Risultati da 1 a 6 di 6
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    Predefinito Conferenza Internazionale: "Con la Resistenza per una pace giusta in Medio Oriente"

    Chianciano Terme (SI)
    Sabato 24 e domenica 25 marzo 2007
    Conferenza internazionale
    Come in un ritorno al passato coloniale, le cartine del Medio Oriente sono sempre più segnate dai colori delle truppe di occupazione. Truppe di vari paesi, con o senza mandato Onu, ma sempre rispondenti ad un unico disegno: quello del cosiddetto “Nuovo Medio Oriente” progettato da Washington in stretta alleanza con Israele.
    Diversi sono stati i pretesti per giustificare l’invasione dell’Iraq, per portare avanti il massacro del popolo palestinese, per aggredire il Libano. Ma tutte queste azioni hanno in comune la volontà di dominare l’intera regione, di depredarla delle sue ricchezze, di impedirne ogni sviluppo autonomo, di soggiogare i popoli negandogli ogni diritto, di affermare quella occidentale come l’unica civiltà degna di esistere alla quale uniformarsi con le buone o le cattive.

    L’interminabile scia di sangue lasciata dalle guerre americane e israeliane, l’uso sistematico della tortura sui prigionieri, i bombardamenti indiscriminati sulla popolazione civile, l’uso di armi di distruzione di massa (come dimostrato a Falluja), ci annunciano un futuro di guerra e di oppressione che nessun essere umano può accettare.
    Fortunatamente, a questa prospettiva si sono opposti importanti movimenti di resistenza che hanno frenato l’offensiva imperialista, l’hanno costretta ad impantanarsi (come in Iraq), hanno reagito politicamente con forza (come nella Palestina assediata), hanno respinto con successo le aggressioni militari (come in Libano).

    E’ grazie a questi movimenti di resistenza se oggi c’è ancora una speranza di fermare la macchina da “guerra di civiltà”, messa in moto dagli USA con il concorso – a vari livelli – di Israele e degli alleati della Nato.
    Ma la propaganda occidentale, che chiama la guerra pace, definisce ogni resistente “terrorista”, così come quella nazista chiamava i partigiani “banditen”.
    E’ grave ed intollerabile che alle forze di liberazione continui ad essere negata la legittimazione politica internazionale che gli spetta.
    Già nel 2005 il governo italiano impedì lo svolgimento della Conferenza Internazionale, prevista a Chianciano, negando i visti agli esponenti iracheni, compreso Haj Ali, il prigioniero simbolo dei torturati di Abu Ghraib.

    Ma solo il dialogo ed il confronto possono sconfiggere la logica della “guerra di civiltà”. Ogni prospettiva di pace giusta deve dunque fondarsi sul confronto, sull’ascolto e sul riconoscimento delle ragioni della resistenza. Questo richiede l’affermazione del diritto democratico alla libera espressione che finora è stato negato in nome della “guerra al terrorismo”.
    E’ giunto il momento di lottare per il pieno riconoscimento politico della Resistenza irachena come di quella libanese. E’ giunto il momento di dare più forza al sostegno alla causa palestinese, per la fine dell’occupazione sionista, per la sconfitta del colonialismo israeliano che è l’alleato più sicuro ed aggressivo (oltre che dotato di un enorme arsenale atomico, nella complice indifferenza di un Occidente che continua ad usare due pesi e due misure) nella “guerra infinita” che gli Stati Uniti combattono in Medio Oriente

    Noi sottoscritti, anche sulla base del rinnovato interesse espresso da diversi settori delle Resistenze irachena, libanese e palestinese, riconvochiamo dunque la conferenza internazionale, che si terrà il 24 e 25 marzo 2007 a Chianciano Terme, in Italia.
    La Conferenza ha lo scopo di rilanciare il movimento contro la guerra, affermare un’idea di pace fondata sull’autodeterminazione ed i diritti dei popoli, rivendicare il ritiro immediato di tutte le truppe di occupazione, sostenere politicamente chi si batte per liberare il proprio paese dagli occupanti.
    Sostegno e riconoscimento politico della Resistenza!
    Fine dell’embargo affamatorio e pieno riconoscimento del governo palestinese!
    Per l’unità di tutte le forze che si battono contro l’occupazione e per un Iraq libero ed unito!
    Via tutte le truppe straniere dal Libano!
    Contro l’egemonia statunitense ed israeliana in Medio Oriente, per la vittoria del popolo arabo!
    Uniamo le voci del Movimento e della Resistenza nella lotta di liberazione dalla guerra e dall’oppressione imperialista!
    FIRMATARI APPELLO - ITALIA
    Comitati Iraq Libero - Laboratorio Marxista, zona apuo-versiliese - Utopia Rossa - Soccorso Popolare, Padova - Campo Antimperialista Italia - L.u.p.o. (Lotta di Unità Proletaria), Osimo (AN) - Circolo Iskra, Viareggio – Carc - Legittima Difesa - Collettivo Iqbal Masih, Lecce - Cspal (Comitato di Solidarietà con i Popoli dell’America Latina) - Rivista Eretica - Terra e Liberazione, Sicilia - Utopia Concreta, Brescia - Primomaggio (Foglio di collegamento tra lavoratori precari e disoccupati della zona apuo-versiliese) - Movimento costitutivo Partito Comunista dei lavoratori, comitato prov.le Lecce - Centro Culturale Italo-Arabo, Torino - Asp, Associazione Solidarietà Proletaria - Associazione I Maggio, Veneto - Cpu (Collettivo Politico Universitario – Scienze Politiche, Milano) - Gruppo promotore per un Coordinamento Antimperialista Antifascista dell’Alto Vicentino - Centro Culturale e di Documentazione Bertolt Brecht, Schio (VI) - Rivista Comunità e Resistenza – Costanzo Preve, studioso di filosofia, Torino
    ADESIONI INTERNAZIONALI
    Free Iraq Committee Germany - Free Iraq Committee Norway - Free Iraq Committee Malmö Sweden -Iraqi Communist Party (al Kader) - Dr. Hisham Bustani, Anti-Normalization Movement, Jordan - Democratic Patriot Communist Current Iraq - Anti-imperialist Camp - Hungarian Left Front - Iraqi Patriotic Alliance - Free Thought Association Özgür-Der Turkey - Arab Palestine Club Vienna, Austria - Resistant Arab People's Alliance - RAD-ATTAC, Tunisia -Communist Youth Union (KSM), Czech Republic - Communist Initiative (KI), Austria - KKE-ml, Greece - Klaus von Raussendorff, Vereinigung für Internationale Solidarität (VIS) e.V., Germany - Klaus Hartmann, Bundesvorsitzender des Deutschen Freidenker-Verbandes, Germany - Human Dignity and Rights HDR, Duisburg, Germany- Initiativ e.V. Duisburg, Germany - Left Radicals of Afghanistan - Popular Front for the Liberation of Palestine (PFLP) - Wilfred Dcosta, general secretary, Indian social action forum (INSAF)- Attac Mazowsze, Poland - Tunisian institute of the international relations, Paris - Loyalty to Man and Earth movement, Lebanon / Palestine - Irish Unity Committee, Huston, Texas, USA - Redaktion www.kommunisten-online.de - DKP (German Communist Party) Hoyerswerda/Sachsen - Daily Paper Arbejderen, Denmark - Communist Youth Austria (KJÖ) - Solidarity Commitee with Palestine Graz, Austria - Communist Workers-Peasant Party, Pakistan - Fatma Salah Uthman (spokeswoman) Makhmour Organization for Human Rights and Social Questions, Baghdad/Iraq - Communist Party of Iraq – People’s Union - Loyalty to Men and Earth, Lebanon - Irish Political Status Committee (IPSC), London - People United Bangladesh - Communist Party of Peru /ML - Benjamin Merhav, Melbourne, Australia - Communist Workers Peasants Party Pakistan - Hana Al Bayaty - member of the Brussells Tribunal Executive Committee France/Iraq - Harsh Thakor, Mumbai, India - Albayaty Abdul Ilah, Iraq/France - Antiwar Network Egypt - Farman Ali, Islamabad Pakistan - Antiglobalist Resistance, Moscow - John Catalinotto – International Action Centre, Usa
    Dare la propria adesione alla Conferenza è un modo concreto per sostenere la battaglia contro l’imperialismo, le sue guerre e le sue occupazioni. Un modo per affermare un’idea di pace basata sull’autodeterminazione ed i diritti dei popoli.
    Per aderire scrivere a iraq.libero@alice.it

    Ho segnato in neretto la rivista di noi Comunisti Nazionalitari.
    Spero che alcuni di voi aderiranno.

    A luta continua

  2. #2
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    Predefinito Ecco la lista dei relatori che interverranno

    la lista dei relatori provenienti dal Medio Oriente che interverranno a Chianciano
    IRAQ
    Ayatollah al Sayyed Ahmed al Baghdadi, religioso patriottico, leader dell’opposizione contro l’occupazione e l’imperialismo
    Abdul Jabbar al Kubaisy, segretario generale dell’Alleanza Patriottica Irachena e membro del Fronte Patriottico Nazionale Islamico
    Youssif Hamdan, professore universitario e leader del Partito comunista, unità del popolo (Ittihad Alshaab)
    Fadhil M Hussain, professore universitario e giornalista
    Ibrahim Sulman Rizk, medico
    Nouri N. Abd, leader del movimento giovanile e studentesco
    Asrar-A-Abdullatif, leader del Partito Comunista Iracheno (Comando Centrale)
    Mohamed al Khuzai, portavoce dell’ayatollah al Hassani, leader del movimento sciita contro l’occupazione, per l’unità e la riconciliazione irachena
    PALESTINA
    Waleed Ha Al Modallal, professore di Scienze politiche presso l’Università islamica di Gaza
    Mohammed Ha Alissa, esponente della sinistra del movimento di liberazione palestinese
    LIBANO
    Samah Idriss, intellettuale, sostenitore della resistenza nazionale libanese, direttore della rivista letteraria araba "Al Adab"
    Samir Diab, membro del Comitato politico del Partito Comunista Libanese
    Marie Nassif, membro dell’Ufficio politico del Partito Comunista Libanese
    GIORDANIA
    Hisham Bustani, giornalista ed esponente dell’opposizione democratica giordana
    Infine, stiamo lavorando per avere la presenza di esponenti afghani e somali
    Il programma completo della Conferenza verrà reso pubblico prossimamente.



    A luta continua

  3. #3
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    A luta continua

  4. #4
    CON LA RESISTENZA!
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    "Il Ribelle è deciso ad opporre Resistenza. Il suo intento è dare battaglia, sia pure disperata"
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    Intervento conclusivo di Moreno Pasquinelli:

    "[...]Questa conferenza avrebbe dovuto svolgersi due anni fa, ma il governo Berlusconi, con il ministro degli esteri Fini e tutti gli apparati di sicurezza, sotto potenti pressioni nord-americane, decisero di impedirla, e quell'impedimento creò una frattura all'interno della Comunità Internazionale, poichè c'era chi riteneva che quella Conferenza andasse comunque fatta, pur senza le delegazioni.
    Io penso che invece avemmo ragione noi nel non voler dare soddisfazione al Governo Berlusconi, che nel momento in cui impediva alle Resistenze di venire in un Paese Occidentale, nel cuore dell'Europa, se la Conferenza fosse stata comunque fatta, si sarebbe vantato e fatto bello e avrebbe detto "Beh, vedete, siamo un Paese democratico, la conferenza ve l'abbiamo lasciata fare..."

    Avemmo fatto bene noi, perchè una conferenza senza la presenza delle legittime Resistenze non avrebbe avuto nessun significato.
    Il significato dell'evento è stato proprio questo: portare in un Paese NATO, sfidando l’egemonia americana, sfidando i governi che si susseguono in questo Paese, portare qui, nel ventre della bestia, le voci delle Resistenze.
    Abbiamo ottenuto una vittoria importante perché ci hanno assillato, accerchiato, massacrato con il fatto che noi sosterremmo il Terrorismo.
    C’è stata una campagna massacrante dopo l’11 settembre 2001.
    E invece i veri terroristi li abbiamo portati qui.
    I media in questo caso hanno scelto il basso profilo, se considerate che in altre occasioni hanno sollevato campagne mediatiche di propaganda e di calunnia, di diffamazione, di ostracismo verso gli antimperialisti italiani, e in modo particolare con una violenza a dir poco senza precedenti.
    Questa volta sono stati silenti, e hanno scelto il basso profilo solo perché NOI abbiamo scavato bene; e per NOI intendo tutti coloro che hanno contribuito a far si che quest’assemblea Internazionale fosse possibile, ma anche le forze antimperialiste non presenti oggi.
    Li abbiamo battuti. Hanno scelto il basso profilo perché non possono giustificare che c’è un’Assemblea Terrorista che si svolge in Italia.
    Li abbiamo battuti per questo e perché abbiamo ottenuto il diritto di parola per i compagni e fratelli Libanesi, Iraqeni, Afgani, Palestinesi…
    Ma li abbiamo battuti anche perché abbiamo costruito, negli ultimi anni, con una politica tenace, coraggiosa, paziente, un consenso all’idea che la Resistenza non è soltanto Legittima, ma che ha il DIRITTO di VINCERE.
    Il fatto che questa conferenza si sia potuta svolgere, è già un gran successone, anche sul piano simbolico.
    Ma lo scopo non era solo questo. Lo scopo non era PRIMARIAMENTE questo.
    Lo scopo era rafforzare la spinta unitaria che viene dal basso, dal profondo delle Resistenze armate e non nei Paesi aggrediti dall’imperialismo; era incoraggiare l’UNITA’ delle forze combattenti e far si che ilo movimento antimperialista europeo, nord-americano, internazionale, fosse dentro il processo unitario delle Resistenze antimperialiste.
    [….]Questa conferenza è stata un SUCCESSo perché non è stato facile mettere nella stessa stanza, seduti intorno allo stesso tavolo a dialogare pezzi di Resistenza che non dialogano fra loro, e molto spesso combattono tra loro.
    […]Lo scopo della conferenza era: tenendo conto di queste differenze, tenendo conto che c’è una battaglia politica molto aspra tra queste resistenze, nonostante il nemico sia comune, tentare di ridurre le distanze tra le Resistenze stesse.
    Forse ci siamo posti un obiettivo arduo, ma ci siamo posti questo obiettivo per tentare di trovare un linguaggio comune, dei sentimenti comuni ed una soluzione comune, un appello comune affinché si uscisse da questa conferenza con un testo che ci impegnasse tutti.
    Quest’ultima cosa non è stata possibile. Ma l’avevamo messo in conto perché quest’Assemblea Internazionale non è stata un evento unico, ma ha avuto i suoi precedenti a Beirut e al Cairo.
    Sappiamo che ci sono divergenze su cui le forze antimperialiste non riescono a trovare un’intesa. Lo sapevamo, l’avevamo messo in conto ed anche questa volta abbiamo dovuto registrare che le differenze sono profonde.
    C’è un problema centrale, ed è quello del ruolo svolto dall’Iran in Medio Oriente.
    Non voglio stare qui a fare un discorso arbitrale perché non mi si confa.
    Però è evidente che ieri le il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità delle Risoluzioni contro l’Iran.
    Sappiamo bene che se ci dovesse essere un attacco americano-sionista all’Iran, noi saremo in prima fila contro questa guerra, contro quest’invasione.
    Poiché noi siamo contro l’imperialismo per ragioni geopolitiche, contro l’imperialismo per ragioni di principio, per ragioni etiche e morali.
    I bambini che moriranno in Iran non sono meno importanti o figli di un dio minore rispetto a quelli che muiono in Libano, a Gaza o a Bagdad!
    […]I compagni iraqueni sanno che il movimento antimperialista è contro la guerra. Le forze antimperialiste si sono mobilitate in modo fortissimo contro l’aggressione all’Iraq, ma questo non significa che tutti fossimo d’accordo sul governo del Baath o di Saddam Hussein.
    Noi dobbiamo essere partecipi e promotori di un grande movimento di massa qualora ci dovesse essere l’attacco all’Iran, e battere tutte quelle posizioni pacifistoidi, pacifiste che useranno tanti pretesti perché “Ahmadinejad è un dittatore, è un antisemita, ha fatto il convegno sul negazionismo”….. voi sapete che diranno questo. Io chiedo ai compagni iraqueni di capire la situazione in cui noi siamo, e di capire che l’imperialismo usa tanti metodi per dividere i popoli oppressi e per dividere gli antimperialisti e le Resistenze, e noi non accetteremo questo ricatto, secondo cui se sosteniamo l’Iran siamo antisemiti, negazionisti e tutte queste cazzate!
    Quello che voglio dirvi è che questo non vuol nemmeno dire che noi possiamo accettare il guioco geopolitico che Theran svolge in Medio Oriente.
    Ritengo che sia vero ciò che dicono i compagni iraqueni: non ci sarebbe stata l’aggressione americana in Iraq senza il semaforo verde di Theran.
    E’ vero, Theran ha riconosciuto subito il governo Bremer. Non parliamo del governo fantoccio che ci sarà dopo le elezioni che si sono svolte, ma del governo Bremer, dell’uomo di Bush.
    Questo però non vuol dire che Theran sia un fantoccio nelle mani dell’imperialismo americano. Non possiamo credere che sia tutta una visione paranoica di Bush che qualifica quei paesi come Asse del Male solo per una specie di escamotage propagandistico e che in realtà, sotto sotto, ci sia un’alleanza.
    Theran ha una sua geopolitica in Medio Oriente, che capiamo, ma che non condividiamo.
    Non è la prima volta…vogliamo parlare dell’Unione Sovietica? Che cos’era? Lo vogliamo definire un Paese antimperialista solo perché ha sostenuto i sandinisti in America Latina?e poi in Afghanistan che facciamo?e quando schiacciava le rivolte popolari nell’est Europa?
    In alcuni teatri svolgeva un ruolo progressivo, in altri sbagliato.
    Anche qui avevamo il caso di un Paese che ovviamente era antagonista rispetto agli Stati Uniti, ma che svolgeva una sua geopolitica.
    Anche Theran ha una sua geopolitica.
    Non potete chiedere ad un movimento antimperialista di condividere le geopolitica di qualsiasi Stato.
    […] Ma l’Iran non è un Paese imperialista, l’Iran è un Paese di tipo coloniale. L’Iran cerca di uscire dalla sudditanza a cui lo spinge il sistema imperialistico a suo modo, e a suo modo compie degli errori clamorosi, come quello di aver sostenuto i governi fantoccio a Bagdad, come quello di aver collaborato con i suoi servizi, IN Iraq, per contrastare la Resistenza.
    Possiamo dirlo? Si, DOBBIAMO dirlo.
    Ma difenderemo l’Iran se verrà attaccato dall’imperialismo, nonostante questi errori che sono errori molto gravi.
    […]C’è differenza tra movimenti di Resistenza popolare e governi, e Stati, e Nazioni. Non sono la stessa cosa; hanno logiche che seguono obiettivi e percorsi differenti, che a volte si incrociano e altre no.
    Noi siamo qui per sostenere i movimenti popolari della Resistenza, non sosteniamo nessuno Stato e non sottoscriviamo nessuna dichiarazione di nessun governo!
    E questo vale anche per quanto riguarda il governo di Chavez, quello a noi più vicino di tutti, che svolge un ruolo assolutamente positivo per tutta l’America Latina. E noi sosteniamo questo governo.
    Tuttavia, noi possiamo capire che, per esigenze geopolitiche, quello Stato sia “costretto” a fare dei compromessi con l’Imperialismo, appoggiare alleati incerti….e noi non possiamo seguirlo fino a quel punto.
    E qui si ritorna al problema iniziale: come è possibile unire queste forze, se c’è una differenza così profonda nell’apprezzamento della politica iraniana?
    Quello che voglio dire è che per i suoi fini geopolitici l’Iran potrebbe giocare un ruolo importante nella lotta contro il sionismo e l’Imperialismo, ma se giocherà questo ruolo così importante sotto l’attacco americano, quello che DEVE accedere è che le forze che controlla a Bagdad DEVONO schierarsi con la Resistenza iraquena, DEVONO smetterla di stare in mezzo o di compiere azioni sporche. Poiché queste azioni sono state compiute e vengono tutt’ora compiute.
    Forse non tutto il male viene per nuocere…. Voglio dire: se ci sarà un’invasione anglo-americana all’Iran, noi ci aspettiamo che tutte quelle forze che ancora non sono con la Resistenza iraquena, decideranno di entrare nella lotta per CACCIARE i militari americani, per CACCIARE gli invasori. Anche solo per aiutare quello che vedono come il “Paese fratello”.
    Forse non tutto il male viene per nuocere.
    Ma oggi non è così: oggi c’è divisione, e nelle strade di Bagdad scorre sangue tra le stesse forze che sono con gli occupanti americani, tra le stesse forze che si oppongono all’invasione.
    Noi non siamo riusciti in questo compito, lo sapevamo. Quindi concluderemo con una risoluzione che rappresenterà il Praesidium di quest’assemblea Internazionale.
    L’obiettivo era quello di fare in modo che questa risoluzione fosse presentata dalle Delegazioni.
    Tuttavia, nonostante ciò, noi dobbiamo registrare un passo avanti, sapendo quanto arduo fosse l’obiettivo che ci eravamo posti.
    Un passo avanti è stato fatto perché posso assicurarvi che, anche se su alcune formulazioni, come avviene sempre durante la redazione di un documento a carattere internazionale, dove si battaglia su ogni parola, si battaglia su ogni concetto, debbo dare atto a tutte le Delegazioni Internazionale di essere state serie, molto.
    Si sta parlando di come si concepisce il mondo futuro, si sta parlando delle strategie per combattere l’egemonia americana.
    Non è facile trovare un terreno unitario. Però su questo continueremo a lavorare.
    Debbo dire che da parte loro c’è stato un forte impegno, e il segnale positivo è questo:
    Loro accettano, tutti quanti accettiamo, che le Resistenze non sono solo LEGITTIME,ma DEBBONO VINCERE. Gli iraqueni riconoscono, rispettano e si augurano una vittoria della Resistenza libanese, ed altrettanto vale per i compagni libanesi rispetto agli iraqueni.
    Noi dobbiamo partire da qui, da questo piccolo passo in avanti.
    Ci sono divergenze, è vero, ma anche tantissimi elementi su cui è possibile convergere; e lo vedremo nella risoluzione finale che, nonostante non sarà presentata dalle delegazioni ma dal Praesidium, tiene conto, nel modo che per noi è stato il più avanzato, il migliore, il più rispettoso di tutte le commissioni, delle idee, delle storie, dei percorsi di tutte la Resistenze.
    E questo è il primo punto.
    Il secondo punto riguarda il fatto se questa conferenza aiuterà noi, antimperialisti italiani e d’Europa, ad intensificare i nostri sforzi per sostenere questa Resistenza.
    Debbo dire che si potrebbe anche essere pessimisti, se si considera il fatto che l’invito alla partecipazione ed alla realizzazione della conferenza è stato inoltrato ad altre forze, con cui di solito cooperiamo, e ci è stato risposto di no. Ci è stato risposto di no perché, nonostante dicano che le Resistenze sono legittime ed abbiano il diritto di vincere, […] preferiscono tenere il piede in due staffe.
    E preferiscono tenere il piede in due staffe perché ancora sperano che una parte della sinistra istituzionale e del movimento pacifista possa essere recuperato su di un terreno più avanzato e antimperialista.
    Io debbo dirvi che sono pessimista. […] Qui c’è una missione di mondo nel mezzo.
    Io penso di essere d’accordo con il compagno norvegese che mi ha preceduto riguardo al fatto che bisogna lavorare nei sindacati, nel social-forum, però è anche vero che ci siamo sforzati in questi anni di far capire che ci sono alcune questioni di principio che sono assolutamente decisive per costruire un movimento serio: il legame con le Resistenze ed il rifiuto categorico dell’Imperialismo.
    E’ su questa categoria dell’imperialismo che non c’è accordo. […]Tanti fratelli musulmani sono le vittime di questo sistema di merda, qualsiasi sia il governo che si succeda.[…]
    Questo governo, come quelli precedenti, sta includendo l’imperialismo, non lo sta escludendo.
    L’imperialismo non è quella bestia strana che c’è solamente se è di destra o se c’è Bush. L’imperialismo è un sistema tentacolare, poliforme, l’imperialismo è entrato anche nella testa della gente, l’imperialismo è nella testa degli stessi pacifisti, che vogliono essere neutrali di fronte a questa guerra. In fondo loro sono come D’Alema, equivicini.
    Quindi io sono un po’ pessimista nel fatto che nei prossimi anni sia possibile recuperare una parte di queste persone.
    Quindi qual’è il senso della nostra lotta? La nostra lotta non può basarsi nel fare il corteo più numeroso o avere convegni più partecipati. La nostra battaglia è storica, e non solo perché ha un forte carattere culturale e simbolico, ma è storica perché dobbiamo lasciare alle future generazioni una traccia, un solco su cui potranno lavorare.
    Dobbiamo lasciare la testimonianza che nel momento in cui l’Imperialismo guidato dagli americani incrudiva la sua barbarie sul Medio Oriente e sui popoli oppressi, qui qualcuno ha detto NO e si è SCHIERATO dall’altra parte.
    […] quindi direi che noi abbiamo un ruolo storico….sulle nostre spalle, e sulle spalle di pochi altri, sta la possibilità che nell’Occidente Imperialista ci siano forze che aprano il ponte levatoio dell’Occidente, che dall’interno creino una fortezza antimperialista.
    Vi sembra un’opera da poco?
    Non la si fa a colpi di manifestazioni. Si fa ANCHE con le manifestazioni. Si fa rimanendo fedeli ai propri principi. Si fa essendo COERENTI. Si fa avendo il coraggio di stare in minoranza. Si fa avendo il coraggio anche di andare in prigione. Si fa non avendo paura di essere ghettizzati. Perché ce le dicono e ce le diranno di tutti i colori: ci diranno che siamo antisemiti, che siamo rosso-bruni, che siamo nazi-islamo-comunisti. Ce ne diranno di tutti i colori.
    E allora, o voi avrete il coraggio nei prossimi anni di avere l’OSTRACISMO di SISTEMA, che va da sinistra a destra, o avrete il coraggio di combattere anche soli in un angolo, soli in Occidente ma con la certezza che dall’altra parte c’è qualcuno che ci pensa e che ci sostiene con la lotta e con il cuore (e parlo delle Resistenze), o avrete, e avremo, questo coraggio, oppure ci dobbiamo assumere un’altra responsabilità storica negativa: quella di tagliare la memoria storica che viene da lontano, perché il movimento antimperialista in Italia non nasce negli anni ’60. L’Italia è un paese che ha cercato di gettarsi nella spartizione coloniale già a fine ‘800, con il governo Crispi, che era un governo di sinistra; e poi ha continuato Mussolini, la Democrazia Cristiana, e adesso questo governo. Il nostro movimento si è sempre schierato col nemico dei soldati italiani; si è schierato il Libia, dove gli italiani hanno compiuto massacri, si è schierato in Etiopia, dove gli italiani hanno compiuto massacri e genocidi ancora peggiori di quelli che stanno facendo gli israeliani con i palestinesi.
    […]Dovete avere la consapevolezza che i prossimi anni saranno duri, perché quest’Europa, che ambisce a diventare un polo imperialista indipendente, in realtà soggiace alla sudditanza nordamericana. Vorrebbe fare ma non può. Il caso della base di Vicenza ne è una conferma. Come lo è il caso scandaloso dei 24 agenti della CIA che, nonostante la richiesta di estradizione della Magistratura italiana (non degli antimperialisti!), il Governo si sta opponendo, in tutti i modi.
    Quindi c’è una sudditanza. E questa guerra che loro giustificano come contro un dittatore oper portare la Democrazia, afferra, in realtà, sia la destra che la sinistra e, purtroppo, anche molti elementi del movimento pacifista, che si trovano al Governo e che dopodomani voteranno per il rifinanziamento della missione in Afghanistan. Voteranno per tenere 2000 soldati italiani in Afghanistan. E vogliono dirci che sono truppe di pace, che sono lì per gli aiuti umanitari.
    Ma voi lo sapete chi sono i soldati italiani che stanno in Afghanistan?
    Sono un pochino peggio di quelli che stavano a Nassirya. Sono il fiore all’occhiello delle truppe speciali d’ASSALTO dell’esercito italiano. Ecco chi hanno spedito e chi vogliono mantenere in Afghanistan.
    Con quale coraggio Rifondazione comunista, tutti i pacifisti che hanno votato questa coalizione, ritengono che questa sia una RIDUZIONE DEL DANNO?! Guardate a quale sofisma sono ricorsi….è gente che non ha una morale, non sono solo opportunisti. E’ gente che non ha una morale.
    […] Noi abbiamo il dovere morale di difendere con le unghie e con i denti tutte le Resistenze.
    […] Se teniamo duro potremo costruire veramente un’opposizione seria, contro l’imperialismo ma anche contro il capitalismo.
    […]E se davvero la Resistenza iraquena si manterrà, e se davvero Bush incontrasse una Resistenza ancor più dura se tentasse l’escalation contro l’Iran, e se davvero i rapporti di forza nel mondo cambieranno nei prossimi anni, e se il VENTO DELLA RIVOLTA dal Medio Oriente verrà qui da noi, noi avremo un ruolo importante da svolgere, perché sono decenni che aspettiamo il momento per dare addosso a questo Sistema di merda!
    […] e siccome penso che questi imperialisti hanno delle gambe e dei piedi d’argilla, penso che grandi fatti si avvereranno, non subito, ma accadrà. E tutto verrà rimesso in discussione. E della mappatura, dell’attuale configurazione della politica italiana non resterà niente, andrà polverizzato.
    Questo per dirvi che non si tratta solo di antimperialismo, ma di resistere per costruire un mondo diverso, adesso che siamo tutti sulla difensiva.
    Il passaggio che ci consentirà di mettere loro sulla difensiva, è un passaggio che non deve prescindere dal sostegno alle Resistenze sulle prime linee del conflitto. E sto parlando delle Resistenze combattenti.
    Concludo dicendo, senza troppa prosopopea e troppa enfasi, che mi auguro che gli italiani e gli europei che hanno contribuito a costruire questa Conferenza Internazionale, stringano rapporti ancora più forti tra loro. […] Smettete di essere spettatori, smettete di stare alla finestra. Perché questa lotta è tanto dura, ed ognuno di voi è importante per la costruzione di un movimento antimperialista unito, in Italia ed in Europa, perché le Resistenze hanno bisogno anche di questo."

  5. #5
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    Se anche fosse tutto bello e tutto condivisibile, per il solo fatto che ci abbiano partecipato i comunitaristi, e' la solita schifezza che vorrebbe portare al superamento della dicotomia destra sinistra.

    Tanto e' che si vantano di aver partecipato attivamente nel forum della destra radicale.

    Ed ho detto tutto.

    Mai al fianco di fascisti, per niente, per nulla e per nessuno.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Antiglobal Visualizza Messaggio
    Se anche fosse tutto bello e tutto condivisibile, per il solo fatto che ci abbiano partecipato i comunitaristi, e' la solita schifezza che vorrebbe portare al superamento della dicotomia destra sinistra.

    Tanto e' che si vantano di aver partecipato attivamente nel forum della destra radicale.

    Ed ho detto tutto.

    Mai al fianco di fascisti, per niente, per nulla e per nessuno.

    Certo che ce ne vantiamo nel forum di DR. La discussione in questione è proprio sulla conferenza di CHianciano aperta da Lupa Nera e come detto anche in quella discussione, abbiamo il diritto di parteciparvi, visto che vi abbiamo partecipato attivamente. Tu invece come detto anche lì non si sa a aquale motivo stia partecipando a queste discussioni sulla conferenza di Chianciano visto che non sei in grado di discuterne per tuoi pesanti limiti di conoscenza sulla questione mediorientale, visto che stai su DR per corteggiare le fige e per farti fare i complimenti dai moderatori di DR.

    Ciao ciccio. Vai se devi andare....ma non ti incazzare

    A luta continua

 

 

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