Gli Usa adottano i dazi contro Pechino
Gli Usa hanno introdotto dei dazi sulla carta cinese. George W. Bush non ha «resistito» alle pressioni degli industriali locali e a quelle del ri-nascente protezionismo del partito democratico padrone del Congresso e ha adottato delle misure contro le esportazioni di carta da Pechino. Una cifra che assomma appena a 240 milioni di dollari l'anno. Appena, perché rappresenta solamente l'uno per cento dell'export made in China tuttavia avrà sicuramente un impatto «emotivo» ed economico. Poichè non viene più riconosciuta a Pechino la clausola di paese socialista; gli viene invece riconosciuto la status di economia di mercato e verrà trattato secondo regole di mercato libero. La scelta di Washington ha certamente un sapore punitivo nei confronti della Cina e avrà ripercussioni su altri paesi più poveri dell'America latina o differenti aree regionali (India etc.).
Gli Stati uniti adotteranno sempre più una strategia protezionista ora che ci si avvicina alla scadenza naturale del fast truck che riconosceva la libertà alla negoziazione commerciale al presidente. Sarà difficile che il Congresso voglia rinnovare questo potere a Bush, a meno che non si inaspriscano i toni nelle relazioni commerciali.
Ieri, Usa e Corea del Sud hanno firmato un trattato di libero scambio tra le due nazioni per incrementare il commercio fermo a 74 miliardi di dollari di interscambio. La Corea del Sud potrà essere scelta come «nazione preferita» e questo fatto apporterà molti più danni alle relazioni con la Cina, Taiwan e il Giappone.




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