Ogni anno ognuno di noi produce più di 500 chili di spazzatura a testa. Cosa succederebbe se tutto questo materiale fosse utilizzato per…costruire case? Questa è esattamente la domanda che si è posto John Forth, ingegnere civile all’università di Leeds.
“Bitublock” è infatti il nome con cui ha battezzato la sua invenzione, un materiale edile realizzato interamente con vetro riciclato, avanzi di metalli, liquami, ceneri e polveri di carburante provenienti dagli scarti delle centrali energetiche. Secondo l’esperto, questo materiale potrebbe rivoluzionare l’industria edile, provvedendo alla sostituzione annuale di 350 milioni di blocchi di calcestruzzo nel Regno Unito.
“Il bitublock - spiega Forth - usa al 100 per cento materiale di scarto e il suo impiego per costruire gli edifici richiede molta meno energia rispetto a quella necessaria con i tradizionali blocchi di calcestruzzo. Inoltre è sei volte più resistente”. L’”ingrediente segreto” è il bitume, un materiale particolarmente appiccicoso che funge da collante per compattare tutte le componenti del bitublock in un unico blocco omogeneo.
Il progetto, finanziato dall’Engineering and Physical Sciences Research Council, potrebbe andare sul mercato nell’arco di tre o cinque anni.




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