Rifondazione e Verdi contro il maggioritario a doppio turno avanzato da Ds e Margherita
Giordano: "Stato confusionale della maggioranza". Bonelli: "Coalizione a rischio"
Legge elettorale, scontro nell'Unione
I "piccoli" in rivolta contro l'Ulivo
ROMA - Sale improvvisa le tensione nell'Ulivo. Esplode dopo la proposta avanzata ieri da Margherita e Ds di un ritorno al maggioritario con doppio turno. E' questo il modello di legge elettorale che hanno in mente i due maggiori partiti del centrosinistra. Un modello che, però, scatena l'ira di Rifondazione comunista, dei Verdi e di altri alleato "piccoli" della coalizione. "Sono sconcertato dallo stato confusionale in cui versano i partiti maggiori della nostra coalizione" dice il segretario comunista Franco Giordano. Che parla apertamente di voltafaccia rispetto all'accordo raggiunti tra i capigruppo dell'Unione sulla bozza Chiti: "Un'intesa che viene sconfessata dalla proposta di una legge che in qualche misura rialimenta il berlusconismo e lo mantiene in vita per tanto tempo" attacca Giordano. Nulla di tutto questo va bene a Rifondazione che rilancia il sistema tedesco.
Al fianco di Rifondazione scendono anche i Verdi che parlando senza mezzi termini di un rischio di "implosione" per il centrosinistra. "Il blitz dell'Ulivo non è un modo serio di lavorare e mette a rischio la coalizione dell'Unione" dice il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli. Come Rifondazione anche i Verdi annunciano la richiesta di "chiarimenti" e individuano nella bozza Chiti il modello elettorale su cui convergere. Ma dal capogruppo dell'Ulivo al Senato Anna Finocchiaro, arrivano parole caute: "La bozza chiti è un indirizzo molto lasco, che andrebbe lavorato parecchio".
Nel frattempo continuano gli incontri tra Romano Prodi e le forze politiche che si concluderanno nel pomeriggio con la delegazione dell'Ulivo. Stamattina è stata la volta di Marco Follini e dell'Italia dei Valori. Secondo Massimo Donadi, il capogruppo del partito di Di Pietro, Prodi e Chiti non sarebbero stati informati dell'iniziativa dell'Ulivo: "Questo ci rassicura, perchè almeno sappiamo che il governo è estraneo a questo disegno". Ma il ministro della Difesa Arturo Parisi avverte: "La bozza Chiti e quella Calderoli sono deboli serve una riforma che metta uno stop alla dinamica di frammentazione".
(Repubblica, 12 aprile 2007)
Eggià, ci vuole proprio un bel doppio turno, così passano al secondo turno Binetti, Rutelli, De Mita, Bobba e gli altri teodem del blobbone "democratico" (democratico si fa per dire) e magari nel mio collegio io dovrei andare a votarne uno, con il solito spauracchio del Berlusca! Not in my name, io questi non li voto.




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