
Originariamente Scritto da
ZENA
Mi vergognerei come uno struzzo.
Oltre a godere di un rapporto di lavoro privilegiato, per nulla raffrontabile a quello cui sono soggetti milioni di dipendenti privati e assolutamente estraneo alle quotidiane preoccupazioni di una Partita IVA, questi signori hanno compromesso - insieme a un governo, irresponsabile, che ha assecondato le loro richieste - il taglio dell'ICI sulla prima casa.
3.500.000 di persone, ben consapevoli di essere un peso per il ceto produttivo, hanno preteso 101 euro di aumento in busta paga. Robetta, certo: ma moltiplicando le cifre si arriva a quasi 4.000.000.000 di euro: l' intero PIL di una provincia come Aosta o Gorizia.
Quando costoro recupereranno la dignità di cui sono privi, provino a farsi un esame di coscienza e a pensare che, se si vogliono guadagnare cifre più significative, sarebbe giusto licenziarsi, trovarsi un impiego diverso o avviare un'attività.
Questione di moralità. Non fingano di non sapere, piangendo lacrime di coccodrillo, che sono privilegiati vezzeggiati dalla politica e dai sindacati (sempre contrari alle riorganizzazione delle piante organiche degli enti pubblici, tenuti quindi sotto il loro tallone) e che il loro numero "gonfiato" che è alla radice degli stipendi medio-bassi che percepiscono e che nonostante tutto oggi sarebbero miele per tanti precari del capitalismo, è anche la base della loro forza contrattuale.
Vogliono la botte piena e la moglie ubriaca. Ma questa è l'italia, il paese da cui il buon senso è scappato gambe in spalla.