologica. I Verdi che si battono fiaccamente
contro le maree nere e le emissioni di biossido di carbonio, sono pronti a strepitare quando si verifica il
più piccolo incidente privo di conseguenze in una centrale nucleare. Un fatto è certo, i Verdi non osano
attaccare la lobby petrolifera mondiale che certamente non lesina quattrini perché sia intensificata la
lotta contro il nucleare, mentre per i nostri ecologisti della domenica la lobby nucleare nazionale è un
nemico molto più facile.
Una fonte di energia che non inquini non esiste, quella nucleare è la meno sporca tra tutte le
fonti utilizzabili industrialmente. È incredibile pensare che i Verdi giungano al punto, come accade in
Svezia, di voler sostituire l'energia nucleare con quelle fossili. Le cinque fonti di energia poco
inquinanti e alternative (geotermica, solare, eolica, delle maree, idraulica) non sono tecnicamente in
grado di fornire la quantità di megawatt necessaria per un paese industriale.
Anche i Verdi, come l'estrema sinistra sul terreno economico e sociale, si rivelano capaci
soltanto di criticare e demolire. Dalle loro file non è mai giunto nessuno studio e nessuna seria proposta
per aumentare il rendimento delle fonti di energia pulita prima ricordate o immaginarne altre. Per
esempio decentrare la produzione di elettricità installando sui fiumi delle dinamo, sorta di versione
contemporanea dei vecchi mulini ad acqua, o costruire lungo le coste ventose piattaforme eoliche
utilizzando il progetto di una società fiammingo-olandese.
Se guardiamo le misure prese dai Verdi una volta giunti al potere, c'è da sbellicarsi dalle risa,
basti pensare che madame Voynet ha ottenuto che venisse annullata la costruzione del canale Reno-
Rodano, aumentando così il traffico merci su strada tra il mare del Nord e il Mediterraneo, che
diventerà ancora più caotico, più costoso e più inquinante.
Ai Verdi in realtà l'ecologia non interessa affatto, è un semplice pretesto. La prova: in Germania
e in Francia si sbracciano per difendere la naturalizzazione e la regolarizzazione degli immigrati
clandestini, per impedire le espulsioni legali, ecc. ma fanno ben poco per difendere la causa ecologica.
L'ecologia è il cache-sexe del goscismo.
L'ecologia politica, come abbiamo visto in occasione delle campagne di Greenpeace, non è altro
che un gigantesco inganno. Si tratta di uno degli innumerevoli travestimenti, al pari delle
organizzazioni assistenziali, umanitarie o culturali, di cui si serve l'estrema sinistra per muovere le sue
pedine e nascondere la totale assenza di ogni progetto socioeconomico alternativo.